lunedì 25
tediosissimo attraversare la città per una visita medica e scoprire che non ti hanno avvisato che l'appuntamento è saltato!
martedì 26
un'uggia veemente muove fin dal mattino la giornata che si annuncia anche "piùggiosa".
vinco il tedio e vado in spiaggia dove mi annoio mollemente fino alla sera.
mercoledì 27
Indignata per sta noia fastidiosa coltivo ore d'ozio e di niente senza nemmeno una pretesa o una voglia.
giovedì 28
noia galvanizza sbadiglio e contagio
ecco allora che infine la mascella,
se non rieducata con un legaccio,
rimane come nella posa di espirare l'ultimo anelito
prima che il tempo scarnifichi i resti
del mio teschio sbadigliante e lo deponga
con gli altri morsi spezzati dalla noia (*)
venerdì 29
aspetto annoiata la sanie di un noioso weekend.
Post e noia sono condivisi QUI!
noia [nò-ia]
dal latino: [in odio] odioso, da cui il latino parlato [inodiosus].
Da un senso di disinteresse, di fastidio, di inerzia nasce un astio che nelle sue forme profonde si contorce simile all'odio: questa è la noia.
Non ha l'esoterismo dello spleen, né la serenità della pigrizia - ma uno sprone che punge e fa rigirare alla disperata ricerca del non ripetitivo, del nuovo, dell'interessante.
Non vivendo più ai tempi di Leopardi, in cui effettivamente trovare il non ripetitivo, il nuovo, l'interessante poteva essere un serio problema, la noia resta la cifra di chi non abbia progetti e non coltivi interessi di stupore partecipe, di chi viva pesando sul divano come un sacco di patate, con un tenore sentimentale di fondo di disagio e disprezzo odioso - con gli orizzonti troppo stretti o un culo troppo pesante anche solo per sognare un riscatto.
La noia esiste solo nel cuore di chi la provi, e per sua piena responsabilità.