un incipit 'da paura' (anche il film), cinque, sei minuti iniziali che consiglio di vedere (anche il film).
è il racconto sfaccettato dell'individualità messa all'angolo, come una rassegna delle emozioni mute che possono diventare conflitto interiore inesprimibile ed essere, per_tanti, giudicate al pari di una malattia mentale da respingere ed emarginare.
un trovarsi all'angolo che conosco bene, di cui ho esperienza e che è pratica quotidiana, rifugio, guarigione.
questa dottoressa mi ricorda molto Sigourney Weaver, ma all'epoca del film aveva dieci anni.
RispondiEliminasono strane queste tue incursioni nella psiche tramite film ...
un po' perché son pigra, un po' per tenere insieme la ragnatela che lega i tempi (personale e oggettivo) alle cose 'umane' e un po' per caso...
Elimina