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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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sabato 14 gennaio 2012

Uccellacci e uccellini

Tondo, come cerchio in una spirale
Una ruota nella ruota
Senza inizio né fine,
Su una ruota in eterno movimento
Come una palla di neve giù da una montagna
Un palloncino di carnevale
Come un nastro che gira
Disegnando cerchi attorno alla luna
Come lancette
Che spazzano via i minuti dall’orologio
E il mondo è una mela
Che gira silenziosa e lenta
Nello spazio
Come cerchi che ritrovi
Tra i mulini della mente



(la traduzione integrale è qui CLICK)


Sono parecchio fissata con i volatili, sarà che amo fluttuare.
Però se dovessi dire cosa sono non lo so.
Mai studiati, mi interesso del volo, delle abitudini e spesso attribuisco a una specie delle funzioni rivelatrici.
Ci sono la poiana e il rondone che sono collegati a una data persona,ma se sono due già cambia il riferimento e così via, secondo mie letture e interpretazioni.
Il giorno della befana invece dopo una notte di vento pazzesco, cielo terso.
Vento forte dunque notte semi in bianco, a mezzanotte disegnavo l'uccellino che ieri mentre pranzavo è atterrato sulla ringhiera, prima ha guardato di là, poi dall'altra parte e poi è stato un'ora a guardare per aria.

gli ho messo mezzo caco sul davanzale, vediamo se abbocca (neanche cacato).

ovviamente quando ho deciso di fotografarlo è scappato, e siccome mi era di faccia invece che di spalle, disegnarlo è un po' complicato alla fine sembra più un pinguino che un passerotto.


A proposito di premonizioni e sensazioni, qualche giorno fa mi stavo avviando alla corriera e senza un perchè ho alzato lo sguardo, credo sia stato per via che ho captato tra il traffico un cinguettio fragoroso, fatto sta che nel momento in cui ho raggiunto al cima di un platano si sono alzati in volo una cinquantina di piccoli uccelli caterini che dopo un breve volo sono approdati su un pioppo li vicino.

Ma una roba incredibile da quanti erano!
Bellissimo, perchè qualche foglia c'è ancora sui rami e così mentre volavano alcuni di loro cadevano perchè invece di uccelli erano appunto foglie. Ho poggiato le borse e mi son messa lì col cellulare un quarto d'ora, macchè! andavano e venivano a turno, sembravano farlo per dispetto!
mi piacciono i platani, sono vitali. 
Uccellacci e uccellini, adesso sono fuori che cinguettano forte, ma se mi affaccio so già che vederli è impossibile.Altra foto che mi piacerebbe fare è all'airone solitario che si crede un'aquila,  Lo vedo la mattina quando scendo a Genova, si è scelto un albero sul rigagnolo che scende dal monte proprio nell'ansa che segna il confine della città. E' un orologio svizzero oppure la reincarnazione di uno spirito innamorato della corriera o di qualche suo passeggero. Arriva in volo e accompagna il tragitto fino al ponte poi si stacca e vola sulla cima lo sguardo rivolto alla strada che sale con gli occhi tristi, è lontano, ma la sensazione che mi comunica è quella di una profonda e malinconica mestizia.Poi ci sono i corvi della Coop, anche quelli stranissimi, sono solo lì o almeno così in gran numero li ho visti solo lì.E bello quando a una certa ora, in tarda mattinata stanno sulla riva del Bisagno in compagnia dei gabbiani come fossero tutti di una stessa famiglia. Gli uni bianchissimi, gli altri nerissimi, si muovono all'unisono, si alzano in volo e atterrano contemporaneamente. Se parte un gruppo, l'altro subito lo insegue, poi giravoltano. I gabbiani verso la foce, i corvi sulle case a monte e infine riapprodano mescolandosi tra i canneti in cui spesso trovano ad aspettarli germani, oche, piccioni e immagino anche topi, lucertole e altri animali terrestri.







The Windmills Of Your Mind  
(la traduzione integrale è qui CLICK)

sabato 15 gennaio 2011

I R R A G I O N E V O L M E N T E

A fine novembre ero stata al Festival del crimine a Genova e avevo comprato un libro (Lo splendore dei discorsi di Giuseppe Aloe) che sto finendo di leggere.


Credo che cliccando sulla foto possiate leggere con meno difficoltà le due pagine che in qualche modo hanno a che fare con (1) il post precedente (Si_no_in parte), (2) con le premonizioni, (3) con il concetto che "l'amore uccide" (pene d'amore, ecc. ecc.) e, (4) con quello della responsabilità soggettiva in quel che ci accade.


Poco importa star qui a raccontare i dettagli salvo forse dire che il protagonista è, alla metà del libro, alla sua 22esima vittima dopo una vita assolutamente normale segnata, poco prima della sua carriera di killer, da due tragici lutti famigliari.


1) Gli uomini da sempre sanno narrare di sè per interposta persona. Se non lo fanno con noi o non sono scrittori o non ne hanno voglia oppure appartengono alla terza categoria di questo elenco o comunque a quella di quelli, per intenderci meglio, che giudicano la donna poco più di un insetto di cui disfarsi con schifo dopo lunghe torture. Insomma sto parlando dei killer psicologici, quelli che per essere ancora più chiara, si credono superiori, si vantano di esser padroni ma sanno affrontare e vincere solo con chi si prostra ai loro piedi prima ancora che inizi la sfida o un combattimento; insomma quelli che mai si esporrebbero a rispondere al tema proposto nel post, ma lo deridono, magari inventando un contro post che di fatto ridicolizza loro per primi (basterebbe scambiare le parti) ma non arrivano altro che a misurare la loro impotenza e ignoranza scambiandola per innato sadismo e profondità di pensiero (che nessuno è in grado di smentire dato che frequentano solo decerebrati/e pari a loro).


2) Un libro ti salta in mano, lo compri e dopo due mesi che è rimasto sepolto lo guardi e gli dici, "toh! guarda! adesso te magno!" e così scopri non solo che ti piace ma che capita pure a fagiolo per un sacco di cose che hai nella testa.


3) Chi si fa un vanto di vivere amori di cui si possa dire che l'amore uccide ha qualche problema in famiglia o lo ha avuto (ma potrebbe rientrare nella casistica (1) oppure è davvero un grande scrittore e allora, in questo caso, parla per dire bene del suo libro (spero per lui che non si sia troppo immedesimato però!). Altrimenti diamone altri di nomi a questo che uccide, perché per quanto ne so io dall'amore si passa o si dovrebbe passare alla procreazione non all'uccisione.


4) Perché il killer ha una storia con la tipa, allo scopo di conoscerne le abitudini e poi la uccide sfruttando le informazioni che lei stessa gli fornisce durante la loro frequentazione. Dal chè ne ricavo che i killer che non sbagliano mira sono comunque spesso mossi da problematiche personali, che la routine sia una brutta cosa e che in ogni caso avere avventure comporta dei rischi e per tanto se poi finisce male non si dica che è stato un incidente, una ingiustizia o quant'altro pur di sollevarci la coscienza (pre o post mortem che sia).


Saluti e baci, ora mi finisco il libro:)