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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

venerdì 24 marzo 2017

quel che gli farei

ho sempre odiato quella frase e cercato di evitare anche solo di pensarla, poi sono diventata vecchia e forse per colpa di qualche problema di memoria l'ho scordato perché ieri l'ho detta forte e chiara.
aspettiamo pure il tempo necessario alle smentite, alle difese, alle mancate condanne, ma se poi è vero che è andata com'è andata (click) quello che che gli farei è spezzargli, subito e senza anestesia, tutte e due le gambe e a quello dall'altra parte del telefono due dita per ogni piede, così tanto per fare.
poi va bene lo stesso se invece della galera verranno promossi a dirigere qualche Asl, tanto si sa che è quella la fine che fanno i più fetenti bellimbusti trafficoni senza né etica, né morale, ma intanto si godono il piacere di qualche osso rotto per mio puro gusto sadico personale.

mercoledì 22 marzo 2017

se fosse vero

e probabilmente lo è dato che il ministro francese si è dimesso.
la vicenda mi ha incuriosito per via del fatto che, come al solito, è stata presentata col massimo del clamore.
rivoltante è rivoltante, niente da dire, ma facendo due conti si parla di poco meno di quattromila euro all'anno per sette anni moltiplicato per due.
ci sarebbe semmai da chiedersi quali incarichi siano stati ricoperti dalle due minorenni all'interno del parlamento, ma vero è che la legge consente l'assunzione di sedicenni durante le vacanze scolastiche e per quei due soldi, magari hanno effettivamente svolto, che so, lavori di riordino di archivio, fotocopie, pulizia...
resta che il 'vizietto' di impiegare parenti e amici pare abbia preso la mano dei politici francesi, o più probabilmente, in vista delle elezioni, si è scatenata la solita bagarre per infangare l'avversario e così stanno emergendo più casi di 'cattive pratiche'.
dunque è certo, l'Italia ha trovato compagnia in quanto a esercizio di pessime abitudini.
un trend deprimente, tanto che, nella classifica dei paesi più felici, primeggiano quelli noti da sempre come i più 'deprimenti'.
la schizofrenia collettiva dilaga. in una settimana abbiamo avuto l'accavallamento della commemorazione delle vittime della mafia con la giornata del sonno, della felicità, della primavera, la festa del papà, dell'unità nazionale, dell'anniversario dei trattati di roma, l'anniversario del rapimento di Aldo Moro e dell'assassinio di Ilari Alpi e collega, la giornata mondiale dell'acqua, la festa dell'albero e la nascita di due nuovi partiti: quello dell'angelino nazionale e arturo.
una celia nata per scherzo, ma ormai tutto può essere, anche che diventi qualcosa di 'serio' in un panorama sempre più dell'incredibile e assurdo.

sabato 18 marzo 2017

con stima e solidarietà

passano gli anni ma i protagonisti delle vicende oscure del passato, aspettano l'esito giudiziario con il volto dell'età in cui ne sono rimasti vittima.
intorno a loro i visi invecchiati di chi li rappresenta con tenacia e dignità e quelli di chi assiste solidale alla loro inutile battaglia.
Ilaria Alpi avrebbe oggi più o meno l'età di sua madre ai tempi dell'attentato e, Luciana, ha oggi più o meno gli anni di una nonna, forse di una bisnonna, invece è rimasta sola ed è stanca di lottare per la verità e delusa per le sconfitte che ha dovuto contare in questi ventitrè anni di accampati pretesti e improponibili depistaggi.
in questo, come negli altri casi in cui le origini del fatto hanno a che fare con i poteri forti, la giustizia umana attende implacabile che l'ultimo paladino della verità venga a mancare per insabbiare definitivamente il caso così che le tracce si perdano nella memoria dei più o ne restino, di appena accennate, nei faldoni di una enciclopedia dei casi irrisolti che nessuno ha però ancora mai scritto.
perché se qualcuno scrivesse o dicesse il racconto verosimile di quelle storie si beccherebbe una denuncia e probabilmente una condanna, ma chi ha un po' di sale in zucca, sa benissimo come e perché le cose sono andate così e ha un'idea, anche vaga, di chi ha voluto che succedessero.
questa è l'unica verità e giustizia di cui ci si può accontentare e su cui farsi forza per sopravvivere.
ha ragione Luciana, quando il prossimo venti marzo i tg ricorderanno sua figlia e il suo operatore, sarà l'ennesima umiliazione e coltellata al cuore, un'ipocrita messinscena di finto sdegno e rammarico per i cosiddetti ritardi che sarebbe meglio chiamare efficienti manovre di occultamento.
ormai si sa, fin da subito, in quali casi scatta automatica la rincorsa alla bugia e agli alibi, vedi il caso del giovane Regeni, ma quanti sono nel lontano e nel recente passato i crimini fatti passare come avvenuti per mano divina senza alcuna responsabilità umana?
allora potremmo fare che dopo tre anni dall'evento criminoso sia garantita l'assunzione di responsabilità dello Stato di appartenenza della vittima a prescindere dall'individuazione dei reali colpevoli.
perché se è vero che lo Stato è incapace di rintracciarli, allora sarebbe giusto che si assumesse l'onere, il giusto riconoscimento e il risarcimento della colpa.
tre anni sono pochi? facciamo pure cinquanta.
l'importante è ammettere l'orrore di un atto deliberato o di un errore scellerato di ignoti invece di prodigarsi in sceneggiate vergognose in cui far passare la vittima in fautore della propria rovina.
ma se questo assioma vale per il singolo soggetto, pare inattuabile per lo Stato che, benché formato da singole entità, sembra avulso dall'incorrere in reati e, quindi, dall'essere perseguito.
vero è che c'è sempre la corte europea e, in futuro, chissà quale altra paraculata, ma sappiamo benissimo che il risultato resta immutato, salvo una multina che finirà a carico dei malcapitati pronipoti della generazione coeva del crimine.
e così via nei secoli dei secoli...

martedì 14 marzo 2017

uno spettacolo, anzi due

sono passati solo quindici giorni dalla più recente e  discussa eutanasia e il parlamento si confronta in aula, dopo innumerevoli rinvii.
erano pochi ma abbastanza per decidere che il dibattito si sposta a data da destinarsi.
uno spettacolo vergognoso che merita un posto nella copertina del blog fino alla fatidica data in cui uscirà una legge degna di questo nome.
la stessa partecipazione vale anche per un altro tema di cui hanno parlato ieri a presa diretta e che, ho scoperto, anima le coscienze degli scienziati da oltre un ventennio.
pare, che la comunità europea (oltre ai governi dei vari stati del pianeta) sappia che diverse sostanze che ci vengono propinate nella più svariate forme, stiano modificando la struttura molecolare che governa la distinzione dei sessi, la salute e la capacità procreativa, ma... chi se frega.
eppure sembra certo che, entro i prossimi cinquant'anni, faremo la fine dei coccodrilli e delle altre specie animali che da tempo si stanno mutando in ermafroditi sterili e impotenti.
a questo punto resta solo da aspettare per vedere se arriva prima una legge sul fine vita o se la vita finisce prima della legge che disciplina la libera scelta di porvi fine.

domenica 5 marzo 2017

smanie implacabili che m'agitate*

*così fan tutte, Mozart


la metto in operetta perché è così tragica da sembrare una finta.
e forse il piano è proprio quello di usare anche le cosiddette bufale per confutare ogni eventuale reazione confondendo ancor più il piano della realtà con quello della pazzia così da abbattere la parete che ne delimita i confini (l'unico muro che invece di essere costruito e rinforzato si cerca di demolire).
alla barbara usanza di applicare la pena di morte, spesso con cocktail inutilmente dolorosi e sadicamente lenti, si aggiunge adesso la problematica dei medicinali scaduti e/o introvabili.
una vicenda incomprensibile ed emblematica.
difficile sperare che, se proprio si deve infliggere la pena capitale, vengano scelte vie rapide e indolori quando il dibattito scende a tali livelli.
il rischio è tornare allo smembramento dei corpi come ai tempi che furono, a meno che le esimie case farmaceutiche producano veleni senza scadenza.
i borgia hanno superato il problema egregiamente, probabilmente neanche se lo ponevano.

venerdì 3 marzo 2017

psicortodonzia

le sorprese sono sempre inaspettate e, a volte, anche quel che sembra banale può assumere dimensioni stravaganti.
così, per risolvere un già sospetto mal di denti, serve lo psichiatra.
♩sarà successo ♫ anche a voi ♪ il solito ritornello poco consolante.
mai una volta che quel che sembra assomigli a quel che è.
uno dei casi in cui il motto 'tolto il dente, tolto il dolore' è inefficace.
e di nuovo il dubbio amletico: infiniti accertamenti ed esami per concludere che poco o  niente sia possibile fare, passare direttamente alla rassegnazione per una nevralgia cronica e probabilmente incurabile oppure ricorrere agli dolorifici per sempre?
e così si aggiunge un'altra patologia 'inusuale' con nessuna cura accertata e nullo riconoscimento.
ma intanto ho preparato un'anamnesi sintetica per la neuro psichiatra, speriamo che almeno certifichi le condizioni generali di (non) salute da mettere sotto al naso di chi le chiama 'bazzeccole'.