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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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martedì 9 agosto 2011

Niente di personale, infatti

(purtroppo) Non è la fine del mondo quella vera, ma qualcosa che finisce nel niente (ma non quello vero).
Un'altra estate che passa pensando, massì divertiamoci o almeno evadiamo per tre settimane.
Spendiamo tutto quello abbiamo e che non sappiamo se continueremo ad avere.

Questo ho visto nella città invisibile di mare che sta al centro di un arco, nel punto esatto dove si incocca la freccia rivolta a nord est.
Nel buio dei vicoli o dall'altra parte della freccia, come preferite, la feccia ovvero gli invisibili, L'80% della popolazione del mondo che è qui affianco e integrata o disintegrata nel "loro" mondo.
Il mio è tra l'uno e l'altro.
Lo spazio che intercorre tra i due mondi e cioè la scissione di qualcosa che in realtà dovrebbe essere tutt'uno.
Quell'inmezzo è come non esistesse eppure tra due oggetti c'è sempre una distanza, fosse anche quella tracciata dalla lama di un coltello!
Beh, deve essere una idea proprio balzana pensare di occupare quello spazio perchè sono anni che lo frequento e non ci ho incontrato mai nessuno.





Tutto dipende da un difetto di comunicazione delle aree cerebrali che controllano lo stress e le emozioni negative: quando due parti dell'emisfero non "parlano" tra loro allora inizia il panico (Fonte)

ma pensa! e io che credevo fosse colpa della crisi economica globale o della povertà, la guerra, l'ingiustizia, le discriminazioni ecc ecc!


questo post ha a che vedere

Orizzontale 83 (il cruciverbone dell' estate)

giovedì 4 agosto 2011

niente di personale 3

se ci sono segreti il niente è solo apparente. anche le cose che sai ma non sai dire impediscono al niente di essere vero.
i segreti, le cose non dette perché "per discrezione non te lo dico" (oggi si usa: la privacy) balle. non hai il fegato per dire che lo sai anche tu quel segreto, lo sanno tutti e ognuno fa come se non lo sapesse.
poi ti sbagli, dimentichi, ti incarti e l'altro/a che lo sa e sta lì attento/a a vedere chi sbaglia per primo lo capisce che ormai non è più un segreto.
io diffido da chi mi chiede di mantenere un segreto per sempre.
posso giurare il falso sulla mia testa o su una mia gamba ma perché ci vedo la logica del tempo che serve a capire e fidarsi, non di più.
di più mi stufo al pensiero. ma perché dovrei far finta di qualcosa quando non vedo la differenza con quella evidente?
e io aspetto, prendo per vera quella che è un segreto (che quindi reale non è, come un asso nella manica che nessuno deve sapere che lo hai, ma quando lo tiri fuori sbanchi tutto e allora chi non ce l'ha passa un gran brutto quarto d'ora).
prendo per vera la reticenza, il silenzio, l'omertà, mi dico: non ha niente da dire e io cosa dovrei fare?
lo faccio diventare un niente vero.
lo so che detto così non si capisce niente. ne sto parlando con me.
niente di personale 3


niente di personale 2

niente è una cosa seria, prendi lo zen e il tao, ma comunque, se sali su un taxi guidato da un rasta e gli dici portami nel niente, se ti va bene ti offre due tiri di una canna, ma per il resto crederai mica che funzioni o che sia un problema di tariffa o di tempo?

posso fare un sacco di esempi di cose che funzionano bene se non provi a parlarne.

quella che piace di più in assoluto è l'amore e non c'è verso che la capiscano che più la citi e meno la trovi.

ma lascia le frasi incerte e spezzate, no? oppure stai zitto/a che i sentimenti migliori si trasmettono e capiscono meglio a stare zitti che a dirli!

vanno vissuti e toccati e passati sulla e dentro la pelle, il resto è fuffa!

cosa stai lì a impelagare discorsi che tanto alla fine si vede benissimo che sono (ac)campati per aria e scampati per sbaglio all'ultima intenzione mal riposta in qualcuno che tirava su se stesso per il bavero attaccato a una corda legata a sua volta a una pietra in cerca di un posto dove affondare!

se il niente fosse tutte le cose che vengono dette per dirlo, o anche solo la minima parte, sarebbe un sacco di roba, se l'amore fosse come quello che viene descritto saremmo già estinti.

come se le cose non fossero già abbastanza (ag)gravate pare che per forza si debba aggiungere tribolazione per arrivare al niente e all'amore (che tanto poi sono un po' la stessa cosa).

allora prima di questi due estremi ce ne saranno di cose!

la stima, la considerazione, l'ascolto, la solidarietà, l'affetto, il languore, la fame, la sete, il vino, la droga, il fastidio, il Caso!

non è che per il bello si fanno tante questioni. si accetta che è soggettivo, si dice "a me piace" apposta per restare nel vago ed evitare dissapori e conflitti, ma non si passa nel Lete per apprezzare il piacere del bello!

allo stesso modo al niente perché deve sempre abbinarsi il vuoto pauroso, il buco nero universale, lo sconforto, l'annullamento di forze, passioni e sana energia?

alla fine si fà un torto anche all'angoscia, presa e tirata a mezzo ogni qual volta si è un po' incerti.

come se quando fa male un dente ci si facesse ingessare tutta la testa o una gamba.

voglio dire, ci sono momenti di niente e ci sono momenti di pura energia. considerare gli uni staccati dagli altri e opposti tra loro, perchè?

e chi lo ha detto?

prendi il silenzio, anche quello spesso vien visto con sospetto, come a dire che bisogna per forza socializzare o vomitare qualsiasi cosa al pubblico.

invece io ci son delle cose che al più le racconto a una persona o anche a nessuno e allora?

non so, io non so dove sto andando. so che sto per arrivare da qualche parte.

e allora può essere che smetta di andare dov'ero ieri.

tanto vado, quando arrivo saprò dove sono e ve lo faccio sapere.