quanto poco mi è sempre piaciuto il circo.
mi sfugge la magia di esseri ammaestrati che eseguono manovre assurde e poco divertenti a meno di essere spettatori sadici o famigliole ipocrite e isteriche.
per me potrebbero chiudere tutti.
quelli con gli animali e quelli di soli umani.
cosa diversa la natura gitana, zingara o rom che dir si voglia, i giostrai di una volta, i saltimbanchi e i mimi ai semafori, i cantastorie e cantaserenate, le marionette, i pupi e i burattini che raccontano le fiabe che sanno far piangere i bambini.
ma di quelli, quanto poco è rimasto?
e, soprattutto, ne ho piene le tasche di circensi che pretendono di ammaestrare genti, leggi, opposizioni coniando nuovi termini, ad esempio 'agibilità' dei condannati a fare come se niente fosse.
nani pagliacci, in avanzato stato di decomposizione, senza un briciolo di buon gusto né senso della misura e quel po' di intelligenza da capire che è meglio alzare le tende e andare.
e allora, dico io, anzi lo ridico, chiudiamo le carceri.
se la legge vale per tutti allo stesso modo rendiamo o manteniamo per tutti l'agibilità' a delinquere.
lasciamogli il paese in mano e andiamo il più in fretta possibile in malora.