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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

mercoledì 12 dicembre 2012

quante volte

quante infinite volte quello che con tanta fatica cerchiamo di esprimere se ne parte chiuso in una bottiglia a vagare tanto a lungo che quando siamo noi stessi a ritrovarlo stentiamo a riconoscerlo?

traduzione CLICK

capita il più delle volte e, quindi, infiniti sono i casi in cui quel concetto che verrebbe così giusto e appropriato, sfugge o resta nascosto.
eppure se "molliamo" l'idea che ogni emanazione debba necessariamente ottenere un feedback immediato, può succedere che appaiano come i fili di una ragnatela visibile solo se il sole la pizzica, connessioni, allacci, intrecci, ecc.
immagino sia successo a chiunque di accorgersi all'improvviso di essere all'interno di un momento che avvolge l'intorno di figurine emblema di tutte le parole per come sono state capite e arricchite da chi le ha trovate senza sapere come a chi rispondere.
prima o poi capita, lo so come so che sono incapace di spiegare i nessi logici del contenuto di questo post, anche se a me appaiono evidenti. 

Io che ho doppiato tre volte Capo Horn
e ho navigato sette volte i sette mari
e ho visto mostri ed animali rari,
l’anfesibena, le sirene, l’unicorno.
Io che tornavo fiero ad ogni porto
dopo una lotta, dopo un arrembaggio,
non son più quello e non ho più il coraggio
di veleggiare su un vascello morto.

Dov’è la ciurma che mi accompagnava
e assecondava ogni ribalderia?
Dov'è la forza che ci circondava?
Ora si è spenta ormai, sparita via.

Guardo le vele pendere afflosciate
con i cordami a penzolar nel vuoto,
che sbatton lenti contro le murate
con un moto continuo, senza scopo.

E vedo in aria un’insensata danza
di strani uccelli contro il cielo bigio
cantare un canto in questo mondo grigio,
un canto sordo ormai, senza speranza.
E qui da solo penso al mio passato,
vado a ritroso e frugo la mia vita,
una saga smarrita ed infinita
di quel che ho fatto, di quello che è stato.

Le verità non vere in cui credevo
scoppiavano spargendosi d’intorno,
ma altre ne avevo e giorno dopo giorno
se morivo più forte rinascevo.
E ora son solo e non ho più il conforto
di amici andati e sempre più mi assale
la noia a vuotar l’ultimo boccale
come un pensiero che mi si è ritorto.

Ma ancora farò vela e partirò
io da solo, e anche se sfinito,
la prua indirizzo verso l’infinito
che prima o poi, lo so, raggiungerò.

L’Ultima Thule attende al Nord estremo,
regno di ghiaccio eterno, senza vita,
e lassù questa mia sarà finita
nel freddo dove tutti finiremo.

L’Ultima Thule attende e dentro il fiordo
si spegnerà per sempre ogni passione,
si perderà in un’ultima canzone
di me e della mia nave anche il ricordo.



Versione cantata CLICK

4 commenti:

  1. :( ...non ho capito i nessi logici del contenuto di questo post, ma...guarda che ti regalo!
    E' un film di repertorio sa?!


    http://youtu.be/3OlQ762Qh-A

    ih ih ih!
    Notte.
    Paola

    RispondiElimina
  2. U' miracolo italiano...
    Il filmato su youtube che ti ho segnalato rientra nei tag del post: estinzione e rinascita, L'ULTIMA VOLTA e message in a bottle.

    Cattiva io!
    Di nuovo notte.
    Paola

    RispondiElimina
    Risposte
    1. meriti di sognartelo fino a domattina, thiè!

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