provvisoriamente _ ironicamente _ fugacemente _ instabilmente _ cinicamente _ p a r a l l e l a m e n t e_click
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
venerdì 10 febbraio 2012
ce n'è per tutti
Dall'inversione dei poli magnetici al surriscaldamento del pianeta fino alla pacificazione delle genti e al ripianamento dell'economia tutto pare diventato una burla.
L'unico vento che spira è quello siberiano che pare porterà all'era glaciale e, per tanto, invertendo i poli il risultato resta lo stesso. Nevica nei deserti algerini e i cammelli sembrano foche.
Neve sporca di smog e di sangue, popolazioni raggelate e inascoltate cercano riscatto e i potenti sono sempre più impotenti.
Estremismi climatici, sociali e virtuali stanno congelando questo tempo popolato di muraglie di pupazzi di neve e guerrieri di ghiaccio.
Il termine disgelo pare al momento quello più indicato a riassumere le speranze esauste per il battere dei piedi e dei denti aspettando che arrivino pane e pace per tutti.
Utopia la parola che sprona alla sopportazione, alla resistenza e alla battaglia alla paura che come una morsa stringe e accomuna l'umanità.
Tutto pare essere diventato estremo, o tutto bianco o tutto nero. Un pendolo di sciagure a sciagure che consumano e rimpiccioliscono nel loro alternarsi i varchi delle possibili vie d'uscita.
Polveri che rivestono come una guaina e lo inglobano anche il pensiero, l'intenzione, la fantasia e soprattutto l'energia vitale, nemmeno una voglia, nemmeno un capriccio, solo pazzia.
mercoledì 23 febbraio 2011
Le storie degli altri _________البحر الأبيض المتوسط
martedì 22 febbraio 2011
Mediterraneo
mi chiedo cosa sta succedendo, mi rispondono: hanno fame.
ma anche un anno fa avevano fame.
tutti insieme all'improvviso: egitto, libia, marocco, tunisia, algeria intere popolazioni che si aggiungono alle altre iran, iraq, afganistan e alimentano le ragioni della reazione a uno stato di fatto che sono anni che vige e li tiene al giogo.
un'onda che sfugge alle motivazioni politiche ed economiche che solitamente vengono addotte per giustificare e placare.
sta avvenendo qualcosa di grande, più grande di quanto sia mai recentemente accaduto.
un '68 africano che sa di apocalisse e che, almeno a me, evoca un comune sentire e voglia di basta.
una rinascita di quel che bolle in pentola da tempo e adesso trabocca fumante e indomabile, contro ogni paura, ricatto, ritorsione.
penso all'origine dell'uomo e della donna sulla terra, all'estinzione dei dinosauri e ritrovo in quegli eventi un paragone per quello che si è già avviato.
frega niente del gas e del petrolio, della migrazione di massa intesa come teste da contare e possibilmente allontanare.
mi importa dire della dignità e del coraggio, dell'onestà e dell'orgoglio, dell'amor proprio e di quello per la terra in cui si è vista la luce anche nel buio della tirannia.
delle donne che pur arrancando si fanno forza per stare al fianco degli uomini e affermarsi come persone.
un'onda che si sente arrivare e sa di sabbia, di sangue e rumore sordo.
non arriva con il mare, la porta qualcos'altro, arriva per l'aria, attraverso il pensiero più che con le parole.
è arrivato il momento in cui i potenti del mondo potranno solo nascondersi dietro alla loro sconfitta.
è solo questione di tempo.

