C'è una settimana dell'anno che quando vado e vengo, da e per Genova, il confine tra la campagna e la città è segnato da una cortina di fiocchi tali e quali quelli della neve che, spinti dal vento, mulinano nell'aria e si fermano appresso ai bordi dei marciapiedi o di qualunque dosso e duna formando alti cumuli di soffice ovatta che quando cala il vento si deposita come fosse una coltre tanto che gli alberi appaiono come fosse appena nevicato e tra il biancore spuntassero le gemme e le nuove foglie tipiche invece della primavera.
ingiustamente accusati di portare allergia, i pappi dei pioppi sono del tutto innocui, tranne che per il fatto che entrano ovunque, narici, borse, capelli, vestiti ma a me piacciono molto.
l'unico difetto, ma è trascurabile, è che sono facilmente infiammabili e resistenti al fuoco, ma a parte questo dettaglio personalmente sono grata ai pioppi per via di questo spettacolo a cavallo tra primavera ed estate a cui assisto sempre volentieri e che mi rilassa, mi rappacifica con le cose.
dopo due giorni in città a occuparmi di burocrazia e riflettere a quanto le persone, per la soluzione degli eventi naturali o professionali, si siano discostate dalle soluzioni che la natura mette in campo come rimedio delle proprie storture (e anche a quelle che producono gli esseri umani), quel diaframma che casualmente si trova tra la civiltà urbana e quella contadina ha esaltato le differenze enormi che esistono tra i due ambienti.
dopo oltre sei anni dal mio trasferimento ho capito in cosa consiste la sensazione di disagio che avverto quando torno in città e perchè fatico così tanto a lasciare Meco.
è tutto molto diverso qui in questo piccolo paese di 53 persone, anche se i problemi sono uguali e comuni al resto della gente che vive altrove, i discorsi, i ritmi, gli stati d'animo son totalmente diversi.
credo che la frase che sintetizza questa differenza è che "qui ci si salva o ci si sente salvati".
a meno di starci forzatamente o come ripiego, se si tratta di viverci dentro per scelta, alla fine, con gli anni, si cambia dentro e te ne accorgi senza accorgertene, solo perchè, magari, sei scesa in quella settimana che i pioppi hanno i pappi.