
Ora l'importante è dar seguito alla catarsi, perché è appurato con assoluta certezza che sia partito un nuovo anelito di rinnovamento e che nonostante l'informazione, la politica, i poteri forti, faranno di tutto per arginare l'impressione che sia poca roba, il processo è ormai avviato e in fase di non ritorno.
Sia che si preferisca attendere pazientemente che la capiscano, si rassegnino e si facciano da parte e sia che l'attesa sia volta ai risultati elettorali (quando?) credo bene cominciare a pensare in una diversa ottica, al salto quantico appunto.
Togliere il freno a mano e ingranare una marcia terza o quarta, far rientrare il carrello, smetterla di rollare in pista e sbattere le ali per lasciare la prigione mentale e fisica, l'esilio culturale, la deriva arenata, lo stagno putrido e mortificante dell'ignoranza e dell'arroganza.
Ritrovare, perché no, anche la poetica astrazione dell'essere umani e quindi aerei, creativi, capaci di praticare le illusioni e tutto quello che vive nella dimensione intangibile dell'essere di cui le azioni sono espressione non fine.
Concedersi tutto il tempo di realizzare profondamente l'importanza di essere testimoni e attori allo stesso tempo dell'oggi, così diverso (benché assolutamente identico) a ieri.
Unica differenza lo stato d'animo collettivo che ha portato a questo QUORUM CATARTICO.
Una condizione tale per cui si è felici e meno doloranti anche solo per il fatto che guardi chi è a fianco con la sensazione che assomigli e provi l'ugual sentire.
Le tv, i media, coloro che hanno voce soverchiante blatereranno che è poca cosa, una roba da niente, ma lo sanno anche loro, lo avvertono, lo rivelano la voce tremante, gli occhi furenti, i gesti incerti, lo stesso accanimento volto a negare una evidenza, a sminuirne la portata e le conseguenze.
Non facciamoci fregare, teniamoci stretto questo spirito, questa fiducia, questa forza collettiva, sfoghiamola e comunichiamola contagiando i prudenti, i pavidi, gli indecisi, gli increduli.
Sorridiamo, prendiamoci una piccola rivincita, rinforziamo l'accanimento al fare sensato "le buone pratiche" e brindiamo!
Il cielo è lì, le nuvole? Passeranno.

