.
(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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domenica 25 agosto 2013

Genova invisibile

che io ricordi i segnali tondi indicano divieto...
nel caso di cartello invisibile,
resta un mistero quale veto
scatti ai successivi 100 metri.



dalla peste al riposo eterno... 
i segreti che la città nasconde sono vari...
<click>

(bel blog, ricco di notizie e curiosità su Genova e le sue leggende).




sull'ossario dell'Acquasola click
sui fantasmi click


dal minuto 8:22 al 13:40, Daverio parla del cimitero monumentale di Staglieno (forse migliore del sito ufficiale questo: click)
in altri tre video, ambientati sempre lì, un vasto campionario delle opere che decorano le tombe: click1_ click2_ click3

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giovedì 22 agosto 2013

I Rolli

scorci di palazzo reale e il suo giardino, 







i Rolli sono oltre 160, ma sono meno di 50 (in rosso sulla cartina) quelli che fanno parte dell'elenco dell'Unesco.










a buona memoria appunto un video di Daverio sui protagonisti dell'epoca d'oro: el siglo de los genoveses, come recitava il titolo della mostra degli artisti che l'hanno dipinto e dipinti.


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venerdì 31 agosto 2012

incontri ravvicinati e verdi (appendice)



saranno state le otto del mattino e come al solito quando vado a trovare mia madre la gran parte del tempo lo passo guardando dalle finestre per via che è un paesaggio diverso da quello in cui vivo, dove al posto del monte con l'ombelico c'è il mare invece degli orti le case, le strade, i binari della ferrovia e, alle spalle le colline con le antenne,  e poi un sacco di volatili "marini", tra cui, mi accorgo solo in quel momento, un esemplare a me sconosciuto e così inatteso che al momento ho pensato di avere le traveggole.
guardo un pino marittimo poco distante e lo vedo appoggiato su un ramo subito raggiunto da un altro e poco dopo da lì ne diparte velocissimo uno stormo di circa nove o dieci che saetta dietro al palazzo e così via andare per un po' avanti e indietro e ogni volta chiamo mia madre, ma quando arriva loro sono già eclissati e così quando la saluto e le dico di tenere d'occhio la zona mi guarda con l'aria di chi sta pensando che sono ormai alle visioni e invece no!
torno e scopro sul web che Genova è detta la capitale dei pappagalli e non solo degli Psittacula krameri (volgarmente detti parrocchetto dal collare) ma anche di specie più esotiche quali l'Amazzone fronte gialla e fronte blu.
dicono, anzi scrivono che ne hanno contati due centinaia del primo tipo e una ventina di quelli più rari, ma se ne ho visti in pochi minuti una decina, secondo me sono assai di più.
dicono, anzi scrivono che sono quarant'anni che sono arrivati, forse i primi sono fuggiti dalla cattività, mentre i secondi pare strano, forse più probabile che siano sbarcati o importati clandestinamente anche se in teoria sarebbero in grado di volare per lunghe distanze.
dicono, anzi scrivono che non avendo antagonisti non si sa nè come la prenderanno gli altri volatili, nè se e come si adatteranno anche se, pare, abbiano davvero poche esigenze a parte il gradire poco temperature sotto i -4° e così mi chiedo come abbiano potuto scampare allo scorso inverno e come faranno il prossimo.
certo chiassosi son chiassosi, una via di mezzo tra una cornacchia e un gabbiano.
in ogni caso sarà che se ne era detto con Pier di pappagalli, sarà per via del verde, sarà per gli incontri del Drago, ma insomma, agosto si chiude così, con avvistamenti verdi tra poche gocce di pioggia che asciugano prima ancora di toccare la terra che intanto trema un po' per le guerre e un po' per i terremoti.

venerdì 8 giugno 2012

Disamistade

si dice cade o cala il silenzio oppure si dice si alza o urla il silenzio?

Ho deciso:
le darò una coltellata
nel ventre
e mi ci infilerò
di nuovo.
Un rocchetto di filo
e un ago
e dal di dentro
ricucirò.
Non s’azzardi la levatrice,
perché
questa volta
mordo.
Mi riabituerò
a stare rannicchiato.
Il giorno del parto,
che chiamino un becchino.
Per la barba,
ci penserò.
Ora
ho fretta.
Scusi,
dov’è un arrotino?


Io il matto è una poesia da Il sogno e l'avventura di Riccardo Mannerini 

"Riccardo Mannerini era un altro mio grande amico. Era quasi cieco perche' quando navigava su una nave dei Costa una caldaia gli era esplosa in faccia.
E' morto suicida, molti anni dopo, senza mai ricevere alcun indennizzo. Ha avuto brutte storie con la giustizia perche' era un autentico libertario, e cosi' quando qualche ricercato bussava alla sua porta lui lo nascondeva in casa sua. E magari gli curava le ferite e gli estraeva i proiettili che aveva in corpo. Abbiamo scritto insieme il Cantico dei Drogati, che per me, che ero totalmente dipendente dall'alcool, ebbe un valore liberatorio, catartico. Pero' il testo non mi spaventava, anzi, ne ero compiaciuto. E' una reazione frequente tra i drogati quella di compiacersi del fatto di drogarsi. Io mi compiacevo di bere, anche perche' grazie all'alcool la fantasia viaggiava sbrigliatissima."

Fabrizio de Andre', da "Come un'anomalia"



le pietre nelle poesie di  
Vito Elio Petrucci e altre genovesità


I longhi silensi
No t'æ ciù ninte da dîme,
l'é arrivòu a stagion di longhi silensi.
No â rompî,
o l'é un bansigo tra mi e ti,
tra vëi e doman. Ti me daiæ 'na man
à trovâ inte sto zeugo a demöa,
comme i figgeu
che zeugan tutto o giorno con 'na prìa
e a-a neutte se l'asseunnan.


I lunghi silenzi
Non hai più niente da dirmi,
è arrivata la stagione dei lunghi silenzi.
Non la rompere,
è un'altalena tra me e te,
tra ieri e domani. Mi darai una mano
a trovare in questo gioco il divertimento,
come i bambini
che giocano tutto il giorno con una pietra
e di notte poi la sognano.


Sensa respio
Se ti me veddi parla' con unn-a pria,
e prie de chi e conoscio
unn-a per unn-a,
no dime ninte: a l'e 'na meschinetta
che drento a gh'ha tutte e facce
do mondo ma a no l'ha mai
Incontrou
o scopello de l'ommo
ch'o ghe dagghe o respio.
De votte me contan de storie
che chi e savesse scrive
saieiva grande poeta.
Cosci' so che a fin de tutto
a vegnia' a neutte appreuvo
a l'urtimo seunno de l'urtima pria.

Senza respiro
Se mi vedi parlare con una pietra,
le pietre di qui le conosco
una ad una,
non dirmi nulla: e' una poveretta
che dentro ha tutte le facce
del mondo ma non ha mai
Incontrato
lo scalpello dell'uomo
che le dia il respiro.
A volte mi raccontano storie
che chi sapesse scriverle
sarebbe grande poeta.
Cosl so che alla fine di tutto
verra' la notte dopo
l'ultimo sogno dell'ultima pietra.


NB nessun riferimento a fatti o persone, sono appunti e assemblaggi che (a me) sanno di mare e di una disamistade a cui assisto e reagisco oppure no, difficile dire.
significato intraducibile a parole come saudate, che lo senti rotolare in bocca ma se vuoi spiegarlo viene fuori un'altra cosa.

Aforisma poetico 
Se ti parli zeneise
no dîme mai chi t'ê:
abbràssime.
Se no ti o l'ê,
perdónn-ime.


Se parli genovese
non dirmi mai chi sei:
abbracciami.
Se non lo sei,
perdonami.


Priette
Ûn fìggieu o l'ha accuggéito in riva a-o mâ
prïette colorae,
veddretti rotti,
legni, bruxae da-a sâ,
pe fâ, o dîva lë, unn-a çittae.

Ma o l'éa un angiëto
e allöa o l'ha faeto Zena.

E case, co-e prïette gianche e neigre;
creuze e montae, co-i tocchettin de mön;
e, co-i veddretti, i barcoin che o sö
o bruxa, in primma séia, in sciä collinn-a.



Pietruzze
Un bambino ha raccolto in riva al mare
pietruzze colorate,
pezzetti di vetro
pezzi di legno arsi dal sale,
per fare - diceva lui - una città.

Ma era un angioletto
e così ha fatto Genova.

Le case, con le pietruzze bianche e nere;
le viuzze e le salite coi pozzetti di mattone;
e coi pezzi di vetro le finestre che il sole
brucia, di prima sera, sulla collina.



sabato 17 marzo 2012

è qualcosa che non esiste

sempre della serie riesumata dalla soffitta,
erano stati fatti per altro argomento,
ma mi sembrano adatti al tema

"la mafia non esiste" lo abbiamo sentito dire un sacco di volte adesso ci si mettono anche i giudici a sentenziare che le frequentazioni mafiose sono poca roba, come a dire che tanto un po' tutti conoscono o possono incappare in qualche incontro da tanto pochi ce ne sono di mafiosi in giro.

genova ieri, oggi e domani celebra la giornata della memoria in ricordo delle vittime della mafia.

ieri il rito religioso, oggi e domani sono attese centomila persone.
seminari, tavole rotonde, spettacoli, "non una festa ma una testimonianza" promette don ciotti.

saranno ricordate anche le donne, il loro ruolo e il loro sacrificio.


strano che ci sia così tanto da parlare su qualcosa che non esiste.

dal mio punto di vista sarebbe più esatto dire che le infiltrazioni di onestà sono sommerse ed è sempre più difficile trovare attività e settori immuni da contaminazioni da malaffare.

tutto va guardato con sospetto o con superficialità perchè appena si va più a fondo si pesca nel torbido.

a meno di evitare del tutto le relazioni d'affari chi più chi meno ogni giorno scende a patti con l'irregolare, inutile scandalizzarsi e negarlo.


c'è ovviamente chi esagera e ne fa una ragione di vita e di ricchezza, ma per quanto mi riguarda se analizzo la mia condotta, qualche esempio di corruzione lo trovo. 

nessuno è immune e di questi tempi è ancora più imprescindibile.
l'immoralità è diffusa e gli interessi personali o di settore prevalgono su tutto.

chi resta fuori dai giochi è solo un invisibile e pertanto escluso.

forse è vero la mafia non esiste più come sottoclasse sociale o come casta.
forse è la nuova forma di democrazia, uguaglianza e parità.
tutti egualmente disonesti.




mercoledì 29 dicembre 2010

e semmo de zena e semmo da föxe

Caratteri difficili quelli dei genovesi, schivi, scortesi, indifferenti, cinici, ironici, con un particolare senso dello spirito, "molto" particolare.
Di nascita sono piemontese e all'inizio è stato traumatico averci a che fare, ora mi trovo benissimo.
E allora voglio scagliare una lancia a loro (e mio) favore cercando di spiegarne l'animo tra il serio e il faceto:)

versione riveduta e corretta su segnalazione di VENERDì SUSHI

E allora voglio SPEZZARE una lancia a loro (e mio) favore cercando di spiegarne l'animo tra il serio e il faceto:)



A un anziano signore di un paesino vicino a Genova muore improvvisamente la moglie. Il poveretto decide di dedicargli un necrologio e si reca all'apposito ufficio del "Secolo XIX". L'impiegato, dopo i saluti e le condoglianze di rito, gli dice: " Beh, adesso mi dica il testo da pubblicare." E il signore, dopo averci pensato un attimo, fa: "... Io vorrei scrivere semplicemente 'Marta morta".

L'impiegato lo guarda perplesso e ribatte: "Tutto qui...?". Il signore spiega: "Mah, sa, mia moglie si chiamava Marta, una donna semplice, in paese ci conoscono tutti, siamo gente di poche parole, e poi morta è morta, quindi, cosa vuole che scriva?". L'impiegato: "Va bene, ma per un fatto così triste, magari qualche parola in più...". Il signore, dopo un breve istante di riflessione: "Si, lei ha ragione, però guardi, davvero, è sufficiente scrivere quello che le ho detto per esprimere il mio dolore". L'impiegato, notando una certa espressione degli occhi e la tipica parlata del signore, sospetta che forse ci sia un po' di tirchieria genovese mal nascosta, dietro quella strana scelta. Allora incalza: "Mi scusi se mi permetto, ma se lo fa per risparmiare sul costo del necrologio, guardi che fino a 5 parole la tariffa è fissa, sono 10.000 lire, quindi sarebbe un peccato...". E il signore, con un certo interesse: "Ah, davvero? Beh, allora ha ragione, potrei aggiungere qualcosa...". Ci pensa un po' su, poi si decide: "Va bene, scriva così: 'Marta morta. Vendo Panda blu.'.

Una sposina in viaggio di nozze, a letto sotto le coperte, dice al marito genovese: "Caro, sono senza mutandine...". E il marito: "Inizi gia' con le spese ?!".

Un anziano signore è in punto di morte, attorno a lui sono radunati tutti i famigliari. L'uomo, con un filo di voce, chiama uno dei suoi figli: "Mario, Mario, dove t'ê? " "Son chi, poê, son chi! " L'uomo prosegue nel suo delirio: "Luigi, Luigi, dove t'ê? " "Son chi mi ascì!" "Cesira! dove t'ê, Cesira!" "Son chi, son chi!" A questo punto l'agonizzante apre gli occhi e, molto lucidamente, sbotta:
"O belin!!! Allöa, int'a buttega chi gh'è restòu?!!" (o cazzo ma nella bottega chi è rimasto?)

Due amiche (genovesi): "Cöse t'à regalòu tò màio pe Natale?" (cosa di ha regalato tuo marito per natale?) "Oh, un belin..." (un cazzo) "T'ô faièsci cangio co'n foulard?" (lo cambieresti con un foulard?)

Due genovesi rimangono bloccati da una tormenta di neve in una baita. Alcuni giorni dopo arrivano i soccorsi e bussano alla porta: "Chi gh'è?". (chi è?) "E' la Croce Rossa!". "Emmo zà dæto!". (abbiamo già dato!)

Due genovesi si incontrano: "oh bongiorno scio beppe, comme sciâ stà?" (… come sta?) "Oh beh.. à l'è mòrta mæ moggê" (… è morta mia moglie) "Oh belin.. e cöse gh'aveiva?" (o cazzo e cos'aveva?) "oh ninte... doe collaninn-e, 'n braccialetto..." (niente, due collanine, e un braccialetto...)

Dal panettiere: "Bongiorno scio Angelo... cöse ghe demmo ancheu?" (… cosa le diamo oggi?) "Mah.. scia me dagghe 'n chillo de pan..." (…due chili di pane)"Ma cosci' pòi ghe vegne dùo" (ma così poi le viene duro) "Allöa me ne dagghe dexe chilli..." (allora me ne dia 10 chili)

Un genovese porge qualcosa al facchino che gli ha portato le valigie, dicendogli: "Si prenda un caffè ..." e quello stupito: "Ma è una bustina di zucchero!" "Ah, beh ... se lo preferisce amaro me la riprendo".

A Genova: "Scià me dagghe doe candelinn-e pe-a torta de mæ figgia che doman compie trei anni!" (mi dia due candeline per la torta di mia figlia che domani compie tre anni) "Vorriâ dî træ candelinn-e?" (vorrà dire tre candeline?) "No doe, tanto mæ figgia a no sà ancon contâ!" (no, due. tanto mia figlia non sa ancora contare)



Statemi un po’ a sentire
voialtri della Foce, chi vi salva son quelli di Boccadasse
che sono più scemi di voi.

Ti ho detto che mi prepari
lo stoccafisso e fave secche
la gorgonzola coi grilli
e un bottiglione di vino buono

e invece mi hai preparato
la minestrina con le uova
fa più presto si a cuocere
ma e' un mangiare del belino.

O trilli trilli trilli
hai più musse che fazzoletti
fazzoletti non ne hai, hai più musse che soldi,

o gnao gnao gnao
ma belin come sei caro
e fotto fotto fotto ma belin come sei brutto.

E siamo di Genova, e siamo della foce,
e se ci girano le palle e non prendiamo più moglie,
finché al mondo ci sarà la moglie del mio vicino
non prendiamo più moglie per un bel belino!

Stanno ben bene quelli che c'han qualcosa, stanno bene, stanno bene...

o trilli trilli trilli,
hai più musse che fazzoletti
fazzoletti non ne hai, hai più musse che soldi,

o gnao gnao gnao
ma belin come sei caro
e fotto fotto fotto ma belin come sei brutto.

E siamo di Genova, con un sacco di voce,
se ci girano le palle e non prendiamo più moglie,
e poi gli ho detto per un momento,
e poi gli diciamo che si levino dai piedi,E siamo di Genova, e siamo della foce,
se ci girano le palle e non prendiamo più moglie,
finché al mondo ci sarà la moglie del mio vicino
non prendiamo più moglie per un bel belino,
per un bello violino!!!

E ora il "tocco di Amoon" la domandina che ribalta il post (eheheh) e fa sudare sette camicie :))

"E voi, cari amici e amiche, che ne pensate dei vostri concittadini?"