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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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venerdì 10 febbraio 2012

ce n'è per tutti

e____ fin sopra i capelli!

Dall'inversione dei poli magnetici al surriscaldamento del pianeta fino alla pacificazione delle genti e al ripianamento dell'economia tutto pare diventato una burla.
L'unico vento che spira è quello siberiano che pare porterà all'era glaciale e, per tanto, invertendo i poli il risultato resta lo stesso. Nevica nei deserti algerini e i cammelli sembrano foche.
Neve sporca di smog e di sangue, popolazioni raggelate e inascoltate cercano riscatto e i potenti sono sempre più impotenti.
Estremismi climatici, sociali e virtuali stanno congelando questo tempo popolato di muraglie di pupazzi di neve e guerrieri di ghiaccio.
Il termine disgelo pare al momento quello più indicato a riassumere le speranze esauste per il battere dei piedi e dei denti aspettando che arrivino pane e pace per tutti.
Utopia la parola che sprona alla sopportazione, alla resistenza e alla battaglia alla paura che come una morsa stringe e accomuna l'umanità.
Tutto pare essere diventato estremo, o tutto bianco o tutto nero. Un pendolo di sciagure a sciagure che consumano e rimpiccioliscono nel loro alternarsi i varchi delle possibili vie d'uscita.
Polveri che rivestono come una guaina e lo inglobano anche il pensiero, l'intenzione, la fantasia e soprattutto l'energia vitale, nemmeno una voglia, nemmeno un capriccio, solo pazzia.


mercoledì 23 febbraio 2011

Le storie degli altri _________البحر الأبيض المتوسط

البحر الأبيض المتوسط _____ ovvero mediterraneo



Il brano che segue è una sintesi, curata da ironico_sempre, di un articolo di cui trovate il link a fondo pagina. Condividendone il contenuto ho pensato di inserirla nella sezione "Le storie degli altri" dove pubblico (previo consenso) i post di altri blogger.

Ci hanno insegnato
che i secoli che separano la
caduta dell'impero romano dal
rinascimento sono stati anni di
paura e barbarie, ma non ci è stato
spiegato che ne siamo usciti
unicamente perché siamo venuti in
contatto con la civiltà più
ricca e più evoluta dell'epoca,
appunto l'Islam. Pochi occidentali
sanno che, mentre l'Europa veniva
spopolata dalle malattie e
dalla fame, a Sud fioriva una civiltà
che aveva come capitali
Baghdad e Damasco, una civiltà cui noi
occidentali dobbiamo
la salvezza del patrimonio che
consideriamo fondativo per la
nostra cultura: la filosofia greca.
Se gli studiosi dell'epoca di
Solimano e del Saladino
non avessero fatto propria la grande
filosofia antica non avremmo né
Platone né Aristotele perché
la raffinata rete dei traduttori arabi,
attraverso i quali ci sono
pervenute le loro opere, non sarebbe
esistita. Né, del resto,
sarebbe potuta nascere la scienza
moderna senza la libertà di
studiare e sperimentare concessa ai
matematici e agli scienziati
arabi, il cui contributo è stato
completamente cancellato per
fare posto alla propaganda
dello scontro fra civiltà.
Beltegeuse, Rigel, Aldebaran,
Algol e Sirrah.
Le stelle parlano arabo da secoli,
da quando scienza, civiltà
e tecnologia se ne stavano al di là
del Mediterraneo, e i barbari sporchi,
ignoranti e poveri che calavano
per razziare le ricche città o per
emanciparsi attraverso lo studio nelle
rinomate università locali, eravamo noi.
Per secoli la filosofia,
la matematica e la medicina,
per non parlare dell'astronomia,
della chimica o dell'ottica,
sono state islamiche,
nel senso che l'Islam ha trasmesso
e rielaborato le antiche discipline
egizie, babilonesi, indiane e greche,
e ne ha fondate di proprie.


Altre segnalazioni di post amici


martedì 22 febbraio 2011

Mediterraneo


mi chiedo cosa sta succedendo, mi rispondono: hanno fame.

ma anche un anno fa avevano fame.


tutti insieme all'improvviso: egitto, libia, marocco, tunisia, algeria intere popolazioni che si aggiungono alle altre iran, iraq, afganistan e alimentano le ragioni della reazione a uno stato di fatto che sono anni che vige e li tiene al giogo.


un'onda che sfugge alle motivazioni politiche ed economiche che solitamente vengono addotte per giustificare e placare.


sta avvenendo qualcosa di grande, più grande di quanto sia mai recentemente accaduto.


un '68 africano che sa di apocalisse e che, almeno a me, evoca un comune sentire e voglia di basta.


una rinascita di quel che bolle in pentola da tempo e adesso trabocca fumante e indomabile, contro ogni paura, ricatto, ritorsione.


penso all'origine dell'uomo e della donna sulla terra, all'estinzione dei dinosauri e ritrovo in quegli eventi un paragone per quello che si è già avviato.


frega niente del gas e del petrolio, della migrazione di massa intesa come teste da contare e possibilmente allontanare.


mi importa dire della dignità e del coraggio, dell'onestà e dell'orgoglio, dell'amor proprio e di quello per la terra in cui si è vista la luce anche nel buio della tirannia.


delle donne che pur arrancando si fanno forza per stare al fianco degli uomini e affermarsi come persone.


un'onda che si sente arrivare e sa di sabbia, di sangue e rumore sordo.


non arriva con il mare, la porta qualcos'altro, arriva per l'aria, attraverso il pensiero più che con le parole.


è arrivato il momento in cui i potenti del mondo potranno solo nascondersi dietro alla loro sconfitta.


è solo questione di tempo.