.
(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

Visualizzazione post con etichetta Ben Webster e Coleman Hawkins. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ben Webster e Coleman Hawkins. Mostra tutti i post

domenica 19 giugno 2011

Satsuki


Si udì un annuncio.
"Stiamo per entrare in una zona di turbolenze. I passeggeri sono pregati di tornare ai loro posti e di mantenere le cinture allacciate".
Satsuki grondava di sudore. Le sembrava di essere cotta al vapore. Forse erano solo le sue abituali vampate. Chiese dell'acqua alla hostess che si occupava di lei. Poi tirò fuori dalla borsa un portapillole e mandò giù la dose di ormoni che aveva dimenticato di prendere. Non potè fare a meno di pensare per l'ennesima volta che il problema della menopausa era un ammonimento sarcastico (se non un dispetto) di Dio agli esseri umani che avevano allungato la durata della vita più del dovuto. Fino a poco più di cento anni prima, l'aspettativa media di vita non arrivava a cinquant'anni, e le donne ancora in vita venti o trenta anni dopo la fine delle mestruazioni erano casi rarissimi.
Satsuki era rimasta nell'albergo di Bangkok da sola anche dopo la fine del convegno. Il giorno dopo, di buon mattino, la limousine che doveva venire a prenderla arrivò davanti all'albergo come previsto.
- Mi chiami Nimit. Avrò l'onore di accompagnarla durante questa settimana, dottoressa.




Nimit aumentò leggermente il volume dello stereo: era l'assolo di un sax tenore dal timbro profondo.
"Nimit ascolta bene questo brano. Segui attentamente l'improvvisazione di Coleman Hawkins, nota per nota. Tendi bene l'orecchio per capire che cosa cerca di dirci con quelle note. Racconta la storia di uno spirito libero che tenta in tutti i modi di fuggire dal suo petto. Uno spirito come quello è dentro di me e dentro di te. Senti? Lo riconosci? Il suo sospiro caldo, il tremito del suo cuore?", diceva. io ascoltavo quella musica infinite volte tendendo l'orecchio riuscivo a riconoscere i suoni del suo spirito. Ma non so dire con certezza se io li percepissi davvero con le mie orecchie. Stando tanto a lungo con una persona, eseguendo i suoi ordini, in un certo senso si diventa un corpo e un'anima. Capisce cosa intendo dire?
- Credo di sì, _ rispose Satsuki.
- Dottoressa, avrei un favore da chiederle, - disse, guardandola attraverso lo specchietto retrovisore. - Un favore personale.
- Potrebbe darmi un'ora del suo tempo? C'è un posto che vorrei mostrarle.


Satsuki e la vecchia si sedettero al tavolo una di fronte all'altra, e Nimit di lato.
La vecchia allungò le mani e prese la destra di Satsuki. La vecchia le tenne stretta la mano fissandola negli occhi in silenzio per una decina di minuti (ma avrebbero anche potuto essere solo due o tre).
Poi finalmente la vecchia tirò un profondo sospiro e le lasciò la mano. Quindi rivolta a NImit, parlò per un po' con lui in thailandese. Nimit tradusse in inglese.
- Ha detto che dentro il suo corpo c'è una pietra. E' una pietra bianca e dura. Della grandezza del pugno di un bambino. Da dove sia venuta lei non sa dirlo.
- Una pietra? chiede Satsuki.
- Sulla pietra c'è scritto qualcosa, ma siccome è in giapponese, non è in grado di leggerlo. Sono dei caratteri piccoli, scritti con inchiostro nero. Siccome sono cose vecchie, è probabile che lei abbia vissuto per molti anni con loro. Lei deve buttare quella pietra da qualche parte. Se non lo fa, anche dopo che lei sarà morta e cremata, solo quella pietra resterà ancora.
- Presto farà un sogno, un sogno in cui apparirà un grande serpente. Il serpente verrà fuori piano piano da un buco nel muro. Un serpente verde, tutto ricoperto di squame. Quando sarà venuto fuori di almeno un metro, lei dovrà afferrarlo per il collo. Tenerlo stretto e non lasciarlo andare. Avrà un aspetto spaventoso, ma è innocuo. Perciò non dovrà aver paura. Lo tenga ben stretto con tutt'e due le mani. Lo stringa più forte che può, pensando che è la sua vita. Dovrà tenerlo stretto fino a quando non si sveglierà. Quel serpente ingoierà la sua pietra. Ha capito, vero?

- Ma che cosa...
- Dica: Ho capito, - disse Nimit con tono grave.
- Ho capito, - disse Satsuki.

- La prego dottoressa. Non deve aggiungere altro. Deve aspettare il sogno, dottoressa, - disse dolcemente Nimit, come se cercasse di farla ragionare. - In questo momento è necessario resistere. Butti via le parole. Le parole diventano pietre.


Nimit prese la tazza di caffè nella mano, ne bevve un sorso, poi tornò a posarla sul piattino, attento a non far rumore.
- Il mio capo norvegese era Lappone, - disse Namit. - Una volta mi parlò degli orsi polari. Di quali creature solitarie essi siano. Non si accoppiano che una volta all'anno. Una volta sola in un anno! Nel loro mondo non esistono relazioni, diciamo così, matrimoniali. Su quelle grandi distese ghiacciate due orsi, un maschio e una femmina, si incontrano per caso e lì avviene l'accoppiamento. Non si va tanto per le lunghe. Una volta consumato l'atto, il maschio si allontana di corsa dalla femmina come fosse arrabbiato, e fugge via dal luogo dell'accoppiamento. Scappa via a tutta velocità, e non si volta mai indietro. Dopodichè trascorrerà un anno in totale solitudine. Non esiste nessun rapporto di comunicazione, o di scambio. Nessun contatto di spirito. Questa è la storia degli orsi polari. Almeno secondo quanto mi raccontò il mio capo.
- Beh, è certamente una storia singolare, - commentò Satsuki.
- Quando la sentii, gli chiesi: "allora, per cosa vivono gli orsi polari?" A quella domanda, un sorriso divertito apparve sul suo volto.




Liberamente tratto da Tutti i figli di dio danzano (Murakami Haruki)
Sei incontri che possono cambiare il corso di una esistenza… Thailandia: una donna dopo un difficile divorzio si concede una vacanza a Bangkok e una vecchia le prevede un sogno… Sullo sfondo dei sei racconti lo sconvolgente terremoto di Kobe (1995).





segue qui CLICK