messa così c'è sì da aggiungere l'interrogativo, ma anche sulla forma comune (meglio rimorsi che rimpianti) ho sempre avuto qualche remora.
premessa inutile perché l'argomento, trattando di miti, esula dagli uni come dagli altri.
In quello greco Erebo (tenebre) e Nyx (notte) ebbero diversi figli, tra i quali due gemelli: Tanathos (dio della morte) e Hypnos (dio del sonno) che a sua volta ebbe numerosi altri figli (pare frutto dell'incesto con Nyx, tanto che alcune fonti li citano come fratelli) tra cui: Morpheus, Phobetor e Phantasos.
a confondere la genealogia c'è Oniro, secondo Omero un nunzio alato mandato da Zeus, che di fatto rappresenta la personificazione divinizzata del sogno senza però essere propriamente un dio.
di fatto si occupava di fare da tramite tra Asclepio (dio della medicina e avo di Ippocrate) e Anfiarao (eroe indovino, forse uno dei due bronzi di Riace) e i soggetti malati, traghettando i sogni fatti durante le notti dei giorni trascorsi nell'incubatorio così da poter essere trasformati in diagnosi e, conseguentemente in prognosi.
teorico della materia Artemidoro di Daldi, autore del trattato Onirocritica, probabilmente il primo testo di analisi e classificazione organica e sistematica dei sogni.
tornando ai miti e tralasciando Esiodo, Omero e Ovidio, altrimenti ci si perde tra le diverse cronologie, il succo della questione è che i tre fratelli figli di Hypnos si spartiscono il grosso del contenuto onirico dall'origine della specie ai giorni nostri.
Morpheus, comunemente definito come dio dei sogni, si occupa di impersonare i soggetti umani; Phobetor di assumere le sembianze animali e rendere il sogno il più orribile e spaventoso possibile tanto da rappresentare la personificazione degli incubi; Phantasos, da cui derivano fantasia e fantasma, ha il compito di rendere inverosimile il sogno generando paesaggi e oggetti inanimati irreali al suo interno.
tutto ciò ha senso se Hypnos fa il lavoro di addormentare l corpo e la mente, a meno di chiamarsi Endimione o discendere dalla sua stirpe e cioè appartenere alla categoria di chi è capace di dormire (e quindi di sognare) ad occhi aperti.
ma ancora una volta c'è confusione, tanto che è quasi sempre raffigurato dormiente in quanto vittima di sortilegi di varia natura perpetuati, a seconda dei casi da dei maschili quanto femminili, per via della sua bellezza e con l'intento di preservarla nel tempo.
insomma, Freud non ha scoperto nulla, ha solo letto bene i Greci.
RispondiEliminamassimolegnani
che la sapevano lunga su tutto (tranne sulle scie chimiche ma solo perché sono venute dopo:)
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