duemiladuecentoottantatre pagine suddivise in tre tomi presi per sbaglio al contrario (cominciando dal terzo) e finiti fortunatamente meglio dell'aver imboccato un'autostrada in contromano.
un'opera ciclopica colorata di noir, di giallo e di passioni raggelate dal rigido clima scandinavo, ma ideali per accendere un interesse da accompagnare a un po' di cervello, di ragionamento e di senso di orientamento nella selva dei personaggi xxxson del giornalista autore di Millennium.
facendo un po' di conti la vicenda ha inizio nel 2002, per esattezza il primo novembre e si snocciola avviluppata su due personaggi: quello femminile di cui vengono narrate le vicende e quello maschile incarnato da un giornalista che vede incrociare il primo nelle proprie inchieste anzi vere e proprie indagini accurate e severe, volte a smitizzare il candore della classe imprenditoriale svedese mettendo in luce scandali e commistioni che nulla hanno da invidiare a quelli del sud europa.
il primo libro scorre l'arco di un anno e il secondo si svolge nei primi mesi del 2004.
il terzo si conclude a fine 2004, esattamente il 18 dicembre.
verranno pubblicati postumi perché Larsson muore di infarto nella sua redazione il 9 novembre 2004.
stessa sorte di un suo personaggio (Håran Morander, 4 maggio 2004, collega del giornalista protagonista della trilogia), e non è l'unica analogia con la sua biografia, tanto che alcuni hanno emesso più di un sussurro sui dubbi della sua prematura scomparsa.
l'idea pare fosse stata quella di scrivere dieci libri e un quarto è stato stampato di recente a firma di David Lagercrantz sotto il titolo di 'Quello che non uccide', ingrassa, dico io.
in effetti l'operazione sembra proprio mirata a far soldi in spregio a un'opera e a un autore a cui va dato onore e merito per l'impegno sociale e politico e per quello letterario.
comunque sia è andata com'è andata.
purtroppo il seguito è destinato a restare sconosciuto, ma intanto penso e ripenso a quella datazione usata a introdurre i tanti capitoli, a quell'assenza di riferimento temporale intorno al 9 novembre e alla breve descrizione dei momenti di quel 4 maggio, al cordoglio della redazione che si interrogava sulla pubblicazione postuma dell'ultimo articolo del collega.
a Olof Palmer.
forse voleva inserire anche quella storia tra le altre, anzi ne sono certa.