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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

martedì 25 febbraio 2020

e una conversazione amena

dopo quanto tempo?
tanto.
il gusto in bocca di parole e forme linguistiche desuete e vetuste espresse in forma garbata ma anche accorata e commossa.
quel darsi del tu come fosse un voi o un lei; un po' distaccato e allo stesso tempo tenuto incollato dal preferire termini assonanti al sentimento e all'emozione che si vuol tenere distante col pretesto di un argomento ritenuto importante per entrambi e, probabilmente, un noioso sproloquio per le appendici acustiche delle generazioni successive alle proprie.
un piacere allietante per l'animo e l'intelletto.
fraseggi e disquisizioni da vecchi bacucchi démodé.
eppure alla fine rimane sempre qualcosa che si accoccola come tra le coperte su un giaciglio di memorie e ricordi scoloriti e impolverati inaspettatamente ancora capaci di ravvivarsi e rallegrare.

domenica 23 febbraio 2020

innocenti evasioni

svaghi sportivi domenicali... (dal divano)
e mi chiedevo: ma chi è quello che si è inventato il biathlon?
no perché al pentathlon ci arrivo, posso capire che ai corpi armati possa servire molto e vario allenamento su più discipline e quindi le gare possano risultare utili a motivare gli atleti combattenti e non.
mi sfugge invece il motivo per cui oggi si gareggia a sciare, fermarsi e tirare.
cos'è? ti alleni a sparare in velocità a un orso che scappa quando basta un drone e lo becchi al primo colpo dal salotto di casa?
nobili origini di questa disciplina che però oggi ha un senso unicamente sportivo, un po' come la scherma o il tiro con l'arco.
uno dei tanti 'svaghi' e diletti umani che denotano quanto tempo venga sprecato in aspetti marginali e risibili a scapito dell'esercizio delle facoltà mentali di cui siamo, chi più chi meno, dotati.
ciò detto la scelta di assistere e tifare alle gare odierne del mondiale è valso a tenere a distanza il tam tam sulle nuove forme di attacco e difesa al nemico immaginario del momento sperando che nessuno si inventi, così, tanto per sport, una competizione tra chi sta facendo il peggio.

bene Wierer (due ori e due argenti) e Brignone (al momento prima assoluta della generale di sci)
l'oro, a me medesima, nel bagno caldo in una giornata uggiosa.

martedì 18 febbraio 2020

è finita la cannabis

e prosegue la penosa peregrinazione tra ambulatori medici e analisi... un percorso che mi ha fatto ricordare un vecchio post.
tutta presa dal resistere stoicamente fino al termine dell'inutile iter mantengo un occhio sul mondo le cui vicende in misura altrettanto notevole mi sfinisce e mi rende muta.
dal salvador dove il presidente fa entrare i militari armati in parlamento intimando di approvare una legge entro il termine di una settimana, alle vacanze sciistiche di uno dei matteo e l'altro che si esprime sull'aborto in maniera incommentabile mentre i 5s manifestano contro il governo di cui fanno parte e in Usa un discutibile miliardario pare l'unico capace di liberare il mondo dall'ossigenato; al covid 19 prossimo al suo ingresso nel continente africano con tutto quello che questo comporterà, ai 21° dell'artico, alle reti straripanti di plastica e pesci semi bolliti.
ché se ci penso male mi fa.
ma forse sono io, patologicamente incapace di capire e trovare le forze di oppormi e reagire.
troppo veloce, il mondo, troppe le assurdità incomprensibili e ingiustificabili.
e allora vai col fai da te.
son passata al cbd. molto meglio del thc.
via quel fastidioso senso di 'fattezza' in cui si perde il passato più prossimo e il futuro scappa per evitare di avverarsi.
mi dicono che sbaglio a isolarmi, sarà, ma ho niente voglia di consigli che poi sono gli stessi sia che vengano da parenti, conoscenti, medici o il lattaio.
ci vorrebbe altro che stordirsi, invece no.
in qualche modo ci sono arrivata da sola a 'guarire'.
è solo un altro inizio ma è qualcosa di più di guardare tutto un allargare le braccia scuotendo il capo.
più lucida, meno stanca e dolorante con ancora poco appetito, ma qualche ora di buon sonno in più guadagnato.
sto zitta come due giorni fa in corriera...
simpatico siparietto, io che redarguisco due adolescenti che poco dopo raccontano alla mamma che la corriera è rotta, devono aspettare il cambio e c'è pure una 'vecchietta' che rompe.
e oggi è il mio compleanno, il primo da conclamata vecchietta...

domenica 9 febbraio 2020

epimenide

secondo apuleio egli era capace di realizzare ciò che sapeva sarebbe avvenuto, una sorta di 'profezia del passato' che per aristotele conferiva a epimenide a capacità di individuare le vere cause dei problemi e di risolverli adeguatamente.
inizi del VI secolo a.c., come altri prima e dopo di lui in quel tempo, pascolava il gregge quando cade nel sonno.
passano cinquantasette anni e si sveglia.
il gregge è sparito e anche le persone che conosceva, la sua casa abitata da sconosciuti.
pure lui è cambiato.
durante il lungo letargo ha conosciuto le dee della verità e della giustizia acquisendo doti tali da conferirgli gli onori della fama nel gotha filosofico antico.

'era nel sonno che generava le sue profezie ed era sulla pelle che le scriveva'
(pag 113, teresa degli oracoli di arianna cecconi, prima di arrivarci neanche sapevo fosse esistito epimenide).

potevo tirar dritto, invece no.
mi son persa nella storia di epimenide e mancano ancora una ventina di pagine.
come avessi paura che finita la lettura passi l'intuizione che mi ha portato a sceglierla e apprezzarla.
sai come quando leggi qualcosa e intanto ti dici, 'ma guarda un po' cosa ho trovato' e mi sento in compagnia invece di sola tra tanta gente come al solito.
avevo deciso di ricominciare a leggere con ricette semplici di madeleine thien e invece mi è saltato in mano l'altro, come spesso succede l'anima (diciamo così) guida verso l'affine del momento.

venerdì 31 gennaio 2020

la città incerta

cosa rende così 'confondibile' uno spazio con un altro posto in tutt'altro luogo?
che sia un mondo geneticamente simile al nostro oppure uno spiazzo inatteso al di là di un tornante, la vibrazione dei sensi si accorda, oppure stride, con quanto viene percepito e memorizzato.
come un'orma dopo una nevicata, quando il manto comincia a sciogliersi proprio in quel punto e torna a farsi riconoscere.
come la fotografia di un luogo mai visto che sentiamo come fosse casa o un libro* che racconta i tuoi pensieri meglio di quanto tu stessa sia capace di fare.
un'invisibile consistenza percettiva che capita svanisca all'istante, molti la ritrovano, altri si perdono alla ricerca di una traccia diversa; fisicamente posti all'interno di un contesto abituale da cui sono emotivamente distanti.

due (e suoi multipli) piani paralleli e ci stà.
dicevano che vi fosse una città dove imparare a 'gestire' le reti di piani paralleli tra esseri che già mal sopportano le piccole discrepanze culturali, anche se la gran parte preferisce restare fisicamente in compagnia di chi si presta a interpretare i personaggi che scorrono nel proprio film mentale.
ci sono stata. è un gran via vai di gente in quartieri diversi tra loro, per esempio il mio immaginato è spoglio e deserto.
una dimensione particolare in cui tutto sembra predisposto all'inganno dei sensi.
fuori dal perimetro delle quattro mura di pietra con il pavimento di legno e un soffitto di travi, tutto è possibile.
salire in corriera e arrivare in città oppure trovarsi a varcare il confine senza averlo deciso o programmato e impossibilitata a rientrare.
intanto qualcuno ti parla o, peggio, ti telefona e il cervello in cuffia è rintronato, ma rispondi a proposito, fissi anche un appuntamento e pari cordiale.
bene tutto questo sparisce appena si interrompe la comunicazione, mai avvenuto.
nella città incerta insegnano che in quei casi si risponde: 'scusa mi richiami tu più tardi?'
mai, dicono: 'mai! dire ti richiamo'.
e poi scrivere tutto anche quando trovi i foglietti in tasca e neanche capisci cosa e chi li ha scritti.
su tutto il resto sono incerti anche i professori dell'incerto ateneo.
ma io preferisco visitare con occhi diversi più di visitare luoghi diversi.
cerco un disequilibrio stabile, mediano invece di parallelo o almeno questo è quanto ricordo più spesso di aver pensato.
poi svolto il vicolo e sono attratta dall'allontanarmi quanto più è possibile da tutto, me compresa e mi appaiono sullo sfondo le alpi svizzere con in primo piano la cassiera della coop che fa scorrere la spesa che mi appresto a pagare in stato di trance.
a volte le strade della città incerta sembrano quelle di roma piene di buche.
te ne vai in giro tranquilla e inciampi in un meteorite precipitato dalla realtà fisica in quella metafisica.
i residenti sono incerti ma propendono nel sostenere che sia identico anche per loro, hanno solo smesso di farci caso.

* teresa degli oracoli di arianna cecconi
(...) 'Questa è una storia di cose invisibili, di profezie e oracoli casalinghi, di libertà e del caso, della difficoltà di decidere, di scegliere, di amare, di crescere e di morire. E' una storia di famiglia, una storia di silenzi, di segni e della difficoltà di interpretarli. (pag 9)

giovedì 30 gennaio 2020

giochi di memoria


nella foto c'è un particolare difficile da trovare... ma c'è anche un'altra sfida a pier vai via dalle vigne... chissà se ancora si ricorda la zona ritratta e quella di fronte qui sotto?


l'effetto mandela e i falsi ricordi...

"La nostra memoria è molto più malleabile di quanto siamo disposti ad ammettere. Quando una figura d'autorità afferma che abbiamo vissuto un avvenimento, la maggior parte di noi trova difficile negarlo e inizia a riempire le lacune mediante l'immaginazione. Dopo un po' diventa quasi impossibile distinguere la realtà dalla fantasia, e cominciamo a credere alla menzogna . L'effetto è così potente che talvolta non è nemmeno necessaria la voce dell'autorità per ingannarci. A volte siamo perfettamente capaci di prenderci in giro da soli" (fonte)

la settima dimensione, cioè praticamente a metà della strada confusamente indicata da esperti di dimensioni superiori amici di alieni e sciamani.
diverso approccio da quello scientifico che invece si applica a studiare le dimensioni nascoste dell'universo che, in qualche misura hanno un po' a che fare con quelle altrettanto inesplorate della mente, della memoria e della tendenza a risvegliarsi da un nulla faticando a riannodare il prima con l'adesso.
e ti domandi: 'avrò preso impegni nel frattempo?' perché né sei consapevole che ne ve ne siano stati con chi è presente, nè con altre entità che, sospetti, ti abbiano momentaneamente rapito e appena restituito al mondo tridimensionale.
la prima volta nella vita in cui ho 'ciccato' un appuntamento senza averne il minimo sentore.
si chiama fibro fog, ma poco importa, la sensazione resta più che sgradevole e siccome se ci finisci dentro uscirne è casuale, resta solo di chiedere ai parenti di avere pazienza e ripetere le cose mentre le scrivo e abituarmi a essere trattata come una demente.
per il resto del tempo, che è poi la maggior parte, ti eserciti e ti alleni per 'arginare' l'intoppo, che speri passeggero e che invece sembra assomigliare di più a un autostoppista che si rifiuta tassativamente di scendere dalla macchina perché vuole visitare luoghi lontani trovando del tutto normale che chi guida sia felice di andarci con lui.






ps: dimenticavo, il particolare difficile da trovare sono due operai appesi al tetto del palazzo moderno


lunedì 27 gennaio 2020

se una farfalla batte le ali...

incerti tra crederci o meno, sta che quando ero quasi in cima alla lista dell'intervento si è bloccato tutto.
il sospetto che qualcuno sapesse già prima del giorno in cui è scattato l'allarme è forte se una settimana prima all'ospedale avevano già predisposto il piano di emergenza requisendo letti, sale operatorie e personale almeno per i prossimi due mesi.
tutto fermo, si riparte dal via come a monopoli e se ne riparla tra sei mesi / un anno.
grazie alla cina che ormai detesto ai massimi livelli per far viaggiare per il mondo i suoi prodotti scadenti e molto spesso 'velenosi', inquinarlo in modo oggettivamente insopportabile e, in ultimo stressare gli animi con fughe di virus e batteri che ammalano gli orti e potenzialmente ammazzano persone per ogni dove.
e siamo ancora fermi a ringraziare perché hanno imparato ad avvisarci.