Cine teatro, ultimo atto.
Personaggi e interpreti: A, e una 'bagascia'.
(in corsivo i pensieri della seconda)
Il vento sospinge le protagoniste verso la notte anche se sono solo le 21.
Giungono così le 23,30 e A comincia la nottata.
(minchia!)
Giù dal letto, su dal letto e le fatidiche domande:
"ma è sveglia?"
(eccerto, son qui apposta!"
"piove?"
(che cazzo ne so? dormivo!)
"che ora è?"
(cosa te ne frega che tanto te lo scordi?)
Stesso rituale tutte le altre diciannove volte che si alza, con la variante che verso le quattro alla terza domanda, quando le viene risposto "non lo so" ribatte con un "brutta bagascia, domandare è lecito, rispondere è scortesia, vai a ramengo, mangiasoldi"
(adesso la soffoco)
tre secondi dopo altro balletto, giù dal letto, su dal letto,
(eccheccazzo, è passato neanche un minuto!)
con la variante che quando le si fanno indossare le ciabatte entra nel letto e quando le si tolgono pretende di scendere per andare in un fantomatico giaciglio situato non si sa bene dove dato che c'è dentro.
"A, mi guardi... è sveglia? E' appena scesa... si metta giù che fa freddo..."
(risposta): "Maledetta, bagascia figlia di una gran bagascia, domani te lo faccio vedere io"
(resto a casa domattina, disdico l'appuntamento della visita, che se vado muoio d'infarto per la strada)
Finalmente le 6.
La smemorata (a dire dei parenti, ma in verità i cazzi degli altri se li ricorda benissimo) si alza per la diciottesima volta e imbosca le chiavi di casa (nel caso la bagascia volesse aprire la porta e andare alla visita o anche solo scappare).
E siamo alle 7.
A apre la porta ed esce in mutande.
"Ma cosa fa? Entri che si prende un accidente!"
(magari!)
"Ho caldo io, e non prendo ordini da nessuno."
(ci vuole una sigaretta)
Approfittando dell'apertura della porta la bagascia esce lasciando socchiuso...
"Chiuda che ho freddo io!"
(ma favvanculo!)
E siamo all'epilogo.
La bagascia rientra e viene nuovamente aggredita con epiteti vari, dal ché decide che è il momento di chiamare la figlia di A a cui ribadisce che va bene tutto ma gli insulti no.
Risposta all'unisono di figlia e genero di A: "Ahhh, ma a quelli non bisogna farci caso!"
(Cosaaaa????)
Insomma che dire? Uno spettacolo che fa pensare... Soprattutto mi convince ancora una volta che senza sinergia famiglia/badante si fa poca strada.
Son situazioni in cui bisogna trovarsi per poterle giudicare, chi sta fuori ovvio che si fa una propria idea o trova proprie soluzioni solitamente ritenute impraticabili.
C'è poi la domanda: "Che faccio? Entro nel meccanismo per poterne poi dire?"
Ovvio che no.
Il punto di vista esterno (o meta posizione) è fondamentale per mantenere l'equilibrio necessario a intraprendere cose che siano utili e tengano conto di tutti gli interessati.
Il carattere originario emerge per quello che sostanzialmente è stata una persona per tutta la vita e disvela totale insofferenza verso il genere umano (parentale e non), al contempo l'individuo ha perso al sua autosufficienza dunque dipende dal prossimo.
Come conciliare le due verità?
Ho in mente un'unica soluzione: eutanasia.
E non mi si dica che è immorale e inumana perché di umano in una vita dove si è mal sopportati per l'accanimento al disprezzo verso chi si prende cura francamente vedo poco.
Se il tutto è poi aggravato dal fatto che delle proprie azioni manca anche solo un minimo barlume di consapevolezza e, invece di tracce di gratitudine, si ottengono solo improperi, beh...
Lascio agli altri il piacere di godersi altre notti come quella di san martino del 2013 perché io ho già dato.
provvisoriamente _ ironicamente _ fugacemente _ instabilmente _ cinicamente _ p a r a l l e l a m e n t e_click
.
(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
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per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
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lunedì 11 novembre 2013
domenica 3 novembre 2013
la violetta la va la va
dai...!
e come comincia?
e che ne so io?
e ben appunto...
la violetta...?
la violetta la va la va,
sul campo che lei si sognava
era il suo gingino che la rimirava
perché tu mi rimiri?
perché tu sei bella!
se vuoi venir con me, con me alla guerra
no alla guerra non verrò
perché si mangia male e si dorme per terra
no, no, per terra non dormirai
dormirai in un letto di piuma
con quattro bersaglieri che ti consolano.
mannaggia il secondo reportages dalla casa di A. (che avrebbe dovuto comprendere un sonoro) è da rimandare alla prossima.
causa batteria scarica, le riprese si limitano a tre minuti in cui mancano le canzoni, tra cui quella di cui però avevo salvato il testo.
ad abundantiam un detto contadino (tra parentesi le varianti)
quando la nuvola va alla montagna
il contadino posa la vanga (lascia la campagna),
quando la nuvola va al mare
il contadino va a zappare (lavorare).
e anche oggi, posa la vanga...
e come comincia?
e che ne so io?
e ben appunto...
la violetta...?
la violetta la va la va,
sul campo che lei si sognava
era il suo gingino che la rimirava
perché tu mi rimiri?
perché tu sei bella!
se vuoi venir con me, con me alla guerra
no alla guerra non verrò
perché si mangia male e si dorme per terra
no, no, per terra non dormirai
dormirai in un letto di piuma
con quattro bersaglieri che ti consolano.
mannaggia il secondo reportages dalla casa di A. (che avrebbe dovuto comprendere un sonoro) è da rimandare alla prossima.
causa batteria scarica, le riprese si limitano a tre minuti in cui mancano le canzoni, tra cui quella di cui però avevo salvato il testo.
ad abundantiam un detto contadino (tra parentesi le varianti)
quando la nuvola va alla montagna
il contadino posa la vanga (lascia la campagna),
quando la nuvola va al mare
il contadino va a zappare (lavorare).
e anche oggi, posa la vanga...
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LE STORIE DEGLI ALTRI
venerdì 25 ottobre 2013
"in fin dei conti...
... i figli ce li scegliamo, i genitori no".
che si può dire per consolare una figlia piena dei sensi di colpa verso una madre che in preda a demenza senile passa il suo tempo a rimproverarle cose che poi neanche ricorda di aver mai detto?
in effetti tra una figlia che ha appena partorito e una madre incattivita, a mio avviso, porsi il problema della scelta è già indice di contagio e confusione.
trattare con rispetto tutti, va bene, forse per i genitori vale anche un supplemento, ma insomma finire che quando si libera il posto all'ospizio rischia di finirci la figlia al posto dell'acida vecchietta, no.
quando venni a Meco me la ricordo che cantava canzoni improbabili davanti casa mentre scopava la strada o la ripuliva dalle erbacce, ma son due anni che ha smesso di fare sia l'una sia l'altra cosa.
ogni tanto ha qualche sprazzo di allora e con gli estranei è meno crudele che con la figlia, ma dura poco.
e così negli ultimi mesi c'è stato un tourbillon di badanti, diurne, notturne, a tempo pieno, a ore, minuti, occasioni, ogni tanto, ecc. ecc. tutte fatte fuori nel giro di un paio di giorni.
esaurite tutte le possibili combinazioni di utilizzo e incastro delle sparute signore giunte dalla città e di quelle oriunde, restavo solo io e cioè, di fatto, quella con i numeri più sfavorevoli a una soluzione duratura.
per ora sono ancora in fase di riserbo, diciamo in prova.
sono molto incerta se assumermi l'incarico che mi è stato proposto e cioè di dormire quattro notti su sette con la 'nonnina'.
intanto da stasera si passa alla fase due: mi porto il materasso gonfiabile perché il convento passa solo una chaise lounge comodissima per vegliare il 'morto' dato che consente un minimo riposo ma impedisce un minimo di sonno.
poi entro domenica provo la fase tre: staccare dal muro quella simpatica finta pendola capace di emettere un vero assordante ticchettio che trasforma la notte in un canyon in cui si son dati convegno tutti i martelli pneumatici del mondo con lo scopo di trapanarne il fondale.
in abbinamento alla terza, la quarta fase a sua volta sdoppiata in due obiettivi.
il primo: perché percorrere (rischiando ovviamente cadute e malori) tutta la casa per andare in bagno tre volte per notte dato che esistono le padelle?
e il secondo: perché sapendo che mi devi chiamare prima di alzarti, ti alzi cercando di evitare qualsiasi rumore con la speranza che io non me ne accorga e tu possa poi lamentarti che ti ignoro?
tanto comunque mi accorgo che hai smesso di russare come un mantice e quindi stai pensando o facendo qualcosa che non dovresti neanche pensare di fare.
quindi campanella.
se suoni mi alzo, se non suoni, cazzi tuoi.
se "in fin dei conti i figli ce li scegliamo i genitori no" vale per tua figlia, figurati quanto più vale per me che non ti sono nemmeno parente.
qualcosa mi dice che per un po' la cosa andrà avanti, piove sempre, quindi niente orto e di giorno posso recuperare le energie profuse di notte, e poi la sfida mi alletta...
mia madre è molto prossima alle condizioni in cui versa l'anziana, presto mi ritroverò in quelle di sua figlia e un po' di gavetta mi fa solo bene.
c'è un'altra massima che ho realizzato ultimamente...
è vero che i vecchi tornano bambini, ma...
sono ineducabili.
è una differenza mica da poco, se ci si pensa bene.
in pratica i vecchi hanno tutti i difetti dei bambini, capricci, dispetti, cattiveria, ecc, ecc, e nessuno dei loro pregi.
in più, se son fuori di testa, perdono anche di simpatia oltre che il fascino della saggezza.
se invece mantengono un po' di barlume è solo per rendersi consapevoli dell'inutilità della propria esistenza e quindi la fanno pagare il doppio a chi si prodiga per rendergliela meno greve.
posso accettare un sacrificio inumano per un figlio che disgraziatamente si trovi in stato di enorme difficoltà o per il coniuge, ma per un genitore no.
sarà che ho da restituirgli delle cure 'materiali', e per il resto niente, che mi viene spontaneo immaginare di 'dovergli' altrettanto... (sarà che sono una stronza, anche quello può essere) comunque sia sensi di colpa no.
se effettivamente uno/a fa tutto quel che può e non è mai abbastanza, pace!
in fondo è andata bene come scusa (per i genitori), perché dovrebbe essere diverso quando si passa a figli badanti?
l'ho chiesto io di nascere da te?
e se mi avessero scambiato all'ospedale?
che si può dire per consolare una figlia piena dei sensi di colpa verso una madre che in preda a demenza senile passa il suo tempo a rimproverarle cose che poi neanche ricorda di aver mai detto?
in effetti tra una figlia che ha appena partorito e una madre incattivita, a mio avviso, porsi il problema della scelta è già indice di contagio e confusione.
trattare con rispetto tutti, va bene, forse per i genitori vale anche un supplemento, ma insomma finire che quando si libera il posto all'ospizio rischia di finirci la figlia al posto dell'acida vecchietta, no.
quando venni a Meco me la ricordo che cantava canzoni improbabili davanti casa mentre scopava la strada o la ripuliva dalle erbacce, ma son due anni che ha smesso di fare sia l'una sia l'altra cosa.
ogni tanto ha qualche sprazzo di allora e con gli estranei è meno crudele che con la figlia, ma dura poco.
e così negli ultimi mesi c'è stato un tourbillon di badanti, diurne, notturne, a tempo pieno, a ore, minuti, occasioni, ogni tanto, ecc. ecc. tutte fatte fuori nel giro di un paio di giorni.
esaurite tutte le possibili combinazioni di utilizzo e incastro delle sparute signore giunte dalla città e di quelle oriunde, restavo solo io e cioè, di fatto, quella con i numeri più sfavorevoli a una soluzione duratura.
per ora sono ancora in fase di riserbo, diciamo in prova.
sono molto incerta se assumermi l'incarico che mi è stato proposto e cioè di dormire quattro notti su sette con la 'nonnina'.
intanto da stasera si passa alla fase due: mi porto il materasso gonfiabile perché il convento passa solo una chaise lounge comodissima per vegliare il 'morto' dato che consente un minimo riposo ma impedisce un minimo di sonno.
poi entro domenica provo la fase tre: staccare dal muro quella simpatica finta pendola capace di emettere un vero assordante ticchettio che trasforma la notte in un canyon in cui si son dati convegno tutti i martelli pneumatici del mondo con lo scopo di trapanarne il fondale.
in abbinamento alla terza, la quarta fase a sua volta sdoppiata in due obiettivi.
il primo: perché percorrere (rischiando ovviamente cadute e malori) tutta la casa per andare in bagno tre volte per notte dato che esistono le padelle?
e il secondo: perché sapendo che mi devi chiamare prima di alzarti, ti alzi cercando di evitare qualsiasi rumore con la speranza che io non me ne accorga e tu possa poi lamentarti che ti ignoro?
tanto comunque mi accorgo che hai smesso di russare come un mantice e quindi stai pensando o facendo qualcosa che non dovresti neanche pensare di fare.
quindi campanella.
se suoni mi alzo, se non suoni, cazzi tuoi.
se "in fin dei conti i figli ce li scegliamo i genitori no" vale per tua figlia, figurati quanto più vale per me che non ti sono nemmeno parente.
qualcosa mi dice che per un po' la cosa andrà avanti, piove sempre, quindi niente orto e di giorno posso recuperare le energie profuse di notte, e poi la sfida mi alletta...
mia madre è molto prossima alle condizioni in cui versa l'anziana, presto mi ritroverò in quelle di sua figlia e un po' di gavetta mi fa solo bene.
c'è un'altra massima che ho realizzato ultimamente...
è vero che i vecchi tornano bambini, ma...
sono ineducabili.
è una differenza mica da poco, se ci si pensa bene.
in pratica i vecchi hanno tutti i difetti dei bambini, capricci, dispetti, cattiveria, ecc, ecc, e nessuno dei loro pregi.
in più, se son fuori di testa, perdono anche di simpatia oltre che il fascino della saggezza.
se invece mantengono un po' di barlume è solo per rendersi consapevoli dell'inutilità della propria esistenza e quindi la fanno pagare il doppio a chi si prodiga per rendergliela meno greve.
posso accettare un sacrificio inumano per un figlio che disgraziatamente si trovi in stato di enorme difficoltà o per il coniuge, ma per un genitore no.
sarà che ho da restituirgli delle cure 'materiali', e per il resto niente, che mi viene spontaneo immaginare di 'dovergli' altrettanto... (sarà che sono una stronza, anche quello può essere) comunque sia sensi di colpa no.
se effettivamente uno/a fa tutto quel che può e non è mai abbastanza, pace!
in fondo è andata bene come scusa (per i genitori), perché dovrebbe essere diverso quando si passa a figli badanti?
l'ho chiesto io di nascere da te?
e se mi avessero scambiato all'ospedale?
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