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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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mercoledì 17 ottobre 2012

In taberna quando sumus

Quando siamo nella taverna
Non pensiamo a quando saremo polvere
Ma ci affrettiamo al gioco
Che sempre finisce per denudarci
Qual che accade nella taverna
Dove comanda il danaro
Si farebbe bene a chiederlo
Se qualcosa si risponde, sarà ascoltato
Qualcuno gioca, qualcuno beve
Qualcuno vive in modo peccaminoso
Ma di coloro che si cimentano al gioco
Alcuni ne escono nudi
Altri rivestiti
Altri indossano sacchi
Qui nessuno teme la morte
Ma tentano la sorte in nome di Bacco
Il primo è per il mercante di vino
Per il quale brindano i libertini
Il secondo per i prigionieri
Il seguente lo bevono per i vivi
Il quarto per tutti i Cristiani
Il quinto per i morti nella fede
Il sesto per le sorelle smarrite
Il settimo per i guardiacaccia
L'ottavo per i fratelli che peccano
Il nono per i monaci dispersi
Il decimo per i marinai
L'undicesimo per i contestatori
Il dodicesimo per i penitenti
Il tredicesimo per i viaggiatori
Dal Papa al Re
Bevono tutti senza legge
Beve la donna, beve l'uomo
Beve la milizia, beve il clero
Beve quello, beve quella
Beve il servo con l'ancella
Beve il veloce, beve il lento
Beve il bianco, beve il nero
Beve il costante, beve il distratto
Beve il grezzo, beve il raffinato
Beve il povero e il malato
Beve l'esule e lo straniero
Beve il fancuillo, beve l'anziano
Beve il vescovo ed il decano
Beve la suora, beve il frate
Beve la vecchia beve la madre
Beve questa beve quella
Bevono in cento bevono in mille
Difficilmente 600 denari
Durano, quando immoderatamente
Bevono tutti senza limite
Benché bevano a mente lieta
Siamo noi gli unici che tutti rimproveriamo
E così siamo mendicanti
Siamo maledetti coloro che ci calunniano
E che non vengano ricordati tra i giusti 


 
Troppa luce (troppa informazione) di fatto acceca quanto il buio fitto e questi tempi sembrano assomigliare più di quanto si pensi a quelli del XIII secolo.
Ora resta da vedere per quanto dovremo stare in apnea o se invece l'essere moderno sia capace di accelerare i tempi, altrimenti dopo mille anni da allora saremo ancora qui a raccontarcela.
Vorrei infatti capire se è la struttura della storia che si ripete mentre avanza, oppure, più semplicemente, vada all'indietro.
Dico così, tanto per curiosità.

Carmina Burana, ventiquattro testi medievali tradotti qui CLICK per altrettanti brani musicali composti da Carl Orff tra il 1935 e il successivo.

mercoledì 16 maggio 2012

due, tre pensieri portati dal vento

chi lo avrebbe detto un anno fa che oggi si sarebbe finiti a dire quel che sto per dire?
stesso periodo, stessa fiera del libro, stesso giro d'Italia, le elezioni anche allora, anzi sembrava quasi di averle vinte, poi l'inizio dei viaggetti per conoscere i blogger, che quest'anno non farò per via dell'orto e delle "pratiche" famigliari.
va bene lo stesso, estate genovese, tutto previsto e atteso, la logica aveva già sentenziato che prima o poi le cose sarebbero cambiate e forse anche il domicilio.
ma questo è una parentesi personale, quello che invece mi era venuto di pensare era a proposito del momento generale ed è presto detto.
i motivi per cui l'Italia, benchè messa male, sembra messa meglio, ad esempio della Grecia, è "grazie" a quel fenomeno che tempo fa dicevo che alcuni dicono che non esista: la mafia.
essì perchè i dati sulla disoccupazione non tengono conto del fatto che la mafia da un sacco di lavoro a un sacco di gente.
inutile negarlo o condannarlo e poi far niente. è così e sarà sempre più così.
stanti le cose come stanno, ovvio che (mafia, 'ndrangheta, camorra, sacra corona unita, ecc) recluti nuove forze e attiri nuovi consensi e accoliti benchè occulti, silenti e omertosi.
altro pensiero: mandare Equitalia dallo Stato così da fargli pagare i suoi debiti?
intanto perchè si chiama equa e invece equa non è e poi perchè come si fa a esigere il dovuto dai poveracci quando si è i primi a non pagare?
motivo? perchè i debiti per le forniture e i servizi non sono a bilancio, non fanno "passivo" mentre se i debiti vengono pagati, dato che soldi non ce ne sono, vanno ad aumentare il debito del Paese.
una soluzione di buon senso, ma ovviamente assurda e improponibile proprio perchè di buon senso sarebbe cancellare tutti i debiti, azzerare i deficit di tutti gli stati, terzo mondo compreso e ripartire.
già e chi ha i Bot e i Cct?, già bel casino! ma secondo me risolvibile, comunque inutile parlarne tanto nessuno sta pensando a cancellare con un colpo di spugna tutto il debito che si è accumulato anche se in realtà in gran parte costituito in modi artificiali dalla finanza, se ci si pensa bene sto debito enorme vorrei sapere chi sa esattamente da cosa è stato costituito ed esattamente quando, se non appunto con denaro artificiale.
ora le banche a cui hanno abbassato il rating dicono che la pagheranno i cittadini (ti pareva) e mi chiedo perchè quando guadagnano li tengono loro e quando li perdono li chiedono a noi.

terzo punto, non sono più la persona più povera che conosco.
ho conosciuto due persone che se la cavano solo con la "sociale", lo so che c'è un sacco di gente nelle stesse condizioni, ma nella mia cerchia di conoscenze ero certa di essere la più indigente, invece sono quasi ricca.
e questo mi ha fatto ragionare sul fatto che i nuovi poveri o gli impoveriti sono molto diversi dai poveri di vecchia generazione.
forse sta per iniziare davvero la guerra tra i poveri di serie A e di serie B, una sottoclasse insomma.
la differenza tra le due caste è che forse i vecchi poveri aspirano a diventare ricchi, i nuovi poveri invece sono quasi più contenti o comunque consapevoli di essere impossibilitati a sentirsi altrettanto liberi e felici solo nel caso in cui tornassero abbienti.
diciamo che il fatto di aver vissuto anche tempi migliori ha fornito loro un metro di confronto tra le due condizioni e pare che in fin dei conti, forse preferiscano come me restare poveri purchè e fin tanto riusciranno a sentirsi liberi e, soprattutto, ricchi di spirito.

sabato 17 marzo 2012

è qualcosa che non esiste

sempre della serie riesumata dalla soffitta,
erano stati fatti per altro argomento,
ma mi sembrano adatti al tema

"la mafia non esiste" lo abbiamo sentito dire un sacco di volte adesso ci si mettono anche i giudici a sentenziare che le frequentazioni mafiose sono poca roba, come a dire che tanto un po' tutti conoscono o possono incappare in qualche incontro da tanto pochi ce ne sono di mafiosi in giro.

genova ieri, oggi e domani celebra la giornata della memoria in ricordo delle vittime della mafia.

ieri il rito religioso, oggi e domani sono attese centomila persone.
seminari, tavole rotonde, spettacoli, "non una festa ma una testimonianza" promette don ciotti.

saranno ricordate anche le donne, il loro ruolo e il loro sacrificio.


strano che ci sia così tanto da parlare su qualcosa che non esiste.

dal mio punto di vista sarebbe più esatto dire che le infiltrazioni di onestà sono sommerse ed è sempre più difficile trovare attività e settori immuni da contaminazioni da malaffare.

tutto va guardato con sospetto o con superficialità perchè appena si va più a fondo si pesca nel torbido.

a meno di evitare del tutto le relazioni d'affari chi più chi meno ogni giorno scende a patti con l'irregolare, inutile scandalizzarsi e negarlo.


c'è ovviamente chi esagera e ne fa una ragione di vita e di ricchezza, ma per quanto mi riguarda se analizzo la mia condotta, qualche esempio di corruzione lo trovo. 

nessuno è immune e di questi tempi è ancora più imprescindibile.
l'immoralità è diffusa e gli interessi personali o di settore prevalgono su tutto.

chi resta fuori dai giochi è solo un invisibile e pertanto escluso.

forse è vero la mafia non esiste più come sottoclasse sociale o come casta.
forse è la nuova forma di democrazia, uguaglianza e parità.
tutti egualmente disonesti.