.... non ci vuole più, il mio canto libero, ecc ecc cantava lucio battisti.
c'è una metà di mondo che se ne resta fuori dall'annosa, anzi secolare, questione israelo palestinese.
fuori per modo di dire perché gli usa in realtà ci stanno dentro fino al collo ma come l'europa nega il riconoscimento dello stato di palestina.
incomprensibile come tutte le vicende che si sono susseguite in oltre un secolo di conflitti spesso originati da questioni fittizie che traggono le loro radici da un problema di fondo giudicato da sempre insolubile.
un gioco di forze contrapposte squilibrato che vede ogni volta una reazione spropositata da parte di chi recita la parte della vittima a prescindere e per questo pretende, e ottiene, la comprensione e la solidarietà della metà del mondo in grigio sulla cartina (del 2012).
dall'altra parte generazioni di palestinesi nati e cresciuti sotto il giogo israeliano quotidiano e continuo di soprusi, confinamento, sfruttamento, ladrocinio, discriminazione, violazione dei diritti.
la sera, intorno ai tizzoni ardenti lasciati dall'esplosione dei razzi, una bambina chiede al nonno perché quelle bombe, cosa sia successo, quale colpa hanno commesso.
è così piccola da porsi la domanda, il fratellino poco più grande di lei ha già metabolizzato la risposta che il nonno evita di dare alzando gli occhi al cielo prima di abbassarli nel darle una carezza e sussurrare qualche parola di rassicurazione.
la mamma sta facendo fagotto e il papà è fuori lanciare pietre ai missili e così via, nei secoli dei secoli...
































