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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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venerdì 29 luglio 2011

Diario della Noia

lunedì 25

tediosissimo attraversare la città per una visita medica e scoprire che non ti hanno avvisato che l'appuntamento è saltato!


martedì 26

un'uggia veemente muove fin dal mattino la giornata che si annuncia anche "piùggiosa".

vinco il tedio e vado in spiaggia dove mi annoio mollemente fino alla sera.


mercoledì 27

Indignata per sta noia fastidiosa coltivo ore d'ozio e di niente senza nemmeno una pretesa o una voglia.


giovedì 28

noia galvanizza sbadiglio e contagio

ecco allora che infine la mascella,

se non rieducata con un legaccio,

rimane come nella posa di espirare l'ultimo anelito

prima che il tempo scarnifichi i resti

del mio teschio sbadigliante e lo deponga

con gli altri morsi spezzati dalla noia (*)


venerdì 29

aspetto annoiata la sanie di un noioso weekend.



(*) gli animali avevano tutti la bocca spalancata, come si fossero messi d'accordo, e fissavano la parete di fronte con le orbite vuote.
(la fine del mondo e il paese delle meraviglie (**) di murakami haruki pag. 32)

(**) Un libro pieno di richiami e casualità su cui tornerò sù, intanto sto meditando sul resto e cioè sulla parte che non ha collegamenti immediati che è poi la maggiore e forse la più interessante perchè appunto non ha dove portare.


Post e noia sono condivisi QUI!



noia [nò-ia]


dal latino: [in odio] odioso, da cui il latino parlato [inodiosus].


Da un senso di disinteresse, di fastidio, di inerzia nasce un astio che nelle sue forme profonde si contorce simile all'odio: questa è la noia.

Non ha l'esoterismo dello spleen, né la serenità della pigrizia - ma uno sprone che punge e fa rigirare alla disperata ricerca del non ripetitivo, del nuovo, dell'interessante.

Non vivendo più ai tempi di Leopardi, in cui effettivamente trovare il non ripetitivo, il nuovo, l'interessante poteva essere un serio problema, la noia resta la cifra di chi non abbia progetti e non coltivi interessi di stupore partecipe, di chi viva pesando sul divano come un sacco di patate, con un tenore sentimentale di fondo di disagio e disprezzo odioso - con gli orizzonti troppo stretti o un culo troppo pesante anche solo per sognare un riscatto.

La noia esiste solo nel cuore di chi la provi, e per sua piena responsabilità.


venerdì 8 luglio 2011

Doppio Scellerato


scellerato di un barista che non capisci: non lo voglio un doppio caffè shakerato!
deprecabile equivoco, meschino e vile, abominevole e sconcio barista immondo.
Protervo individuo dal deplorevole gusto ed esecrabile indecenza che rende odioso e ripugnante oltre che spregevole il piacere di un semplice, elementare doppio scellerato.

e voi? loschi e abietti individui che avete da guardare e ascoltare come profanatori sacrileghi e iconoclasti me che parlo con lui?

non avete altri luoghi schifosi e turpi dove portare le vostre anime maligne e perfide?
non avete da vituperare altri riprovevoli e disgustosi vostri simili o da disonorare e condannare ai vostri biasimi i veri colpevoli indecorosi e indegni del tristo assassinio di parole e i loro significati?

quale empio ignobile sentimento vi trastulla ad assistere con animo malvagio all'infame bestemmiatore dannato e malevolo che alberga in questi sciagurati luoghi?

maledetto reprensibile istinto delittuoso e crudele (iniquamente blasfemo ride bieco, lo scellerato).



post collegato a Le cose che stanno dietro


Buongiorno da unaparolaalgiorno.it
La parola di oggi è:
scellerato
[scel-le-rà-to]

SIGN Malvagio, infame, macchiato di atroci delitti

dal latino: [scelus] delitto, empietà.

Una parola così pesante che è un peccato non usarla in senso ironico.
Perché è vero, lo scellerato rappresenta l'empietà più vertiginosa, l'abominio più ignobile, lo sconcio più turpe e perfido che si possa osare di immaginare. Ma nel momento in cui davvero si incontri un male tale da poterlo nominare autenticamente scellerato, scegliere la parola adatta diventa l'ultimo dei problemi.
Quindi, anche in virtù della preziosa vivacità del suono di questa parola, è meglio se ironicamente scellerato diventa il ragazzetto discolo che invece di studiare se ne corre con le ginocchia sbucciate, il professore che durante l'esame di giustizia amministrativa ti chiede le declinazioni latine, il fratello che ti ha saccheggiato il frigorifero, il figlio che ti lascia la macchina a secco.