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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

martedì 31 marzo 2020

il piatto piangerà

prendo spunto dal post sulle sementi di pier...

il caso vuole che sul corriere abbiano avuto la stessa idea e fornito bello e pronto un esaustivo schema grafico su quanto avrei raccontato e cioè:

problema da niente, andate dal 'coso' citato qui da euridice e sentite se ha qualcosa da dire sulla mia lapalissiana soluzione: sorteggiare tra gli adepti del pregatore televisivo i numeri necessari a coprire il gap... nel rispetto del suo motto preferito: prima gli italiani.

sabato 28 marzo 2020

apperò!

ci hanno costretto a comprare ogni minima cazzata e tuttora imperversano le pubblicità che stimolano (nelle loro empie intenzioni) ad acquistare a distanza una automobile (per poi farci cosa?), ma se questo apparecchio fosse davvero efficace a rilevare la contagiosità del covid 19, invece di propinare un'elemosina di 600 euro una tantum alle partite iva, quanto sarebbe meglio abbassarne il costo così da dotarne negozi, ristoranti, condomini, pronti soccorso, studi medici, ecc, ecc?
un po' come i misuratori della glicemia.
uno si fa il test e decide se uscire di casa.
torna e lo ripete e così via.
sarebbe un inizio per consentire di riprendere nuove attività conformi alla rivoluzione epocale che necessariamente dovremo affrontare.
al momento è stato  impossibile trovarne il costo e capirne il funzionamento.
si sa che l'apparecchio è più o meno grande come un tostapane ed è prodotto dai laboratori americani della Abbott (presenti anche in Italia e diversi altri Paesi). l'ente governativo statunitense preposto ne ha disposto l'utilizzo a partire dalla prossima settimana e si stima ne verranno messi a disposizione 50 mila al giorno.

più macchinoso, ma perfezionabile, l'iter per l'individuazione del virus, e suoi anticorpi, attraverso un prelievo ematico domiciliare da parte di alcuni istituti di analisi genovesi, che stanno già lavorando da giorni a pieno regime per soddisfare le numerosissime richieste.

altra genialata, tutta italiana, l'adattatore della maschera da snorkeling che diventa respiratore.
moltissime sono state regalate agli ospedali senza i raccordi che una rete di possessori di stampanti in 3d sul territorio stanno realizzando, spesso gratis, per realizzarle.

ultimo slancio di generoso altruismo quello di quanti abbiano dimestichezza con ago e filo per la produzione di mascherine 'domestiche' oltre a un certo numero di stabilimenti del settore tessile e della moda che si stanno riconvertendo per fornire dotazioni di protezione medico sanitaria.

al momento è questo il quadro di interventi più o meno spontanei sul campo.

adesso è il momento che si spremino le meningi gli economisti, i politici, chi fino ad oggi ci ha raccontato come e cosa era meglio fare... sempre viva per Draghi che ha avuto voglia di farsi risentire, grazie allo spettinato presidente Mattarella che si è fatto sentire vicino al suo popolo e strigliato quella parte di Europa che fa come se niente fosse accaduto, e pure al papa che almeno a livello scenografico e spirituale ha battuto un colpo.

stasera orologi avanti di un'ora, sessanta minuti di meno di contagi.

giovedì 26 marzo 2020

psiconeuroendocrinoimmunologia

l'altra sera uno dei vari esperti in tv ha detto che in giro ci sono più cretini che malati.
ovviamente il riferimento era a quanti si ostinano a trasgredire le regole restrittive imposte dal nostro governo (belle o brutte che siano, chiunque abbia un po' di cervello fa bene a rispettarle).
ciò detto e premesso un sentimento di vicinanza e riconoscenza per i medici e gli operatori sanitari impegnati al fronte e in seconda battuta per tutta la filiera che ci fa sopravvivere a livello alimentare, mi va di ragionare brevemente sugli aspetti potenzialmente positivi del particolare momento.

intanto sono stupita pure io di come il mio pensiero si stia orientando all'ottimismo dopo dieci lustri di catastrofismo.
è solo un iniziale barlume, ma ne sono comunque lieta.
a dare il via la riflessione che questo virus è tutt'altro che ignorante, anzi!
nel fare il suo lavoro, sembra scegliere con una sorta di discernimento.
da quanto visto finora, salva i bambini, risparmia le donne più del genere maschile, pare poco efficiente con le popolazioni di colore mentre risulta spietato con chi lo sbeffeggia, lo sfida, lo va a sfrugugliare (in pratica i cretini di cui sopra; sempre premesso il massimo rispetto per chi ha perso la vita e/o un congiunto).
soprattutto sta facendo un gran bene al regno animale e vegetale che stanno velocemente rinascendo e rinforzando il ruolo che svolgono in contrapposizione con l'operato umano.
il mare si ripopolerà, l'aria sarà più pulita, le foreste rinvigorite, il terreno più ricco.

insomma quanto non si è riusciti a fare e neanche ipotizzare si sta realizzando e costituisce un punto di ripartenza molto promettente (se lo si saprà interpretare).
da una parte l'uomo (e la donna) che corre per spegnere i focolai infettivi e dall'altra la natura che approfitta con energia e vigore della nostra latitanza riparando quanto più è possibile il suo stato precario di salute.

lo stesso dovremmo fare noi.
perché anche noi abbiano la facoltà di rigenerarci e condizionare positivamente il nostro pensiero.
la psiconeuroendocrinoimmunologia (pnei) è appunto la scienza che studia la capacità del cervello di sviluppare le sostanze utili al proprio benessere fino a facilitare i processi di autoguarigione.

qualche ulteriore link di approfondimento:
http://www.pnei-it.com/
https://sipnei.it/
http://www.psiconeuroendocrinoimmunologia.it/
https://www.fisicaquantistica.it/salute-ed-alimentazione/autoguarigione-un-processo-cerebrale
e ancora:
https://www.neuroscienze.net/autoguarigione-processo-cerebrale/
https://www.visioneolistica.it/autoguarigione/

in pratica quello che, per chi ha fede, fa o dovrebbero fare le religioni, le terapie olistiche e la filosofia zen, in particolare gli aspetti del paradosso come chiave di lettura, comprensione, adattamento e ricerca della soluzione.
insomma tutto ciò che può esser utile a un cambio d'ali per spiccare finalmente il volo verso modelli e stili di vita sostenibili e virtuosi.

mercoledì 25 marzo 2020

2 mila miliardi di dollari

questo è quanto ha appena buttato sul tavolo il presidente usa.
una cifra spaventosa e un approccio accattivante che potrebbe venire seguito... poi vedremo da chi e come.
il fumo negli occhi delle inezie riservate a lavoratori e famiglie, speriamo non accechi del tutto.
commenti ancora pochi e contraddittori, le borse oscillano ma se apprezzeranno è sicuro che sia perché la soluzione andrà a premiare i settori che maggiormente influiscono sul malessere globale.

e siccome oggi è il DanteDì, scelgo un terzina del XXXII canto dell'inferno come monito nel caso si rivelasse poi tutta una trumpata soprattutto in vista delle prossime elezioni americane.

«Omai», diss’io, «non vo’ che più favelle, 
malvagio traditor; ch’a la tua onta 
io porterò di te vere novelle».   

lunedì 23 marzo 2020

il nesso c'è, eccome

e sono persino stupita che alcuni lo neghino, lo considerino forzato o, semplicemente lo ignorino quando è del tutto evidente come ci viene detto da una vasta parte della comunità scientifica.
quanto accade nel mondo è sostanzialmente frutto o comunque fortemente condizionato dalle scelte umane.
che si tratti di cambiamento climatico, inquinamento, fenomeni migratori, covid 19, psico patologie, abitudini sociali, consumi alimentari, degrado culturale, ecc.
ogni singolo aspetto è legato all'altro e produce effetti negativi sulla vita umana.
quando è possibile si da la colpa a una determinata categoria di persone cercando di allontanarla da sé, quando invece la crisi sembra arrivare senza il concorso umano si diventa improvvisamente 'comprensivi' e rassegnati in paziente attesa che passi.
nel caso specifico ci si svuota dell'odio per l'untore cinese non appena si viene accusati a nostra volta di esserlo e allora ci si sente toccati nell'onore, si reagisce, ci si autoassolve e ci si giustifica in mille maniere.

colgo l'attimo, oggi tiriamo il fiato almeno fino al bollettino delle 18 che potrebbe indicare una ulteriore flessione dei contagi e già si coglie nell'eco delle chiacchiere da paese la convinzione che se ne stia uscendo.
occhiatacce a chi insinua che seguiranno altri allarmi e ulteriori ondate di ricoveri e decessi.
in primis, mi verrebbe da dire, conseguenza dell'isolamento e conseguente ineluttabile contagio tra i conviventi; poi quelli derivati dagli spostamenti e dalle diverse politiche sanitarie applicate dagli stati; fino al lassismo che porterà gli individui a trascurare o dimenticare le normali norme igieniche e di distanza sociale che invece dovrebbero essere sempre seguite e praticate come ben sanno gli immuno depressi.
intanto perché fino a quando saremo senza vaccino il virus camminerà e poi perché, spento questo, probabilmente ne arriveranno altri ancor più agguerriti come del resto ci si aspettava da anni prima che comparisse il covid19.

a livello sanitario si sta facendo il massimo, mentre per quanto riguarda i rimedi economici e la gestione della collettività c'è molto da dire.
l'impressione è che si ragioni seguendo le logiche di un capitalismo globale cercando di salvaguardare settori industriali che invece sarebbe più saggio approfittare dell'occasione per riconvertire e distribuire poche briciole allo stuolo di persone improvvisamente rimaste senza soldi e lavoro.

collettivamente ben accetto anche l'utilizzo dell'applicazione di sistemi di controllo e monitoraggio delle abitudini e degli spostamenti e la presenza dell'esercito armato di mitra ai bordi delle strade... (a me fa venire i brividi).
ma tutto è lecito data la portata del pericolo per come ci viene presentato, perché farsi un'idea precisa e realistica è del tutto impossibile.
se però metto insieme i pezzi collezionati e raccolti in questo blog in dieci anni per me è del tutto evidente che il virus da debellare sia un altro da quello di cui ci stiamo occupando.

foto di Mitz Patil

sabato 21 marzo 2020

rido poco e piango meno

anzi quasi mai.

forse perché vivo sola e isolatamente quindi senza nessuno a pigiare sui tasti delicati di un animo empatico e ultrasensibile che vive acquattato dietro la maschera arcigna del volto e delle parole ironiche tendenti al cinico.
faccio la vita che sono capace di fare dopo averla tanto desiderata aspettando che gli sbattimenti e le incombenze si smaltissero e lasciassero il posto alle passioni che solo in parte emergevano e trovavano spazi angusti e scuse per manifestarsi.
il più delle volte incompresi e osteggiati, spesso criticati e giudicati eccessivi.
compagnia di vita per quasi vent'anni, la micia che non muore mai.
mi capiva al volo e reagiva, seguendo il mio esempio, con alterigia, ribellione e scontrosità verso tutto e verso tutti fino all'ultimo respiro che è in fine stato come uno sbadiglio un attimo prima di abbandonarsi serenamente a quell'altra vita di cui nessuno sa e può raccontare.

è da lei che ho imparato a dormire invece di piangere.
a resistere con apparente indifferenza e superiorità.
a graffiare e soffiare a chi si avvicina, o tenta di farlo, più del consentito.
a ricominciare ogni giorno da capo come fosse la prima volta ma senza dimenticare la lezione dei giorni precedenti.

di più proprio era impossibile chiederle, me lo ha fatto capire ieri mattina.
dopo essersi sbaffata un bel po' di carne cruda si è trascinata in mezzo alla strada e si è sdraiata.
mi ha guardato e mi ha detto: spero solo che una macchina mi passi sopra.
e per esser sicura che avessi capito e mi decidessi a fare qualcosa, ha poi miagolato piano tutto il giorno in quel modo che sa darmi tanto sui nervi e quando è arrivato il veterinario mi ha detto: mi sa che ci siamo e tante altre cose mentre il sonno la prendeva fino allo sbadiglio finale.

ero pronta, avevo già pianto un po' nei giorni scorsi e sul momento l'ho solo invidiata.
poi mi sono addormentata e risvegliata per mangiare una cosa, riaddormentarmi e ridestarmi per fumare una sigaretta, riaddormentarmi e ri alzarmi dal divano per pulire il suo spazio e sistemare presso altri gattari le scorte di scatolette e la sabbia, rimettermi a letto e scendere piano le scale per non farmi sentire da lei che però adesso dorme e sogna altrove e io con lei subito dopo cena e fino a domani mattina o a quando il mio organismo avrà metabolizzato la perdita di un'amica animale geniale e creativa, maestra di filosofia e di dignitoso ritegno, giocosa e irriverente vecchietta a cui interessa pochissimo d'esser capita o accarezzata, che chiede solo di essere lasciata in pace nel suo mondo e di scegliere chi preferire e far entrare, ma solo per un istante che due son già troppi.


mercoledì 18 marzo 2020

canta che ti passa

e passerà presto anche la (ridicola) moda di cantare dalle finestre e dai social e quella appendere pietosi cartelli in cui nessun sano di mente può riuscire a credere.
tra qualche giorno ci si stuferà di stare a casa e si inventeranno nuovi modi per aggirare le regole, così metteranno il coprifuoco e allora resterà solo di aprire le finestre e sparare al vicino così, tanto per sport, per noia, per imbecillità e impazzimento generale.
esagero?
scommettiamo?

manco a farlo apposta
dopo poche ore esce la notizia...