Due di questi, senza dimenticare le opere musive di Pompei ed Ercolano, sono anch'essi patrimonio unesco.
L'uno si trova alla foce del Po (il cui delta è iscritto nella lista, insieme a Ferrara), l'altro nel nord Italia, e sto parlando della stranota Aquileia.
Era il 402 d.C., Onorio, il primo imperatore romano d'occidente, trasferisce la capitale dell'impero a Ravenna e da lì prende avvio la costruzione di numerosi monumenti che ci aiutano a ricordare i protagonisti di quei decenni.
Otto sono entrati, nel 1996, nel patrimonio unesco.
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| Mausoleo di Galla Placidia |
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| Mausoleo di Teodorico |
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| Battistero Neoniano o degli Ortodossi |
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| Battistero degli Ariani |
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| Basilica di sant'Apollinare Nuovo |
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| Basilica di San Vitale |
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| Cappella Arcivescovile |
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| Sant'Apollinare in Classe |
Alla visita alle otto bellezze vanno aggiunti il Planetario, la foresta allagata di Punte Alberete (oasi wwf) e la tomba di Dante, ma più che altro, la citazione al vate serve come pretesto per parlare di una località, limitrofa a Ravenna, il Lido di Dante, dove, causa l'estrazione dissennata di Eni è in atto una forma di grave subsidenza.
In un contesto già molto fragile di suo, basti ricordare che l'intero parco archeologico di Classe è situato in un'area alluvionale e paludosa che ha reso necessario portare gli scavi ben oltre il livello del mare e utilizzare i subacquei per estrarne i reperti, a soli due chilometri dalla costa si è pensato bene di succhiare petrolio incondizionatamente.
In un contesto già molto fragile di suo, basti ricordare che l'intero parco archeologico di Classe è situato in un'area alluvionale e paludosa che ha reso necessario portare gli scavi ben oltre il livello del mare e utilizzare i subacquei per estrarne i reperti, a soli due chilometri dalla costa si è pensato bene di succhiare petrolio incondizionatamente.
Gli 'esperti', ovviamente, tralasciano e minimizzano un fenomeno che, sommato all'erosione naturale, alle piogge eccezionali, alla cementificazione e all'incuria, certamente contribuisce e contribuirà a future tragedie diciamo simili a quelle alluvionali del lontano 1636.
Del resto come stupirsi?
Basta leggere risposta dell'organizzatrice del summit itinerante Oil&gas in Summit HSE Med, che nei giorni scorsi ha toccato Firenze, Chryssa Tsouraki, alla domanda: cosa c'è di nuovo in materia di petrolio e gas nel Mediterraneo?
"Le popolazioni della regione mediterranea non sono abituate ad avere piattaforme gaspetrolifere nei loro Paesi. Di solito, quando si parla di Mediterraneo, si pensa a una meta di vacanze, relax, mare e turismo. Ma oggi questa è diventata un'area importante per le esplorazioni gaspetrolifere. Un settore in cui i governi della regione, in questo momento, sono più attivi".
Ha proprio ragione, è difficile cancellare l'ideale di bellezza e naturalità e abituarsi a pensare al Mediterraneo, e a quel che gli sta intorno, come a un enorme pozzo di bitume.
Infatti, a guardare la mappa delle piattaforme e trivelle, in mare come in terra c'è da svenire, altro che Sindrome di Stendhal!
Infatti, a guardare la mappa delle piattaforme e trivelle, in mare come in terra c'è da svenire, altro che Sindrome di Stendhal!
Tornando a Ravenna, per altro va detto che è il secondo comune d'Italia dopo Roma (653 metri quadrati, Genova, 243, batte Milano, solo 181), il centro dista otto chilometri dal mare.
I mosaici per ora sono al riparo (?)
Per il richiamo del titolo alle tessere, tralascio.
Son congetture mie, libere associazioni del momento.







