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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

sabato 23 settembre 2017

rumori molesti*

orbene, ciò di cui mi preme oggi parlare è quel rumore fastidioso di fondo che emanano talune persone sia quando tacciono e sia quando emettono suoni: che siano pianti, risa, frasi o improperi.
un paio di anni fa, una ricerca scientifica ha rivelato che anche le parole 'pensate' producono una traccia sonora, o per meglio dire 'muovono' i neuroni come se fossero proferite.
altri 'esperti' hanno tradotto le onde cerebrali in musica e vari artisti (fin dai mitici anni '60) integrano nelle loro performance i suoni prodotti dagli input cerebrali registrati dai comuni strumenti diagnostici di rilevazione dell'attività cerebrale in medicina.
nell'audio qui sotto, il risultato della collaborazione di un artista sonoro e un neurologo che insieme hanno ideato uno stetoscopio cerebrale, uno strumento in grado di tradurre in 'musica' gli attacchi epilettici dei pazienti con lo scopo di alleviarne i sintomi.



ma quello che volevo dire è un'altra cosa e cioè quanto sia fastidioso interloquire o anche solo stare accanto a qualcuno che, pur tacendo, fa una gran caciara tanto che ti viene da chiederti che cosa abbia nella testa? un'informe ammasso di rottami che ruotano come fossero nel cestello della lavatrice?
tapparsi le orecchie è inutile.
quel tipo di disturbo, essendo appunto un'onda, urta comunque le mie meningi che all'istante si mettono a sbuffare tentando di scappare lontano.
ma scappare dove?

*sottotitolo: il rocket man e il rimbambito

venerdì 22 settembre 2017

qualcosa di strano e leggermente inquietante



purtroppo mi sono persa lo spettacolo del fungo di qualche giorno fa, ma tra chi ha avuto la fortuna di assistere dal vero a quello strano tramonto, immagino ci sarà stato qualcuno che deve aver pensato di trovarsi in prossimità di un evento catastrofico e altri che fosse sfuggito qualche missile atomico dal 38° parallelo. invece si è trattato di un fenomeno atmosferico 'raro' qui da noi e, fortunatamente contenuto a qualche temporale nell'area a est del capoluogo ligure.
occhio però, perché questo tipo di formazioni anomale possono produrre conseguenze tutt'altro che rasserenanti di cui si dovrebbe tener conto, ma le nuvole 'vanno... vengono...' diceva la canzone, come le chiacchiere sul clima e sul resto...

martedì 19 settembre 2017

rabbia, rabbia, rabbia



the school of life, ovvero una risposta per tutto in una lunga trafila di video dedicati a singoli aspetti (problematici e non) della vita umana a cura del'imprenditore culturale svizzero alain de botton abile a ordinare in rapida successione, e bella forma, rassicuranti banalità.
quelle di cui abbiamo bisogno quando il caos interiore ci sconcerta, anche se lo sappiamo (eccome se lo sappiamo) che l'effetto tranquillizzante durerà poco, perché è ovvio e banale che la ricetta che risolve il problema (sempre ammesso che esista una soluzione) è soggettiva.
a che serve suggerire all'obeso di evitare i dolci o al nevrotico di trattenere la rabbia?
quella che per anni ho gestito travestendola e adesso mi scappa fuori mio malgrado per un niente.
che poi un'idea della sua origine ce l'avrei anche, ma che cambia?
cosa resta altro da provare a fare per contenerla?
mi sposto altrove per l'ennesima volta per poi accorgermi che riaffiora comunque?
c'è e pare indissolubile: meglio scaricarla sul prossimo o rivolgerla a me stessa?
potendo è meglio canalizzarla 'positivamente'.
grazie!
ci arrivo anch'io!
è che mi faccio rabbia da sola, la autoproduco.
magari sono tanto stanca da faticare a uscire di casa, ma per la rabbia trovo sempre energia.
una fonte energetica rinnovabile e inesauribile che se esistesse un sistema per convertirla in kilowatt coprirebbe il fabbisogno di un intero paese.

mercoledì 13 settembre 2017

ma com'è che...

quando vendi qualcosa vale un'inezia e quando la vuoi comprare costa un occhio?

ok, ok, magari per la regina elisabetta fa poca differenza, ma la gente comune?
accumula per una vita oggetti pagati una fortuna (a seconda del proprio reddito) e beni rifugio che, quando escono dalla tana, puf!
'ah, ma vede, oggi nessuno li vuole più!' oppure: 'quello? va un tanto al chilo', e ancora: 'provi nei mercatini...'
e così il servizio di piatti bordati d'oro, i bicchieri di cristallo e tutto quanto 'guai a toccarlo che si rovina' dopo una vita passata sotto la polvere di insignificanti troumeau, appeso alle pareti o salvaguardato sotto orride foderine stile anni di quando è stato acquistato, lo puoi prendere e usare per sfogare il nervoso sfrantumandolo a terra così lo porti diretto in discarica in un sacco invece che impilato.
gioie e gioielli? stessa sorte, come se fosse l'unico oggetto, pagato come prezioso, che aspettassero proprio te per rifilarlo a qualcuno dato che quando va in vendita diventa una mezza ciofeca.
per gli immobili uguale.
se la zona è di pregio le condizioni sono pessime, se è in ordine dentro e fuori in un quartiere elegante è la pezzatura, se è in ordine dentro e fuori in un quartiere elegante con una pezzatura adeguata è servito male, se è in ordine dentro e fuori in un quartiere elegante con una pezzatura adeguata e ben servito... 'ma non ha il box'.
se è in ordine dentro e fuori in un quartiere elegante con una pezzatura adeguata ben servito e ha il box ha delle finiture particolari che sicuramente risulteranno sgradite necessitando di interventi.
senza scampo.

figuriamoci 'monetizzare' una collezione di più di mille portachiavi... a meno di venderla un pezzo alla volta sul web o mettersi per strada così che tra un milione di anni recuperi qualcosa.
essì perché ho visto che su ebay ste stronzate le trovi dai 3 ai 6 euro cad anche se li darei volentieri in blocco a un euro cad (che fa mille euro, buttali via!)

lunedì 11 settembre 2017

ottusa intelligenza

scienza e religione spiegano solo in parte e attraverso teorie contraddittorie le origini delle cose che pure conosciamo e usiamo quotidianamente.
anche sull'origine del petrolio c'è chi dice che sia biogenica e chi abiotica, mentre sull'epoca pare esserci accordo ed è tanto lontana nel tempo da risultare inimmaginabile per chi, come me, abbia scarsa dimestichezza con i grandi numeri.
sia come sia 'esso' (il petrolio) esiste ed è probabile che tra centinaia di milioni di anni qualcuno scoverà tra i sedimenti quello che è destinato a racchiudere la nostra epoca e lo userà.
per qualcosa di diverso da come usiamo oggi questa sostanza o di uguale, chissà!
infatti, chi mi dice che il passato sia unicamente un punto di partenza invece di un susseguirsi di un identico copione svecchiato e riadattato a seconda del livello di scemenza della specie dominante?
forse nel paleozoico erano i protozooi...
dev'essere andata che si siano impadroniti del mondo, lo abbiano colonizzato distruggendo tutto quanto incontrassero sul loro cammino, determinandone l'estinzione, fino all'arrivo dei dinosauri che a loro volta hanno interferito con i cicli di vita del loro habitat e poi un lungo periodo di stasi.
la prima estinzione di massa si fa risalire a 450 milioni di anni fa, la seconda 73 milioni di anni dopo (e ha impiegato tre milioni di anni per compiersi), per la terza (la peggiore) si deve risalire a 251 milioni di anni fa.
la quarta estinzione ha tratti simili all'epoca odierna (surriscaldamento del pianeta) e siamo a 203 milioni di anni fa e per l'ultima classificata (quella dei dinosauri) si parla di 65,95 milioni di anni fa (con uno scarto in più o in meno di soli quarantamila anni), che la natura ha recuperato a una velocità record (circa un secolo).
'nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma' secondo Lavoisier e sembra vero.
l'ordine superiore lo sa bene, ma forse è annoiato dall'attendere corsi e ricorsi o l'arrivo imprevisto di un sasso più o meno infuocato dal cielo.
ecco allora che ha pensato di dotare gli esseri viventi di una dote particolare così da renderli capaci di sfidarlo e divertirlo con giochi di distruzione di massa da cui far rinascere nuovi scenari.
solo che questa sorta di intelligenza l'ha affidata a piccole menti ottuse che, dopo diversi tentativi, e milioni di anni hanno finalmente prodotto lo scemo più scemo che ci sia mai stato.
circa duecento mila anni per renderlo così com'è da un paio di secoli.
lo spettacolo è quasi allestito.
i prossimi che verranno diranno di meteoriti e si avvarranno delle prove a suffragio: troppo rapido per essere dovuto ad altre cause...
questo siamo.
il sedimento irrilevante di un'intelligenza stupida e ottusa.

domenica 10 settembre 2017

venezia che sembra cannes

quest'anno la mostra del cinema al lido trovo abbia avuto una verve insolita che fa ben sperare per il futuro.
se a maggio cannes farà il suo com'è stato in passato forse, almeno il cinema, torna ad avere qualcosa che assomigli al ruolo che ha avuto in altri tempi e cioè quando era capace di attraversare il presente, svelare i diversi futuri che, a seconda del genere di appartenenza, si potevano immaginare o alle volte superare.
quello che indagava e denunciava le verità occultate, sapeva esprimere l'impegno sociale, proporre il divertimento intelligente, insomma un po' di quella cultura che negli ultimi decenni ha latitato nell'oblio.
dall'altra parte dell'oceano, invece, le cose sono sempre state un po' diverse, più frivole, e fatico a immaginare che agli oscar si potrà mai assistere al massimo dello sforzo culturale della settima arte.
o, più probabilmente sono io che ho dei gusti difficili.
comunque, dai, a venezia quest'anno il cinema sembra aver trovato un bandolo percorribile, una sorta di risveglio artistico del suo linguaggio che fa ben sperare.
essì perché a volte può accadere che qualcosa di bello, di nuovo e di intelligente si smuova per un piccolo particolare: un paesaggio, una foto, un'emozione, un viaggio, un incontro, un libro, oppure, appunto, un film (e c'è tanto bisogno di smuoversi quando si è finiti in un pantano).

martedì 5 settembre 2017

38° parallelo

a maggio sembrava che l'occasione delle olimpiadi invernali sarebbe valsa a rappacificare le due coree, ma a meno di cinque mesi dalle gare il clima è radicalmente meno cordiale e l'ipotesi di aprire la frontiera per il libero accesso di atleti e di pubblico sembra pura utopia (sempre che arrivino sia gli uni e sia gli altri).
come è stato la volta scorsa, anche per questa edizione si è scelta una sede insensata.
vero è che nelle ultime stagioni sciistiche di neve se ne trova poca anche sopra ai duemila metri, ma qui si arriva al massimo a milleduecento.
un clima caldo, quasi torrido e un'aria altrettanto irrespirabile: per gli attentati che allora precedettero i giochi di sochi (chi se li ricorda più) e per i giochi di guerra (atomica) di oggi che per ora trovano vittime solo nella flora e nella fauna locale, ma che qualche burlone sta pensando di allargare.
in questo scenario irrazionale e demenziale, che mi fa chiedere ogni giorno se sogno o son desta, chi si spremesse le meningi per cercare di tracciare un futuro prossimo, perderebbe sia il sonno e sia il tempo.
i grandi e frivoli interessi economici del business sportivo più della teoria della tregua olimpica faranno da freno temporale e probabilmente finirà a tarallucci e vino conditi dalla storiella della diplomazia che vince sulle contese di nessuno sa bene cosa; senza dimenticare che c'è anche la possibilità (magari ora è ancora presto, ma una prossima edizione chissà) che gli slalom si corrano tra le scie delle bombe invece che su piste innevate artificialmente e che le tv trasmettano l'evento ignorando il contesto, tipo video game.
sceglie lo spettatore a quale prova assistere se alla gara o alla guerra, l'importante è che a farsi male sia qualcun altro e se a farne le spese, in entrambi i casi è il vecchio mondo, per cui fa nessuna differenza se gli spariamo una bomba o della neve artificiale, importa poco, anzi, pare proprio che ci si diverta di più se è a danno di qualcosa o di qualcuno.