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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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venerdì 28 settembre 2012

biglietto, prego

è forse la più grande compagnia teatrale che abbia mai avuto questo mondo.
specializzata in tragedie con varianti nel genere horror e di fantascienza.
i suoi punti di forza sono gli enormi investimenti scenografici e il coinvolgimento di infinite masse di comparse in cui spiccano innumerevoli primedonne, infiltrate solo di recente, tra gli interpreti maschili che da anni e anni, e sempre gli stessi, calcano con successo le scene, acclamati di volta in volta da fiduciosi spettatori ignari che la recita sia in verità l'esibizione delle loro "normali" attività, e paganti, due volte paganti.
la prima per finanziare la compagnia e la seconda per assistere alla sua messinscena.
purtroppo nei secoli il cartellone ha perso smalto e se un tempo si potevano applaudire gli Aristotele adesso a sbucciare le mani (lascio a voi intendere in quale senso) sono gli scilipoti.
goliardi e figuranti del malaffare, epicurei di bassa lega con le chiappe al vento.
corsi e ricorsi da Gaio Mario a mario e basta, guerre e disfatte in cui chi alza la testa è bastonato da un altrettanto poveraccio in una babilonia di riprese, scatti, flash e spot televisivi.
beh, son stufa che a influire sul mio umore sia l'ennesima replica di uno spettacolo scadente, che a riempire le giornate siano le recensioni dell'ultimo recital, le anteprime del prossimo o le interviste trite e ritrite al suo cast.
neanche se me lo regalassero, il biglietto, avrei voglia di fare lo sforzo di trovare qualcosa di buono dietro alle quinte, preferirei guardare oltre il sipario, sempre ammesso che ci sia un oltre il sipario, e in ogni caso dubito che me lo farebbero fare, oppure provare a chiudere gli occhi, provare.