dipingendo dune che una scia di vento spruzza sull'onda del mare che trascina al largo le foglie e le vite di chi è già caduto o sta per lasciarsi spazzare via come la cenere di una brace ormai inutile e spenta.
pare troppo gioiosa l'estate per durare.
arriva e sta un giorno, mai di più, poi si rabbuia.
in un anno sono sempre meno i giorni di sole pieno e rovente, quello capace di asciugare anche l'idea del pianto e lasciarmi serena e raggiante invece che perennemente insoddisfatta e dolente a ghiacciare i pensieri da scolare come un drink misto di mojito e cicuta in un deserto affollato di profughi fino al termine del tempo.
nel quando, dell'idea di estate si perda ogni immagine e nel ricordo resti solo l'assenza di profumi, musica e parole per evocarla.