.
(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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domenica 22 dicembre 2019

acume spaziale*

* barbara barret segretario per l'air force

"lo spazio è il nuovo dominio mondiale di combattimento in guerra" parola del presidente 'ossigenato' in occasione dell'inaugurazione della US space force.

intanto, dall'altra parte dell'oceano... "ci adeguiamo a nuove sfide, ma il dna rimane" parola di giorgetti nel giorno in cui il partito diventa nazionale e il suo leader col presepe in mano: "siamo l'ultima ancora di salvezza per il popolo cristiano occidentale"

erano mesi che non ridevo così tanto e così a lungo!

due iper dotati di acume veramente spaziale!

sabato 16 novembre 2019

istinto di sopravvivenza

quell'inaspettato fenomeno che compare una tantum, quando stai per arrenderti, per farti cambiare idea (pur senza indicarti come fare a cavartela).

giovedì 10 ottobre 2019

istruzioni

per fare un buon vino occorre seguire attentamente un determinato disciplinare, per fare un figlio basta berne un bicchiere di troppo.


se ci pensiamo bene troviamo istruzioni allegate per ogni cosa: macchinari, procedure, ricette di cucina, ecc... tranne nel caso in cui ce ne sarebbe maggior bisogno.
e così abbiamo stuoli di 'genitori' ignari e impreparati, distratti e superficiali che mettono a repentaglio la sopravvivenza di creature fragili e indifese.
capisco che a rendere edotte le generazioni fertili si ridurrebbe ulteriormente il numero dei neonati, ma fosse per me renderei obbligatorio un corso pre genitoriale con tanto di attestato di partecipazione ed esame finale di idoneità.
basterebbe qualche ora, giusto per i fondamentali...

lunedì 20 maggio 2019

todo cambia


(traduzione)

se togliessi dagli anni che ho vissuto quelli trascorsi ad aspettare che tutto (o almeno qualcosa) cambiasse, mi ritroverei ancora, più o meno, adolescente.

giovedì 15 novembre 2018

piacevoli ascolti

accadono cose che sono come domande. passa un minuto, oppure anni e poi la vita risponde.

quando ascolto alessandro baricco mi stupisco e meraviglio sempre.
l'ho già citato numerose volte e mi chiedo spesso come mai leggerlo mi risulti, invece, sgradito o addirittura impossibile.
ora è uscito 'the game'... l'argomento mi intriga, so già che cadrò in tentazione e lo compro (comprerò), sperando finalmente di trovare un baricco che scrive come parla!

domenica 12 agosto 2018

15 ori, 17 argenti e 28 bronzi

earl warren (un politico americano del '900) disse: 'quando apro il giornale, leggo sempre le pagine dedicate allo sport. vi si parla infatti delle imprese compiute da uomini e donne, e delle loro vittorie. mentre la prima pagina parla, in genere, dei loro fallimenti'.

60 è il totale delle medaglie italiane agli europei appena conclusi (terzo posto della classifica generale), più le 13 medaglie nella ginnastica juniores e, mal contati, 17 legni.
l'acqua è decisamente l'elemento in cui si è pescato di più (45 medaglie, canottaggio incluso) e, come avviene spesso, a fare notizia è quello che meno ci si aspetta, sia nel bene e sia nel male, quando ci si sente traditi per un insuccesso o la mancata riconferma.
sicuramente inaspettato il bronzo nel trampolino da un metro della nemmeno sedicenne chiara pellacane che nell'ultima giornata ha conquistato l'oro nei sincro da tre metri (in coppia con una po' appannata bertocchi) con tuffi che nemmeno tania cagnotto sapeva eseguire alla sua età.
lucida e misurata nel commento del dopo gara, controllata e serena sul podio come una veterana.
(fa persino un po' paura).
in generale i primatisti si sono salvati e in larga parte riconfermati, ma un po' in tutte le nazioni si sono affacciati nuovi 'mostri' già capaci di insidiare i loro record e mettere a rischio le loro carriere.
nonostante gli sforzi di ignorare tutto quello che continua ad accadere nel mondo, come potevo perdermi il ministro degli interni mezzo nudo dal pescivendolo e le sue boutade sulla leva, il ritorno al padre/madre all'anagrafe e la solidarietà al capotreno che ha cacciato i rom?
insomma stai via dalla politica italiana due settimane e rischi che quando torni sei vent'anni indietro nel tempo...

venerdì 29 dicembre 2017

ovvia_mente

ci sono quesiti a cui ci si potrebbe facilmente rispondere da soli, se si pensasse prima alla domanda.

giovedì 10 agosto 2017

Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell’infinito*

* confucio

(una cosa vorrei sapere: come sia possibile che nessuno dei desideri espressi a san lorenzo si sia mai avverato... a meno che sia un po' come l'ha detta Victor Hugo e cioè che l'anima è piena di stelle cadenti...)

comunque sia se ne son dette tante, una più bella dell'altra: da Rimbaud (ho teso corde da campanile a campanile; ghirlande da finestra a finestra; catene d'oro da stella a stella, e danzo) a Caramagna (il cielo riceve imprecazioni e in cambio offre stelle) dal premio nobel Maeterlink (se prima di baciare la persona amata avrai guardato le stelle, non la bacerai allo stesso modo di quando avrai guardato le pareti della tua abitazione) a un twitter di tal alfcolella (la prenderò a sassate, quella stella, pur di fartela cadere. Tu prepara il desiderio, io prendo la mira), etc, etc, etciù!



domenica 15 gennaio 2017

la meraviglia è quando si altalena tra stupore e smarrimento*

* teti900





se degli umani niente mi stupisce più, c'è sempre qualche nuova trovata della natura che si affaccia a sbalordire i balordi che appartengono alla mia specie.
sembra come un richiamo, un monito ad abbassare la cresta, che lei (la natura) se volesse ci batte come vuole in qualsiasi disciplina dell'umano pensiero ricordandoci che siamo un po' pappagalli e un po' scimmie che goffamente si affannano nel tentativo di imitarla inventando e costruendo complicati macchinari che, a confronto di quelli che da sempre produce lei (la natura), sono bazzeccole, il più delle volte inutili e quasi sempre orrende.

ma bando al negativismo... sullo stupore c'è una battuta di Gracie Allen, una famosissima attrice comica degli anni '30, che mi ha strappato con un sorriso dagli effetti ipnotici dei vortici in movimento dei laghi ghiacciati... 'quando sono nata ero così sorpresa che non ho parlato per un anno mezzo'... e quando ci ripenso rido ancora per l'ironia paradossale e dissacrante con cui ha fotografato uno dei due unici momenti dell'esistenza umana di cui nessuno può raccontare con certezza cosa accada...



a sinistra le palle di neve 'spontanee' in Siberia.
(fonte)

sabato 14 gennaio 2017

Una salute conservata con una dieta troppo severa...è una noiosa malattia*

(Montesquieu)

come dare torto al filosofo francese!
(anche sostituendo dieta troppo severa con medicina/e, la frase regge benissimo lo stesso).
poi c'è il caso di chi trattiene coi denti quel po' di salute residua cercando di conservare meglio che può la malattia, così che resti a segnare il passo invece di farla correre a briglie sciolte.
quello che sto capendo adesso è che se son sempre riuscita a fare più cose insieme, pensando al contempo, ad altre innumerevoli di più, quel tempo sta finendo e, ben che vada, riesco a farne una alla volta evitando di distrarmi su qualunque altra.
e la cosa mi piace poco perché ormai ero abituata a com'ero anche se ogni giorno mi accorgo di diventare sempre più estranea a quella me stessa.

finirò a pensarla come Leopardi che ne disse una degna di nota sull'argomento definendo il suo corpo così debole da non riuscire a sviluppare una malattia mortale.

bel paradosso... del resto lui era un poeta.


mercoledì 30 novembre 2016

ogni scusa è buona

il futuro ci tormenta, il passato ci trattiene, ecco perché il presente ci sfugge (g. flaubert)
chi sa se gli dei superi aggiungeranno il domani alla somma dei giorni trascorsi fino ad oggi? (q.o. flacco)
ci sono due giorni all'anno in cui non si può far niente. uno si chiama ieri e l'altro si chiama domani, perciò, oggi e il giorno giusto per fare (dalai lama)
oggi è il domani di cui avevi tanto paura! (j. morrison)

sarà come sarà (dico io), ma oggi come ieri (e ci metto pure gli altri giorni dell'ultima settimana) tutta sta voglia di approfittare del tempo presente è rubata dalla fatica anche solo di pensare a qualcosa da fare che sia diversa dal poltrire al tiepido, possibilmente per l'eternità, o quanto meno ancora un po', i classici cinque minuti che ti scombinano il resto del giorno facendo rimandare a domani quanto ieri avevi deciso per oggi.

eraclito

domenica 21 agosto 2016

radici urbane e non

l'unica radice che ho mi fa male
(alda merini)
vi sono due cose durevoli che possiamo sperare di lasciare in eredità ai nostri figli: le radici e le ali
(proverbio cinese)
molte volte ho provato a mettere radici, però me lo hanno sempre impedito le ali
(ramon eder)
una lacrima ha radici più profonde di un sorriso
(emil cioran)
una radice è un fiore che disprezza la fama
(khalil gibran)
si viene da dove si va
(mirko badiale)
ci sono betulle che di notte levano le loro radici, e tu non crederesti mai che di notte gli alberi camminano o diventano sogni 
(alda merini)
è per l'uomo come per l'albero. quanto più egli vuole elevarsi in alto e verso la luce, con tanto più forza le sue radici tendono verso terra, in basso, verso le tenebre, l'abisso
(friedrich nietzsche)
e poi c'è chi ha il pallino della geometria anche senza vivere in città
albero: l'esplosione lentissima di un seme
(bruno munari)

sabato 4 giugno 2016

ko

Un gallo canta soltanto quando vede la luce. Mettilo nell'oscurità e lui non canterà mai. Io ho visto la luce e sto cantando.
un sacco di pugni e innumerevoli vittorie sul ring, ma Muhammad Ali è stato un personaggio anomalo a prescindere.
(un altro pugno famoso in quegli anni '60 è stato quello di Tommie Smith e John Carlos, loro però sono ancora vivi e vegeti, sul podio olimpico dei 200 metri).
Ali aveva tutto, soprattutto l'intelligenza che raramente è bagaglio dei pugili, per una carriera in ambiti diversi da quello prescelto, ma il destino ha voluto diversamente.
forse la cosiddetta nobile arte della difesa così corrotta, violenta e mafiosa di quegli anni (e non solo) aveva bisogno di un personaggio come lui per tentare una rivalsa.
e anche il mondo in generale ne ha avuto bisogno e lo ringrazia, ma quel capitolo è tutt'altro che chiuso.
molti sono i pugni che tirerei, metaforicamente parlando, in faccia agli usurpatori di diritti di oggi.

Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo. Impossibile non è un dato di fatto, è un'opinione. Impossibile non è una regola, è una sfida. Impossibile non è uguale per tutti. Impossibile non è per sempre.

(fortunatamente per loro sono solo una piccola donna...)

mercoledì 16 marzo 2016

noi ♫ siam come le ♪ lucciole...

... viviamo ♬ nelle tenebre

l'arachnocampa luminosa produce fili di perle appiccicose, velenose e luminescenti nella grotta di Waitomo in Nuova Zelanda e forse in qualche altro anfratto fino ad oggi sconosciuto.
alle grotte e ai marciapiedi le lucciole di Shikoku, in Giappone, preferiscono una piccola foresta
dal cielo alla terra creano spettacoli immortalati da più un fotografo, il primo forse è stato il naturalista Takehito Miyatake, il più recente Kei Nomiyama (tra i premiati del National Geographic per il 2015), passando per Tsuneaki Hiramatsu e Yume Cyan.
la doppia stranezza consiste nel fatto che i componenti della famiglia dei Lampyridae sono relativamente rari in Giappone e stranamente si concentrano quasi unicamente in questa zona.
altrove stanno invece scomparendo per tanti motivi (i soliti). se ne è accorto per primo Pasolini che le ha usate per una metafora su un articolo del 1975 sul corriere.
Un uomo può essere nemico di altri uomini, di altri momenti di altri uomini, ma non d’un paese: non di lucciole, di parole, di giardini, di corsi d’acqua, di tramonti.
Jorge Luis Borges, Finzioni, 1944

giovedì 3 marzo 2016

l'esausto

Eravamo stanchi di qualcosa, siamo esausti di niente.
un piccolo saggio del grande Deleuze sulla stanchezza e lo sfinimento.
Bisogna essere esausti per darsi all'arte combinatoria, a meno che sia l'arte combinatoria a sfinirci, a portarci all'esaurimento, o che siano addirittura entrambe, combinatoria ed esaurimento?
riflessioni anche suggerite dalla malattia, che lo afflisse costringendolo al semi immobilismo fisico, e dalle opere di Beckett con cui condivideva molti punti di vista.
Sdraiarsi non è mai la fine, l'ultima parola, è la penultima, e si rischia di essere abbastanza riposati, se non per alzarsi, almeno per girarsi o strisciare. Per fermare lo strisciante, bisogna ficcarlo in un buco, piantarlo in un orcio dentro al quale, non riuscendo più a muovere le membra, smuoverà ancora qualche ricordo.

la postura che rivela e rappresenta la condizione interiore e due stati differenti: la stanchezza o lo sfinimento.
E' la posizione più orribile per aspettare la morte, seduti senza potersi alzare né distendere, a spiare il colpo che ci raddrizzerà per l'ultima volta e ci stenderà per sempre.

domenica 1 novembre 2015

ode a novembre

l'undicesimo
quel che ha di spassoso
solo l'adagio


mercoledì 12 agosto 2015

il troppo stroppia

sugli eccessi di ogni tipo si sono espressi in tanti e allo stesso modo un po' tutti ricorriamo spesso al troppo per definire qualcosa che ci è diventato insopportabile più che per esternare il surplus di piacere o godimento, di fortuna o benessere che per quanto siano son sempre pochi o appena bastanti.
e così un'attempata signora, veneziana doc, si lamentava dei troppi turisti in città e mi sono rallegrata di sentire qualcuno che 'discrimina' portatori di denaro e d'affari invece dei soliti che rumoreggiano sugli ospiti 'clandestini'.
vedi allora _ mi son detta _ che il problema è davvero quello della densità co_abitativa...
e, ancora, che bisognerebbe 'lavorare' sulla sovrabbondanza di qualsiasi tipo, la sua riduzione e il suo contenimento.
arginare il soverchiante, limitarsi all'anelito delle aspirazioni senza necessariamente accanirsi sulla loro realizzazione.
diceva bene Schinitzler che 'il desiderio è quello di nutrire le nostre anime, e non di saziarle'.

lunedì 16 marzo 2015

Sono per la dispersione della stupidità. Non va bene che si concentri per intere settimane in un punto solo*

questo post fa il paio col precedente in attesa dell'evento del secolo che però, guarda caso, si ripeterà presto, più o meno tra una decina di anni.
del resto siamo abituati a certezze che diventano labili, a date che migrano a piacere, a notizie ballerine e immagini sapientemente elaborate che dubitare diventa prassi.

L’evoluzione della tecnica è arrivata al punto di renderci inermi di fronte ad essa*

certo una luna nuova che eclissi il sole qualcosa farà e qualunque cosa sia verrà subita al pari del resto che invece è autoprodotto da meccanismi totalmente fuori dal controllo di chi li ha avviati.

Ben venga il caos, perché l'ordine non ha funzionato*

chi sa vedere oltre vive e muore come tutti gli altri e poco consola riconoscergli lungimiranza. mai visto un illuminato risplendere in vita o averla vinta sugli altri o sulle loro malefatte, checché ne dica il neo giubilante.

Ecco la missione della religione: consolare l'umanità che va al patibolo*

è così per tutto.
basta che l'ignoranza e la stupidità emettano verbo e diventa verità anche la cazzata più enorme.


Come cominciano le guerre? I diplomatici raccontano bugie ai giornalisti, poi credono a quello che leggono*


* da 'Aforismi in forma di diario' di Karl Kraus (1864_1936) autore (anche) de 'Gli ultimi giorni dell'umanità' a cui si ispira l'omonimo spettacolo teatrale (video prima parte e seconda).

mercoledì 9 luglio 2014

contestualizzazione

Mi riconoscerebbero ovunque. Sono troppo fuori contesto. In qualsiasi contesto.
Lila Schon

era il 7 ottobre 2012 quando al blog giunse la centomillesima visita.
dunque quasi due anni giusti giusti dalla sua apertura ufficiale il 20 ottobre del 2010.
erano tempi d'oro, in cui una selezionata rete di blogger partecipava e interagiva con entusiasmo e assiduità.
è di allora il post più commentato, guarda caso titolava: 'attrazioni?'
poi le luci si sono spente e la quasi totalità è migrata o sparita e solo una sparuta minoranza continua a palesarsi o passare nascostamente...
eppure, a un'ora imprecisata del pomeriggio, il contatore dice 'quasi' duecentomila e mancano ancora più di tre mesi all'anniversario.
il post più visitato: 'ode ai baffi' che doppia il secondo arrivato: 'mosche', terzo: 'groeten naar Groninger'.

venerdì 7 marzo 2014

ambidestrorsi

poco importa se si nasce mancini o destrorsi,tanto si è costretti a diventare ambidestri 
la rivista satirica, L'asino, nasce a fine '800 e se la prende in primis con Giolitti e il clero.
per quanto ho potuto vedere ci sono un sacco di analogie tra le vicende di allora e il presente, cominciando dalle politiche giolittiane, i comportamenti dello statista e le sue dichiarazioni (in corsivo) che, alla luce dell'oggi, se messe a confronto con le attuali mezze tacche della politica, appaiono quasi rivoluzionarie, mentre altre sembrano appena uscite dalla bocca del presidente del consiglio in carica (sono incerta se considerarlo un complimento a Matteo o un insulto a Giovanni, ma è più probabile la seconda).
per la cronaca va ricordato che Giolitti (1842_1928) entra al ministero della giustizia a vent'anni e passa a quello dell'economia a ventisette, passando a deputato eletto (eletto da chi e come è altra/stessa storia) a quaranta e incaricato alla formazione del governo a cinquanta.
Il miglior sedativo per le smanie rivoluzionarie consiste in una poltrona ministeriale, che trasforma un insorto in un burocrate.
Nessuno si può illudere di potere impedire che le classi popolari conquistino la loro parte di influenza economica e di influenza politica. Gli amici delle istituzioni hanno un dovere soprattutto, quello di persuadere queste classi, e di persuaderle con i fatti, che dalle istituzioni attuali esse possono sperare assai più che dai sogni dell'avvenire.
Le leggi devono tener conto anche dei difetti e delle manchevolezze di un paese. Un sarto che deve tagliare un abito per un gobbo, deve fare la gobba anche all'abito.
Il Governo ha due doveri, quello di mantenere l'ordine pubblico a qualunque costo ed in qualunque occasione, e quello di garantire nel modo il più assoluto la libertà di lavoro.
Il governo quando interviene per tener bassi i salari commette un'ingiustizia, un errore economico e un errore politico. Commette un'ingiustizia perché manca al suo dovere di assoluta imparzialità tra i cittadini, prendendo parte alla lotta contro una classe. Commette un errore economico perché turba il funzionamento economico della legge della domanda e dell'offerta, la quale è la sola legittima regolatrice della misura salari come del prezzo di qualsiasi altra merce. Il Governo commette infine un errore politico perché rende nemiche dello stato quelle classi le quali costituiscono in realtà la maggioranza del Paese.
Mi mancheranno le parole, mi mancherà non so che cosa, ma quando ho finito di dire quello che devo dire mi è impossibile continuare ancora a parlare.
Non è impossibile da governare l'Italia, è inutile.
Allorché gli uomini di Stato più eminenti e gli operai sono concordi in un programma, si ha la certezza che questo risponde ai veri bisogni di un paese.
litigiosità, giochi di potere, avversari, sdoppiamenti, scissioni, catastrofi e crisi contrassegnano da sempre la vita politica di ogni stato... eppure il neo 'statista' fiorentino sembra turbato, tanto da dichiarare: "Avevo dei nemici che mi attaccavano, ma lo sapevo e lo tenevo nel conto. Ma ora mi attaccano anche quelli che prima mi sostenevano: e onestamente non capisco sulla base di che, visto che non abbiamo ancora nemmeno cominciato".
che dici, renzì? che sia quello il problema?
ora lasciamo stare la richiesta morettiana, "fai qualcosa di sinistra", perché ho capito che 'manco' sai dove sta di casa, ma almeno smetti di fare quel che stai facendo e prova a seguire una linea ipotetica ma coerente con qualcosa che abbia quantomeno significato e coerenza con le richieste che ti vengono avanzate invece di misurare il consenso negli asili infantili.
a guardare le foto di ieri all'esordio in Europa, sembravi il nano nel giorno in cui ne è uscito: solo e ignorato.
e siamo già alla metafora della meteora alla deriva...