provvisoriamente _ ironicamente _ fugacemente _ instabilmente _ cinicamente _ p a r a l l e l a m e n t e_click
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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
Visualizzazione post con etichetta La pista di ghiaccio di Roberto Bolano. Mostra tutti i post
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martedì 14 giugno 2011
"La pista di ghiaccio", Quando il cielo, fa paura
11 giugno
Ero seduto fuori ad un tavolo
Guardavo la gente passare
E' una cosa che mi piace molto
Ha una sua filosofia questa cosa
L'ho trovata di recente in due romanzi
Uno di Ugo Cornia, l'altro di Murakami
Ma non è tanto questo
Avevo un libro sulle ginocchia
a cui non prestavo gran caso
Una goccia che cade sulla pagina
grossa come l'indice puntato
di una premonizione improvvida
Una sola che cade e stà li fferma
Che poi sembra guardarti e dirti ambè?
Il cielo sollevato si abbassava
in una teoria di blu minacciosi
Alzai lo sguardo nell'attimo che
la goccia passava davanti ai miei occhi
e schiantava come un uccello morto
Tutto qui. Un colpo d'acqua senza requie
Nient'altro, oltre quel blu tremendo
Poi venne giu un acquazzone tropicale
e mi alzai di corsa chiudendo
quella prima goccia tra le pagine
Un'annunciazione, come ne hai nella vita
Non sai mai niente di quel che verrà
Poi una, il giorno dopo mi dirà
"Avrei voluto un figlio da te"
Una che ha preferito non stare con te
Ero corso dentro la stazione con il libro in mano
Sotto la tettoia guardavo i treni fermi
la gente trafelata, i volti dietro i finestrini
Una voce annuncia un ritardo dagli autoparlanti
E' ora. C'è la tempesta.
Il cielo avrà uno spiraglio.
Fà paura
Parole scritte in fretta, subito, in un taccuino. Piu con l'intento di raccogliere sensazioni che potessero poi ricordarmi la situazione emotiva e scenografica.
Mi venne in mente poi di guardare quella pagina del libro dov'era caduta la goccia.
C'era scritto cosi:
"...pensai, prima che nessuno mi dicesse niente, che era accaduto qualcosa di grave nel paese. Le strade erano luminose, come le strade che si identificano a volte, con l'infanzia, e sebbene quella fosse un'estate calda, il mattino era fresco, con l'aspetto di una cosa appena fatta, che si trasmetteva alle case, ai marciapiedi lastricati, ai rumori distanti ma perfettamente riconoscibili (diciamo che la goccia era caduta in questo punto qua)
Poi sentii la notizia alla radio e piu tardi nessuno parlava d'altro, il mistero, lo stato di sospensione della realtà svani poco a poco. Cosi, nello stesso modo, nei quattro o cinque giorni che precedettero il mio ritrovamento del cadavere, furono giorni atipici, non un susseguirsi di frammenti e ore, ma blocchi solidi, dominati da una sola luce ossessiva: la volontà di restare fermi a qualsiasi costo, senza sentire, senza vedere, senza pronunciare il piu lieve gemito."
Non so interpretare quelle parole, quale significato e messaggio possano trasmettermi con esattezza. Una morte, una sospensione della realtà è quel che piu mi accorda. Una morte simbolica, la fine di una storia. Quel bambino forse, che sarebbe stato possibile. Poi la sospensione della realtà, che è una condizione a cui sono attratto, una dimensione della mente che mi affascina.
Il libro è "La pista di ghiaccio" , di Roberto Bolano, per la Sellerio
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