fine serie. dalla cucina economica al bidone della spazzatura.
spendiamo una fortuna per l'acquisto di generi alimentari zeppi di spazzatura che a loro volta vengono buttati nel bidone in dosi ancora troppo consistenti invece di essere donati prima della scadenza.
e così paghiamo tre volte: prima per comprarli, poi per averli ingeriti, e quindi doverci successivamente curare, e infine per buttarli.
come dice mia cugina, per risparmiare l'unica è mangiarsi direttamente la spazzatura e sperare che il comune ci faccia lo sconto.
(segue)
rivisto a distanza di quarant'anni, ovvio mi fa ricordare cose che allora mi erano sconosciute.
il nesso tra il post e il film è aleatorio e come sempre molto soggettivo.
certo è che, se è vero che siamo quello che mangiamo, ed è vero, questo spiega tante cose.
tra chi digiuna e chi si abbuffa è sempre corso cattivo sangue.
da ora in poi potremo anche osservare come il cibo spazzatura inciderà sugli umani.
da quel poco che si è potuto vedere gli effetti sono scadenti quanto il cibo che li alimenta.
la cucina, si dice anche, che sia specchio di civiltà e cultura e infatti le gozzoviglie ne hanno spenti tanti di imperi, ma paradossalmente, chi muore di fame è sempre vivo e resiste alle estinzioni delle società avanzate.
speriamo che il filo regga.
speriamo?
mah!
certo è che sembra stia per spezzarsi.
ma che filo è?
è il limite oltre il quale è tardi per le contromisure.
provvisoriamente _ ironicamente _ fugacemente _ instabilmente _ cinicamente _ p a r a l l e l a m e n t e_click
.
(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
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domenica 6 gennaio 2013
cugina ego?no,mica
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mercoledì 2 gennaio 2013
insane complicazioni
fine serie ovvero conclusioni momentanee, diciamo riavvii, o rinascite, che è meno drastico.
chissà se esiste un'idea comune di semplicità?
e chissà quando è stata inventata la complicazione?
probabilmente è figlia della curiosità quando ha incontrato la fantasia, ma come sia successo che poi ha preso la mano è un bell'interrogativo.
dev'esser stato perché qualcuno non credeva vero quel che infatti era solo immaginazione e così, nel dare forme tangibili al pensiero, ci si è spinti sempre più in là, fino a quando cervelli meno evoluti hanno applicato le regole dell'astrazione alle banalità.
rappresentare l'improbabile in modo da renderlo giustificato e studiare forme tali da descriverne in modo convincente aspetti che loro volta innescano la necessità di venire dimostrati e così via.
svolgendo indietro la pellicola si arriva a un'osteria, l'ora è imprecisatamente tarda.
un gruppo di buon temponi ubriachi rovescia nei bicchieri le ultime gocce di folli propositi, qualcuno ascolta nell'ombra e ne fa una teoria che mette in pratica e dal giorno dopo, comincia il film.
trova il suo pubblico. tutto può avere successo.
parte la serie, nuovi registi, nuovi interpreti, poi arrivano le controfigure.
la cosa si è spinta così oltre all'umano che occorre trovare dei folli più capaci della media di incarnare le gesta dei protagonisti.
attori che recitano l'attore che a sua volta recita un personaggio vero o inventato diventa comunque reale e riproducibile, basta mescolare qualche teoria e stratagemma al reale e ogni cosa può diventare credibile e allettante.
poco importa che tutto sia partito da un assurdo o da un paradosso, purché sia capace di colpire e far cassetta.
sto usando una metafora perché il riferimento è ad altro di diverso dal cinema che anzi considero giustamente un'arte a cui tutto è concesso.
penso invece alle insane complicazioni, alla loro irreversibilità e a quanto hanno modificato, nella radice, depotenziando le difese degli organismi che faticano a trovare, fuori dai machiavellici automatismi, le ragioni primarie dell'esistenza umana.
(segue)
Da uno a cinque darei due e mezzo a questo film, forse tre perché la fotografia alza la media.
Lo metto qui (perché messo a sè stante avrei dovuto spiegarlo) per via che verso la fine, chiude il cerchio avviato all'inizio con una domanda che ha un po' anche fare con l'ultima frase del post: "e tu sarai in grado di dirmi quale sia la cosa più importante: correre dietro a migliaia di desideri o conquistarne uno solo".
chissà se esiste un'idea comune di semplicità?
e chissà quando è stata inventata la complicazione?
probabilmente è figlia della curiosità quando ha incontrato la fantasia, ma come sia successo che poi ha preso la mano è un bell'interrogativo.
dev'esser stato perché qualcuno non credeva vero quel che infatti era solo immaginazione e così, nel dare forme tangibili al pensiero, ci si è spinti sempre più in là, fino a quando cervelli meno evoluti hanno applicato le regole dell'astrazione alle banalità.
rappresentare l'improbabile in modo da renderlo giustificato e studiare forme tali da descriverne in modo convincente aspetti che loro volta innescano la necessità di venire dimostrati e così via.
svolgendo indietro la pellicola si arriva a un'osteria, l'ora è imprecisatamente tarda.
un gruppo di buon temponi ubriachi rovescia nei bicchieri le ultime gocce di folli propositi, qualcuno ascolta nell'ombra e ne fa una teoria che mette in pratica e dal giorno dopo, comincia il film.
trova il suo pubblico. tutto può avere successo.
parte la serie, nuovi registi, nuovi interpreti, poi arrivano le controfigure.
la cosa si è spinta così oltre all'umano che occorre trovare dei folli più capaci della media di incarnare le gesta dei protagonisti.
attori che recitano l'attore che a sua volta recita un personaggio vero o inventato diventa comunque reale e riproducibile, basta mescolare qualche teoria e stratagemma al reale e ogni cosa può diventare credibile e allettante.
poco importa che tutto sia partito da un assurdo o da un paradosso, purché sia capace di colpire e far cassetta.
sto usando una metafora perché il riferimento è ad altro di diverso dal cinema che anzi considero giustamente un'arte a cui tutto è concesso.
penso invece alle insane complicazioni, alla loro irreversibilità e a quanto hanno modificato, nella radice, depotenziando le difese degli organismi che faticano a trovare, fuori dai machiavellici automatismi, le ragioni primarie dell'esistenza umana.
(segue)
Da uno a cinque darei due e mezzo a questo film, forse tre perché la fotografia alza la media.
Lo metto qui (perché messo a sè stante avrei dovuto spiegarlo) per via che verso la fine, chiude il cerchio avviato all'inizio con una domanda che ha un po' anche fare con l'ultima frase del post: "e tu sarai in grado di dirmi quale sia la cosa più importante: correre dietro a migliaia di desideri o conquistarne uno solo".
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martedì 1 gennaio 2013
il Drago tibetano
Dodici mesi
Ripensando a ieri
Afferro l'oggi
Gustando il domani
Ossimoro di vita
pensieri e parole del Drago, ospite momentaneo e ormai semi agonizzante del blog di Teti.
Come promesso alla partenza, fa sapere che è appena tornato alle cime del Tibet, da cui il 9 febbraio 2013 scenderà il Serpente.
Fonte degli haiku tibetani CLICK
Fonte per le foto CLICK
>>>>> INDICE GENERALE
Ripensando a ieri
Afferro l'oggi
Gustando il domani
Ossimoro di vita
pensieri e parole del Drago, ospite momentaneo e ormai semi agonizzante del blog di Teti.
Come promesso alla partenza, fa sapere che è appena tornato alle cime del Tibet, da cui il 9 febbraio 2013 scenderà il Serpente.
Lieve d’anima
a spaziare preghiere
in cima al sole
.
Due gocce gli occhi
oltre il bordo del dubbio
a segnalare
.
Sbiancati gli occhi
di neve e spazio attendo
l’atteso sempre
a spaziare preghiere
in cima al sole
.
Due gocce gli occhi
oltre il bordo del dubbio
a segnalare
.
Sbiancati gli occhi
di neve e spazio attendo
l’atteso sempre
Basta un respiro
periferia del mondo
ed è massacro
a maniglie di cielo
la neve ai piedi
picchi capovolti
sopra la morte
.
.
Di un’altra sete
il buio scavalcato
la tua sorgente
il sangue si fa ladro
e rughe scuce
.
.
Un batter d’occhi
un po’ di sogno forse
o di paura
.
Libera d’anni
dove s’allarga il tempo
e sviene l’io
.
.
Profumo d’erba
tra quiete caviglie
a rovistare
che sul ciglio del fiume
mangia il suo pane
Qui sottocielo
risponderà il mio cuore
al no cinese?
oltre il tempo e l’inganno
oltre la fine
.
.
Ho visto l’alba
aprirsi come giglio
e farsi morte
.
Si stacca e cade
un tranello di neve
ultimo frutto
un corteo di dubbi
un morso lento
.
.
Anima mia
dalla tua idea del mondo
cadi felice
.
Ti sono accanto
a scucire parole
logore e vuote
.
Canti smarriti
tra le erbe del prato
vuoi che li cerchi?
.
.
Vorrei tu fossi
un figlio della spada
e non fantasma
scorri sempre
verso l’Assoluto?
Fonte per le foto CLICK
>>>>> INDICE GENERALE
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domenica 8 aprile 2012
La Volpe
La Volpe (dal 6 aprile all'3 maggio)
I nativi sono nobili per natura; hanno un’innata vocazione nel rendersi utili. I volpe hanno un cuor d’oro, sanno arrivare nel profondo delle persone e sapere quello che uno ha, facendogli una radiografia dell’anima, senza dire una parola.
Sono abbastanza tradizionalisti: dalla vita si aspettano di sposarsi, formare una famiglia, avere un buon lavoro, comprarsi una casa e poterla vivere coi propri figli.
Il loro modo di vivere è semplice e senza troppe pretese; è probabile che i volpe abbiano scoperto il segreto della felicità: non è necessario essere eccentrici e milionari, solo l’amore dà la vera felicità.
La donna Volpe può apparire indecifrabile, che è una delle sue caratteristiche maggiori, si adatta con facilità alle diverse situazioni che la vita offre, anche se si sente meglio in luoghi semplici e con poche pretese. A volte si trova in difficoltà per il suo essere loquace e spontanea. Ha un cuore libero, le piacciono gli hippy e si innamora di personaggi ribelli: anche se sposa un marito tradizionale, nel suo cuore conserva questa eterna passione.
L'uomo Volpe: in gioventù è ribelle e fatica ad adattarsi alle regole. Si ribella di fronte alle ingiustizie ed è sempre in lotta per i diritti propri e degli altri. Ha una visione romantica della vita.
A volte pecca nell’essere troppo sognatore, con idee che non corrispondono alla realtà. Si prefigge obiettivi troppo grandi correndo il rischio di vivere di sogni, senza piedi sulla terra.
In amore e in amicizia: gli animali-segno con cui hanno maggior feeling sono i nati sotto la Luna dello Scorpione (dal 23 agosto al 19 settembre) e quelli della Lucertola (dal 13 dicembre al 9 gennaio), con questi si sentirà a proprio agio e mostrerà la propria anima.
Potrà associarsi con il Serpente ( dal 2 al 29 maggio), che lo aiuterà a inserirsi nel lavoro, e col Gufo (dal 18 ottobre al 14 novembre) di cui si innamora per l'originalità e lo stile di vita, pazzo e libero, come avrebbe sempre desiderato essere.
e con oggi si chiude il cerchio avviato un anno fa sull'oroscopo Maya, l'indice si trova qui CLICK alla testa o alla coda del serpente.
(questo blog sembra uno zoo da quanti riferimenti si trovano sugli animali reali e non).
(questo blog sembra uno zoo da quanti riferimenti si trovano sugli animali reali e non).
domenica 10 aprile 2011
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