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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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martedì 29 marzo 2011

IL SAPORE DELLA CILIEGIA

Questo film non alza mai gli occhi al cielo. Letteralmente. La telecamera è come appesantita dall'intima tragedia del signor Badii, custode di un museo di Teheran, che s'aggira sul suo Range Rover per la periferia , polverosa e collinare, della grande città iraniana nella speranza di trovare qualcuno che getti poche vangate di terra sul suo corpo, una volta che si fosse suicidato...

Dei motivi che ha Badii per suicidarsi non sapremo niente, abbiamo solo il suo volto a testimoniare una apatia che sembra non dare scampo. La telecamera, scesa la notte, segue Badii nei suoi ultimi movimenti: va a casa (ma la telecamera resta fuori, inquadrando solo l'ombra che si muove dietro le tende), ne esce, sale in macchina e si reca in collina, lì dove ha scavato la buca. Vi si sdraia e aspetta. Intanto cala la notte, buia e tempestosa (chiedo umilmente perdono ma tant'è), e solo il bagliore di qualche lampo illumina il suo viso. La schermata si fa nera. E' morto o no? Non lo sapremo mai...



Penso ora che quello era un giorno felice. Ma purtroppo è raro riconoscere i momenti felici mentre li stiamo vivendo. Noi li riconosciamo, di solito, solo a distanza di tempo.
(N. Ginzburg, Caro Michele)