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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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domenica 9 luglio 2017

patrimoni di giornata

neanche il tempo di realizzare il post sulle faggete che arriva un altro riconoscimento unesco: le opere di difesa veneziane tra il XVI e il XVII secolo.
un sito seriale transnazionale che comprende Croazia e Montenegro e per l'Italia: Palmanova, Bergamo e la fortezza di Peschiera del Garda (località già inserita nella lista per altri patrimoni dal 2011).
a questo punto urge un riepilogo della giornata...

lunedì 25 agosto 2014

palladian style

Andrea di Pietro della Gondola, detto Palladio, lo dico subito mi è sempre piaciuto meno di altri.
Niente di personale, ovvio (anzi ho riso parecchio leggendo il nome della sua sposa, Allegradonna, del di lei padre, Marcantonio, e della nobile presso cui lavorava, tal Poiana) è il suo stile che mi piace poco, ne apprezzo di più i disegni e la teoria, ma riconosco che sia un pilastro portante dell'architettura e della storia dell'arte, tutta.
Comunque, Andrea va a bottega tredicenne e di sicuro una laurea non ce l'ha quando appena ventitreenne progetta il primo di una sfilza di cantieri da far invidia a Renzo Piano (che comunque lo batte alla grande).
Una novantina le opere realizzate o portate a termine postume, alcune perdute e distrutte, ma la gran parte vive e vegete.
Strano che, nonostante la febbrile attività, si sia spento in condizioni economiche modeste e nel totale disinteresse dai coevi in una data imprecisabile e vaga.
Personaggio evidentemente schivo, dato che sono incerte anche le sue fattezze.


Vicenza è tra i siti con il maggior numero di monumenti protetti dall'unesco (47) il che appare un po' paradossale se si pensa a Roma o a Firenze, questione di assegnazione, suppongo, in alcuni casi si è andati a blocco, in altri a dettaglio.
In questo caso, la città è stata inserita nei patrimoni nel 1994 e, successivamente (1996), il riconoscimento è stato esteso a tutto il territorio regionale così da includere il maggior numero delle ville realizzate dall'architetto veneto.

lunedì 6 gennaio 2014

odio e amo

Particolare della pala di Andrea Mantegna nella Basilica di San Zeno














Odio e amo.
Come sia non so dire.
Ma tu mi vedi qui crocifisso
al mio odio ed amore.

Caio Valerio Catullo



Ne hanno raccolte cinquantacinque (poesie d'amore e d'odio) scritte a suo tempo dal poeta della città che ha dato i natali a Ippolito Pindemonte, Emilio Salgari e un altro paio di personaggi noti a tutti.



L'importante è restare entro le vecchie mura, perché fuori da quelle, Verona (patrimonio Unesco dal 2000) perde del tutto quel fascino che le viene solitamente attribuito.



E' soprattutto nelle piccole città che i confini tra il nuovo e l'antico diventano così sottili che varcarli è un attimo, basta uno sguardo.



Dal generale al particolare c'è una dimensione intermedia che spesso tradisce entrambi.



La riva opposta dell'Adige, ad esempio.
Come fosse un'altra città, una qualunque.





Soprattutto mi chiedo: 
'ma dov'è la tomba di Romeo?'


domenica 29 dicembre 2013

Déodat de Dolomieu

è al geologo francese del settecento che si deve la scoperta del fascino delle montagne (patrimonio unesco dal 2009) che da lui prendono il nome, benchè la loro costruzione derivi dal triassico.



Dolomiti "la più bella opera d'architettura del mondo" (Le Corbusier)

"Dolomiti, con le loro bellezze bizzarre e pur profondamente incantatrici…" (P. Grohmann)

"Dolomiti care, incanto delle Alpi, gemme del mondo, superba fusione dell'orrido con il divino, sublime architettura di un paesaggio da sogni". (Giovanni Sala, capitano degli alpini)

"La guerra sulle Dolomiti è stata forse la più meravigliosa fra le campagne di guerra ... dev'essere stato come prendere d'assalto il cielo". (Herbert George Wells)


“Nell’insieme esse conferiscono al paesaggio un’aria di originalità e di sublime grandiosità che può essere compiutamente apprezzata solo da chi le ha viste.” (John Murray)

"Monti Pallidi secondo la leggenda ricoperti di una trama di fili di luce lunare dai nani silvani per evitare la nostalgia alla principessa della luna scesa sulla terra per amore di un principe delle Dolomiti". (K.F. Wolff)

“Avvicinatevi, vi prego, esaminate questo spettacolo che senza ombra di dubbio è una delle cose più belle, potenti e straordinarie di cui questo pianeta disponga. Sono pietre o sono nuvole? Sono vere oppure un sogno? (Dino Buzzati)

a margine una domanda.
possibile che vi siano ancora 'esperti di montagna' che sciano fuori pista dopo una nevicata ignorando bellamente il fatto che nove su dieci la loro bravata produca una valanga che li sommerge?

lunedì 2 dicembre 2013

i palazzinari del neolitico

Su un totale di 937 siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, noti ad oggi, 111 sono patrimonio Unesco, dal 2011.
Il maggior numero è in Svizzera (56), mentre in Italia se ne contano 19.



Molina di Ledro, Ledro (TR) Trentino Alto Adige
I villaggi palafitticoli sono una delle più importanti fonti archeologiche per lo studio delle prime società agrarie in Europa tra il 5000 e il 500 a.C. e le interazioni fra i gruppi umani delle regioni intorno alle Alpi in particolare.
Fiavé-Lago Carera, Fiavè (TR) Trentino Alto Adige
Le condizioni di conservazione in ambiente umido hanno permesso la sopravvivenza di materiali organici che contribuiscono in modo straordinario a comprendere i cambiamenti significativi durante il Neolitico e l'Età del Bronzo in Europa.
Palù di Livenza – Santissima, Polcenigo (PN) Friuli Venezia Giulia dove, oltre alla fase tardo neolitica, attualmente maggiormente documentata, sembra ce ne sia stata una più antica nel Paleolitico superiore (tra 12.000-10.000 a.C. circa) e nel Mesolitico finale (7.000-6.000 a.C. circa) come sembrano attestare alcuni strumenti in selce. 


Laghetto della Costa,  Arquà Petrarca (PD) Veneto, noto anche come 'laghetto delle sette fontane' e citato nelle 'Ultime lettere di Jacopo Ortis', ha caratteristiche molto particolari. Nelle vicinanze è poi possibile visitare una necropoli databile tra il II e I sec. a.C. ricca di reperti celtici.


Lugana Vecchia, Peschiera del Garda (VR) Veneto
Grazie alla notevole quantità ed importanza dei risultati scientifici, le palafitte restituiscono un’immagine precisa e dettagliata del mondo della prime comunità agricole in Europa, in particolare della vita quotidiana, delle pratiche agricole, dell’allevamento degli animali domestici e delle innovazioni tecnologiche. L’arco temporale di 4000 anni, coperto dalla serie, coincide con una delle fasi più importanti della storia recente dell’umanità: la nascita delle società moderne. 

Belvedere, Peschiera del Garda (VR) Veneto, con i suoi trentamila metri quadrati di estensione è forse, tra i siti presenti nel lago, il meglio conservato e probabilmente abitato in tutte e tre le Età del Bronzo.  


Frassino, Peschiera del Garda (VR) Veneto
Oggi, grazie alla dendrocronologia (datazione per mezzo degli anelli di accrescimento degli alberi) possiamo datare con precisione gli elementi architettonici in legno consentendo di analizzare in dettaglio l’organizzazione spaziale interna dei villaggi preistorici lungo un ampio arco cronologico. I siti palafitticoli sono le migliori fonti archeologiche di cui al momento si dispone per conoscere le culture preistoriche.

Tombola, Cerea (VR) Veneto, una delle pochissime località in cui sono stati rinvenuti reperti utili allo studio sistematico dei materiali terramaricoli.
Due le tipologie più note: la palafitta “su bonifica" realizzata in sponda all'acqua su un'impalcatura appoggiata al terreno, e quella “aerea”, eretta su impalcature sospese sopra il pelo dell’acqua. 


VI.1-Emissario, Azeglio (BL) Veneto.
I siti palafitticoli di Viverone rappresentano le migliori fonti archeologiche di cui al momento si dispone per conoscere le culture preistoriche e, non a caso, è stato proprio questo piccolo borgo biellese il luogo di studio prescelto per approfondire la conoscenza delle popolazioni che qui, centinaia di anni addietro, si insediarono. 

Lavagnone, Desenzano del Garda (BS) Lombardia, dove ha sede il Museo Giovanni Rambotti, politico e mecenate a cui si devono la ricerca e la raccolta di un gran numero di reperti palafitticoli della zona anche se la collezione più nutrita si trova al Museo di Storia di Vienna.


San Sivino, Gabbiano, Manerba del Garda (BS) Lombardia
Buona parte dei reperti sono però invisibili perchè sommersi dall'acqua ma anche dal limo.
Tuttavia sono numerosi i convegni in cui si parla di progetti per riportarli alla luce.


Lucone, Polpenazze del Garda (BS) Lombardia
In particolare, lo scorso fine maggio è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra i comuni italiani sede dei siti palafitticoli per favorire la loro tutela e salvaguardia (mentre il resto cade a pezzi, nda). 



Lagazzi del Vho, Piadena (CR) Lombardia
... e quando, come nel caso di Piadena, i progetti diventano realtà, ciò attira l'interesse di scolaresche ed escursionisti che possono approfittare per visitare le altre zone archeologiche di cui il Garda è 'ricco'.


Bande - Corte Carpani, Cavriana (MN) Lombardia
Castellaro Lagusello - Fondo Tacoli, Monzambano (MN) Lombardia

Nel mantovano si possono trovare ricostruzioni 'didattiche' delle palafitte, ma è soprattutto il Trentino che si distingue dal resto in quanto a varietà e quantità di materiali e cimeli.


Isolino Virginia-Camilla-Isola di San Biagio, Biandronno (VA) Lombardia
Luogo ameno per le ricchezze naturali che può essere apprezzato anche in bici tra laghi, isolotti, palafitte e oasi faunistiche... 

Bodio centrale o delle Monete, Bodio Lomnago (VA) Lombardia


Il Sabbione o settentrionale, Cadrezzate (VA) Lombardia
e anche in questo caso bisogna crederci sulla parola... e il pensiero va ovviamente a Venezia.
quasi mi viene da scommettere che tra un paio di secoli potrebbe assomigliare, e di molto, alla foto qui a fianco.


Mercurago, Arona (NO) Piemonte è il luogo di ritrovamento della prima palafitta italiana (1860)... ma l'area archeologica non è accessibile poiché situata nel mezzo della palude.
In compenso, pare che nella stagione invernale, ghiacci e quindi possa essere 'pattinata' (che poi è una bella soddisfazione pattinare su una palafitta...)

lunedì 21 ottobre 2013

corte sconta

quadri invece delle foto perché l'elemento che caratterizza la città e la sua laguna è impalpabile e per tanto ho pensato di rappresentarlo cercando di rendere al meglio il paesaggio naturale raccontato con la propria umidità. ogni tela (cliccando sulla foto si ingrandisce) dice di una visione che guarda alla stessa realtà pur essendo diversa per ciascuno e così tanto da cambiare in funzione del tempo della vita in cui s'attraversa.





















Questa era Venezia, la bella lusinghiera e ambigua, la città metà fiaba e metà trappola, nella cui atmosfera corrotta l’arte un tempo si sviluppò rigogliosa, e che suggerì ai musicisti melodie che cullano in sonni voluttuosi.
Thomas Mann

Patrimonio unesco dal 1987 

mercoledì 7 agosto 2013

ecco lo sapevo


è il più antico orto botanico universitario del mondo (1545) e, come si evince dalla stampa, ha struttura circolare.
ora, dovendolo ampliare, cosa c'è di meglio di corredarlo di strutture cubitali?


il progetto vincitore della gara si trova, per esteso, qui: click (e lo strapazzerei per bene io lo strappazzon, firmatario dello stupro).
vuol dire che per vederlo, bisognerà prendere un aereo e andare nel Bronx, dove l'orto (patrimonio dell'umanità unesco dal 1997) è stato fedelmente riprodotto.

foto del clone

vale la pena di fare una visita quantomeno al suo sito, di gran lunga più dettagliato e informativo di quello dell'originale a padova.

ora dico: ma com'è possibile approvare un ampliamento che in una botta sola ignori la natura intrinseca del luogo e il più elementare senso estetico?
la natura è per sua natura morbida, la struttura preesistente anch'essa fondata sulla rotondità e armonia, perché accostare gabbie trasparenti parallelepipeidali?
come se per restaurare pompei si scegliesse di erigere dei grattacieli.
fermo qui la mia indagine per evitare di scoprire che, per far spazio, abbiano abbattuto qualche albero secolare o fatto erba bruciata di aiuole di rare specie fiorite.

aggiornamento della fine dei lavori di riadattamento (ottobre 2013)