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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

Visualizzazione post con etichetta istinto assassino. Mostra tutti i post
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domenica 16 maggio 2021

in un mondo che...

 


.... non ci vuole più, il mio canto libero, ecc ecc cantava lucio battisti.

c'è una metà di mondo che se ne resta fuori dall'annosa, anzi secolare, questione israelo palestinese.

fuori per modo di dire perché gli usa in realtà ci stanno dentro fino al collo ma come l'europa nega il riconoscimento dello stato di palestina.

incomprensibile come tutte le vicende che si sono susseguite in oltre un secolo di conflitti spesso originati da questioni fittizie che traggono le loro radici da un problema di fondo giudicato da sempre insolubile.

un gioco di forze contrapposte squilibrato che vede ogni volta una reazione spropositata da parte di chi recita la parte della vittima a prescindere e per questo pretende, e ottiene, la comprensione e la solidarietà della metà del mondo in grigio sulla cartina (del 2012).

dall'altra parte generazioni di palestinesi nati e cresciuti sotto il giogo israeliano quotidiano e continuo di soprusi, confinamento, sfruttamento, ladrocinio, discriminazione, violazione dei diritti.

la sera, intorno ai tizzoni ardenti lasciati dall'esplosione dei razzi, una bambina chiede al nonno perché quelle bombe, cosa sia successo, quale colpa hanno commesso.

è così piccola da porsi la domanda, il fratellino poco più grande di lei ha già metabolizzato la risposta che il nonno evita di dare alzando gli occhi al cielo prima di abbassarli nel darle una carezza e sussurrare qualche parola di rassicurazione.

la mamma sta facendo fagotto e il papà è fuori lanciare pietre ai missili e così via, nei secoli dei secoli...

giovedì 28 gennaio 2021

memoria e presente

 

seguendo tra le vicende analoghe quella più vicina al nostro confine, questa foto dell'articolo sui migranti fermi in bosnia è tra quelle che mi hanno più colpito insieme alle altre che testimoniano le scudisciate prese da chi tenta e ritenta ogni giorno di uscire dal lager e giorno per giorno viene ripreso, bastonato, denudato e rimesso dentro.

ieri si è stancamente consumata la quindicesima giornata della memoria a settantacinque anni dalla liberazione del campo nazista di auschwitz e dico stancamente perché, via via che vengono a mancare per spegnimento le voci dei superstiti, l'eco si affievolisce.

ma si tratta davvero di smemoratezza o di tentativo di rimozione?

secondo me è più vera la seconda.

e la rimozione attiene anche e pesantemente al presente.

le organizzazioni umanitarie stanno facendo quel che possono, ma i giorni passano e da settimane bambini e bambine, donne e uomini, vecchi e malati miracolosamente sopravvivono in condizioni estreme e disumane a due passi dall'europa che unita 'ricorda' contrita le ingiustizie e i crimini del regime nazista ma lasciando fare ai croati.

si è pensato troppo a lungo che conservare la memoria servisse a evitare il ripetersi di quell'olocausto dimenticandosi che il vero problema è insito nell'essere umano tanto è vero che, appena gli è possibile, torna a prevaricare i più deboli con una ferocia del tutto simile a quella che in pochi anni provocò la morte di diciassette milioni di ebrei.

quasi impossibile il conteggio dei migranti morti dall'inizio delle migrazioni di massa a cui non saprei dare una data certa... l'organizzazione mondiale dell'immigrazione ne conta settancinque mila dal 1996 (circa quattromila all'anno ma in progressivo aumento) e francamente mi sembra un dato fortemente sottostimato se è vero che il flusso globale tra il 2010 e il 2015 è pari a trentasette milioni di individui.

i numeri resteranno per sempre sconosciuti, ma il succo della questione è evidente.

il mondo sarà sempre più percorso in lungo e in largo a piedi più che in aereo, complice la pandemia e il suo corollario di ormai inevitabili e duraturi effetti collaterali.

in nome di non capisco bene quali diritti prioritari e localistici, altro che un atavico istinto assassino, le politiche degli svariati regimi (dai più democratici a quelli dittatoriali) rispondono a un fenomeno irrefrenabile con strumenti e mezzi a diversa intensità di crudeltà, ma analoghi nella sostanza perché tutti ci sentiamo diversi e migliori rispetto ad allora ma capaci, all'occorrenza, di diventare assolutamente simili.

chi obbedendo a un ordine, chi guardando altrove, chi innalzando barriere, chi costruendo steccati, chi trovi giustificazioni o chi preferisca dedicarsi al proprio orticello.

voglio dire che il nazismo è stata l'espressione di un concentrato di aspetti atavici che persistono sul pianeta in forma diluita e a macchia leopardo che c'è il rischio che possano riaggregarsi anche grazie alla diffusione di strumenti informatici di controllo e 'comando' sotto forma di 'ordini' o suggestioni instillati in menti già povere di contenuto e in più compromesse dal caos pandemico.

salvare quel migliaio di reclusi subito potrebbe darmi torto e qualche speranza.

dargli un tetto, invece di parole e una sentenza che lascia il tempo che trova.

mercoledì 3 giugno 2020

come si diventa cattivi

un giorno di giugno davanti alla tv che riprende il solito spettacolo di idioti e il loro capobanda (anzi adesso c'è anche quello con la casacca arancione a fargli concorrenza) che si accalcano per la foto e pensi: 'ma speriamo che abbia ragione chi ci invita al distanziamento e finiscano tutti all'ospedale'.

(con tutto il dispiacere e la comprensione per il personale sanitario che se li dovrà accollare)





per il giallo covid <click>






mercoledì 11 marzo 2020

Antigone

vorrei saper dire come quasi fatico a leggere e mi sforzo perché in fondo mi piace di più della lingua in cui usualmente si esprime l'uomo della strada e a cui siamo tutti abituati o per meglio dire assuefatti.

il tempo lo avevo anche prima, perché è più di un decennio che le mie giornate trascorrono in casa salvo improrogabili impegni per conto di famigliari.
e allora prendo le cose alla larga, oggi son partita dall'Antigone di Sofocle benché il soggetto fosse un'altra Antigone di cui si parla ancora meno, nel senso che della prima, almeno gli studenti dei licei classici, qualcosa sanno.
quanto è successo nelle carceri nei giorni scorsi è un altro aspetto, un diverso preoccupante risvolto degli effetti che si stanno propagando per ogni dove.
il motto: mors tua vita mea, sembra guidare l'animo arido del popolino squallido e superficiale che fugge senza sapere bene dove e perché, che si ostina a portare per ogni dove la sua inutile e dannosa presenza.
ma c'è anche altro.
esploderanno i conflitti famigliari, crescerà il numero degli omicidi domestici (e non), quello dei suicidi tra gli anziani (e non) a cui seguirà un impoverimento economico e culturale epocale che facilmente sfocerà in aumento dei crimini contro la persona e il patrimonio.
lo scoop sarebbe stata la rivolta dei vecchietti chiusi nei ricoveri, anch'essi sottoposti alle stesse restrizioni dei carcerati, e che invece stanno subendo con dignità e coraggio l'allontamento dai loro affetti, in molti casi capendo poco del perché e del per come.
ma che ad approfittare del pretesto siano stati i reclusi delle patrie sovraffollate carceri era più che prevedibile.
al momento dodici morti di cui si sa poco o niente e un tot di evasi da un territorio (il foggiano) che ha visto di recente una recrudescenza dell'attività collegata alla mafia garganica e a quella della sacra corona unita, ma sarebbe ottuso pensare che tutto si riduca alla sospensione delle visite e siccome il problema è un grosso problema, serve un grosso tappeto per nasconderlo sotto.
fin dal 2013 la corte di strasburgo aveva sentenziato in materia intimando di provvedere entro un anno e rinnovato l'invito quattro anni dopo e di nuovo l'anno scorso quando a giugno esce un rapporto in cui le condizioni carcerarie vengono definite inumane anche per il personale di custodia, mentre è dello scorso 29 febbraio il dossier del ministero della giustizia più recente e già superato dai fatti accaduti che hanno portato al trasferimento di numerosi reclusi per inagibilità delle strutture in cui erano stipati verso altri penitenziari di loro già sovraffollati.
credo che due dita incrociate nella speranza che il contagio resti fuori le mura carcerarie sia un po' poco, ma temo che resterà l'unico provvedimento.

lunedì 25 novembre 2019

donne

1960
1981
1993
1999 è la tappa finale dell'iter per la designazione a giornata per l'eliminazione della violenza sulle donne ogni 25 novembre.
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007 il primo corteo in Italia


e così via, anno dopo anno... 2008
 2009
 2010
 2011
 2012
 2013
 2014
 2015
 2016
 2017
 2018
 2019

sono alcune declinazioni grafiche tra le tante che si trovano in rete e che sono via via cresciute così come è cresciuta la consapevolezza e le denunce senza che il fenomeno accenni a decrescere.






venerdì 28 giugno 2019

qualcosa di vero



fatico ad accettare il racconto che i media stanno rendendo su una vicenda che mi ha subito ricordato mirandola e la esimia dottoressa valeria donati che continua a far danni nonostante l'accertamento delle sue responsabilità anche nella vicenda della famiglia camparini.
questa volta il nome che è stato fatto è quello di nadia bolognini e consorte (claudio foti), in concorso con altri 14 indagati, tra cui 6 agli arresti domiciliari, compreso il sindaco pd eletto col 77% delle preferenze dai cittadini increduli di bibbiano.
una vicenda raccapricciante, accettabile solo per chi sia dotato di istinti assassini anche se qualcosa risultasse falsato o gonfiato.
quel poco di vero che resta e che sicuramente c'è, basta e avanza.

giovedì 7 febbraio 2019

per sbaglio

'ah, scusa eh... non volevo affatto farti male... mi spiace tanto, ma ti ho sparato per strada davanti a un pub, da un motorino, pioveva, non si vedeva bene, ero arrabbiato, mi avevano minacciato in una rissa, temevo se la prendessero con la mia bambina di un mese o con mia moglie e allora ho chiuso gli occhi e andando via di corsa e senza mirare, ma a caso, ho esploso tre colpi e sono scappato, ma che sia chiaro è stato un errore, mica ce l'avevo con te...'
più o meno i loro avvocati hanno riportato così le dichiarazioni dei due reo confessi che, a loro dire, sono molto dispiaciuti e certamente non sono persone che vanno in giro a sparare tutte le sere, insomma vanno capiti.
io invece vorrei solo capire una cosa: nel caso avessero sparato a chi li aveva minacciati, sarebbe andato tutto bene?

venerdì 16 novembre 2018

colpo di grazia

ogni tanto negli anni ho ripensato a un caso del 2014 che ricordo mi aveva toccato per via dell'evidenza dei fatti resa dai video dei numerosi testimoni (quattordici).
sapendo che la sentenza del terzo grado di giudizio era prossima, l'ho attesa confidando che la cassazione annullasse la condanna per omicidio colposo al fine di avviare un nuovo processo per omicidio preterintenzionale a carico dei tre carabinieri imputati.
e invece no.
tutti assolti perché il fatto non costituisce reato.







neanche mi interessa leggere le motivazioni quando usciranno, spero di penseranno gli avvocati a trovare motivazioni per ulteriori azioni legali.

solo una cosa pretendo:
se in futuro dovesse capitare che un extracomunitario (ma anche una qualsiasi altra persona) scaraventasse a terra, prendesse a calci, bloccasse il malcapitato fino a soffocarlo ignorandone le grida di aiuto, ritardasse e/o impedisse i soccorsi fino a portarlo alla morte, lo voglio libero subito senza neanche l'iter dei tre processi ché magari finisce che ci vogliono anni e poi ci chiede anche i danni, oltre al rimborso delle spese processuali.
e siccome una sola persona è quasi impossibile che riesca far tutto ciò (infatti erano almeno in tre), la stessa assoluzione automatica vale a prescindere dal numero dei componenti che hanno dato vita all'azione nel corso della quale sia avvenuto un decesso le cui cause sono pertanto attribuibili unicamente al suo stile di vita e al fato.

domenica 14 ottobre 2018

puzzle

finalmente è finita la settimana.
mano pesantissima su riace...
ma quante se ne sono viste in soli sette giorni... probabilmente me ne sono sfuggite un tot, ma qualcuna l'ho salvata... una peggio dell'altra, e si commentano da sole...


lunedì 10 settembre 2018

eppur mi sfugge

okkei, qualcuno ha capito che i ministri son lì per caso, ma perché quello del lavoro s'è inventato sta storia della chiusura domenicale?
qualcuno (che mi è sfuggito) se ne è lamentato o l'ha richiesto a gran voce???
pare a me (che appartengo a quella risibile minoranza che il suo collega agli interni neanche contempla) che semmai il lavoro lo togli al tot di persone utili a coprire la turnistica...
e poi, anche su questo ho qualche perplessità, la lotta all'evasione fiscale era o non era nel contratto?
e allora perché adesso si parla di condono elemosina?
come se i problemi mancassero... questi si inventano di tutto pur di trascurarli.
e se c'è qualcosa che stava per risolverli la buttano all'aria.
qualcosa mi sfugge, sicuramente e volutamente tento di ignorare quanto so e quello di cui son certa per capire dove sono ma prevale l'idea che i vice premier abbiano un'insano istinto omicida.
l'uno, notoriamente, verso gli extracomunitari, l'altro verso i rimanenti.
l'unico che si è sistemato a vita è l'avvocato premier che oltre a difendere gli italiani tout court, dovrà difendere la nazione accusata dall'onu di presunti atti di razzismo (solo perché ancora è ignara delle altre barbarie perpetuate), un suo vice per analoghe accuse interne più la vicenda del sequestro dei beni del partito e l'altro per l'oltraggio alla lingua italiana, alla geografia e al senso del pudore anche se ancora nessuno ha fatto pervenire denuncia.
più un tot di difese di indifendibili esternazioni di ministri (sempre che si limitino a quelle invece di passare direttamente ai fatti).
infine deve pure difendere se stesso per la storia della cattedra alla sapienza... che poi cosa se ne farà, dato che continuando così ha clienti per una vita, anzi due?
e allora difenda pure me, novella galilea, che mantengo l'impressione che il mondo si muova a prescindere invece che sottostare alle leggi del salvinicentrismo o mi butti a mare così come piace fare oggigiorno, che così come l'abito non fa il monaco, anche il colore della pelle può tradire in inganno...

giovedì 23 agosto 2018

ubaldo diciotti

e il duemiladiciotto...
In periodo di eccezionale difficoltà reggeva i servizi del porto di Tripoli con grande perizia e con piena rispondenza alle imponenti necessità della guerra. In occasione di attacchi aerei nemici dirigeva con prontezza, con decisione e con competenza, durante le stesse azioni di bombardamento, le opere di soccorso ed in particolare a bordo lo spegnimento di una nave incendiata con carico di tritolo e munizioni, dimostrando alto spirito del dovere e sereno sprezzo del pericolo”. (Tripoli, 12 marzo 1941).
non aveva voluto aderire alla repubblica sociale italiana... era del 1878, generale laureato alla normale di pisa (lui era lucchese)...
meno male che sussiste una fondata incertezza sulla possibilità che i morti possano rivoltarsi nella tomba e quindi il suo meritato eterno riposo probabilmente prosegue tranquillo.
io invece che, a quanto parrebbe, sono ancora viva (benché poco vegeta), mi rivolto e mi schifo per l'ennesima e ancor più triste e meschina storia della nave diciotti.
oltre a periziare il ponte crollato a genova farei una visitina medico psichiatrica anche al ministro degli interni che tra un po' le ferie finiscono e si rischia di passare dal già grave delirio alla psicosi ossessivo compulsiva...

mercoledì 7 febbraio 2018

incapace di intendere e volere

l'unica cosa sensata che ho sentito sulla vicenda di macerata l'ha detta un'esponente di potere al popolo: 'trattasi di atto politico terroristico.'
anzi tratterebbesi di atto terroristico se a compierlo fosse stato un extracomunitario.
in quel caso lo sarebbe anche per chi solidarizza (per usare un eufemismo) con il demente cowboy marchigiano.
i partiti tentennano (argomento spinoso sotto elezioni) e lasciano soli i semplici cittadini a fare i conti con la complessità dell'accaduto e i suoi inquietanti e pericolosi risvolti.
io mi convinco sempre più di una cosa: se fossi io a essere trattata come vengono trattati i migranti, rifugiati e stranieri disagiati altro che strage!
fortunatamente portano pazienza, ma la pazienza ha un limite.
e poi l'avvocato... in un primo tempo mi sono arrabbiata, poi ci ho ripensato.
massì facciamo che il marcantonio fascista sia davvero incapace di intendere, chissà che i suoi pari si ravvedano a vedersi trattati da incapaci.
e va bene anche che i camerata paghino le spese processuali, così risparmiamo che già dovremo mantenerlo (spero a lungo) nelle patrie galere.
insomma sto diventando razzista anch'io... ma al contrario però!

venerdì 18 agosto 2017

telegrafica_mente

adesso la moda è sgomentarsi a tempo.
se succede qualcosa, ma soprattutto un attentato, dolore, disperazione e sdegno hanno sempre minor durata.
subito deve seguire una manifestazione di reazione e affermazione della libertà di vivere come sempre.
tutto deve tornare tassativamente come prima, possibilmente più allegro e festante.
stessa spiaggia stesso mare, perché è tempo di vacanze e niente deve interferire.
resterebbe da capire perché i tg e i palinsesti vengano rivoluzionati con speciali infiniti quanto inutilmente conditi di dettagli più o meno credibili e attendibili della tragedia di giornata (nel caso specifico c'è un riassunto interessante sul sito di rischio calcolato).


brusii fastidiosi in un'estate già costellata di miserie di ogni genere tra sorelle fatte a pezzi nei cassonetti; pullman che si schiantano sotto viadotti; ultraottantenni che nell'ora più torrida del giorno più caldo dell'anno vanno a farsi un'arrampicata estrema (in tutti i sensi); tornei di uxoricidi che si contendono il titolo del più stravagante; gommoni da diporto, da trasporto e di salvataggio che si perdono nelle derive marine ed umane; post discoteca da film degli orrori e poi le immancabili sciagure ambientali e gli eterni conflitti tra mitomani e folli capi di stato.
no tinc por (non abbiamo paura) scandiscono i catalani e con loro tutti quelli che a turno si ergono a paladini delle vittime di qualcosa che si dice abbia a che fare con il terrorismo islamico... come se tolto quello il resto fosse rose e fiori.
c'è di che avere paura, eccome!
perché le probabilità di finire ammazzati da un matto con lontani parenti di origini sospette sono irrilevanti e numericamente di molto inferiori alle vittime delle quotidiane tragedie.
allora forse ci dovremo abituare (o forse lo siamo già) a tirare dritto sperando di schivare i pericoli, ignorare la paura e i segnali che dovrebbero preservarci, vivere un presente di punti e linee ininterrotti, di cause ed effetti in automatico dove finché tutto gira come ci piace, bene, altrimenti ti uccido come se niente fosse e poi torno in spiaggia o mi vedo la partita in tv, che domani riparte il campionato.

martedì 6 giugno 2017

Unn'è muru pi Alcamo*

*(non è cosa possibile)

cioè, fammi capire... sto qui senza manco chiedere perdono vuole la grazia degli arresti domiciliari per incompatibilità con il carcere?
in nome del diritto alla salute del detenuto e della dignità della sua morte?
ma come gli è venuto alla cassazione di valutare il ricorso della difesa?
sapuni sutta i scarpi che se lo porti via, lui e i suoi compari, e li seppellisca tutti sotto un monte di maledizioni così risparmiamo anche le cure, altro che umanità.

mercoledì 5 aprile 2017

GA, GB, GD e VX*


.............. < click > ..............

* sono le sigle che definiscono diverse tipologie di gas 'inventati' dalla razza (dis)umana che (dis)umanamente continua a farne uso scandalizzando a turno i diversi detentori delle scorte disseminate qua e là per il pianeta.

a ricordarci quali e quante qualità abbiamo sviluppato per arrivare all'attuale livello di civiltà, ogni tanto si spargono per l'aere un po' di gas nervino e fumose spiegazioni.
la più recente quella secondo la quale, come al solito, anche oggi, si è trattato di un incidente.
perché chi mai poteva sapere che in un arsenale di un paese che è provvisto e ha già usato questo tipo di arma, se ne poteva trovare?
guarda caso quando lo vanno a cercare non sanno mai dove sia, ma dopo che è 'scappato' ti vengono anche a dire che sapevano benissimo dove avrebbe potuto essere.
del resto si sa che quando cerchi qualcosa... l'ultimo posto dove guardi è proprio il suo.

venerdì 24 marzo 2017

quel che gli farei

ho sempre odiato quella frase e cercato di evitare anche solo di pensarla, poi sono diventata vecchia e forse per colpa di qualche problema di memoria l'ho scordato perché ieri l'ho detta forte e chiara.
aspettiamo pure il tempo necessario alle smentite, alle difese, alle mancate condanne, ma se poi è vero che è andata com'è andata (click) quello che che gli farei è spezzargli, subito e senza anestesia, tutte e due le gambe e a quello dall'altra parte del telefono due dita per ogni piede, così tanto per fare.
poi va bene lo stesso se invece della galera verranno promossi a dirigere qualche Asl, tanto si sa che è quella la fine che fanno i più fetenti bellimbusti trafficoni senza né etica, né morale, ma intanto si godono il piacere di qualche osso rotto per mio puro gusto sadico personale.

domenica 5 marzo 2017

smanie implacabili che m'agitate*

*così fan tutte, Mozart


la metto in operetta perché è così tragica da sembrare una finta.
e forse il piano è proprio quello di usare anche le cosiddette bufale per confutare ogni eventuale reazione confondendo ancor più il piano della realtà con quello della pazzia così da abbattere la parete che ne delimita i confini (l'unico muro che invece di essere costruito e rinforzato si cerca di demolire).
alla barbara usanza di applicare la pena di morte, spesso con cocktail inutilmente dolorosi e sadicamente lenti, si aggiunge adesso la problematica dei medicinali scaduti e/o introvabili.
una vicenda incomprensibile ed emblematica.
difficile sperare che, se proprio si deve infliggere la pena capitale, vengano scelte vie rapide e indolori quando il dibattito scende a tali livelli.
il rischio è tornare allo smembramento dei corpi come ai tempi che furono, a meno che le esimie case farmaceutiche producano veleni senza scadenza.
i borgia hanno superato il problema egregiamente, probabilmente neanche se lo ponevano.

giovedì 16 febbraio 2017

due fenomeni

ieri al tg vedo il servizio sul suicidio del ragazzo di Lavagna e sento che qualcosa non mi quadra nelle parole, tante (troppe), della madre.
anche i ragazzi a cui si rivolge, i compagni di squadra del giovane, paiono sconcertati e interdetti mentre si scambiano sguardi che sembrano dire: 'ma che c'azzecca?'
tutto un discorso detto a macchinetta che sa di trito e ritrito, magari anche apprezzabile, ma stonato in quel contesto.
passi se a parlare fosse stato il parroco (che ai funerali dovrebbe sempre e comunque tacere per legge) ma, come madre, mai mi sarei sognata di fare l'ennesimo cazziatone al figlio appena chiuso in una bara.
passi il padre che ha avuto il buon gusto di tacere davanti al microfono del sagrato, ma sta 'mamma' è davvero un fenomeno in fatto di sensibilità e comprensione di situazioni complesse e campione di ottusità.
comunque, il rispetto per la tragedia, mai mi avrebbe consentito di scrivere una riga sul caso (a differenza di Saviano che ha consumato litri d'inchiostro, cavalcando un pretesto che poi si è rivelato diverso da quanto anche lui ha pensato in un primo tempo), ma ieri sera, prima di andare a dormire, leggo un'ansa e mi si apre uno squarcio penoso.
cioè, sta madre campione di legalità adotta un bambino, lo cresce (immagino sfracassandogli i coglioni dal mattino alla sera con un ipocrita senso della morale e della vita), capisce che il giovane adolescente ha dei problemi seri con il fumo e le prova tutte, senza successo e quindi cosa fa?
va dalla finanza e organizza una finta rappresaglia per beccarlo in flagrante.
ora ignoro se si sia prima rivolta a un sostegno psicologico tra le tante che dice di aver provato prima di chiedere l'intervento delle forze dell'ordine, ma ne dubito a meno che, anche al terapista, manchi qualche rotella.
ora: posso concepire (per esperienza diretta) che un adolescente ti possa facilmente far uscire di testa, ma nessuno è mai morto per due canne; si poteva tranquillamente attendere, vigilando, per qualche anno e intanto farsi sedare le ansie da un esperto così da arrivare prima o poi a capire che in un giovane adottato che dimostra disagio, magari c'è qualche (per non dire solo) responsabilità dell'adottante.
immagino quel giovane insofferente e probabilmente sfrontato e insolente, come solo da adolescenti riusciamo a essere, che coglie la situazione: sono a casa di genitori adottivi che mi portano in camera la finanza per due spinelli, se tutto va bene mi tocca una vita con questi due; se va male li uccido, e tra le due sceglie di morire lui.
se non è istigazione al suicidio questa!
un encomio anche alle fiamme gialle, che avranno pure avuto tatto, ma si sono macchiate della colpa di aver assecondato e anteposto le paranoie di una donna impreparata e incapace di assumersi il ruolo che madre natura le aveva sottratto, invece di aiutarla a valutare con oggettività l'impatto che l'intervento avrebbe potuto avere in primis sulla fiducia del giovane verso i genitori e in generale nei confronti delle sue fragilità.



sabato 11 febbraio 2017

inusuale leccornia

dopo  il vino del ghiaccio, un'altra squisitezza, tra le prime cinque del mondo fungino, anche se poco nota.

il nome è poco invitante: Coprinus comatus (sterco chiomato), ma è mangereccio (senza accompagnarlo al vino che esalta la tossicità della varietà denominata Atramentarius) solo quando è ancora chiuso ed entro breve tempo dalla raccolta così da sfruttare le sue proprietà terapeutiche, a meno di utilizzarlo per una sua specifica qualità e ricavarne una pseudo tintura che gli conferisce appunto il nome di fungo dell'inchiostro.
buono a sapersi nel caso si finisse spiaggiati avendo a disposizione solo un pezzo di carta e una bottiglia... e comunque è romantica l'idea di scrivere o dipingere con le stille evanescenti della natura...
intanto, in quel di Sturla, a Genova, si sparge altro tipo di veleno o leccornia ben più indigesta.
manca poco alle 16 quando il quartiere verrà invaso dalla crème de la crème della destra più nera della pece, quella che ha già indelebilmente scritto pagine che nessuno avrebbe mai voluto leggere.
se c'era una cosa di cui proprio si poteva fare a meno era un convegno fascista in città.
anche le memorie più labili ricordano il 30 giugno 1960.
il contesto è diverso da allora, ma potrebbe accendersi un altro focolaio pericoloso nei giorni in cui di Bologna si scrive poco per via che tutto l'inchiostro va per sanremo...
insomma, c'è poco per cui stare sereni...

venerdì 20 gennaio 2017

una grande croce (sopra)

anzi trenta, forse cento, chi può dire adesso quante croci nei cimiteri si aggiungeranno quando la neve si sarà sciolta?
di certo c'è che una (croce) bella grande verrà posta su tutta la faccenda della nevicata del 2017, sulle responsabilità, evidenti, dello sfascio perpetuato con accanimento per ultimo dal renziskhan che scalpita per tornare a finire il lavoro.
un resort che neanche doveva trovarsi dov'era, che altre volte è stato raggiunto dai soccorsi causa strada interrotta che resta aperto nella brutta stagione, comuni e frazioni isolati per neve in un contesto dove i fenomeni sono frequenti, sindaci e prefetti senza bussola e una protezione civile, smantellata dalla politica, che si salva solo grazie all'impegno dei volontari, mezzi antineve lontani da dove necessitano, distrazione collettiva e disinteresse patologico.
prima ancora che arrivassero le nuove scosse erano due, tre giorni che migliaia di persone si trovavano e continuano a trovarsi isolate, senza luce, riscaldamento, viveri, medicinali e quindi impossibilitate a comunicare, chiedere aiuto, inondare i media di foto, video e messaggi.
sarà più facile del solito metterci una croce sopra perché intanto ci sono da divulgare le notizie sull'insediamento di trump, poi arriva la sentenza della consulta sull'italicum e in un attimo è san remo.
ma io le sento le voci di chi sta morendo sotto tre metri di neve a due passi dal mondo civile e da chi sa cantare solo e sempre lo stesso ritornello: vi siamo accanto, stiamo uniti, non vi lasceremo soli.
c'è un unico indagato, già condannato: il terremoto che, si sa a memoria anche all'asilo, è impossibile da prevedere, ma le bufere di neve sì e allora perché a disposizione ci sono solo le mani nude e qualche pala?
e ribadisco siamo in abruzzo, come dire val d'aosta, mica a montecarlo!
dicono: evitiamo polemiche, come servisse a far meglio invece di giovare (solo) a occultare le responsabilità e le carenze di un sistema inefficiente, reo di colpe evidenti aggravate dal mancato esercizio della funzione a cui è preposto: la difesa e la tutela dei propri cittadini e il diritto alla salvaguardia della loro salute e incolumità.