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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

venerdì 9 dicembre 2016

giù il cappello sulle ventitré

tante sono le delegazioni che sergio si deve sciroppare entro domani prima di comunicare una decisione che sarà condivisa si e no con una manciata di persone che nel frattempo fanno finta di litigare e fare pace via twitter.
giusto ventitré perché alcuni (anzi parecchi) hanno dovuto unirsi tra loro per portare a casa la pagnotta... prendi gal che ha al suo interno sette 'partiti' diversi, probabilmente costituiti da una sola persona eletta chissà con chi.
essì perché si sa che le casacche cambiano con le stagioni (tanto che il precedente presidente aveva chiuso in quindici incontri, comprese le cariche istituzionali) e dalle ultime elezioni a oggi sono nate sigle che neanche sapevo esistessero.
un'idea di legge elettorale a prova di bomba, ce l'avrei... ho  pronta anche la scheda, basta mettersi d'accordo sul significato da dare ai termini che riassumono le posizioni:
indicare l'appartenenza prima delle elezioni e poi, pena l'estromissione immediata dal parlamento con l'obbligo di  prestare servizio civile volontario e gratuito fino a fine legislatura, tenere il culo sopra la stessa poltrona.

giovedì 8 dicembre 2016

bell'italia

8 dicembre, le famiglie allestiscono l'albero, al mio volevo appendere una raccolta di belle immagini, ma la sfiga ci ha messo del suo ed è andata com'è andata, così nel setaccio è rimasto poco di buono e qualcosa che proprio sarà difficile dimenticare...
i botti di capodanno a napoli
luna, venere e mercurio visti dal cielo di roma
l'anomalia di marzo, tra mimose fiorite e nevicate
la pennellata di gasolio nel mare di genova
il maggio di grandine a spasso per il paese
un ufo lenticolare sull'etna
una basilica umbra sospesa tra le nuvole
amatrice
ancora nuvole
nei boschi tornano le castagne alla faccia del cinipide galligeno
la super luna a firenze
ultimo atto.

mercoledì 7 dicembre 2016

fino all'ultimo secondo

anzi, un secondo in più.
le disgrazie che attendono pazientemente in fila per manifestarsi entro quest'anno da record in quanto a disastri e lutti hanno sicuramente accolto con entusiasmo e gioia la notizia che il 2016 si chiuderà con un secondo di tempi supplementari.
sarà un viaggio avanti e indietro nel tempo perché a comandare è greenwich, quindi, da noi, a mezzanotte sarà sì il 2017, ma all'una scatterà l'ultimo secondo del 2016...
e sai quante cose possono accadere in un secondo?

lunedì 5 dicembre 2016

domenica 4 dicembre 2016

4 dicembre

oggi si festeggia una santa che forse lo è o forse no.
nel secolo scorso, dopo tanto meditare, la chiesa l'ha rimossa dal calendario, ma le ha concesso di restare nella lista dei santi.
martire e ribelle, figura leggendaria, nel senso che potrebbe essere frutto della fantasia religiosa, tra gli altri, fa da patrona a genieri, artificieri, minatori e vigili del fuoco.
(di questi ultimi ci sarà estremo bisogno da stasera in poi, come sempre del resto).
anche loro martiri misconosciuti, eroici e silenziosi, fanatici sfegatati delle virtù umane, altruisti in una misura esagerata da comprendere, mal pagati eppure irriducibili a perseguire la salvezza di chiunque si trovi in pericolo, fosse anche un gatto salito su un tetto per divertimento.
invisibili e discreti appaiono all'improvviso appena succede qualcosa e prima ancora che ne se abbia cognizione.
esperti di tutto: pronto soccorso sanitario e non, perizie, stime, rilievi, arrampicate, discese, incendi, terremoti, alluvioni, sciagure di ogni sorta, imprevisti e piccoli interventi.
belli, con quell'aspetto sano e sportivo, sempre un sorriso, mai stanchi, nemmeno sudati sotto le pesanti divise spesso impolverate, spariscono come sono venuti, senza clamore e senza neanche attendere il grazie di cuore che gli sarebbe dovuto (anche per il solo fatto di esistere), per riapparire altrove annunciati dalla sirena che fa aprire gli usci e le finestre quel tanto che basta per lanciare uno sguardo a quel mezzo rosso che caracolla verso qualcosa che ci si augura lontano da noi.



sabato 3 dicembre 2016

fischia il vento

una giornata particolare, in verità è qualche tempo che la bufera infuria ma a favore di vento.
l'avevo sentito girare, il vento.
capita che piano piano succeda che anche i problemi vengano visti più come opportunità che disgrazie e così si veleggia, sì tra le onde oceaniche, ma come trasportati da un destino che già attende sull'approdo e ti attira verso una salvezza di cui avverti la possibilità, anzi la dai quasi per scontata.
le correnti favorevoli sono impervie e ristrette, ma si aprono davanti a te senza l'incertezza di saperle riconoscere, come un ago che infila una dietro l'altra le perline di una collana, gli eventi si predispongono nel modo che ritieni migliore.
si dispongono tutt'intorno a scaldare l'angolino che hai pensato per racchiudere il risultato di tutto il lavoro approntato e messo in atto per mesi, quando nessuno capiva o pensava che sarebbe servito o avrebbe concorso al risultato di cui oggi si compiacciono.
col vento in poppa puoi aprire gli occhi e vedere, come si fosse già realizzato, il tuo obiettivo, puoi rallentare un pochino il passo e la velocità te la regala il vento.
poi c'è chi si gira testardamente indietro perché vuole per forza strizzare gli occhi e avere di che lamentarsi, della sfortuna, del destino, delle correnti contrarie o semplicemente perché incapace di cogliere l'attimo della svolta che se l'assecondi torni a galla e rifiati mentre se lo perdi rischi di annegare.
brutto compagno di viaggio colui o colei che agisce in senso contrario, resta solo di buttargli un cappuccio in testa e trascinarlo, o spingerlo a calci in culo, fino al porto, farlo scendere e mostrargli le meraviglie che si possono trovare, quando ci si crede almeno un po'...

giovedì 1 dicembre 2016

ossessiva_mente




forse sarebbe bastata l'immagine a descrivere quello che ho nella testa, ma i precedenti illustri che rimandano al significato del loop ripetitivo che flagella (inutilmente) ogni attesa mi hanno portato altrove...
dal metronomo di Man Ray a quello di Cerami (pag 15) ma ve ne sono moltissimi.
strumento indispensabile nella musica come nella poesia rappresenta, per me, l'ossessione senza via di fuga nè scampo, un'infinito esercizio di pazienza e sopportazione, lo stato catanonico, autoipnotico, l'esasperante monotono andirivieni alternante del dubbio e della certezza, l'allucinazione dell'insonne, l'ineluttabilità assoluta.
e poi c'è il diapason, altro strumento fondamentale per l'espressione artistica.
anche quello mi da sui nervi, ma comunque meno dell'insopportabile ticchettio di un metronomo.