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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

lunedì 21 luglio 2014

le ragioni di israele

anche ammesso di mettersi nei loro panni e di trovare una qualche ragione per quello che, a mio avviso, è improprio definire un conflitto invece di gratuito sterminio, niente e nessuno può riuscire a convincermi che anche questa volta, Israele, sia dalla parte del torto.
a poco fa, ma i numeri crescono in modo impressionante di ora in ora, oltre ottantamila sfollati, tremila feriti, cinquecento morti di cui settanta bambini, la striscia devastata.
dalla parte delle 'vittime' (ah quanto gli piace fare le vittime!), diciotto morti, tutti militari, più uno (forse) prigioniero di Hamas.
mentre le dichiarazioni deliranti della già citata stronza apparentemente sono state condannate anche dai suoi compari, di fatto è quel tipo di reazione/azione che è stata messa in atto, ancora una volta, a Gaza.
ma la 'colpa' è di Hamas (che pure ne ha, ma questo è troppo) che usa gli scudi umani e quindi che fa una bomba su un asilo?
altre 'colpe' le hanno i residenti, avvertiti di andarsene, che invece si ostinano a restare nei loro quartieri.
e dove mai potrebbero andare, dato che ne sono intrappolati?
la striscia è un enorme campo di sterminio e lo sanno bene anche gli 'alleati' che off the records rabbrividiscono ma intanto spalleggiano mentre l'Onu, come al solito, si preoccupa in silenzio e senza alzare un dito.
alle dichiarazioni deliranti di Netanyahu, Ban Ki_moon risponde: 'Israele si moderi'.
nel mondo qualche manifestazione popolare che rischia di 'montare' a guerriglia gli animi già esarcebati dalla crisi economica e sociale di questi tempi moderni o sfociare in esasperazioni nostalgiche di regimi nazi_fascisti, xenofobia e antisionismo.
poi lo sconcerto per l'aereo malese abbattuto nei cieli dell'Ucraina.
due eventi che oscurano le innumerevoli altre guerre e guerriglie in atto su un pianeta dove la pace è relegata a qualche angolo paradisiaco incontaminato e ai salotti domestici di chi, come me, ha la fortuna di vivere appena un po' più in la.
cento anni fa un colpo di pistola a un arciduca asburgico, diede inizio al primo conflitto mondiale (28 luglio 1914), spero che l'anniversario serva da monito invece che da miccia, anche se resto sempre più convinta che, di fatto, ci si trovi già in uno stato di terza guerra mondiale.
quello dove il nemico è il povero e l'inerme, l'ignaro di esserlo. il perdente per nascita.
e i vincitori, un manipolo di pazzi esaltati che premono a caso sulla loro personale tastiera e muovono le leve come fossero lo joystick della playstation in nome di niente, forse del denaro o della noia, perché del potere che se ne farebbero una volta sterminata l'intera popolazione che mantiene riccamente il loro dolce far niente?

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