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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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giovedì 7 aprile 2011

a dar calci alle onde

vado al mare

senza amare riflessioni

sull'amare

e odiare il mare.

spiaggio.


Traduzione:

se sto a pensare al mare al sole all'aria di questi giorni, sto a casa a disperarmi di guerre, stermini e radiazioni, e se penso a guerre, stermini e radiazioni posso farlo anche su una spiaggia di sassi con lo stesso malumore.

L'unica differenza è che stasera avrò meno dolori alle ossa e un colorito più salubre.



Guardate l'idrogeno tacere nel mare | guardate l'ossigeno al suo fianco dormire. (da Un chimico) (Fabrizio De André)


Più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare.

(Franco Battiato)


Sotto l'azzurro fitto del cielo qualche uccello di mare se ne va; né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto "più in là".

(Eugenio Montale)


Sendo l’ostriga insieme colli al[tri] pesci in casa del pescatore scaricata vicino al mare, priega il ratto che al mare la conduca. Il ratto, fatto disegno di mangiarla, la fa aprire e mordendola, questa li serra la testa e sì lo ferma. Viene la gatta e l’uccide. (Leonardo da Vinci)



lunedì 20 dicembre 2010

ALT_A MAREA


L'alta marea è un fenomeno che si verifica in prossimità delle fasi lunari, quando il satellite terrestre è pienamente visibile o nascosto ai nostri occhi.
In natura è fortemente avvertito, nell'essere umano, non so, ho più di un dubbio che esso venga scambiato per superstizione o credenza becera, ma poco importa.
Fatto sta che, personalmente posso dirmi un soggetto lunatico e, pertanto, in effetti mi accorgo dall'inquietudine e dall'insonnia che siamo in fase di luna piena e da una sorta di estatica vacuità quando invece la luna è nuova.
E non sto parlando di flussi e riflussi, vasi comunicanti, istanze idrauliche che riempiono o ridistribuiscono o scaricano eccedenze prodotte da una singola goccia che rischia di far traboccare il vaso.
Quanto piuttosto di un mio funzionamento interno che ha trovato nella psicologia sistemica la sua spiegazione e il suo perchè.
All'improvviso un insieme di eventi che già da qualche tempo stavano prendendo un piega tale per cui avvertivo un certo prurito e disagio si coalizzano e producono naturalmente una reazione e una necessità di distanza, distacco, svuotamento, azzeramento, "purificazione", sintesi, riallineamento e ripartenza.
Visto da fuori mi rendo conto che ciò possa apparire come inspiegabile e improvviso, ma per me è conseguenza di un periodo in cui ho portato la mia pazienza oltre o molto vicino al mio limite e così entro in "riserva" e rischio di ingrippare il motore, finire a secco in piena zona disabitata, il collasso nervoso e anche di mandare qualcuno bellamente a fare in culo.
Morte e rinascita o, come il serpente, cambio di pelle, anche se poi di fatto resto apparentemente sempre la stessa, stessa faccia, stesso nome, stessa età, stesso indirizzo.
Tanto che se non fosse che qualcuno di più vicino di altri assiste al fenomeno magari chiedendosi: "ma che cazzo è successo?" nessuno farebbe caso a queste fasi.
Cosa è successo? Niente. Mi sono solo rotta il cazzo di auguri, natale, ipocrisia, pretese assurde, discorsi che non stanno nè in cielo nè in terra, via vai insensato, politica e governo, assenza di coerenza e continuità nelle relazioni in cui ho investito, superficialità, disagio ambientale, inquinamento, ignoranza, menefreghismo, povertà, solitudine, silenzio, rumore, confusione, ressa, rissa, neve, pioggia, freddo e caldo, buonismo e cattiveria, aridità e umidità, dolce, salato, amaro e acido, bello, brutto, giusto o sbagliato.
E' così! Vuoto la tazza e mi faccio i cazzi miei per due giorni e poi tutto torna come prima ma diverso da prima e possibilmente meglio di prima, sennò che lo faccio a fare tutto sto casino?



Il tetto si è bruciato, ora posso vedere la luna