12 rappresentanti delle forze dell'ordine (compreso il corpo dei vigili dal fuoco) deceduti nel corso dello scorso anno durante il servizio (fonte).
eppure il vero problema per i ministri preposti dovrebbe essere l'allarmante dato che riguarda episodi di violenza gratuita anche a danno di famigliari con esiti mortali e quello relativo all'incremento, anche in altri paesi, dei suicidi che, nel maggio 2019 aveva già superato del doppio il totale dei decessi tra le forze dell'ordine (guardie carcerarie comprese) dello scorso anno (fonte).
e poi ci sono morti a cui nessuno tributa onori o funerali eclatanti.
per la statistica 3,1 al giorno (festivi compresi) in crescita anche quest'anno (fonte).
persone che hanno preferito evitare il rischio insito nella scelta di aderire a professioni o carriere ad alto rischio come appunto le forze dell'ordine o l'esercito, preferendo la tranquilla routine di un lavoro 'sicuro', meno eroico, ma comunque capace di rendere dignitosa l'esistenza e invece hanno perso la vita prematuramente per distrazione, sviste, incuria e tanti altri motivi a cui vanno aggiunti coloro i quali si sono spenti per malattie conseguenti alla loro professione.
provvisoriamente _ ironicamente _ fugacemente _ instabilmente _ cinicamente _ p a r a l l e l a m e n t e_click
.
(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
Visualizzazione post con etichetta LIBERAMENTE. Mostra tutti i post
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lunedì 29 luglio 2019
venerdì 5 luglio 2019
liberateli, liberateli!!
già i termini della minaccia rivelano fuori da ogni dubbio, anche alle menti meno brillanti, che i migranti che stazionano in libia siano detenuti invece che liberamente transitanti.
poi la strage che li vede trattati come strumento di scarsissimo valore per far leva sulle dinamiche e i disequilibri delle politiche migratorie.
infine, magari ci fosse l'arrivo in massa di ottomila esseri umani (in fondo poca cosa) fosse anche solo per dar ragione (per una volta) al presuntuoso vicepremier ("vogliono venire in italia per rompere le balle a me (...) vadano in tunisia" (ecc. ecc.) e creargli così il definitivo scompenso di una mente già fortemente provata tanto da portarlo a chiedersi "cosa bisogna fare in italia per finire in galera?" (ecc. ecc.).
domanda che per altro ci poniamo in tanti quando lo sentiamo blaterare o giochiamo il 49 al lotto (sempre che non abbia deciso di bandirlo anche dalle lotterie).
prendiamolo in parola e facciamogli credere che i migranti e tutti coloro che dissentono o 'sanno e non vogliono tacere' esistano solo per dargli fastidio, così che l'esasperazione lo porti a esternazioni di una tale gravità da rendere inevitabile la sua rimozione da un incarico che palesemente non gli si confà.
poi la strage che li vede trattati come strumento di scarsissimo valore per far leva sulle dinamiche e i disequilibri delle politiche migratorie.
infine, magari ci fosse l'arrivo in massa di ottomila esseri umani (in fondo poca cosa) fosse anche solo per dar ragione (per una volta) al presuntuoso vicepremier ("vogliono venire in italia per rompere le balle a me (...) vadano in tunisia" (ecc. ecc.) e creargli così il definitivo scompenso di una mente già fortemente provata tanto da portarlo a chiedersi "cosa bisogna fare in italia per finire in galera?" (ecc. ecc.).
domanda che per altro ci poniamo in tanti quando lo sentiamo blaterare o giochiamo il 49 al lotto (sempre che non abbia deciso di bandirlo anche dalle lotterie).
prendiamolo in parola e facciamogli credere che i migranti e tutti coloro che dissentono o 'sanno e non vogliono tacere' esistano solo per dargli fastidio, così che l'esasperazione lo porti a esternazioni di una tale gravità da rendere inevitabile la sua rimozione da un incarico che palesemente non gli si confà.
mercoledì 26 giugno 2019
caduta di stile
sbruffoncella...
ma no; niente cadute di stile.
me la segno con le altre che un giorno gli precipiteranno sulla testa tutte insieme, se poi gli capitasse mentre viaggia su un natante che prende fuoco al largo senza nessuno che possa soccorrerlo, beh... mica è colpa mia!
domenica 26 agosto 2018
59.999.999
batti e ribatti, e ribatti e batti coi botti.
"possono arrestare me ma non la voglia di 60 milioni di italiani..." tanto per puntualizzare, anche se capisco il senso dell'approssimazione, ci tengo a segnalare che la mia voglia è più quella di vedere una condanna a seguito dell'indagine avviata, quindi mi tolgo volentieri dal conteggio del ministro degli interni.
"possono arrestare me ma non la voglia di 60 milioni di italiani..." tanto per puntualizzare, anche se capisco il senso dell'approssimazione, ci tengo a segnalare che la mia voglia è più quella di vedere una condanna a seguito dell'indagine avviata, quindi mi tolgo volentieri dal conteggio del ministro degli interni.
venerdì 17 agosto 2018
Night and Day
è un po' monotono seguire la diretta in tempi in cui molti preferiscono brevi comunicati e sintetici twitter, ma io lo trovo un mezzo assolutamente appropriato a 'carpire' le informazioni utili a formarmi un'opinione.
in pancia scorrono gli aggiornamenti, ma con pazienza arrivano anche interviste e pareri che trovo utile ascoltare in presa diretta e integrale per la ragione di cui sopra.
e mentre si lavora notte e giorno instancabilmente, i media sintetizzano, deviano, strumentalizzano, seguono correnti e travisano a seconda di come tirano il vento e le vendite...
domani i funerali.
se fossi stata sul ponte durante la caduta
avrei sperato che i miei parenti accettassero i funerali di stato
così da poter urlare, tramite loro e di tutti quelli che parteciperanno.
avrei voluto un funerale rivoluzionario,
tutti che gridano fortissimo, imprecando agli dei e agli uomini.
tiferei per chi lancia monetine e insulti, perché sarei morta
e avrei perso tutto,
ma starei comunque meglio di chi è restato.
mercoledì 6 giugno 2018
via da google
sto sperimentando due diversi motori di ricerca: ecosia che teoricamente pianta alberi ogni tot di traffico e duckduckgo che, sempre teoricamente, dovrebbe essere immune dall'odiosa pratica della tracciazione.
anche blogger sta 'rischiando grosso' per via dei cambiamenti che prendono a pretesto l'aggiornamento delle norme sulla privacy, ma la pigrizia credo mi ostacolerà nel trasloco definitivo nel già abbozzato blog alternativo.
l'input all'abbandono è stato il rifacimento delle pagine dedicate alle news, confusionarie e piene zeppe di argomenti di presunto interesse per la detentrice del terminale, cioè io.
il web mi strozza, o per lo meno tenta di farlo, ingabbiandomi in recinti blindati da cui (forse) potrei evadere solo volando.
ma anche in cielo ci sono occhi e funi che ti catturano per riportarti da dove sei venuto.
la realtà dei fatti è sconfortante e la sua narrazione lo è ancora di più.
la libertà di pensiero si può ancora esercitare.
sì.
nel silenzio e nell'isolamento.
il confronto porta solo conflitto e frustrazione.
a fare da argine alle minacciose intenzioni del nuovo governo resta solo la sua stessa incapacità e gli intoppi di un collaudato sistema di cavilli perniciosi.
altre reazioni: non pervenute.
quasi viene da rimpiangere il tempo del governo tambroni costretto a dimettersi per la sollevazione popolare contro la sua idea di alleanza con il partito della destra fascista di almirante.
anestetizzati dal veloce battutismo dei politici ci illudiamo che basti una risata per esorcizzare le loro intenzioni, salvo accorgerci, solo a posteriori, che ci siamo già finiti dentro e che potremmo essere chiamati in correità da quelli che avranno la fortuna di nascere dotati di una risvegliata coscienza, senso di responsabilità e di un minimo di decenza.
anche blogger sta 'rischiando grosso' per via dei cambiamenti che prendono a pretesto l'aggiornamento delle norme sulla privacy, ma la pigrizia credo mi ostacolerà nel trasloco definitivo nel già abbozzato blog alternativo.
l'input all'abbandono è stato il rifacimento delle pagine dedicate alle news, confusionarie e piene zeppe di argomenti di presunto interesse per la detentrice del terminale, cioè io.
il web mi strozza, o per lo meno tenta di farlo, ingabbiandomi in recinti blindati da cui (forse) potrei evadere solo volando.
ma anche in cielo ci sono occhi e funi che ti catturano per riportarti da dove sei venuto.
la realtà dei fatti è sconfortante e la sua narrazione lo è ancora di più.
la libertà di pensiero si può ancora esercitare.
sì.
nel silenzio e nell'isolamento.
il confronto porta solo conflitto e frustrazione.
a fare da argine alle minacciose intenzioni del nuovo governo resta solo la sua stessa incapacità e gli intoppi di un collaudato sistema di cavilli perniciosi.
altre reazioni: non pervenute.
quasi viene da rimpiangere il tempo del governo tambroni costretto a dimettersi per la sollevazione popolare contro la sua idea di alleanza con il partito della destra fascista di almirante.
anestetizzati dal veloce battutismo dei politici ci illudiamo che basti una risata per esorcizzare le loro intenzioni, salvo accorgerci, solo a posteriori, che ci siamo già finiti dentro e che potremmo essere chiamati in correità da quelli che avranno la fortuna di nascere dotati di una risvegliata coscienza, senso di responsabilità e di un minimo di decenza.
martedì 18 luglio 2017
solo i bla bla rimediano al peggio senza fine nel continuo riaprirsi di vecchie e profonde ferite
mai fatto prima, ma siccome capita che un semplice link, nel tempo, porti a una pagina inesistente, questa volta mi avvalgo della normativa vigente in materia di riproduzione di testi, pubblicando integralmente l'articolo di Marco Preve su Repubblica.
Finiti i cinque anni di interdizione per i dirigenti responsabili dei falsi della scuola Diaz. Alla Cedu lo Stato racconta la "mezza verità" di sanzioni disciplinari quasi beffarde
di MARCO PREVE
Domani saranno passati 16 anni dall'inizio del summit del G8 di Genova del 2001. Ma pochi giorni fa il calendario annotava un'altra data importante: ai primi di luglio sono infatti scaduti i cinque anni di interdizione dai pubblici uffici ai quali erano stati condannati, come pene accessorie, alcuni dei 25 tra alti dirigenti della polizia e capireparto della celere condannati per i pestaggi, i falsi verbali e le prove fasulle relativi all'irruzione nella scuola Diaz.
Alcuni dei protagonisti della vicenda che, scrissero i giudici di Cassazione "hanno gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero" starebbero in queste ore per indossare nuovamente la divisa della polizia. Altri lo hanno già fatto.
La scadenza si intreccia con un passaggio molto duro dell'ultima sentenza, relativa ai fatti della Diaz, con cui la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha nuovamente condannato l'Italia per l'assenza del reato di tortura (la legge, tra mille contestazioni, è stata approvata pochi giorni fa). Un passaggio che stigmatizza una delle molte "mezze verità" raccontate dal Governo italiano ai giudici europei.
Tra gli imminenti rientri ci sono quelli di tre figure di primo piano, seppur con responsabilità diverse. A cominciare da Pietro Troiani, il vicequestore che portò materialmente dentro la Diaz le due bottiglie molotov, trovate e sequestrate nel pomeriggio in un'aiuola di corso Italia, che nei verbali costruiti ad arte si trasformarono nelle armi "trovate sul posto" che inchiodavano i black bloc.
Un altro condannato che sarebbe pronto a tornare in servizio è Gilberto Caldarozzi, un passato da cacciatore di mafiosi e capo del Servizio centrale operativo al momento della condanna definitiva. Caldarozzi ha lavorato per le banche e poi è stato chiamato come consulente della sicurezza a Finmeccanica dal suo vecchio capo, il presidente del colosso di stato, Gianni De Gennaro.
E anche se sono passati cinque anni è da vedere se lascerà il suo nuovo incarico Filippo Ferri, il più giovane dei dirigenti condannati, figlio dell'ex ministro e fratello del sottosegretario alla giustizia, capo della squadra mobile di Firenze al momento in cui scattò l'interdizione. Ferri è attualmente responsabile della sicurezza del Milan e per alcuni mesi riconquistò le prime pagine dei giornali per essere diventato l'angelo custode di Mario Balotelli e poi, nel 2015, per essere stato scortato allo stadio del capoluogo toscano da una pattuglia della locale Digos.
Tra gli altri possibili rientri anche quelli di altri condannati per i falsi verbali (le accuse per le lesioni gravi vennero prescritte anche se restano valide per i risarcimenti civilistici) Salvatore Gava ex dirigente di squadra mobile che oggi lavora per Unicredit, attività manageriale starebbe svolgendo anche un altro condannato per la Diaz, quel Fabio Ciccimarra che è stato condannato in appello (prescritto in Cassazione) per sequestro di persona per i fatti del G7 di Napoli alla Caserma Raniero, sempre nel 2001, e ancora Spartaco Mortola ex capo della Digos di Genova.
Altri condannati ottennero però dal Tribunale del riesame il beneficio dell'affidamento ai servizi sociali per i mesi da scontare, procedura che cancella l'interdizione.
Senza parlare poi dei capisquadra del reparto mobile, ovvero i responsabili della "macelleria messicana" secondo la definizione del loro vicequestore Massimiliano Fournier, i quali, dovendo rispondere "solo" di lesioni gravi e prescritte, dalla polizia non se ne sono mai andati via. Come tutti gli agenti picchiatori che, nonostante la presenza dei migliori investigatori quella notte alla Diaz, non vennero mai identificati.
E poi c'è il caso del caposquadra Massimo Nucera condannato a 3 anni e cinque mesi per falso e lesioni (queste ultime prescritte) che a natale del 2013 era stato condannato dal Consiglio provinciale di disciplina della polizia ad una sospensione dello stipendio di un mese ma un anno dopo l'allora capo della polizia Alessandro Pansa la ridusse a 47 euro.
Chissà cosa avrebbero scritto nella loro sentenza i giudici della Cedu se avessero saputo dell'esiguità, quasi beffarda, della sanzione. Qualche dubbio però devono comunque averlo avuto a leggere la sentenza recentemente pubblicata, che rappresenta la seconda pesante condanna dell'Italia incapace, per decenni, di sanzionare i torturatori e i superiori che li coprono, come nelle vicende Diaz e Bolzaneto.
I giudici che hanno disposto un risarcimento per un gruppo di manifestanti picchiati e arrestati alla Diaz scrivono: "Quanto alle sanzioni nei confronti dei funzionari di polizia il Governo italiano ha informato la Corte, senza per altro fornire dettagli, che tutto il personale implicato è stato sottoposto a misure disciplinari che hanno portato ad una sospensione dal servizio per periodi determinati, in concomitanza con sanzioni pecuniarie proporzionate al salario individuale.… alcuni sono stati sanzionati con l'interruzione del servizio o con il blocco delle carriere".
Inutile ricordare che le uniche sanzioni disciplinari di cui si ha conoscenza
sono quelle che per legge può infliggere - per un massimo di sei mesi di sospensione - la Corte d'Appello ai poliziotti che ricoprono il ruolo di agenti di polizia giudiziaria e i 47 euro con cui si punì un poliziotto che finse di aver ricevuto una coltellata.
Quanto al blocco delle carriere, i principali condannati come Franco Gratteri e Giovanni Luperi raggiunsero le posizioni apicali della polizia di mentre il processo nei loro confronti era ancora in corso
.
Alcuni dei protagonisti della vicenda che, scrissero i giudici di Cassazione "hanno gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero" starebbero in queste ore per indossare nuovamente la divisa della polizia. Altri lo hanno già fatto.
La scadenza si intreccia con un passaggio molto duro dell'ultima sentenza, relativa ai fatti della Diaz, con cui la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha nuovamente condannato l'Italia per l'assenza del reato di tortura (la legge, tra mille contestazioni, è stata approvata pochi giorni fa). Un passaggio che stigmatizza una delle molte "mezze verità" raccontate dal Governo italiano ai giudici europei.
Tra gli imminenti rientri ci sono quelli di tre figure di primo piano, seppur con responsabilità diverse. A cominciare da Pietro Troiani, il vicequestore che portò materialmente dentro la Diaz le due bottiglie molotov, trovate e sequestrate nel pomeriggio in un'aiuola di corso Italia, che nei verbali costruiti ad arte si trasformarono nelle armi "trovate sul posto" che inchiodavano i black bloc.
Un altro condannato che sarebbe pronto a tornare in servizio è Gilberto Caldarozzi, un passato da cacciatore di mafiosi e capo del Servizio centrale operativo al momento della condanna definitiva. Caldarozzi ha lavorato per le banche e poi è stato chiamato come consulente della sicurezza a Finmeccanica dal suo vecchio capo, il presidente del colosso di stato, Gianni De Gennaro.
E anche se sono passati cinque anni è da vedere se lascerà il suo nuovo incarico Filippo Ferri, il più giovane dei dirigenti condannati, figlio dell'ex ministro e fratello del sottosegretario alla giustizia, capo della squadra mobile di Firenze al momento in cui scattò l'interdizione. Ferri è attualmente responsabile della sicurezza del Milan e per alcuni mesi riconquistò le prime pagine dei giornali per essere diventato l'angelo custode di Mario Balotelli e poi, nel 2015, per essere stato scortato allo stadio del capoluogo toscano da una pattuglia della locale Digos.
Tra gli altri possibili rientri anche quelli di altri condannati per i falsi verbali (le accuse per le lesioni gravi vennero prescritte anche se restano valide per i risarcimenti civilistici) Salvatore Gava ex dirigente di squadra mobile che oggi lavora per Unicredit, attività manageriale starebbe svolgendo anche un altro condannato per la Diaz, quel Fabio Ciccimarra che è stato condannato in appello (prescritto in Cassazione) per sequestro di persona per i fatti del G7 di Napoli alla Caserma Raniero, sempre nel 2001, e ancora Spartaco Mortola ex capo della Digos di Genova.
Altri condannati ottennero però dal Tribunale del riesame il beneficio dell'affidamento ai servizi sociali per i mesi da scontare, procedura che cancella l'interdizione.
Senza parlare poi dei capisquadra del reparto mobile, ovvero i responsabili della "macelleria messicana" secondo la definizione del loro vicequestore Massimiliano Fournier, i quali, dovendo rispondere "solo" di lesioni gravi e prescritte, dalla polizia non se ne sono mai andati via. Come tutti gli agenti picchiatori che, nonostante la presenza dei migliori investigatori quella notte alla Diaz, non vennero mai identificati.
E poi c'è il caso del caposquadra Massimo Nucera condannato a 3 anni e cinque mesi per falso e lesioni (queste ultime prescritte) che a natale del 2013 era stato condannato dal Consiglio provinciale di disciplina della polizia ad una sospensione dello stipendio di un mese ma un anno dopo l'allora capo della polizia Alessandro Pansa la ridusse a 47 euro.
Chissà cosa avrebbero scritto nella loro sentenza i giudici della Cedu se avessero saputo dell'esiguità, quasi beffarda, della sanzione. Qualche dubbio però devono comunque averlo avuto a leggere la sentenza recentemente pubblicata, che rappresenta la seconda pesante condanna dell'Italia incapace, per decenni, di sanzionare i torturatori e i superiori che li coprono, come nelle vicende Diaz e Bolzaneto.
I giudici che hanno disposto un risarcimento per un gruppo di manifestanti picchiati e arrestati alla Diaz scrivono: "Quanto alle sanzioni nei confronti dei funzionari di polizia il Governo italiano ha informato la Corte, senza per altro fornire dettagli, che tutto il personale implicato è stato sottoposto a misure disciplinari che hanno portato ad una sospensione dal servizio per periodi determinati, in concomitanza con sanzioni pecuniarie proporzionate al salario individuale.… alcuni sono stati sanzionati con l'interruzione del servizio o con il blocco delle carriere".
Inutile ricordare che le uniche sanzioni disciplinari di cui si ha conoscenza
Quanto al blocco delle carriere, i principali condannati come Franco Gratteri e Giovanni Luperi raggiunsero le posizioni apicali della polizia di mentre il processo nei loro confronti era ancora in corso
.
mercoledì 2 novembre 2016
venerdì 6 maggio 2016
diritto e rovescio
Martin van Meytens, artista alla corte austriaca del '700, introduce l'argomento.
nessuno può fare a meno di citare la necessità di possederne un po'...
soprattutto quando si pensa al denaro, alla fortuna e al successo.
e spesso si esagera, suscitando ilarità...
o raccapriccio, anche sonoro, se è vero che l'estrazione della penna produce suoni ben immaginabili.
anche questa versione c'è da chiedersi chi mai potrebbe indossarla, magari alternata a quella successiva?
perché il tema è scivoloso...
ma anche appetitoso...
e sempre intrigante.
ce ne sono che fanno luce,
quelli d'autore
e se è scarso, c'è pronto il trucco.
basta stare attenti perché è un attimo finire da così:
a così:
lunedì 11 aprile 2016
nuovi edifici che crollano *
è un bis, è che 'a volte ritornano'...
Sono in fuga da masse oltraggiate attraverso selve sono giunto alla fine attendo ormai da tempo all'ingresso muto e senza un piano.
Dapprima c'è una tempesta ma te non ti ha portato via.
Poi c'è un terremoto ma nemmeno questo ti ha coinvolto.
Mi metterò a tirare le radici, da sotto, con tanta violenza che prima o poi il mondo sovrastante dovrà per forza mettersi in moto.
Col de ma ma daqua un lieve sussurro sommesso.
Una voce fluttuante di silenzio.
E se venissero terribili masse d'acqua so per certo che nessuna coinvolgerebbe te.
Piovessero persino meteoriti tu, semplicemente, non vi prenderesti parte.
Mi metterò a tirare così forte le ventidue radici finché il mondo sovrastante dovrà mettersi in moto.
Alzo la voce nel mio controcanto finché dal sussurro non venga fluttuando a me la risposta.
* traduzione letterale del nome del gruppo musicale
Sono in fuga da masse oltraggiate attraverso selve sono giunto alla fine attendo ormai da tempo all'ingresso muto e senza un piano.
Dapprima c'è una tempesta ma te non ti ha portato via.
Poi c'è un terremoto ma nemmeno questo ti ha coinvolto.
Mi metterò a tirare le radici, da sotto, con tanta violenza che prima o poi il mondo sovrastante dovrà per forza mettersi in moto.
Col de ma ma daqua un lieve sussurro sommesso.
Una voce fluttuante di silenzio.
E se venissero terribili masse d'acqua so per certo che nessuna coinvolgerebbe te.
Piovessero persino meteoriti tu, semplicemente, non vi prenderesti parte.
Mi metterò a tirare così forte le ventidue radici finché il mondo sovrastante dovrà mettersi in moto.
Alzo la voce nel mio controcanto finché dal sussurro non venga fluttuando a me la risposta.
* traduzione letterale del nome del gruppo musicale
lunedì 9 marzo 2015
venerdì 16 gennaio 2015
greta e vanessa
alias le due gemelle insopportabilmente siamesi in ogni fotoscatto pre_sequestro sono a casa.
bene a prescindere dalle polemiche sul riscatto_non riscatto, resta che qualcosa nello sguardo di Greta mi suscita qualche riflessione sul post_rapimento.
occhi che sembrano dire: "non sto a dire, ma poi ve lo dico".
che sia incinta?
lo dico senza particolare morbosità, ma secondo me potrebbe essere.
secondo pronostico?
nel caso, terrà il bambino.
e in ogni caso, nel caso, e c'è il caso di 'rapiti violati' anche se gli italici esempi, noti anche nelle lande desolate e meconiche, escludono il caso odierno trattandosi di rappresentanti del genere forte resta che, in ogni caso, sia solo una mia impressione, sicuramente smentita dal proseguo degli accertamenti.
e ci mancherebbe!
in un mondo dove, se si assalta una microbica redazione parigina si sollevano le masse ma non si muove foglia davanti a numeri a due zeri di giornalisticidi di area putiniana e (quasi) nessuno fa cenno della posizione che so? cinese? in tema diritti&Co. o si contesta un libro (forse profetico) colpevole di aver visto le stampe in concomitanza dell'evento (citato in apertura della frase).
ho perso il filo, ma ci torno sù.
bene a prescindere dalle polemiche sul riscatto_non riscatto, resta che qualcosa nello sguardo di Greta mi suscita qualche riflessione sul post_rapimento.
occhi che sembrano dire: "non sto a dire, ma poi ve lo dico".
che sia incinta?
lo dico senza particolare morbosità, ma secondo me potrebbe essere.
secondo pronostico?
nel caso, terrà il bambino.
e in ogni caso, nel caso, e c'è il caso di 'rapiti violati' anche se gli italici esempi, noti anche nelle lande desolate e meconiche, escludono il caso odierno trattandosi di rappresentanti del genere forte resta che, in ogni caso, sia solo una mia impressione, sicuramente smentita dal proseguo degli accertamenti.
e ci mancherebbe!
in un mondo dove, se si assalta una microbica redazione parigina si sollevano le masse ma non si muove foglia davanti a numeri a due zeri di giornalisticidi di area putiniana e (quasi) nessuno fa cenno della posizione che so? cinese? in tema diritti&Co. o si contesta un libro (forse profetico) colpevole di aver visto le stampe in concomitanza dell'evento (citato in apertura della frase).
ho perso il filo, ma ci torno sù.
martedì 23 dicembre 2014
l'immortale
sono mesi che penso a un post su Paolo Poli, finalmente ho trovato un'intervista a tutto campo che serva da pretesto, perché di mio avrei poco da dire, altro che sempre, quando lo vedo, mi sale il sorriso e si alleggerisce il core.
di recente è uscito un'audio libro con le ricette dell'Artusi lette da lui (ne parla qui, ne consiglio la visione, tanto è breve), ma più che ammirarlo come artista, la mia passione è per come è, come si pone rispetto alla vita e a tutto ciò che ne fa parte, con agilità e sagacia ineguagliabili in ogni tempo.
domenica 21 dicembre 2014
non ho sonno
le cinque giornate dell'opera dracula in3d erano state un trauma phenomenale nel profondo rosso delle tenebre dell'inferno con due occhi diabolici de il fantasma dell'opera con la sindrome di stendhal in giallo come suspiria mentre l'uccello dalle piume di cristallo e il gatto a nove code giocavano a quattro mosche di velluto grigio, la terza madre disse a il cartaio: non ho sonno.
ho voluto dare il mio contributo al toto presidente e dopo aver a lungo meditato sono giunta a una candidatura, a mio avviso, perfetta: dario argento.
avrei preferito più giovane e donna, ma i suoi punti di forza sono tali da renderlo imbattibile.
intanto il cognome bene augurante, poi è un regista, e di horror, che per questo paese è appropriatissimo.
è conosciuto nel mondo, asia compresa, ed è ecologista (per via dell'altra figlia: fiore).
estraneo alla politica, abbastanza fuori di testa e taciturno ma quando parla nessuno capisce cosa ha detto, si fa vedere poco e comunque quando lo fa ti viene di girarti dall'altra parte.
già lo vedo in tv, all'ombra di una candela con un rivolo di sangue dalle labbra e il panettone con i vermi sul tavolo, nel saluto di fine anno sulle note dell'inno rivisitato dai goblin...
i corsivi sono i titoli dei suoi film.
ho voluto dare il mio contributo al toto presidente e dopo aver a lungo meditato sono giunta a una candidatura, a mio avviso, perfetta: dario argento.
avrei preferito più giovane e donna, ma i suoi punti di forza sono tali da renderlo imbattibile.
intanto il cognome bene augurante, poi è un regista, e di horror, che per questo paese è appropriatissimo.
è conosciuto nel mondo, asia compresa, ed è ecologista (per via dell'altra figlia: fiore).
estraneo alla politica, abbastanza fuori di testa e taciturno ma quando parla nessuno capisce cosa ha detto, si fa vedere poco e comunque quando lo fa ti viene di girarti dall'altra parte.
già lo vedo in tv, all'ombra di una candela con un rivolo di sangue dalle labbra e il panettone con i vermi sul tavolo, nel saluto di fine anno sulle note dell'inno rivisitato dai goblin...
i corsivi sono i titoli dei suoi film.
giovedì 20 febbraio 2014
Europa
geograficamente parlando... già! sembra facile...
intanto bisogna distinguere tra geografia fisica e politica.
questa è l'Europa segnata da fiumi, monti e mari ed è una cosa.
poi c'è quella disegnata dalla politica.
ma non solo. esistono almeno altre quattro Europa.
quella dell'Unione Europea, attualmente composta da 28 Stati...
... quella dell'Eurozona che vede oggi (in azzurro) 18 Stati membri...
... quella di Schengen, diciamo tra 22 a 26 Stati a seconda dei vari distinguo...
... e quella del Consiglio d'Europa (47 Paesi) che ci riporta più o meno alle prime due cartine e cioè a dire che le restanti (mappe) sono una sorta di artificio viziato da interessi, cultura, tradizioni, antipatie/simpatie, e tutta l'ampia gamma di fattori che differenziano una Nazione, e le sue etnie, dall'altra.
Ora, si può dire che l'Europa sia in pace o che debba intervenire sugli Stati che pressano ai suoi confini politico/economici o come diavolo li vogliamo intendere?
Bosnia, Turchia e soprattutto Ucraina sono in agitazione.
Hanno fame? Sono mossi dagli stessi interessi e faccende dei loro governanti?
Ne so troppo poco per esprimermi, ma una cosa mi pare evidente, sia in questi conflitti e sia in quelli dell'altra sponda del Mediterraneo.
A muovere le rivolte sono fattori etici: libertà di espressione, di scelta (religiosa, sessuale, ecc.) e diritti umani più che un mero problema di pagnotta.
Esattamente il tipo di contestazione che stenta a partire qui in Italia, dove insieme alla focaccia ingoiamo la qualunque come fosse miele.
E lo strano è che a Kiev si guardi a Ovest come esempio di democrazia, libertà e pace.
Così com'è paradossale che da Ovest si guardi a Est con estraneità e senso di superiorità.
Oltre i confini artificiali e artificiosi c'è un uguale sentire, e un diverso reagire, ma considerati i diversi aspetti che concorrono a formare il tutto, la possibilità che a prevalere sia il conflitto invece della ragione è piuttosto probabile anche in aree diverse da quelle ritenute calde.
il fotomontaggio della piazza Maidan di Kiev, prima e dopo gli scontri, sembra preludere al nascere di una spaccatura di vecchio stampo: una parte alla Russia e l'altra all'Occidente, Usa compresi.
intanto bisogna distinguere tra geografia fisica e politica.
questa è l'Europa segnata da fiumi, monti e mari ed è una cosa.
poi c'è quella disegnata dalla politica.
ma non solo. esistono almeno altre quattro Europa.
... quella di Schengen, diciamo tra 22 a 26 Stati a seconda dei vari distinguo...
... e quella del Consiglio d'Europa (47 Paesi) che ci riporta più o meno alle prime due cartine e cioè a dire che le restanti (mappe) sono una sorta di artificio viziato da interessi, cultura, tradizioni, antipatie/simpatie, e tutta l'ampia gamma di fattori che differenziano una Nazione, e le sue etnie, dall'altra.
Ora, si può dire che l'Europa sia in pace o che debba intervenire sugli Stati che pressano ai suoi confini politico/economici o come diavolo li vogliamo intendere?
Bosnia, Turchia e soprattutto Ucraina sono in agitazione.
Hanno fame? Sono mossi dagli stessi interessi e faccende dei loro governanti?
Ne so troppo poco per esprimermi, ma una cosa mi pare evidente, sia in questi conflitti e sia in quelli dell'altra sponda del Mediterraneo.
A muovere le rivolte sono fattori etici: libertà di espressione, di scelta (religiosa, sessuale, ecc.) e diritti umani più che un mero problema di pagnotta.
Esattamente il tipo di contestazione che stenta a partire qui in Italia, dove insieme alla focaccia ingoiamo la qualunque come fosse miele.
Così com'è paradossale che da Ovest si guardi a Est con estraneità e senso di superiorità.
Oltre i confini artificiali e artificiosi c'è un uguale sentire, e un diverso reagire, ma considerati i diversi aspetti che concorrono a formare il tutto, la possibilità che a prevalere sia il conflitto invece della ragione è piuttosto probabile anche in aree diverse da quelle ritenute calde.
il fotomontaggio della piazza Maidan di Kiev, prima e dopo gli scontri, sembra preludere al nascere di una spaccatura di vecchio stampo: una parte alla Russia e l'altra all'Occidente, Usa compresi.
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