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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

mercoledì 8 gennaio 2014

A. & D.

La coda delle feste ha fatto passare in sordina un altro suicidio del tutto simile ad altri due di qualche mese fa.
A., 21 anni, dal balcone al settimo piano della sua casa a Torpignattara.
E, il giorno dopo, la notizia del ritrovamento di D., 28 anni, picchiato, sparato e lasciato alla Magliana sul greto del Tevere.
Qualche giorno fa avevo selezionato due articoli a supporto di una riflessione sul tema.
L'idea era di ironizzare sulla destinazione dei viaggi di omosessuali e lesbiche in un momento di grande confusione di Stati che emanano leggi omofobe e altri che aprono ai diritti.
Ma a questo punto ho poca voglia di metterla in burla.
Il primo articolo, del maggio scorso, riporta una sintesi di un interessante studio condotto lo scorso anno dall'associazione Ilga (nell'articolo c'è il link che porta al documento, corredato di grafici e cantine).
Il secondo articolo, del dicembre scorso, illustra alcuni esempi dei regimi più punitivi e cruenti nella repressione non solo di chi è ritenuto colpevole del reato di omosessualità, ma anche dei parenti e degli amici se e quando trascurino di denunciare il reo.


Un documentario di Roger Ross Williams. Stati Uniti, 2013, 83′
L’Africa è il nuovo fronte della guerra contro “l’immoralità sessuale” scatenata dalla destra cristiana statunitense, che ogni anno inonda il continente di denaro e di missionari evangelici. Aborto, preservativi e gay sono i loro principali nemici. Il film segue un gruppo di entusiasti soldati di dio in Uganda, dove l’operato delle chiese evangeliche ha ispirato un progetto di legge contro l’omosessualità, tra i più restrittivi del mondo.

(recensione)

God loves Uganda è possibile vederlo nella rassegna dell'Internazionale 'Mondovisioni' in tour per l'Italia (la programmazione si trova nella pagina con il calendario delle date).


Di diverso tenore e, quindi, di maggior successo, il film, francese, La vita di Adele, che rappresenta gli aspetti più intimi dell'animo di una giovane che si scopre lesbica e le sue prime esperienze.

L'accostamento tra le due pellicole è stridente, lo so, serve solo a dire che là dove il rispetto e i diritti sono dovuti solo al genere virile se la passano male anche le donne e i bambini, mentre là dove le culture si aprono c'è maggiore spazio per esprimere anche le sfumature che le sassate spengono sul nascere.

Resta che, in un clima avvelenato, i confini tra questi due mondi così lontani rischiano di perdersi e mescolarsi tendendo al peggio, anche perché le politiche ancora incerte nell'esprimersi sul da che parte stare di fatto propendono verso la negazione di un'eguaglianza in nome della salvaguardia di un ordine sociale che a me pare sempre più disordinato e orientato verso derive pericolose e violente che prendono sì spunto dalle preferenze sessuali, ma coinvolgono un insieme di aspetti ben più complessi che dubito possano venire affrontati e risolti semplicemente con una legge che poi com'è norma viene disattesa o tenuta in nessun conto, almeno in questo Paese (l'Italia, intendo).

5 commenti:

  1. per fortuna l'Italia ha il Vaticano che aiuta politici confusi e credenti sperduti a trovare la giusta via.
    non meritano forse ben più dell'otto per mille quste menti sopraffine per il servizio che rendono alla nazione?

    ps ma dell'infanta che s'è fregata fior di milioni? ieri ci pensavo, se tornassero i Savoiardi sugli scranni italici non sarebbe meglio? almeno a rubare sarebbero in pochi

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    1. quelli di cui parli, son matti.
      la gente s'ammazza per i più svariati motivi (di ieri il suicidio dell'ennesimo imprenditore) e guai a chi glielo fa notare.
      oggi ho chiamato il caaf... "volevo un appuntamento per pagare non so cosa e non so quando".
      ci vado martedì, male che vada se ricambiano idea, passo da Ale che qualcosa da fare lo trovo!

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  2. dimenticavo il PS...
    mi sa che è a quel modello che si ispirano i forziani quando parlano di riforma alla spagnola

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  3. quasi mi dimenticavo ...

    http://100passijournal.info/corea-del-nord-la-condanna-a-morte-di-jang-sogn-thaek-e-una-bufala-made-in-cina/

    giusto per i tuoi sonni tranquilli :)

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    1. grazie, l'avevo già tolto dal post.

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