Tralasciando le passioni immediate, quelle per intenderci tipo che lei ha un profilo lungo sei chilometri dove ripete lo stesso identico messaggio:
NON CERCO AVVENTURE, MISURE PARTICOLARI, ASTENERSI SENZA FOTO E BLOG
descrivendosi tanto minutamente da poter diventare concreta, reale e antipatica come poche prima di finire la lettura e un lui anonimo, senza foto, profilo immacolato che le scrive in privato subito dopo aver sbirciato le foto dicendo:
SEI UNA DONNA INTERESSANTE, HO VOGLIA DI CONOSCERTI, MI PIACI.
Tralasciando questi casi, dicevo, ho notato che intorno ai due mesi di conoscenza virtuale può scattare improvvisa una passione tale da ubriacare un masso piantato in un giardino zen.
E puntualmente quando finalmente ti decidi a metterti in gioco, puf! torni peggio della tua peggior descrizione di te stessa/o e in più ti senti scornato/a (n pratica la crisi del terzo mese raramente viene superata e la cosa finisce com'era cominciata).
E io mi diverto e dico io ci sono, io ci sto!
E ditemi se mi sono mai lamentata di cadere in queste trappole!
Io ci sto, tu ci stai?
Sono una frana a incoraggiare e stuzzicare virtualmente il lato erotico maschile, sbuffo, perdo la pazienza, sono primitiva, diretta, empirica con me ne se parla solo dopo la prova del 9 nudi in un letto nel silenzio, meglio se piove, dopo aver preso l'impronta fisica uno dell'altra aderendo millimetricamente una all'altro per un tempo di indefinibile durata.
Poi, nel caso se ne può parlare.
ps sono una frana e non mi interesso neanche tanto di robe erotiche (come le chiamo io) ma questa canzone è piuttosto chiara del modo che intendo e in cui ritengo di essere (al di là del portone) e le poesie, bèh__ dicono che sono speciali in quel senso. Mi fido.
Penso scriverò un Haiku o un Tanka da mandare all'interessato, ci sto pensando.
Per ora gli mando questo avviso, in via del tutto eccezionale e poi torno, prometto, ai proverbi cinesi, allo zen e alle cose che mi fan compagnia.
Omaggio ai miei fianchi
(Lucille Clifton – USA/Africa)
questi fianchi sono fianchi larghi
hanno bisogno di spazio
in cui girarsi.
non ci stanno in piccoli
spazi meschini. questi fianchi
sono fianchi liberi.
non vogliono essere trattenuti.
questi fianchi non saranno mai schiavi,
vanno dove vogliono andare
fanno ciò che vogliono fare.
questi fianchi sono fianchi possenti.
questi fianchi sono fianchi magici.
ho saputo che sono capaci
di fare un incantesimo a un uomo
e farlo girare come una trottola!
hanno bisogno di spazio
in cui girarsi.
non ci stanno in piccoli
spazi meschini. questi fianchi
sono fianchi liberi.
non vogliono essere trattenuti.
questi fianchi non saranno mai schiavi,
vanno dove vogliono andare
fanno ciò che vogliono fare.
questi fianchi sono fianchi possenti.
questi fianchi sono fianchi magici.
ho saputo che sono capaci
di fare un incantesimo a un uomo
e farlo girare come una trottola!
I gatti come gli angeli
(Marge Piercy – USA)
I gatti come gli angeli dovrebbero essere magri;
i maiali e i cherubini dovrebbero essere grassi.
La gente sta di solito nel mezzo, un nodo
d’osso che sporge dal ginocchio che vorresti
imbottire, un rotolo di ciccia che s’affaccia
alla cintura. Ti autopunisci,
una di quelle palle di gomma che hanno i bambini
che rimbalzano sempre sulla
paletta, ripicchiando sulla stessa superficie.
Vorresti essere snella e liscia
come una saetta.
Quando ero giovane
amavo uomini spinosi con ghigni ascetici
tutti gomiti e parole e cartilagini
costoluti come chiglie grigio-nebbia sulla riva,
facce taglienti che accecano
come lame lucenti, menti
rivolti al saccheggio come prore Egee.
Ora cerco uomini le cui pance serene
mostrano piacere per la carne e per la tavola,
uomini che vengono in cucina
e si siedono, che non pensano che pelando patate
gli diventi piccolo; uomini con dita
larghe e palle violette come fichi,
uomini con rughe sgualcite e l’aspetto
stropicciato adatto ai letti recentemente
usati bene.
Non ci è richiesto
di sembrare dei quattordicenni malnutriti
malgrado quello che impone
la moda. Tu sei fatto per tirare un carretto,
per sollevare un carico pesante e reggerlo,
e trascinarlo lungo la salita, e sono così
anch’io, corpi contadini, rustici, solidi
belle pentole d’argilla scura che sopportano
bene il fuoco. Quando mettiamo le pance
insieme non facciamo rumori metallici
rimbalziamo sulla tappezzeria buona.



