e c'è anche chi rinnega sia il detto e sia il disdetto.
comunque sia, dopo qualche giorno, ho setacciato il composto ricavando una sorta di sintesi dell'accaduto e cioè niente.
mi spiego.
alla maggioranza, di suo già spaccata fin dalla nascita, si 'oppongono' (si fa per dire ovviamente) delle minoranze variabili, ciascuna a sua volta spaccata al suo interno da almeno due correnti.
quella che si sposa con i propositi messi insieme dalla fazione maggioritaria interna alla maggioranza e quell'altra che invece si oppone sia a quella posizione e sia a quella sostenuta dalla minoranza di quella maggioranza oltre che alla propria.
è qualcosa che è difficile esprimere in forma semplice, ma il succo è che sembra ci si dia un gran daffare mentre in realtà ciò che viene prodotto è unicamente stasi.
qualcuno deve aver scoperto che questo metodo produce la pace dei sensi e ha cominciato ad applicarlo a cane sciolto.
spuntano così i casi di soggetti che sono capaci di dichiarare il sostegno, loro e del loro partito, a una determinata iniziativa quando rispondono nelle vesti di ministro o parlamentare, e tutto il contrario se parlano come rappresentanti di partito o a titolo personale.
questo nei giorni dispari.
in quelli pari le dichiarazioni si ribaltano e il sostegno viene dato politicamente parlando e tolto parlamentariamente dicendo.
infine la nuova tendenza che sembra la gara dei pirla.
si sceglie una stronzata qualsiasi e la si interpreta a turno quasi si volesse vedere l'effetto che fa a seconda di chi la dice.
a volte è un insulto verso un antagonista o una determinata carica, a volte il cavallo di battaglia elettorale del nemico, in altri casi il ribaltamento di un crisma, tutto fa brodo.
in questo squinternato alternarsi di posizioni, ovvio che a qualcuno capiti di confondersi e per sbaglio presenti una mozione assennata o voti erroneamente una legge che per anni si è fatto di tutto per eludere.
soprattutto i più anziani.
poveretti, fanno fatica a difendere la loro incoerenza in modo continuativo e costante, a volte si scatenano come belve inferocite su qualcosa di immaginario o le sparano così grosse che persino una parte di loro stessi prende le distanze dall'altro sè.
ma è già tardi.
l'esempio ormai ha attecchito e così anche i giovani si fan prendere la mano tanto che se fino a ieri erano guelfi oggi son diventati ghibellini.
questa la cronaca di una ordinaria settimana politico governativa.
ma il governo è stabile, molto stabile.
praticamente mummificato.
si capisce poco, da di e come sia composta (se esiste) una maggioranza e altrettanto si può dire per l'opposizione.
destra e sinistra son termini desueti, al più si potrebbe definire governo ambidestro.
è la dialettica interiore e soggettiva che fa spostare l'equilibrio.
è in base all'umoralità dei soggetti che si fonda la strategia del momento invece che sulla ragion di stato, l'appartenenza o la visione di lungo periodo.
su tutti e tutto vigila la coppia di capi (dello stato e di governo) che, come in una famiglia, esercitano i ruoli genitoriali alternandosi in quello che elargisce bastonate o carote alla marmaglia.
ogni tanto un intenso e partecipato momento d'intesa.
e infine il capitolo mai chiuso dell'interdizione.
stessero tranquilli.
lo siamo interdetti, almeno io, mi ci sento e di molto interdetta.
