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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

domenica 3 luglio 2011

assemblaggi

[mól-ce-re (egli mól-ce)]
SIGN Lenire, placare, addolcire
dal latino: [mulcère] carezzare.
Parola poco usata (e coniugata quasi esclusivamente alla terza persona singolare) ma immensamente dolce, offre una connotazione sensibile che sta tutta nel gesto della carezza. Non è un lenire sospeso, non un addolcire gustativo, ma un buio, vibrante accarezzare - carezza che è quasi abbraccio, quasi casa, capace di calmare, rasserenare.
Una poesia di Hikmet o di Montale, così come una sinfonia di Brahms, è in grado di molcere l'affanno dei giorni; un sorriso comprensivo, un abbraccio, molce il livido di una dura critica; il profumo delle siepi di gelsomino molce i pensieri ruvidi e scuri.



Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore.
Edward Morgan Forster

[cu-rio-si-tà]
SIGN Voglia di accrescere il proprio sapere o la propria esperienza; piacere del conoscere indiscrezioni o bizzarrìe - e per estensione, indiscrezione e bizzarrìa
dal latino: [cura]
La tensione più fertile nell'universo dell'umanità prende il nome da una sollecitudine, da un progetto, - da una cura, insomma - che nasce da un presente senso della vita, di una vita vissuta coltivando, orizzonte negli occhi, un qualcosa con la Q maiuscola - spesso impronunciabile ma che, solo, ci dà senso.
La curiosità è l'attitudine a realizzare che dietro all'esperienza, per quanto faticosa, sta la saggezza serena, oltre l'informazione, per quanto fredda, sta il calore della conoscenza - così come dietro alla cura di ogni progetto traspare la buona intenzione.
È una parola che va strappata al gossip e ai "sapevate che...?", poiché è il più genuino appiglio per poter cambiare davvero la vita - e mai inflazionare qualcosa di così prezioso.
Essa presidia, curiosa, il senso della crescita e del cambiamento, e in lei stanno i significati del "Un'occhiata ai libri, due alla vita" di Goethe, e dello "Stay hungry, stay foolish" di Jobs.


14 commenti:

  1. mi permetto di integrare Forster:
    parlare prima pensare è la maniera collaudata di fare figure di merda. (lo so, lo faccio sempre!)

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  2. GUCHI
    dici che non hai estro artistico?
    perchè a sentir lui se ce lo hai è meglio non pensare.
    comunque sia anche a pensar troppo a volte non è se ne esca tanto meglio!
    che dici? meglio tacere?

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  3. GUCHI
    sperando di non incorrere nella legge alla Muphy, anche se l'ha scritta Stanislaw Jerzy Lec, e cioè che: Persino nel suo silenzio c'erano errori linguistici.
    che a me fa un sacco ridere!!
    pensa che sfiga!
    l'unico che sa cosa hai nella testa ti prende anche pe ril culo criticando l'ortografia del pensiero.
    dici meglio il vuoto mentale?
    l'assenza totale anche del pensiero?

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  4. Coniugare moltitudini di mulnerazioni, come una comulceazione volta al mitigare di asperi pensieri, che fa pendant con un mungere abbandoni, una minzione che il muncere sollecita, volto come a sospendere, trattenendo a sè senza mal celare, un fluctus che evoca disordine, svotamento, armonia infine di un venio, quasi fosse vento.Star li a mulcire si dovrebbe, altro che storie.
    "Quem taurum metuis, vitulum mulcere solebas."
    Il toro che ora fa paura lo si accarezzava quando era vitello.
    Ecco, piu o meno quanto mi veniva, senza tanto mulcere, prima di uscire

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  5. SIMURGH
    cazzo ci vuole il traduttore stamattina!
    anzi un etimologo per dare significato all comulceazione mulneante di cui alludi appena un'assonanza con sto molcere con la O non con la U!

    che so? cere molli, sciolte? sfatte come le domeniche tediose dal tempo incerto che mi mettono addosso una smania di fuga e distrazione dal molcere del mezzogiorno che induce leggero languore allo stomaco da tappare con una sigaretta?

    oppure mo' 'l c'è re che però vien meglio a dire:
    mo' c'è 'l re un po' così alla romana per dire toh, guarda è arrivato il re!
    come disse il famoso vate Ereclom, nel trattato in risposta all'artis amatoriae del collega (minore) che hai citato:))

    roba che la Recemol sta pensando di farci un format, tanto per dire!

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  6. CURIOSITA'
    ogni volta mi sorprendo, mica solo con parole come muncere e altre mai sentite, ma prorpio con parole usuali, o con quelle che tiri fuori per far un pò lo sborone. Tante volte, appena dette mi dico: spiega su. E non so mica spiegare se non con giri e capogiri di parole, che poi io son anche bravo a smenarla e girar in tondo. Mi accorgo di quanto 'gnorante sono, che di etimologia non so un tubo, eppure ce l'ho pure il dizionario etimologico, ci ho speso anche dei soldi, che mi abituassi mai a prendere quell'abitudine di prenderlo per mano no? E' una curiosità che mi riprometto sempre di dispiegare ma gnente, gnente son distratto (distratto? che c'entra?) Ho questa idea di me poi, di ritenermi un tipo curioso, di contivare quella tensione che la curiosità libera e dà aria fresca alla camera iperbarica. Chissà se poi sono un tipo curioso agli occhi degli altri. Di quelli che dicono "curioso quel tipo lò, sulla mezza età".
    Chissà poi se la curiosità si addice, nel senso della definizione qua sul post, al voyeur che mi scopro essere. Che stò là a tirar orecchi per sentire cosa si dicono gli altri tra loro, per poi tirarne fuori mezze storie e altri passatempi. Io credo che tutti si percepiscano come curiosi, che ritengano di avere questa preziosa risorsa nel loro kit per tirare avanti.
    Io non so adesso se basta dire questo per definire la curiosità come :"La curiosità è l'attitudine a realizzare che dietro all'esperienza, per quanto faticosa, sta la saggezza serena, oltre l'informazione, per quanto fredda, sta il calore della conoscenza.
    A me viene da applicarci una categoria come la gioiosità, o la giocosità. Secondo me da piu l'idea.
    Bah, non sò se son servito, però adesso si mi metto i gins e vado a prendermi il giornale e poi al foster per la mia ora passa di malcontento e fastidio. Chissà che trovi qualcuno da farmi una partita di bigliardo invece.

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  7. quelli che:
    ma io sono spontaneo e sincero...quando penso una cosa la dico...

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  8. SIMURGH
    abbonati è gratis!
    la mattina te le mandano che è un piacere e un divertimento per come poco da dizionario sono illustrate.
    ieri era arrivato luculliano, che poi essendo che io vado dietro a questi spunti Casuali mi perdo sempre a fine giornata a legare ai fili del Caso quello che è successo nella giornata.
    come fossero ormai le voci che potrei cogliere tra la gente che invece mi rintrona e mi imbottisce di toni e parole non mie. troppo, troppa confusione, quando torno è tutto un ripulire, un lasciar svanire gli echi di cose per niente interessanti.
    mi tenta uscire, ma al tempo stesso dopo è uno stare per qualche giorno con un sacco di gente in casa che curiosa, sta tra i piedi e soprattutto risuona, vibra interferendo con quello che sta sotto e non sa parlare, emette solo qualche sospiro, pianissimo o meglio tace e aspetta che vadano via gli estranei, sti alieni maledetti che sbattono le portiere delle macchine, che hanno solo figli urlanti e bestemmioni che rompono i coglioni.
    prendi ieri sera, all'una erano ancora qui sotto a ciacolare a squarciagola.
    odio l'estate e i turisti della domenica che vengono in campagna a dare il pegigo di sè e dicono ai figli, urlate pure sfogatevi tanto siamo in campagna!
    campagna sta ciufola!
    ma vai sotto alle tue finestre a tirare pallonate alle case e urlare i tuoi cattivi sentimenti.
    invece li portano qui e poi quando vanno via a me resta il da fare di estrarli da Meco e poi torno tranquilla.
    luculliano comunque non c'entrava niente con ieri, ma per i curiosi diceva:
    Pur essendo lui un capace generale, non sono state le glorie militari a consacrare il nome di Lucullo alla storia: lo furono invece i suoi banchetti.
    Fu persona attentissima all'ospitalità, oltre che ai riti del convivio, e di cultura vasta, e di raffinatezza squisita - e si dice che a lui si debba l'introduzione del ciliegio nelle nostre terre, e delle albicocche, dall'Oriente.
    Il suo desco imbandito divenne un simbolo di cura e di eleganza ancor prima che di sfarzo e di opulenza, segno di un'abbondanza che non fosse grassa e molle, ma appagante e accogliente - il Lucullo dei grandi banchetti restò pur sempre un militare asciutto e atletico. Ciò che è luculliano, quindi, - un pranzo, un simposio, un buffet - oggi rimane la cifra di una larghezza prospera e avveduta, che ben sa considerare l'ospite e il valore delle maniere (anche in solitudine), e saggiamente dispone fasti sontuosi atti ad onorare e a mettere a proprio agio, senza ostentazione né spreco.

    buona giornata SIMURGH, anche migliore della stessa mia (che poi non è che ci vuole poi tanto)

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  9. PIER
    e quelli che: sai una cosa?
    __ cosa?
    non te la dico!

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  10. a volte la vorrei la totale assenza del pensiero!

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  11. GUCHI
    i pensieri producono stati d'animo che appunto ne sono l'effetto e se l'effetto è sgradito, obbligatorio è cambiare pensieri.
    quando li hai girati tutti, li hai fatti fuori uno per uno e non sai più cosa pensare, pensa positivo e vedi cosa succede.
    nove su dieci riparte la carambola di pensieri, ma c'è il caso che semplicemente stai.
    certo ci vuole applicazione e disciplina, sono passatempi per chi non ha niente di meglio da fare e pensare.
    comunque tanto non serve andarseli a cercare, arrivano.
    a volte si incoraggiano cose e pensieri che non vorresti e non avresti se non te li andassi a ripescare da sola o da solo.
    o no?

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  12. riguardo ai cattivi pensieri, è certamente vero; quando mi impegno riesco sempre a giungere sull'orlo del suicidio. riguardo agli altri non ti so dire, perchè purtroppo non riesco a daffeggiare, al massimo ci posso mettere il beneficio del dubbio, che in certi casi è già molto.

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  13. GUCHI
    già, capisco. ne so qualcosa anche io:)

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