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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

lunedì 4 aprile 2016

il difetto è perfetto

di imperfezione e imperfezioni (le mie) ho già parlato, ma la memoria è un muscolo che va esercitato e volevo esser certa di aggiungere invece di ripetere.

dunque l'assunto è che il pregio sia corruttibile, quindi labile e momentaneo, mentre il difetto è assoluto.
puoi cercare di nasconderlo o mitigarlo, ma spunta fuori comunque.
ti caratterizza.
fa dire agli altri frasi tipo: 'sei sempre la/il stessa/o', 'è fatta/o così', 'è più forte di lei/lui' e se pure tacciono c'è la tua personale vocina a rimarcarlo.
dunque, se si mira alla perfezione, invece di accumulare pregi e poi finire male quando uno si inciampa in qualche tentazione insana, meglio tenersi cari i difetti e fare l'impossibile per possederli tutti così da garantirsi il coronamento assoluto, la totalità dell'irraggiungibile umano quasi (anzi senza quasi), diventare onnipotente, oltremodo imperfettibile (che tanto la lusinga di esser buoni difficilmente ci coglie).

7 commenti:

  1. la perfezione, per essere sopportabile, deve essere un istante fugace, quasi casuale, ed esemplare, l'imperfezione, al contrario, una costante che ci supporta e ci fa unici.
    massimolegnani

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    1. lo vedi che ho perso il pregio della memoria infallibile e conquistato quello della difettosità?
      ma certo! il wabi sabi!!mi hai fatto ricordare che ci avevo fatto un post!!!

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  2. sono andato a leggere e il wabi sabi mi si adatta come un vecchio maglione caldo :)
    massimolegnani

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    1. ecco allora attento alle tarme perché il mio se lo sono pappato.
      manco più lo zen mi è di conforto:(

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  3. i pregi sono stereotipati ...

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    1. questa te l'avevo già detta?
      Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andare d'accordo con tutti. Le cose grandi ai grandi, gli abissi ai profondi, le finezze ai sottili e le rarità ai rari.
      (Friedrich Nietzsche)

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    2. sarà un tuo difetto certamente, ma puoi appellarti al epetita iuvant ...

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