neanche il tempo di realizzare il post sulle faggete che arriva un altro riconoscimento unesco: le opere di difesa veneziane tra il XVI e il XVII secolo.
un sito seriale transnazionale che comprende Croazia e Montenegro e per l'Italia: Palmanova, Bergamo e la fortezza di Peschiera del Garda (località già inserita nella lista per altri patrimoni dal 2011).
a questo punto urge un riepilogo della giornata...
provvisoriamente _ ironicamente _ fugacemente _ instabilmente _ cinicamente _ p a r a l l e l a m e n t e_click
.
(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
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domenica 9 luglio 2017
lunedì 7 aprile 2014
Langbärte
un esempio di messa in rete di luoghi accomunati, tecnicamente 'siti seriali' è quello dell'Italia langobardorum (patrimonio dal 2011):
possibile che in Scandinavia, nel Meclemburgo o nelle regioni di transito nessuno sia interessato a trattare l'argomento?
eppure avranno lasciato tracce anche altrove.
e invece no.
pare proprio che il loro estro artistico si sia manifestato una volta varcate le Alpi.
potere del suolo italico.
la differenza con gli Unni è che loro se la facevano crescere (la barba), quella con i bizantini è che invece dei mosaici erano appassionati di gioielli, Franchi, Goti, Visigoti, Ostrogoti, ecc... avranno pure avuto delle peculiarità differenti. Tutti sono invece accomunati dall'espansionismo, come del resto ogni popolo sul pianeta.
che poi neanche è detto che la corona sia longobarda, anche se ne simboleggia la fama e il pensiero va a Carlo Magno, Napoleone e a quelli che si passano di mano in mano il potere...
(...) Il forte si mesce col vinto nemico,
col novo signore rimane l’antico;
l’un popolo e l’altro sul collo vi sta.
Dividono i servi, dividon gli armenti;
si posano insieme sui campi cruenti
d’un volgo disperso che nome non ha.
(Adelchi, A. Manzoni)
- Cividale del Friuli
- Brescia
- Castelseprio-Torba
- Spoleto
- Campello sul Clitunno
- Benevento
- Monte Sant'Angelo
possibile che in Scandinavia, nel Meclemburgo o nelle regioni di transito nessuno sia interessato a trattare l'argomento?
eppure avranno lasciato tracce anche altrove.
e invece no.
pare proprio che il loro estro artistico si sia manifestato una volta varcate le Alpi.
potere del suolo italico.
la differenza con gli Unni è che loro se la facevano crescere (la barba), quella con i bizantini è che invece dei mosaici erano appassionati di gioielli, Franchi, Goti, Visigoti, Ostrogoti, ecc... avranno pure avuto delle peculiarità differenti. Tutti sono invece accomunati dall'espansionismo, come del resto ogni popolo sul pianeta.
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| Corona Ferrea conservata al museo del Duomo di Monza |
(...) Il forte si mesce col vinto nemico,
col novo signore rimane l’antico;
l’un popolo e l’altro sul collo vi sta.
Dividono i servi, dividon gli armenti;
si posano insieme sui campi cruenti
d’un volgo disperso che nome non ha.
(Adelchi, A. Manzoni)
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sabato 25 gennaio 2014
Attila, chi?
18 luglio 452 è la data in cui la città, nodo strategico per il commercio e la politica del tempo, viene rasa al suolo nella prima tappa del viaggio distruttivo che il 'flagello di dio' compie entro i confini dell'attuale Italia.
dunque, nei miei ricordi scolastici, Aquileia (patrimonio unesco dal 1998) è fortemente annodata alla figura di Attila e alle leggende che si narrano sugli Unni.
Ad esempio quella che le madri bendassero i volti dei neonati per far sì che il naso, crescendo, restasse, una volta adulti, entro l'elmo e poi che, per impedire la crescita della barba, si tagliassero le gote, che vivessero e morissero a cavallo, tanto da reggersi a stento in piedi e che mangiassero di tutto, erba compresa.
Anche Aquileia ha la sua leggenda che narra come, mentre venivano tracciati i confini e posta la prima pietra per la fondazione della città, apparve un'aquila bianca che prese a sorvolare in volo concentrico.
E sempre ad un volatile vennero attribuiti significati di diverso segno quando una cicogna, che aveva fatto il nido sulle sue mura, in quei giorni di luglio, raccolse i suoi piccoli e fuggì.
La stranezza di quell'episodio fu vista con spavento dagli abitanti e bene augurante da Attila che si predispose all'assedio.
Il suo arrivo fu accompagnato da un vento così forte da scoperchiare le case, sradicare le piante e intimorire ancor di più i nativi che una notte, ne abbandonarono le case per via fluviale.
A presidio, sulle torri, delle sagome che, all'albeggiare quando fu chiaro che fossero fantocci, fecero infuriare il condottiero che ordinò di radere al suolo ogni costruzione.
ATTILA, Prologo, Scena I
Piazza di Aquileia.
La notte, vicina al termine,
è rischiarata
da una grande quantità di
torce.
Tutto all'intorno è un
miserando cumulo di
rovine.
Qua e là vedesi ancora
tratto tratto sollevarsi
qualche fiamma,
residuo di un orribile
incendio di quattro giorni.
La scena è ingombra di
Unni, Eruli, Ostrogoti, ecc.
Libretto dell'opera verdiana
una delle mie famose iperboli mi porta a riflettere...
sarà mica il momento di rivedere il giudizio sul feroce Attila?
alla luce dell'oggi, si trovano numerosissimi esempi di scempi 'culturali' per motivi più o meno analoghi a quelli di allora.
magari al posto del cavallo ci sono le auto blu, la rinoplastica è dovuta a ragioni di diversa natura, oltre ai visi imberbi abbiamo diversi casi di teste rasate, invece della spada si brandisce lo spread o si fa ricorso alle armi chimiche, ma il saccheggio è altrettanto cruento e gli effetti distruttivi stile 'erba bruciata' sono già in atto nella pratica come nel mentale.
piuttosto di differenziazione sul piano umano, si può dire che ci accomuna ad allora il senso di disumanità.
e se le spoglie del crudele guerriero giacciono, in luogo ignoto e cariche di ori in tre bare di diverso prezioso metallo, dei barbari odierni resteranno solo le scorie.
dunque, nei miei ricordi scolastici, Aquileia (patrimonio unesco dal 1998) è fortemente annodata alla figura di Attila e alle leggende che si narrano sugli Unni.
Ad esempio quella che le madri bendassero i volti dei neonati per far sì che il naso, crescendo, restasse, una volta adulti, entro l'elmo e poi che, per impedire la crescita della barba, si tagliassero le gote, che vivessero e morissero a cavallo, tanto da reggersi a stento in piedi e che mangiassero di tutto, erba compresa.
![]() |
| La Basilica e il suo pavimento di oltre 750 metri quadrati (uno dei più grandi d'Europa) |
E sempre ad un volatile vennero attribuiti significati di diverso segno quando una cicogna, che aveva fatto il nido sulle sue mura, in quei giorni di luglio, raccolse i suoi piccoli e fuggì.
La stranezza di quell'episodio fu vista con spavento dagli abitanti e bene augurante da Attila che si predispose all'assedio.
Il suo arrivo fu accompagnato da un vento così forte da scoperchiare le case, sradicare le piante e intimorire ancor di più i nativi che una notte, ne abbandonarono le case per via fluviale.
A presidio, sulle torri, delle sagome che, all'albeggiare quando fu chiaro che fossero fantocci, fecero infuriare il condottiero che ordinò di radere al suolo ogni costruzione.
ATTILA, Prologo, Scena I
Piazza di Aquileia.
La notte, vicina al termine,
è rischiarata
da una grande quantità di
torce.
Tutto all'intorno è un
miserando cumulo di
rovine.
Qua e là vedesi ancora
tratto tratto sollevarsi
qualche fiamma,
residuo di un orribile
incendio di quattro giorni.
La scena è ingombra di
Unni, Eruli, Ostrogoti, ecc.
Libretto dell'opera verdiana
![]() |
| Casa delle bestie ferite in corso di restauro |
sarà mica il momento di rivedere il giudizio sul feroce Attila?
alla luce dell'oggi, si trovano numerosissimi esempi di scempi 'culturali' per motivi più o meno analoghi a quelli di allora.
magari al posto del cavallo ci sono le auto blu, la rinoplastica è dovuta a ragioni di diversa natura, oltre ai visi imberbi abbiamo diversi casi di teste rasate, invece della spada si brandisce lo spread o si fa ricorso alle armi chimiche, ma il saccheggio è altrettanto cruento e gli effetti distruttivi stile 'erba bruciata' sono già in atto nella pratica come nel mentale.
piuttosto di differenziazione sul piano umano, si può dire che ci accomuna ad allora il senso di disumanità.
e se le spoglie del crudele guerriero giacciono, in luogo ignoto e cariche di ori in tre bare di diverso prezioso metallo, dei barbari odierni resteranno solo le scorie.
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domenica 29 dicembre 2013
Déodat de Dolomieu
è al geologo francese del settecento che si deve la scoperta del fascino delle montagne (patrimonio unesco dal 2009) che da lui prendono il nome, benchè la loro costruzione derivi dal triassico.
Dolomiti "la più bella opera d'architettura del mondo" (Le Corbusier)
"Dolomiti, con le loro bellezze bizzarre e pur profondamente incantatrici…" (P. Grohmann)
"Dolomiti care, incanto delle Alpi, gemme del mondo, superba fusione dell'orrido con il divino, sublime architettura di un paesaggio da sogni". (Giovanni Sala, capitano degli alpini)
"La guerra sulle Dolomiti è stata forse la più meravigliosa fra le campagne di guerra ... dev'essere stato come prendere d'assalto il cielo". (Herbert George Wells)
“Nell’insieme esse conferiscono al paesaggio un’aria di originalità e di sublime grandiosità che può essere compiutamente apprezzata solo da chi le ha viste.” (John Murray)
"Monti Pallidi secondo la leggenda ricoperti di una trama di fili di luce lunare dai nani silvani per evitare la nostalgia alla principessa della luna scesa sulla terra per amore di un principe delle Dolomiti". (K.F. Wolff)
“Avvicinatevi, vi prego, esaminate questo spettacolo che senza ombra di dubbio è una delle cose più belle, potenti e straordinarie di cui questo pianeta disponga. Sono pietre o sono nuvole? Sono vere oppure un sogno? (Dino Buzzati)
a margine una domanda.
possibile che vi siano ancora 'esperti di montagna' che sciano fuori pista dopo una nevicata ignorando bellamente il fatto che nove su dieci la loro bravata produca una valanga che li sommerge?
Dolomiti "la più bella opera d'architettura del mondo" (Le Corbusier)
"Dolomiti, con le loro bellezze bizzarre e pur profondamente incantatrici…" (P. Grohmann)
"Dolomiti care, incanto delle Alpi, gemme del mondo, superba fusione dell'orrido con il divino, sublime architettura di un paesaggio da sogni". (Giovanni Sala, capitano degli alpini)
"La guerra sulle Dolomiti è stata forse la più meravigliosa fra le campagne di guerra ... dev'essere stato come prendere d'assalto il cielo". (Herbert George Wells)
“Nell’insieme esse conferiscono al paesaggio un’aria di originalità e di sublime grandiosità che può essere compiutamente apprezzata solo da chi le ha viste.” (John Murray)
"Monti Pallidi secondo la leggenda ricoperti di una trama di fili di luce lunare dai nani silvani per evitare la nostalgia alla principessa della luna scesa sulla terra per amore di un principe delle Dolomiti". (K.F. Wolff)
“Avvicinatevi, vi prego, esaminate questo spettacolo che senza ombra di dubbio è una delle cose più belle, potenti e straordinarie di cui questo pianeta disponga. Sono pietre o sono nuvole? Sono vere oppure un sogno? (Dino Buzzati)
a margine una domanda.
possibile che vi siano ancora 'esperti di montagna' che sciano fuori pista dopo una nevicata ignorando bellamente il fatto che nove su dieci la loro bravata produca una valanga che li sommerge?
lunedì 2 dicembre 2013
i palazzinari del neolitico
Su un totale di 937 siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, noti ad oggi, 111 sono patrimonio Unesco, dal 2011.
Il maggior numero è in Svizzera (56), mentre in Italia se ne contano 19.
Molina di Ledro, Ledro (TR) Trentino Alto Adige
I villaggi palafitticoli sono una delle più importanti fonti archeologiche per lo studio delle prime società agrarie in Europa tra il 5000 e il 500 a.C. e le interazioni fra i gruppi umani delle regioni intorno alle Alpi in particolare.
Fiavé-Lago Carera, Fiavè (TR) Trentino Alto Adige
Le condizioni di conservazione in ambiente umido hanno permesso la sopravvivenza di materiali organici che contribuiscono in modo straordinario a comprendere i cambiamenti significativi durante il Neolitico e l'Età del Bronzo in Europa.
Palù di Livenza – Santissima, Polcenigo (PN) Friuli Venezia Giulia dove, oltre alla fase tardo neolitica, attualmente maggiormente documentata, sembra ce ne sia stata una più antica nel Paleolitico superiore (tra 12.000-10.000 a.C. circa) e nel Mesolitico finale (7.000-6.000 a.C. circa) come sembrano attestare alcuni strumenti in selce.
Laghetto della Costa, Arquà Petrarca (PD) Veneto, noto anche come 'laghetto delle sette fontane' e citato nelle 'Ultime lettere di Jacopo Ortis', ha caratteristiche molto particolari. Nelle vicinanze è poi possibile visitare una necropoli databile tra il II e I sec. a.C. ricca di reperti celtici.
Lugana Vecchia, Peschiera del Garda (VR) Veneto
Grazie alla notevole quantità ed importanza dei risultati scientifici, le palafitte restituiscono un’immagine precisa e dettagliata del mondo della prime comunità agricole in Europa, in particolare della vita quotidiana, delle pratiche agricole, dell’allevamento degli animali domestici e delle innovazioni tecnologiche. L’arco temporale di 4000 anni, coperto dalla serie, coincide con una delle fasi più importanti della storia recente dell’umanità: la nascita delle società moderne.
Belvedere, Peschiera del Garda (VR) Veneto, con i suoi trentamila metri quadrati di estensione è forse, tra i siti presenti nel lago, il meglio conservato e probabilmente abitato in tutte e tre le Età del Bronzo.
Frassino, Peschiera del Garda (VR) Veneto
Oggi, grazie alla dendrocronologia (datazione per mezzo degli anelli di accrescimento degli alberi) possiamo datare con precisione gli elementi architettonici in legno consentendo di analizzare in dettaglio l’organizzazione spaziale interna dei villaggi preistorici lungo un ampio arco cronologico. I siti palafitticoli sono le migliori fonti archeologiche di cui al momento si dispone per conoscere le culture preistoriche.
Tombola, Cerea (VR) Veneto, una delle pochissime località in cui sono stati rinvenuti reperti utili allo studio sistematico dei materiali terramaricoli.
Due le tipologie più note: la palafitta “su bonifica" realizzata in sponda all'acqua su un'impalcatura appoggiata al terreno, e quella “aerea”, eretta su impalcature sospese sopra il pelo dell’acqua.
VI.1-Emissario, Azeglio (BL) Veneto.
I siti palafitticoli di Viverone rappresentano le migliori fonti archeologiche di cui al momento si dispone per conoscere le culture preistoriche e, non a caso, è stato proprio questo piccolo borgo biellese il luogo di studio prescelto per approfondire la conoscenza delle popolazioni che qui, centinaia di anni addietro, si insediarono.
Lavagnone, Desenzano del Garda (BS) Lombardia, dove ha sede il Museo Giovanni Rambotti, politico e mecenate a cui si devono la ricerca e la raccolta di un gran numero di reperti palafitticoli della zona anche se la collezione più nutrita si trova al Museo di Storia di Vienna.
San Sivino, Gabbiano, Manerba del Garda (BS) Lombardia
Buona parte dei reperti sono però invisibili perchè sommersi dall'acqua ma anche dal limo.
Tuttavia sono numerosi i convegni in cui si parla di progetti per riportarli alla luce.
Lucone, Polpenazze del Garda (BS) Lombardia
In particolare, lo scorso fine maggio è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra i comuni italiani sede dei siti palafitticoli per favorire la loro tutela e salvaguardia (mentre il resto cade a pezzi, nda).
Lagazzi del Vho, Piadena (CR) Lombardia
... e quando, come nel caso di Piadena, i progetti diventano realtà, ciò attira l'interesse di scolaresche ed escursionisti che possono approfittare per visitare le altre zone archeologiche di cui il Garda è 'ricco'.
Bande - Corte Carpani, Cavriana (MN) Lombardia
Castellaro Lagusello - Fondo Tacoli, Monzambano (MN) Lombardia
Nel mantovano si possono trovare ricostruzioni 'didattiche' delle palafitte, ma è soprattutto il Trentino che si distingue dal resto in quanto a varietà e quantità di materiali e cimeli.
Isolino Virginia-Camilla-Isola di San Biagio, Biandronno (VA) Lombardia
Luogo ameno per le ricchezze naturali che può essere apprezzato anche in bici tra laghi, isolotti, palafitte e oasi faunistiche...
Bodio centrale o delle Monete, Bodio Lomnago (VA) Lombardia
Il Sabbione o settentrionale, Cadrezzate (VA) Lombardia
e anche in questo caso bisogna crederci sulla parola... e il pensiero va ovviamente a Venezia.
quasi mi viene da scommettere che tra un paio di secoli potrebbe assomigliare, e di molto, alla foto qui a fianco.
Mercurago, Arona (NO) Piemonte è il luogo di ritrovamento della prima palafitta italiana (1860)... ma l'area archeologica non è accessibile poiché situata nel mezzo della palude.
In compenso, pare che nella stagione invernale, ghiacci e quindi possa essere 'pattinata' (che poi è una bella soddisfazione pattinare su una palafitta...)
Il maggior numero è in Svizzera (56), mentre in Italia se ne contano 19.
I villaggi palafitticoli sono una delle più importanti fonti archeologiche per lo studio delle prime società agrarie in Europa tra il 5000 e il 500 a.C. e le interazioni fra i gruppi umani delle regioni intorno alle Alpi in particolare.
Fiavé-Lago Carera, Fiavè (TR) Trentino Alto Adige
Le condizioni di conservazione in ambiente umido hanno permesso la sopravvivenza di materiali organici che contribuiscono in modo straordinario a comprendere i cambiamenti significativi durante il Neolitico e l'Età del Bronzo in Europa.
Palù di Livenza – Santissima, Polcenigo (PN) Friuli Venezia Giulia dove, oltre alla fase tardo neolitica, attualmente maggiormente documentata, sembra ce ne sia stata una più antica nel Paleolitico superiore (tra 12.000-10.000 a.C. circa) e nel Mesolitico finale (7.000-6.000 a.C. circa) come sembrano attestare alcuni strumenti in selce.
Laghetto della Costa, Arquà Petrarca (PD) Veneto, noto anche come 'laghetto delle sette fontane' e citato nelle 'Ultime lettere di Jacopo Ortis', ha caratteristiche molto particolari. Nelle vicinanze è poi possibile visitare una necropoli databile tra il II e I sec. a.C. ricca di reperti celtici.
Lugana Vecchia, Peschiera del Garda (VR) Veneto
Grazie alla notevole quantità ed importanza dei risultati scientifici, le palafitte restituiscono un’immagine precisa e dettagliata del mondo della prime comunità agricole in Europa, in particolare della vita quotidiana, delle pratiche agricole, dell’allevamento degli animali domestici e delle innovazioni tecnologiche. L’arco temporale di 4000 anni, coperto dalla serie, coincide con una delle fasi più importanti della storia recente dell’umanità: la nascita delle società moderne.
Belvedere, Peschiera del Garda (VR) Veneto, con i suoi trentamila metri quadrati di estensione è forse, tra i siti presenti nel lago, il meglio conservato e probabilmente abitato in tutte e tre le Età del Bronzo.
Frassino, Peschiera del Garda (VR) Veneto
Oggi, grazie alla dendrocronologia (datazione per mezzo degli anelli di accrescimento degli alberi) possiamo datare con precisione gli elementi architettonici in legno consentendo di analizzare in dettaglio l’organizzazione spaziale interna dei villaggi preistorici lungo un ampio arco cronologico. I siti palafitticoli sono le migliori fonti archeologiche di cui al momento si dispone per conoscere le culture preistoriche.
Tombola, Cerea (VR) Veneto, una delle pochissime località in cui sono stati rinvenuti reperti utili allo studio sistematico dei materiali terramaricoli.Due le tipologie più note: la palafitta “su bonifica" realizzata in sponda all'acqua su un'impalcatura appoggiata al terreno, e quella “aerea”, eretta su impalcature sospese sopra il pelo dell’acqua.
VI.1-Emissario, Azeglio (BL) Veneto.
I siti palafitticoli di Viverone rappresentano le migliori fonti archeologiche di cui al momento si dispone per conoscere le culture preistoriche e, non a caso, è stato proprio questo piccolo borgo biellese il luogo di studio prescelto per approfondire la conoscenza delle popolazioni che qui, centinaia di anni addietro, si insediarono.
Lavagnone, Desenzano del Garda (BS) Lombardia, dove ha sede il Museo Giovanni Rambotti, politico e mecenate a cui si devono la ricerca e la raccolta di un gran numero di reperti palafitticoli della zona anche se la collezione più nutrita si trova al Museo di Storia di Vienna.
San Sivino, Gabbiano, Manerba del Garda (BS) Lombardia
Buona parte dei reperti sono però invisibili perchè sommersi dall'acqua ma anche dal limo.
Tuttavia sono numerosi i convegni in cui si parla di progetti per riportarli alla luce.
Lucone, Polpenazze del Garda (BS) Lombardia
In particolare, lo scorso fine maggio è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra i comuni italiani sede dei siti palafitticoli per favorire la loro tutela e salvaguardia (mentre il resto cade a pezzi, nda).
Lagazzi del Vho, Piadena (CR) Lombardia
... e quando, come nel caso di Piadena, i progetti diventano realtà, ciò attira l'interesse di scolaresche ed escursionisti che possono approfittare per visitare le altre zone archeologiche di cui il Garda è 'ricco'.
Bande - Corte Carpani, Cavriana (MN) Lombardia
Castellaro Lagusello - Fondo Tacoli, Monzambano (MN) Lombardia
Nel mantovano si possono trovare ricostruzioni 'didattiche' delle palafitte, ma è soprattutto il Trentino che si distingue dal resto in quanto a varietà e quantità di materiali e cimeli.
Isolino Virginia-Camilla-Isola di San Biagio, Biandronno (VA) Lombardia
Luogo ameno per le ricchezze naturali che può essere apprezzato anche in bici tra laghi, isolotti, palafitte e oasi faunistiche...
Bodio centrale o delle Monete, Bodio Lomnago (VA) Lombardia
Il Sabbione o settentrionale, Cadrezzate (VA) Lombardia
e anche in questo caso bisogna crederci sulla parola... e il pensiero va ovviamente a Venezia.
quasi mi viene da scommettere che tra un paio di secoli potrebbe assomigliare, e di molto, alla foto qui a fianco.
Mercurago, Arona (NO) Piemonte è il luogo di ritrovamento della prima palafitta italiana (1860)... ma l'area archeologica non è accessibile poiché situata nel mezzo della palude.
In compenso, pare che nella stagione invernale, ghiacci e quindi possa essere 'pattinata' (che poi è una bella soddisfazione pattinare su una palafitta...)
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