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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

domenica 30 novembre 2014

domenica avvisata...

Gino Cervi m'ha sempre ricordato mio nonno Bernardo.

far passare le giornate 'corte' è sempre stato un po' un mezzo incubo, ma adesso si esagera.
comunque, con una mano che regge un po' la musica provata e un po' trilogia siberiana e nell'altra le maniche di un maglione da finire ai ferri, neanche mi accorgo del terremoto.
ho percepito la pioggia, ma anche stavolta è un'allerta fasulla.
c'è chi dice 'meno male che si sono sbagliati' ma dissento.
diciamo pure che ci azzeccano una volta ogni dieci ed è questo il punto.
se sono incompetenti perché lasciarli al loro posto?
in ogni modo ci ha pensato il terremoto a gettare nel panico qualche ligure anche oggi.

tornando a mio nonno.
chissà come mi è capitato di rivedere delle puntate di uno sceneggiato in cui l'attore interpretava il famigerato commissario uscito dalle pagine scritte, forse in giornate altrettanto lugubri e tempestose, da Georges Simenon.
avevo un nitido ricordo della sigla con la voce di Luigi Tenco e di quelle atmosfere che sanno tanto di una Parigi antica mescolate a suggestioni investigative in erba e alla meravigliata sorpresa per la soluzione del caso di turno.
quanto erano diversi gli sceneggiati di allora eppure, ad avere voglia di vederli oggi, possono aiutare a far passare le lunghe ore delle giornate quando sono 'corte'.
avevo seguito le repliche della serie interpretata da Bruno Cremer, più recente di quella italiana, e casualmente ho potuto vedere lo stesso episodio in entrambe le versioni.
ora dovrò cercare il libro da cui è stato tratto perché gli sceneggiatori hanno aggiunto in ciascuno qualcosa di personale e diverso.
anche gli indizi e la loro repertazione è più attuale nelle serie francese.
ai tempi del Maigret di Mario Landi, chiunque passasse sulla scena del crimine smanacciava il corpo del reato e pure quello della vittima a suo piacere e senza remore.
di mandati di perquisizione e avvocati ad affiancare i testimoni o gli accusati, neanche l'ombra, e a parte la pipa perennemente fumante, nell'altra mano un calvados, una birra o male che vada un gotto de vin... eppure come in qualsiasi indagine investigativa di fantasia il finale arriva sempre entro il tempo stabilito e a danno dell'effettivo colpevole.
infatti mi piacciono i gialli, mi far pensare che da qualche parte e in qualche modo la mente umana riesca a partorire anche solo l'idea di una giusta condanna.




seconda parte
terza parte
quarta parte

4 commenti:

  1. altro che CSI Miami ... oppure i RIS di Parma ...
    quici vuole il pensiero di un grande regista

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    1. cos'è? un'istigazione al suicidio?

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    2. ehehe ma no ... per quello ci pensa equitalia

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    3. ecco, invece di cambiare discorso...

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