moto perpetuo
in fondo siamo acqua per il 65% e per il resto appaiati alle cozze e alle lumache in quanto a proteine e altri componenti.
dunque in qualche modo assomigliamo più all'oceano che alla terra, alle montagne o a un prato e ci muoviamo anche stando fermi.
il cuore e i polmoni, certo, ma anche il cervello è sempre 'connesso', e poi l'onda che abbiamo dentro e si muove orchestrata dalla luna.
Socrate diceva* che ciò che è in moto perpetuo è immortale.
ma c'è moto e moto perché invece si muore, si perdono i liquidi e il resto è poca roba tanto da stare in un vaso, ma per quaranta litri d'acqua serve un barile.
comunque sia, dire che 'polvere eri e polvere tornerai' è improprio, puzza di materialismo ed è quindi poco romantico (del resto chi l'ha detto, quando lo ha detto era infuriato).
invece si potrebbe benissimo dire che siamo gocce nel mare, piccole, sempre diverse, sballottate, a volte nuvole, a volte pioggia altre volte pozzanghere, cristalli di neve o che so? un sedano?
poco importa tanto un po' d'acqua è in tutte le cose ed è in questo senso che un po' siamo immortali.
l'anima?
ma esiste l'anima?

*L'anima, tutta, è immortale; infatti ciò che è in moto perpetuo è immortale: ciò che muove altro e ciò che è mosso da altro, quando cessa di muoversi, cessa di vivere. Dunque solo chi muove se stesso, dal momento che non lascia se stesso, non smette mai di muoversi, ma è fonte e principio (arché) di movimento anche per tutte le altre cose che si muovono. Il principio non è venuto a essere (ageneton): infatti ogni cosa che è venuta a essere, è venuta ad essere necessariamente da un principio, ma il principio non è venuto da niente. Perché se fosse venuto a essere da un principio, non sarebbe, a sua volta, principio. Poiché non è venuto ad essere, è anche necessariamente incorruttibile. Infatti se il principio cessasse di esistere, non sarebbe fatto venire a essere da niente, né altro verrebbe a essere da questo, se davvero bisogna che tutte le cose vengano ad essere da un principio. Ecco perché ciò che muove se stesso è principio di movimento. Ed esso non può né smettere di esistere né venire ad essere, o accadrà che tutto, il cielo e la terra, si fermerà cadendo in rovina, e non ci sarà mai più qualcosa che lo faccia muovere. Ma poiché ciò che si muove da sé è stato visto come immortale, chi dice che proprio questa è l'essenza (ousia) e la definizione dell'anima non farà una brutta figura. Infatti il corpo (soma) cui il movimento è dato dall'esterno è inanimato (apsychon), mentre ciò che lo dà a se stesso da sé è animato (empsychon), poiché questa è la natura dell'anima. Ma se questo è vero, che quanto si muove da sé non è nient'altro che anima, allora necessariamente l'anima è immortale e non venuta ad essere.
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