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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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giovedì 21 luglio 2011

mercoledì 20 luglio 2011

20 luglio Ore 17,25



20 luglio 2001 ore 17,25 a Genova muore un ragazzo

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20 luglio 2011 intervista al padre di Carlo Giuliani

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martedì 19 luglio 2011

Non dimentico

L'ho detto allora, lo faccio adesso e continuerò a farlo.
Non dimentico.
L'ho scritto allora e non aggiungo niente a quella cronaca che avevo appositamente voluto scevra delle ridondanza dei racconti di cronaca, politica e di sangue.
Tengo fede a quella scelta di dire solo con le parole di allora quello che esula dai fatti e invece, a ruota libera, dire di quello che ho visto senza attribuire a ciò alcuna valenza di verità assoluta o relativa.
Se il ricordo fa ancora così male, solo io posso capire perchè anche se non lo so, non ho mai indagato. E' così e basta.


16 luglio 2001
L'ordinanza del nostro sindaco che nessuno ha ancora pensato (o avuto il
coraggio) di staccare dal mio portone (e che troneggia in po' in tutti
gli altri della zona) raccomanda oltre al decoro degli stabili quello
delle persone perché, ricorda, ci saranno oltre trenta troupe televisive
di noti registi che riprenderanno tutto quanto accadrà... Insomma come
dire: anche se siete incazzati/e, picchiati/e, umiliati/e... COMUNQUE
siate eleganti e decorosi/e...
A quando l'arrivo delle veline e delle comparse per far apparire più
decorosi gli abitanti?
Quella signora con le borse della spesa non è un po' troppo dimessa? E
quel vecchietto che dorme sulle panchine (per altro bellissime) ancora
traballanti del Porto antico? Almeno diamogli una mano di bianco come
alle facciate di via Pré!
Ma attenzione! Non pensiamo solo alla faccia, perché qualche malizioso
potrebbe dare un'occhiata anche dietro... Come alle facciate di via
Gramsci: nuove fiammanti nella loro precaria e provvisoria tinteggiatura
sul fronte e permanentemente cadenti e grigie sui lati...
Una svista o una trascuratezza che certo farà venire un colpo
apoplettico al presidente se e quando se ne accorge!
E che dire di quel palazzo di San Lorenzo rimasto a pezzi in mezzo a
tanti rimessi a nuovo?
Che è uno spettacolo da vedere (oggi vado a fotografarlo) perché la
ristrutturazione è bizzarra...: il confine tra il vecchio e il nuovo
passa esattamente a metà delle finestre per cui l'anta della persiana a
sinistra è nuova e quella destra è rimasta vecchia... (c'è da chiedersi
chi abita in quelle proprietà...? Solo persone dissociate? Separati in
casa? ma!)


18 luglio 2001
Dopo una notte a sirene spiegate al grido di una "pasionaria"
irriducibile "Viva le repubbliche democratiche!" (presa gentilmente per
la collottola e immediatamente buttata dentro - o fuori, ancora non l'ho
capito - comunque al di là del cancello di Vico Stampa) i varchi nelle
"reti" sono stati chiusi e io non ho potuto resistere e sono scesa dal letto.
Fuori gran trambusto e così ho deciso di uscire.
Occhiali neri e nodo in gola, ma si sa che io sono sensibile e forse
eccessivamente emotiva...
Cielo plumbeo, strade deserte (qualche carro attrezzi che "rimuove" le
ultime auto) salvo (ovviamente) qualche centinaio di carabinieri:
davanti ai portoni e ai cancelli, lungo via San Lorenzo.
Compro il giornale. Giornalaio dal muso lungo, nemmeno una parola.
La macelleria all'angolo già aperta e allora decido di entrare. La
signora è quasi in lacrime e la voglia di parlare e così inizia a
raccontare le emozioni dell'impatto con una "realtà" così aliena a chi
per scelta o necessità ha deciso di vivere nel centro storico.

Fare la spesa...
"Qui non si passa!"
"Ma senta devo andare dal fruttivendolo!"
"Qui non non si passa, non le vede le grate?"
(dovete sapere che le grate hanno una porta che viene aperta o chiusa a
seconda di come gli pare a loro)
"Ma lo vede che se faccio il giro poi sono di la?"
"Signora, io non so proprio niente e di qui non si passa!"
"..." la signora (che poi sono io) torna indietro gira nel vicolo a
sinistra poi di nuovo a sinistra, compra l'insalata e si ripresenta
davanti al drappello (ma dalla parte opposta della "rete")...
"Signora qui non si passa!"
"Ma scusi non lo vede che sono sempre io che ho fatto il giro?"
"Sì ma di qui non si passa!"
Allora mi chiedo: chi ha predisposto la dislocazione delle chiusure... è
un alcolista o abita a Sidney e Genova l'ha vista solo sulla cartina
dell'atlante?


Mi sorge un dubbio: io, sono dentro o sono fuori? Perché se le "reti" sono a cingere la cosiddetta zona rossa... se io sono davanti ai cancelli che la cingono sono fuori... però, invece,
forse sono dentro giacché se mi giro, alle mie spalle ci sono ancora le
"reti"... E se guardo a destra o a sinistra le vedo ancora (le "reti")...
"Dunque: sono dentro".
Ma allora perché mi dicono che non posso entrare?


Il diario integrale è QUI CLICK