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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

venerdì 25 settembre 2020

uno, due

 prima il festival del cinema di venezia, adesso il mondiale di ciclismo.

l'Italia sta volando dimostrandosi capace di sfidare e prendersi anche delle piccole soddisfazioni sul resto del mondo che per mesi l'ha derisa e irrisa.

un successo la prima manifestazione cinematografica del post covid e un mondiale organizzato in soli venti giorni dopo la rinuncia della svizzera e addirittura una medaglia d'oro spettacolare (la prima della storia) nella gara a cronometro maschile.

e poi l'uno due di Mattarella che in un batti baleno, inaspettatamente, sferra un destro micidiale al premier inglese... son soddisfazioni, sono.

lunedì 21 settembre 2020

la canzone popolare

 quando va meglio di quello che ci si aspettava o anche quando va meno peggio del previsto... si può quasi dire che sia andata bene e ho voglia di cantare una notissima canzone del secolo scorso a palla... 

gran sollievo... la girandola del vento sta cambiando orientamento.

uno bravo alla prossima fa il botto... intanto, qualcuno ha sentito o visto commentare il tipo che ci vuol far credere di aver speso 49 miliardi di euro in manifesti e altro?

domenica 20 settembre 2020

compagna rossanda

è l'aggettivo più usato a definirla ma il meno adatto a descrivere Rossana Rossanda che oggi ha smesso di partecipare, così come ha voluto fare fino al mese scorso, alla vita sociale e politica attuale invece di limitarsi ad assistere come le sarebbe spettato di diritto per la veneranda età e per tutte le lotte sostenute, le parole e l'impegno spesi e profusi senza poterne vedere né apprezzare i risultati.

mente lucida e autocritica di una sinistra degna di questo nome che invece di seguirla e comprenderla scelse di ripudiarla appena prima di perdere per sempre se stessa.

fedele e coerente agli ideali, perseverante nella linea di una rettitudine desueta e impraticata da chi oggi (forse), si dice toccato dalla sua morte e ipocritamente la compiange elevandola su altari su cui sicuramente a lei sarebbe stato indifferente salire.

personalità troppo complessa da comprendere e apprezzare a meno di essere stati, come lei, ragazze e ragazzi (comunisti) del secolo scorso...

venerdì 18 settembre 2020

ballando con i lupi

 voci di ululati, dicerie, leggende di paese a cui avevo dato poco credito e che mi auguro si spengano ora che il 'pastore' ha portato via il gregge dall'orto di teti che conto di riportare al suo antico effimero luccichio in un paio di stagioni invernali da passare a reimpostare e riparare i notevoli danni dello scriteriato che in cambio di gratuita ospitalità l'ha devastato e invaso di ogni genere di 'rumenta'.

sabato scorso ha riempito la sua arca furgone di polli, galline, pulcini e conigli scampati a volpi, faine e cinghiali e cinque capre sulla dozzina che c'era prima che un assalto del branco sbranasse due pecore in un agguato nel bosco e cinque in un raid direttamente dentro all'ovile.

anche il montone è finito giù dalla fascia e divorato sul posto dato il peso immane e intrasportabile.

il tutto è avvenuto in una notte intorno ai giorni della luna piena di inizio mese e nell'inspiegabile silenzio dei cani scemi di meco che abbaiano alle mosche, ma davanti ai cugini son restati muti acquattati nelle cucce.

nel paese sotto a questo c'è un altro piccolo ovile e altri ovini pascolano al limitare della città metropolitana, dunque manca poco all'arrivo dei lupi attirati anche dalla fauna che alberga nel bisagno dove sguazzano pacifiche famigliole di cinghiali, cinghialoni, cinghialetti e alcuni esemplari di sperduti daini e caprioli.

io conto sull'intelligenza dei canis lupus, sulla loro capacità di selezionare in base al peso e quantità di carne, nel mio caso davvero poca, praticamente una pellicola di pelle appoggiata mollemente su uno scheletro malsano e tirare dritto nel caso mi trovassi a passare sul loro cammino.

discernimento che ad altri branchi è dimostrano mancare e che anzi sarebbero ben felici se gli offrissi il pretesto.

l'idea di cercare un approccio pacifico mi attira poco, dunque meglio le barricate da costruire un pezzetto al giorno e per i lupi di città?

manco san francesco.




giovedì 17 settembre 2020

come la goccia che buca il sasso

posso dire che l'arrivo della tappa odierna del tour più sfigato della storia vale l'attesa di imprese mai tentate e la delusione generale.

due atleti, compagni di squadra, che si giocano l'arrivo abbracciati a due all'ora che lasciano al caso e al centimetro del foto finish l'onere di decretare la vittoria dopo salite impossibili e una fuga lunghissima che ha abbattuto quei pochi che ancora riescono a pedalare.

forse (direi sicuramente) il vincitore finale è lo stesso che li ha inseguiti in giallo, ma per una volta si è visto qualcosa dal sapore 'antico'...

invece io come fa la goccia che alla fine buca la montagna pianto di un centimetro al giorno i paletti dei nuovi cancelli perché le forze sono sempre al lumicino, ma è già un successo esser riuscita a tornare a uscire e far finta di lavorare.


giovedì 10 settembre 2020

indifendibili

 


tante, troppe vicende dolorose e violente hanno contraddistinto e stanno caratterizzando un clima da tempo avvelenato e ammorbato dalle complessità del momento.

consola che ancora ci sia e abbia voglia di uscire a manifestare una molto più rilevante folla di persone che pacificamente prende le distanze, ma gli indifendibili cominciano a essere tanti.

dai poliziotti che imperversano insensatamente soprattutto oltre oceano, ma non solo, ai genitori che massacrano i figli o li buttano appena nati nell'aiuola sotto casa.

bene a fatto il presidente della regione lazio a dichiarare fin da subito che le istituzioni si faranno carico delle spese legali della famiglia di Willy, il ragazzo dall'irresistibile sorriso morto schiacciato dai colpi di un branco di furie ignoranti e vigliacche allevate e cresciute probabilmente nel deserto di sentimenti e opportunità delle periferie urbane abbandonate e 'funzionali' a sistemi politicamente estremi e al malaffare.

riposino in pace tutti gli angeli caduti vittime dell'impazzimento generale e soprattutto ci si impegni di più per prevenire disgrazie annunciate e denunciate invece di sottovalutarle e ignorarle come è accaduto al piccolo Evan.


mercoledì 2 settembre 2020

Passepartout

trasversale in un po' in tutti i sensi, Philippe Daverio, sapeva accompagnare e interessare i suoi spettatori con una narrazione mai banale, priva di toni saccenti e zeppa di spunti e riferimenti spazio temporali capaci di descrivere l'immortalità delle opere veramente capaci di restare sempre attuali perché infinite.
un ricercatore di linguaggi descrittivi della sua materia che sapeva mettere a disposizione di tutti, un incantatore avulso dalle etichette dei modernismi e delle fazioni politiche che avrebbero voluto impossessarsene.
cosmopolita e visionario con una impronta pratica di sano realismo critico che lo ha sicuramente ostacolato, senza mai spegnerne il sorriso beffardo e ironico.
da poco uscito l'ultimo libro testamento della sua filosofia e immane cultura.