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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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mercoledì 26 agosto 2020

sì o no


un orso orbo sull'orlo dell'orto d'orzo dell'orco.

stamattina ho aperto con tanta foga la scatola di orzo che me ne son versata metà sui piedi e invece di maledire mi è venuto di cambiare una consonante.

quale migliore occasione per un inutile post in cui esternare la mia decisione in merito al quesito referendario su cui ero tentennante e incerta?

ha prevalso l'intento di evitare che questa sottospecie di politicanti cambino la costituzione.

altra motivazione determinante quella che una vittoria dei sì getterebbe il paese in una confusione ancora maggiore in quanto mancano le leggi di modifica che avrebbero dovuto corollare il provvedimento, quindi ci si ritroverebbe in un caos rappresentativo, elettorale, parlamentare, legislativo, operativo, insomma generale di cui pentirsi subito dopo.

e che dire delle tribune in cui sostenitori, scappati dalla spiaggia, delle due parti si confrontano?
sembra di stare al karaoke.





venerdì 1 maggio 2020

oroval

volaor, lorova, ravolo.. com'era?
ah, lavoro!
quel concetto che vale anche quando manca.
lo sa bene chi vive senza eppur tiene a mantenere l'abitudine di fare e pensare come praticasse il migliore del mondo.
per molti è importante per lo stipendio, per altri lo scopo è ottenere il proprio massimo profitto dalla fatica degli altri, per più di qualcuno è un miraggio, per gli artisti un'ideale attraverso cui realizzare almeno una parte di sè e poi tante altre declinazioni intorno a quel fare che, come è stato sancito è un
tritido, dritoti, rittodi... com'era?
ah, diritto!
come saulte, lauste, tuesla... com'era? ah, la salute!
capolavoro, frutto dell'eccelso ingegno di menti illustri, unire i due diritti e farne una condanna letale tra le due prime fasi del famigerato covid 19.
reimmettere al lavoro più di quattro milioni di persone tenute in quarantena con parenti infetti, senza uno straccio di test, ma con la app che quando suona la sirena di fine turno e sei nei pressi di casa ti segnala che stai per entrare in un'area compromessa.
e dove vai?
la app.
per avere un pin dall'inps ci vuole un miracolo consegnato da un messo comunale in costume d'epoca rinascimentale, ma come si può pensare che davvero?
insomma, voglio dire, meglio alzarsi la mattina e lavorare davvero.
progettare il proprio futuro, decidere e agire.
può sembrare difficile, impossibile, ma perché aspettare che ti cada dal cielo è una cosa sensata?
avevamo capito che il virus fosse arrivato anche per le scelte umane e siamo rimasti per settimane contriti e attoniti, poi ci siamo scocciati e adesso ben vengano le gabbie di plexiglas per ogni dove, le docce igienizzanti spruzzate per ogni dove, l'uso massiccio di materiali usa e getta per ogni dove, dai marciapiedi ai prati, l'incremento del traffico su gomma, privato e pubblico, per ogni dove per andare a fare tutto quello da cui sarebbe meglio distanziarci.
dunque festeggiamo in fretta che tempo quattordici/venti giorni siamo punto e a capo perché da quanto ho avuto modo di vedere in una breve sortita cittadina, ci siamo tutti già belle e scordati la paura e la speranza, le buone intenzioni e pure il buon senso di mantenere almeno quel minimo di attenzione e decenza.

sabato 4 aprile 2020

anticipazione

per chi avesse ancora qualche dubbio: abbiamo rotto il cazzo anche ai santi e infatti a pasqua c'è lo sciopero delle resurrezioni, il 25 aprile la liberazione dalla mascherina per mettersi le dita nel naso (solo con guanti usa e getta), mentre per il primo maggio è prevista la definitiva soppressione del lavoro e relativa commemorazione (rigorosamente a mezzo skype).

tuttavia e nonostante tutto, a chi avesse ancora particolari e improrogabili necessità di festeggiamento, ecco la bozza del prossimo dpcm, con tanto di autocertificazione (l'ultima e definitiva per chi la sottoscriverà).

scegliendo all'interno delle seguenti opzioni sono consentite:

passeggiate fuori pista sulle slavine (obbligatorie le ciabatte a dito);
escursioni nelle grotte abitate da pipistrelli previo minamento dell'accesso una volta entrati;
gite in barca senza possibilità di attracco;
lancio senza il paracadute o con parapendio zavorrato;
viaggio aereo, scali intermedi esclusi e col limite di carburante necessario ad arrivare alla fossa delle marianne o al triangolo delle bermuda;
uso di automobili, corriere, autobus, tram e metro esclusivamente diretti in fondo a baratri, burroni, cascate o contro pali, alberi e muri in genere;
riunioni famigliari e/o collettive all'aperto e/o in locali pubblici e/o privati con obbligo di assunzione di alcool e droghe in dosi letali.
NB per ulteriori informazioni rivolgersi allo sportello della sig.na Vaccaroni (aperto dalle 8 alle 8).

si barra la casella: sono consapevole che in caso di sopravvivenza nessuno è tenuto a venire a salvarmi e... buona pasqua!


lunedì 9 dicembre 2019

25 febbraio 2011

"(...) C'è anche l'assistenza psicologica. Una di queste ragazze ha passato mesi nel mutismo, con lo sguardo fisso nel vuoto, prigioniera di ricordi orrendi (...)"
(pag. 230 le linee rosse di federico rampini).
sto rieducandomi alla lettura.
mi sono ricordata di un gioco di tanto tempo fa.
aprire una pagina a caso in un libro, leggere una frase a caso a commentare il post.
bei tempi... allora utilizzavo parole che oggi neanche ricordo di aver mai proferito.


domenica 20 ottobre 2019

soluzioni abitative

 stasera cenetta sotto le stelle
l'indirizzo?  in fondo alla strada... non puoi sbagliare
 ci metta uno specchio vedrà che sembra più grande
 vuole vedere la ricevuta? il tempo di trovarla...
 in clinica psichiatrica sta bene, ma le manca tanto la sua casa
se hai un attimo ti cucino qualcosina al volo...
 finalmente risolto il problema dell'incontinenza notturna
 quando compri troppa tappezzeria e non sai cosa farne
 volevi la lavatrice? ora ti arrangi!
 cercasi co_inquilino 
 niente è più romantico di un... termosifone acceso
 aspettando la veglia funebre
 stasera resto a casa, sono passati degli amici...
hai poi deciso qualcosa con l'imbianchino?
da quando sono tornato dall'africa è diventata un'ossessione
è che sono rimasta un po' bambina dentro
 chi l'ha detto che i vampiri non si lavano?
quando entro in bagno penso che sta colite è senza via d'uscita
 cara, questa casa è piena di acari, dovremo cambiarla
affitto camera condivisa con vasca a baldacchino

le foto sono tratte essenzialmente da due siti: idealista che ha aperto un capitolo sul tema affitti (con tanto di prezzi) che merita di esser visto, e da quello di un agente immobiliare americano che raccoglie le abitazioni 'difficili' da vendere anche per il più abile degli agenti immobiliari.

sabato 3 agosto 2019

trova le differenze



plastica e vicepremier... vedo più somiglianze che differenze...
entrambi sono infestanti e resistenti, difficile smaltirli o debellarli, sgradevoli alla vista e nocivi.
entrambi frutto della demenza umana e amanti dell'ambiente marino ma anche di qualsiasi luogo dove trovare dementi che buttano i loro rifiuti e i loro voti irridendo e sbeffeggiando il senso civico e l'etica sociale.
coralli e vicepremier... vediamo: entrambi svolgono un lavoro determinante per la vita del pianeta e qui scatta la prima differenza: da una parte un animale che depura l'ambiente, lo abbellisce e lo arricchisce senza far del male a nessuno, anzi offrendosi come riparo per le altre specie e dall'altra un insieme di cellule e molecole sfatte in compagnia di qualche neurone nostalgico e incattivito.
entrambi instancabili: uno per il puro divertimento e spasso proprio in danno del prossimo, gli altri per tentare di far sopravvivere al meglio l'habitat in cui si trovano e pure quello che boccheggia a fior d'acqua o abita sulla terra ferma sebbene (il corallo) neanche sappia che esista.

ben venga ursula, sette figli, laurea in medicina, 'paladina' delle donne dall'aspetto elegante ma deciso.
nell'asilo nido dei politicanti ci voleva qualcuno potenzialmente capace di tener testa ai più indisciplinati a cominciare da quelli che invece di studiare e applicarsi è già qualche settimana che se la spassano al mare con il bicchiere in mano e qualsiasi cosa succeda son solo capaci di insultare e mandare improperi a chi gli fa sommessamente notare che i colleghi sono al lavoro (o al meno fan finta di esserci).

domenica 2 giugno 2019

puntini... puntine



e ci siamo...
ultima tappa di giro...
podio ipotetico: fatto...
e voglio essere l'antisportiva per eccellenza: due puntine sulla strada della cronometro verso verona appena, subito dopo, che è passato il penultimo?
dai, la maglia rosa è ancora giovane, avrà tempo di vincere... vincenzo invece...

lunedì 31 dicembre 2018

fiabe scordate

c'erano una volta un bambinello che per ritrovare la strada di casa lasciava briciole inseguito da uno stormo di alcioni feroci che le beccarono tutte e lui si perse per sempre; sua cugina, appassionata cercatrice di funghi, che durante una scampagnata incontrò un lupo e riuscì a farci amicizia, poi arrivò una squadra di cacciatori che, scambiandola per un cinghiale, le sparò colpendola a morte e due loro compagni di merende che stufi di farsi prendere in giro dai genitori che spendevano tutto in gratta e vinci, lasciandoli spesso a digiuno, scapparono fino alla casina di zucchero di un'arzilla vecchietta dove presto trovarono la morte a causa di un coma glicemico.
ma la favola più bella è quella di una bimba appena nata che fu subito punta da una zanzara tigre e restò a dormire cento anni sognando puffi azzurri e forzieri d'oro finché inventarono la sveglia e i call center dove finì a lavorare per l'eternità.

e poi?

e poi c'erano una volta le favole sui più grandini... quella della povera emigrante che veniva sfruttata da una matrigna e le sue figlie, ma una notte riuscì a liberarsi, conobbe un tipo che la portò via tra le promesse di una vita agiata e poi la massacrò di botte per colpa di una scarpetta di vetro.
e ancora la storia di una fanatica con una ciocca bianca proprio in mezzo alla capigliatura corvina che viveva sontuosamente contrabbandando cuccioli di dalmata dalla slovacchia.
quelle sull'aristocrazia viziata e capricciosa, tipo la principessa sul pisello che stava sul cazzo a tutti; il re che pensava solo ai vestiti e si dimenticò di indossarli, così lo scambiarono per un nulla tenente e fu preso a botte da un gruppo di ultrà ubriachi e racconti di regine matrigne maligne a pioggia.
ne ricordo una che ha speso una fortuna in lifting per restare la più bella che, invidiosa della figliastra, cerca di farla uccidere, ma la piccola la scampa grazie all'aiuto di sette piccoli gnomi stonati e poi si suicida per la disperazione e lo strazio con una mela avvelenata.

e poi?

e poi quella del ranocchio che si credeva un principe, ma si ritrovò reincarnato in un gatto con gli stivali; il pifferaio esperto di derattizzazioni finito in galera per un appalto truccato insieme a tre impresari condannati per abusi edilizi e una piromane incallita.
un anatroccolo tanto brutto da venire scartato dal casting per la bella e la bestia; e poi l'ultima, che è spesso in tv a chi l'ha visto perché più nessuno a saputo dove sono finiti cinque amici, variamente assortiti, dopo l'ultimo concerto della band in quel di Brema.

e poi?

e poi finisce che tutti gli altri (diciamo i pochi scampati), vissero felici e contenti.

mercoledì 26 dicembre 2018

spropositi per il 2019

raccomandazioni e auspici sono notoriamente destinati a venire disattesi, quindi buoni e cattivi continueranno a esistere e prolificare nonostante le false promesse e le tante speranze.
ecco allora che l'unico augurio che mi sento di fare è che almeno si eviti di fare e/o assistere a ulteriori cazzate, che mi sembrerebbe già un grossissimo risultato e una paradisiaca realtà!

martedì 4 dicembre 2018

la giusta risposta

quando perdi le speranze di intenderti, muore prima la fiducia o la stima?
perché per l'uovo e la gallina è semplice: la gallina è sicuramente nata dall'uovo di un suo progenitore, mentre l'uovo di gallina si è sicuramente generato solo da lei.
per i sentimenti è soggettivo, ma secondo me muore prima la stima.
perché puoi stimare poco o niente una persona ma essere fiducioso/a che possa rimediare.
se invece perdi la fiducia, l'assenza di stima è solo una conseguenza o uno dei motivi, ma a quel punto nemmeno un miracolo potrà farti cambiare idea.
quel momento, quello in cui senti di aver perso la fiducia è una porta che si apre sulle più nefaste possibilità che si verifichi una catastrofe irrimediabile tra l'assordante rimbombo delle voci premonitorie che fin da subito ti avrebbero dovuto mettere in allarme.
dunque la domanda è: mi fido?
se la risposta è sì, seguita da un ma... meglio partire con la mano pronta a tirare il freno perché...

sabato 25 agosto 2018

fulmini e saette

ormai, quando vedo il nero orizzonte rischiararsi, è diventata abitudine contare: 1, 2, 3, 4, 5, 6... quando il tuono arriva a sei spengo tutto, stacco le spine e controllo il cellulare che regolarmente mi dice: 'nessun servizio'.
sembra come se abitassi nel triangolo delle bermuda... in un gorgo che al primo temporale ingloba e sprofonda quel poco di cui dispongo per mantenere il minimo rapporto con l'altrove.
sei (secondi) diviso tre fa due (chilometri), praticamente è sulla testa, e ogni albero può catalizzare l'energia della saetta e allora al tuono segue uno schianto.
negli ultimi anni il fenomeno si è intensificato o forse si sono indeboliti i cavi fatto sta che a ogni starnuto dal cielo mi ricordo che in fondo l'energia domestica è a corrente alternata... infatti va e viene.
finché il tuono dista dalla saetta cinque o sei secondi ci può stare, ma se scende l'intervallo meglio preparare le candele.
quando c'è il temporale, sempre meglio contare.
ovunque ci si trovi.
se senti il tuono, guarda il cielo e aspetta il prossimo lampo, poi conti e quando senti il rimbombo fatti due calcoli.
lampo e tuono in sincrono è impossibile, se ti becca un fulmine hai contato male oppure è sfiga, ma il più delle volte si è sottovalutato il contesto.
poi c'è chi è fulminato di suo e chi vorresti che il fulmine se lo porti e la scampa sempre, ma questa è un'altra storia...


lunedì 28 maggio 2018

solo non si vedono i due liocorni


LA FILASTROCCA DEI CENTO ANIMALI 
(delle orecchie sturate i canali)

Le zanzare a Zanzibar 
vanno a zonzo pei bazar 
e le mosche fosche e losche 
fra le frasche stanno fresche. 
Arsi gli orsi dai rimorsi 
bevon l’acqua a sorsi a sorsi. 
Mentre i ghiri ghirigori 
fanno a gara nelle gore, 
ai canguri fan gli auguri 
con le angurie le cangure.
Ecco il merlo con lo smerlo,
il merluzzo col merletto,
la testuggine ed il muggine
ricoperti di lanuggine,
di fuliggine e di ruggine.
Tutti i cervi ci hanno i nervi
e stan curvi e torvi i corvi, 
la cornacchia s’ impennacchia
e sonnecchia nella nicchia,
la ranocchia ama la nocchia
e sgranocchia la pannocchia,
i cavalli fan cavilli
ed il ghiozzo ci ha il singhiozzo
e la carpa è senza scarpa
e si fa la barba il barbo
ed i bachi sui sambuchi
fanno buchi con i ciuchi.
Lunghe brache ci hanno i bruchi
e le oche fioche e poche
alle foche fan da cuoche.
I bisonti son bisunti,
qui c’è un ragno con la rogna,
la cicogna sogna e agogna
di vigogna una carogna,
l’anatrotto e l’anatrotta 
con la trota trotta trotta.
Nanerottola è la nottola
e il pidocchio ch’è sul cocchio
all’abbacchio strizza l’occhio
e lo sgombro sgombra l’ombra
e l’aringa si siringa
e i mandrilli e i coccodrilli
fanno trilli e strilli ai grilli,
(però i grilli sono grulli).
La murena sulla rena
con la rana fa buriana
ed a galla resta il gallo,
duole il callo allo sciacallo
che barcolla e caracolla,
la mangusta si disgusta
e i machachi  mangian cachi,
lo stambecco non ha il  becco,
la giraffa arruffa e arraffa
poiché vien di riffa in raffa.
Eleganti gli elefanti
con gli infanti stan da fanti,
la beccaccia si procaccia
la focaccia con la caccia,
la civetta svetta in vetta
e l’assiuolo solo solo
fa un a solo nel chiassuolo.
Per ripicca picchia il picchio,
la tellina sta in collina,
sta in calabria il calabrone
come a Fano sta il tafano…
Le zanzare a Zanzibar
vanno a zonzo pei bazar 

una filastrocca di sergio tofano, l'inventore del signor bonaventura... è poco chiaro se oggi cominci la sventura del signor bonaventura o l'avventura del signor bonasventura... l'unica certezza odierna è che (grazie presidente!) i due liocorni sono momentaneamente archiviati.

lunedì 22 gennaio 2018

la cornice ideale

ci sono giornate che sarebbero da incorniciare per quanto risultano 'perfette' (o imperfette), spesso le mie cornici cambiano con il trascorrere delle ore...

capita di svegliarmi con addosso tutto il peso di quelle giornate incorniciate di piombo fuso
che e a volte si risolvono in un'accozzaglia di eventi quasi ridicoli...
altre che si preannunciano trionfali
e finiscono raffazzonate alla buona o alla meno peggio;

quasi sempre se il programma era tutto rose e fiori...

quel che resta è una polaroid sbiadita oppure da cornice posticcia... fai da te, tanto per consolarti...
e poi c'è la sorpresa della giornata ideale, quella che alla fine tutto è girato perfetto come la O di giotto
 trasparente e tranquilla come una marina d'estate
abbagliante e sfumata che a sera neanche si capisce cos'è successo durante il giorno.
quelle giornate che vorresti regolari, senza infamia e senza lode, 
e il destino ti rifila una patacca d'oro di bologna...
che vale niente e neanche la puoi bruciare...
allora meglio due legnetti, dico io, ma anche una semplice cornice a vista oppure niente che mica tutte le giornate meritano un contorno... le più si consumano cotte e mangiate e...via!

domenica 19 novembre 2017

il pensator scortese

ooohh! insomma! (ovvero quando i giri di parole - diplomatiche - servon solo a perder tempo e creare malintesi)*

uno: impensabile dialogare con l'ignorante inteso come colui (o colei) che parla senza che gli sia mai nemmeno balenata nel cervello un'idea approssimativa dell'argomento;

due: evitare di porsi il problema proposto da colui (o colei) abbia dimostrato di essere incapace di concepire un qualsivoglia progetto attuativo e applicabile altro che un intervento miracolistico di un'entità superiore o di un cretino/a che gli sia retta e operi in sua vece;

tre: diffidare di parolai e mugnai capaci solo di far girare le pale del loro mulino e le palle del malcapitato interlocure (o interlocutrice) con il solo scopo di costruirsi alibi ed escamotage per evitare fastidi.

mercoledì 25 ottobre 2017

mal costume zero gaudio

c'è anche chi si sente spiritoso e chi parla di scherno come fosse un complimento, ma a giudicare da quel che si vede, dal senato al pescivendolo è tutto un delirio di insulti e turpiloqui.
guardo e penso che si può dire senza ombra di dubbio che sì, siamo tutti imbecilli.
è un mal comune.
le parti avverse si accusano di reciproca idiozia, ergo: siamo tutti idioti senza neanche quel mezzo gaudio del famoso detto popolare.

martedì 29 agosto 2017

luoghi comuni

sono anni che passo la maggior parte del tempo in casa eppure, nonostante il detto 'la casa nasconde, non ruba', chissà perché ogni giorno perdo pezzi e mai che ne ritrovi uno!

mercoledì 19 aprile 2017

spossata_mente

a beh, allora ci eravamo capiti male... quei razzi in realtà era il famoso senatore nostrano, che adesso ci pensa lui a metter pace tra l'ossigenato e l'atomico...
e via di amenità e rimedi ai misunderstanding uno più ridicolo dell'altro, tipo le anticipate elezioni inglesi (lo avevo detto che l'esempio turco sarebbe stato seguito) che, male che vada aggiusteranno la brexit a uso e misura quel tanto che basta a ridurne la portata (sempre che gli inglesi stavolta pensino prima di crocettare a caso)... e intanto vediamo come andrà in francia (sento già cantare il de profundis nell'aula del parlamento europeo).
di stretta attualità anche la polemica contro report perché piacciono sempre meno le voci fuori dal coro, chi approfondisce e chi pone domande.
il nuovo linguaggio deve essere ambiguo, riverente, frivolo e banale così ad incazzarsi sono sempre gli stessi (quelli che tanto nessuno li ascolta).
ora, io l'ho vista l'ultima puntata e nessuno ha detto niente di querelabile od opinabile, anzi è stato anche troppo ripetuto che i servizi intendono essere uno sprone per fare chiarezza (e fortunatamente le fiamme gialle prendono spesso spunto dalle inchieste giornalistiche).
invece succede (come sempre) che invece di parlare del merito della questione si diffida, si querela, si sproloquia gridando allo scandalo agitando dune di sabbia fino alla prossima news.
per sapere chi sono e dove sono c'è bisogno della carta d'identità, toh! sta scadendo, devo correre a rinnovarla.
con voce monotona le domande di rito "altezza? occhi? capelli? sposata?", "no, solo spossata".

domenica 2 aprile 2017

squallida_mente

squallido scandalizzarsi per le bufale (di cui oggi si celebra la ricorrenza) quando lo squallidume impera senza tema di smentita.
lo squallore, che non è una rara specie di squalo, è un marciume che infetta il cervello in modo irreversibile, alterando i comportamenti di chi ne è afflitto e di chi lo subisce.
l'intelligenza ha fatto da argine nelle varie ere ma oggi gli squallidi si trovano dappertutto.
o forse è solo che al potere ci arriva soprattutto chi non ha né arte né parte.
il linguaggio si evolve, alcuni termini spariscono, il pensiero si semplifica e un ragionamento squallido e desolante al più diventa una gaffe involontaria, una leggerezza che va obbligatoriamente perdonata, una piccolezza irrilevante anche se è grossa e ingombrante come un'elefante in una vasca da bagno.
nel caso specifico, nessuno l'ha nemmeno mai votato sto ministro, ma altrove, proprio oggi, più di uno sta pensando di dare la sua preferenza per un esplicito fenomeno da baraccone nato per scherzo e dichiaratamente provocatorio che però ha preso piede e gambe per camminare.
un'assurdità che diventa credibile e per alcuni auspicabile.
segno dei tempi che cambiano e prodromo di quelli che verranno...


elezioni in Serbia

mercoledì 9 novembre 2016

anagrammi

se oro ti poso
sire o toposo
o topo o risse
sto roso e pio
roseto o pois
ospito eroso
posto e iroso
o serio o stop
esito poroso
io tesor poso
piro o setoso
ei portò osso
oso piste oro
oso e ti proso
ne manca almeno uno ed è proprio quello dell'origine dello scherzetto...
ma sbaglierebbe chi pensasse a un riferimento al presidente biondo (con la ohhh...)

domenica 23 ottobre 2016

old rag*

costarci
straccio
tri sacco
sto ricca
acrostic
scatorci
coca tris
ci scorta
socratic
roccista
ri stacco
scortica
ecc, ecc...

* straccio vecchio, così come si diventa anche senza sentirsi tali.
hai voglia di sistemare le toppe e rigirare i brandelli, inventarsi nuove soluzioni e reinterpretare l'utilizzo fino al giorno in cui neanche un barbone cleptomane saprebbe che farsene di un sacco vecchio e liso abbandonato, buono solo per il vento che fibra dopo fibra lo porterà via, chissà dove.