Noè è morto nel 1754 a.c. che vuol dire a novecentocinquant'anni essendo nato nel 2704 a.c.
Son cose che avrò anche saputo tanto tempo fa, ma oggi le ho scordate, tanto che se dovessi datare lui o Mosè sarei in imbarazzo.
Comunque questi due signori si son passati la staffetta per cercare di salvare l'umanità cristiana (il resto non si sà, ma se la passa più o meno uguale), poi è arrivato direttamente Dio nei panni di Gesù e ha sistemato la faccenda una volta per tutte.
Leggendo le acute, stringate e illuminanti parole di Bergoglio, 'Guarire dalla corruzione', pensavo a un Mosè e a un Noè moderni, e quindi corrotti.
Chissà come avrebbe trascritto i Dieci Comandamenti?
Chissà quanto si sarebbe fatto pagare, Mosè, per il passaggio del Mar Rosso e Noè per quello sull'Arca e come avrebbe selezionato i passeggeri?
Insomma, per approfondire bisognerebbe leggere le scritture delle note al testo, ma io ero interessata a capire come si esprime questo papa e ho trovato la lettura altrettanto piacevole dell'ascolto.
Peccato quel velo di cattolicismo, ma tolto quello, benché l'articolo sia dei primi anni '90, sembra scritto a proposito del nostro Paese oggi.
"Peccatori sì, ma corrotti no!" è lo slogan con cui spiega come la corruzione non sia un peccato, bensì una malattia, contagiosa, infestante di cui traccia le fasi, le manifestazioni, i sintomi e gli effetti.
"Il peccato si perdona, la corruzione non può essere perdonata" (semmai guarita).
Il testo racconta l'exursus che porta il soggetto ad ammalarsi di corruzione, le sue connivenze, i risvolti psicologici, la sfacciataggine pudica, il trionfalismo, il proselitismo e di tutti quegli aspetti che concorrono a far si che la corruzione venga accettata, considerata ammissibile, persino ricercata, ritenuta inevitabile o addirittura invidiata come condizione di privilegio e facilitazione.
"La corruzione non è un atto, ma uno stato, uno stato personale e sociale, nel quale uno si abitua a vivere. (...) E' una cultura di 'pigmeizzazione', in quanto convoca proseliti con il fine di abbassarli al livello di complicità ammesso. Questa cultura si serve di un doppio dinamismo: dell'apparenza e della realtà, dell'immanenza e delle trascendenza. (...) è una trascendenza 'frivola'. (...) Comincerà con la velleità e la frivolezza, fino a concludere nel convincimento, totalmente sicuro, di essere migliore degli altri."
Un soggetto fondamentalmente insicuro che si riposiziona continuamente a seconda delle situazioni e opportunità per sfuggire al bisogno che costringe alla fatica che la sua debolezza mal sopporta.
Tornando ai patriarchi, direi che li dipingono scevri di queste caratteristiche e ripensando ai nostri condottieri di adesso è scontato, quanto evidente, come possano solo portarci a perdere.
provvisoriamente _ ironicamente _ fugacemente _ instabilmente _ cinicamente _ p a r a l l e l a m e n t e_click
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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
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martedì 23 aprile 2013
mercoledì 13 marzo 2013
tale e quale
zumpa zumpa zumpapa!
fantastico! rapido e indolore, un format da imitare e replicare:
niente campagna elettorale, niente talk show e niente exit poll. viva!
il diavolo tentatore mi è apparso subito per sapere se l'assegno da 50 milioni, ops, si dice 'obolo di san pietro' (che lo ior stacca al papa annualmente) glielo daranno lo stesso.
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