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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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mercoledì 22 giugno 2011

basterebbe saper aspettare


o come dico io, incontinenti si nasce non si diventa!

lo intuisci da subito, prima ancora di parlare che sei nata con quello sfregolo impaziente e disobbediente per cui quando ti dicevano: "aspetta qui, eh ferma nè?" ero già da una parte diversa.

il primo ricordo?

me che strillo isterica appesa alle sbarre del lettino, pestando i piedi.

avevo sete volevo dell'acqua, i miei erano a letto a fare le loro cose e non smettevano certo per dare da bene alla terza arrivata dopo quasi 10 anni dalla prima, che se non fossi arrivata sarebbe stato anche meglio.

è da lì che è partita la cosa che per puntiglio non voglio niente da nessuno, ha detto la psicologa.

"che fai? _ mi disse, Daniela si chiama la psicologa, _ hai due opzioni: li vuoi perdonare e far pace o continuare a sbatter facciate?"


a me due sole opzioni hanno sempre fatto venire il nervoso!

minimo tre.

la prima, non ci penso nemmeno, la seconda vorrei evitarla e quindi?

terza via. il fattore incognito.

lo chiamano andar contro, ma non è del tutto così. è la ricerca della terza soluzione che per forza a guardarlo da fuori questo atteggiamento sembra essere contro alla logica che fa si che uno/a abbia o si trovi in una situazione e per evitarla o migliorarla ne cerchi un'altra, ma sta che di fatto in questo modo entra subito nel conflitto con se stessa/o!


allora le prime due le scarto e passo senza indugio alla terza.

ma lo so che basterebbe saper aspettare e le cose si assestano da sole e sempre in un modo diverso dalle possibili alternative che si possono ipotizzare.