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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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mercoledì 10 ottobre 2012

DSM_V

acronimo che risuona di orge, di losco, di profano, di sado_maso insomma, e invece no, cioè ni*.
si tratta del manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali, considerato (da chi? ahahah) la bibbia della psichiatria redatta dall’Apa (American Psychiatric Association) e (haimè) utilizzata in tutto il mondo (approfondimento qui CLICK).
A suo tempo avevo fatto un post dal titolo "siamo tutti borderline" molto lungo e specifico, forse poi lo riproporrò, comunque il succo era che le etichette in materia "mentale" sono la dimostrazione più evidente di quanto poco l'uomo (e la donna, fa uguale) ne capisca dei segreti della mente e quanto (tanto) qualsiasi differenza o difformità dalle regole che piacciono (tanto) ad alcuni (che sono poi sempre gli stessi) diano fastidio e debbano necessariamente venire relegate a patologia di cui solo il soggetto è colpevole, per nascita o deformazione poco importa.
unico rimedio le cure, spesso coatte, sempre inefficaci e soprattutto dannose oltre che paragonabili a micce di accensione per altri sintomi a loro volta abbattuti a colpi di psicofarmaci più o meno letali ma comunque efficaci a mettere in stato vegetativo il "diversamente intelligente".
oggi la protesta si è già accesa e il manuale, che uscirà il  prossimo maggio, è sotto accusa per via che qualsiasi minimo disagio o forma di reazione allo stato di prostrazione e malessere per fondatissimi motivi come qualsiasi espressione sia di contestazione o sia mera manifestazione di idee, dubbi, incertezze, sospetti, estro artistico, tutto quanto sia leggermente al di sopra o al di fuori della abnorme aberrazione che contraddistingue il comportamento ritenuto oggi "normale" viene etichettato come "malattia mentale" così come i danni conseguenti all'uso dei rimedi per sedare i sintomi, dall'insofferenza al panico. insomma un cane che si morde la coda.
tutti matti, gli unici sani gli alieni che ci governano e ci procurano più di un semplice mal di testa, dalla violenza domestica all'esasperazione dei gesti estremi passando per le manifestazioni provocatorie quali l'appendersi per le palle (le proprie per altro) al pennone di un satellite.
tutti matti noi, tutti assolti i soliti "loro" con tanto di certificato di sana e robusta costituzione per i cerebro lesi incapaci di intendere e volere altro che il proprio tornaconto.
e se invece hanno ragione, questo Joschka Fischer (ex ministro e personaggio di spicco della politica tedesca) che usa espressioni come quella qui sotto, come lo vogliamo definire?
“…per la felicità e la serenità in Europa è meglio una dittatura che il continuo della crisi” (approfondimento qui CLICK).
che poi a dirla tutta è più o meno lo stato di fatto o quantomeno la tendenza che va di moda oggi.
lo sanno bene spagnoli e greci a cui gli aiuti eventualmente erogati costeranno il "commissariamento" d'ufficio e la perdita o la compromissione della sovranità nazionale.
però il trattato di pace del 1947 imponeva ai "perdenti" il pagamento delle indennità di guerra a diversi stati, tra cui la Grecia, e i "perdenti" erano soprattutto la Germania che avrebbe dovuto risarcirli come ha fatto con gli ebrei (una ridicolaggine in parte "scontata" con pene ai lavori forzati).
intanto la prima guerra mondiale. 
la Germania si era impegnata a indennizzare 132 miliardi di marchi oro (non chiedetemi quanto è il euro) e alla fine ne ha pagati meno di 70 milioni di euro attuali saldati nel 2010.
e poi la seconda tra cui, appunto alla Grecia, andrebbero più o meno 575 miliardi, c'è chi dice 300, ma comunque un botto di soldi (approfondimento qui CLICK).

*ni, perchè per arrivare a tanto, secondo me, un po' sado_maso bisogna esserlo, o no?

 

il video è "impegnativo" ma esaustivo dei crimini "psichiatrici" dal minuto 1:10:00 (cioè nell'ultimo terzo dell'intero documentario) si parla appunto del DSM.