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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

domenica 12 agosto 2012

anche il nocino viene meglio fatto in casa

vero che l'alcool è caro, ma comunque a farsi gli sciroppi, le grappe, la birra, il vino, gli estratti in casa si risparmia.
il web è pieno di ricette, quindi tralascio, ricordo solo che il bosco d'estate offre un sacco di materia prima, quindi occhi aperti e fantasia a briglia sciolta.
detto questo, c'è un'altra cosa che si può fare o notare girellando "nella natura", funghi, castagne, certo; erbette selvatiche, ho già detto, marmellate, idem, ma non solo.
per apprezzare il post consiglio di spazzar via moralismi e ragionamenti ameni perchè torna in campo il discorso sull'istinto assassino, omicida o suicida poco importa.
la natura è capace di imbrogliare e gli abbagli sono facili, come diceva un esperto (che saluto perchè so che passa) "il rischio è quello di procurarsi solo un forte mal di pancia" magari scambiando o mescolando erbe letali con sosia innocui che annacquano la pozione.
il cumino dei prati e la cicuta sono pressochè identici salvo che nel fusto leggermente rossastro e più lungo di quello della pianta da cui si estrae il veleno.
in genere le bacche rosse sono tossiche e quelle mortali, anche in piccole quantità sono diverse (tranne il caso del tasso, che è mortale, fatta eccezione per le sue bacche, rosse, del tutto innocue).
sfortunatamente spesso ciò che è velenoso è anche pessimo al gusto, quindi va in qualche modo addolcito o si rischia di desistere o venire scoperti.
sanno tutti che le sostanze allucinogene come le altre droghe sono in buona parte derivate da piante e non necessariamente esotiche.
a parte le piantagioni di maria che però sono spesso identificate e quindi portano a sgradite conseguenze legali, l'ipomea, la datura stramonium (stramonio, ovvero erba del diavolo), la mandragora, il giusquiano, la belladonna, sono reperibili in natura o coltivabili senza destare sospetti.
in merito all'artemisia absinthium da cui si ricava l'assenzio non so che dire altro che, come le altre citate porta con sè leggende e tradizioni magiche che introducono a mondi oggi trascurati e che probabilmente meritano di essere approfonditi perchè i confini tra il salutare, il tossico, il letale o il curativo sono labili e dipendono in gran parte dalla conoscenza che se ne ha (oltre al dosaggio).

prontuario generale sulle piante tossiche CLICK


6 commenti:

  1. in francia si compera per poco l'alcol. in farmacia. almeno... fino a sei mesi fa si riusciva.

    lo stramonio non serve coltivalro. basta farsi una passeggiata lungofiume. ma sinceramente consiglio vivamente di starci attenti con le dosi, e soprattutto di fare l'esperienza solo assistiti da uno sobrio. e libero, per una dozzina di ore. (pero' vale la pena. una volta nella vita...)

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    1. eheheh, mi intendo poco di ste cose (per ora), ma bene saperle, a volte si pensa: "ma come faccio?" e magari ci si dimentica che volendo è piuttosto semplice:)
      chissà che coi tempi che corrono ___ mah!
      resta che "una volta" ci si arrangiava anche così.
      prudenza, certo hai fatto bene a ricordarlo anche se dubito che il post riceva visite di sconosciuti sprovveduti:)

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  2. io finirei di sicuro per raccogliere qualcosa di tossico, visto che non ci capisco una cippa.

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    1. appunto, è questo che dico nel post, come riconoscere le piante letali!

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  3. Le mie esperienze di produzioni di liquori fatti in casa si limitano al limoncello e alla sua versione aranciosa detta arancello . Notavo però in rete una differenza di dosi notevolissime......

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    1. strano, pensavo facessi la cedrata:)

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