.
(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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domenica 9 luglio 2017

patrimoni di giornata

neanche il tempo di realizzare il post sulle faggete che arriva un altro riconoscimento unesco: le opere di difesa veneziane tra il XVI e il XVII secolo.
un sito seriale transnazionale che comprende Croazia e Montenegro e per l'Italia: Palmanova, Bergamo e la fortezza di Peschiera del Garda (località già inserita nella lista per altri patrimoni dal 2011).
a questo punto urge un riepilogo della giornata...

giovedì 28 agosto 2014

Saper fare liutario di Cremona

"La liuteria di Cremona è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità dal Comitato Intergovernativo Unesco il 5 dicembre 2012.
Il saper fare liutario cremonese è una vera e propria arte di costruzione degli strumenti ad arco, una pratica unica che ha mantenuto caratteristiche, peculiarità e modalità costruttive antiche, legate a un sapere esclusivamente manuale.
Una vera e propria comunità di numerosissimi artisti-costruttori e di botteghe che a Cremona “rinnovano” l’antica pratica trasmettendo il proprio sapere a giovani apprendisti e allievi".


Il tutto, titolo compreso, copiato e incollato dal sito dei patrimoni, perché io di liuteria non ne so un acca, tranne che un compagno di liceo è maestro liutaio e ha la bottega a Quinto proprio di fronte alla casa di mia madre, ma ha origini svizzere o tedesche e oltre a non averlo più visto dai tempi della maturità, non mi è mai stato troppo simpatico.



nel video dell'istituto Luce del 1941 una sintesi esaustiva del concetto con tanto di riferimento ai principali 'maestri' patrii.
voce, Guido Notari (credo).
che poi vorrei proprio sapere chi è stato il primo speaker dei cinegiornali, ma è mistero fitto.
durante le ricerche ho scoperto che i notiziari nascono muti (il primo in assoluto è introvabile, qui il secondo) e il primo sonoro è del 1931.
cosa ha a che fare tutto ciò con i liutai?
niente.
mi sono voluta adeguare allo spirito di questi giorni.
mettere un titolo e sotto sparare cazzate.
esempio? frontex plus una via di mezzo tra il nome di un preservativo e una compressa per il mal di testa.
trovato il nome, si gira pagina. problema risolto.
ma ecco sorgere un nuovo interrogativo.
qualcuno sa spiegarmi perché tutta questa enfasi sul concetto di distruzione dei barconi per evitarne il riuso?
ma perché, a parte quelli programmati ad autodistruggersi a duecento metri dalla riva, gli altri non venivano sequestrati?
ci vorrebbe una tutela unesco anche per Alfano e tutta la cricca: "saper fare il ministro in Italia", ma prima bisognerebbe trovarne uno che sia davvero capace di farlo.

lunedì 7 aprile 2014

Langbärte

un esempio di messa in rete di luoghi accomunati, tecnicamente 'siti seriali' è quello dell'Italia langobardorum (patrimonio dal 2011):
ma quello che più mi stupisce è che questa citazione sia l'unica dell'elenco.
possibile che in Scandinavia, nel Meclemburgo o nelle regioni di transito nessuno sia interessato a trattare l'argomento?
eppure avranno lasciato tracce anche altrove.
e invece no.
pare proprio che il loro estro artistico si sia manifestato una volta varcate le Alpi.
potere del suolo italico.
la differenza con gli Unni è che loro se la facevano crescere (la barba), quella con i bizantini è che invece dei mosaici erano appassionati di gioielli, Franchi, Goti, Visigoti, Ostrogoti, ecc... avranno pure avuto delle peculiarità differenti. Tutti sono invece accomunati dall'espansionismo, come del resto ogni popolo sul pianeta.


Corona Ferrea conservata al museo del Duomo di Monza
che  poi neanche è detto che la corona sia longobarda, anche se ne simboleggia la fama e il pensiero va a Carlo Magno, Napoleone e a quelli che si passano di mano in mano il potere...

(...) Il forte si mesce col vinto nemico,
col novo signore rimane l’antico;
l’un popolo e l’altro sul collo vi sta.
Dividono i servi, dividon gli armenti;
si posano insieme sui campi cruenti        
d’un volgo disperso che nome non ha.


(Adelchi, A. Manzoni)

lunedì 10 marzo 2014

Signori e buona gente, venite ad ascoltare: dei nani le avventure vi andremo a raccontare.  A Mantova sul Mincio, nel Palazzo Ducale, vivono i gran signori in cinquecento sale...

continua a leggere i 'Nani di Mantova' di Gianni Rodari...



Mantova e Sabbioneta, patrimonio unesco dal 2008.



un exursus a 360° su Mantova, i Gonzaga, la nobiltà e la plebe, la cucina, gli usi, fino all'oggi.
ipotesi e proposte comprese, su come superare le problematiche conseguenti alla crisi e agli eventi naturali che hanno interessato la provincia.

galleria fotografica

giovedì 9 gennaio 2014

astrazioni rupestri

la prima pietra.
doveva sembrare ben strano quel cavernicolo col pallino di grattare le pareti dei massi.
un troglodita perditempo che, invece di cacciare, pescare, coltivare, inventare la ruota, prendere a randellate il rivale o costruire palafitte, se stava lì per ore e giorni a scavare con le unghie e rudimentali strumenti figurine e geroglifici che quasi nessuno capiva allora nè avrebbe capito poi.
una sorta di essere primitivo, una mente debole e confusa, un'incapace che vive alle spalle del clan, avranno pensato i coevi.
chissà con quale sgomento la madre e i padri avranno tentato in ogni modo di addestrare, quel primo esemplare così anomalo, a esercizi e passatempi più normali e produttivi.
quante botte, e castighi vari, per domare e irrobustire quel cucciolo d'uomo distratto e svagato che, incurante del prossimo, se ne sta spalle al resto del mondo o appeso a una roccia per raffigurare quello che ha impresso nella memoria osservando gli altri e l'intorno.
quel rumore continuo e incessante che fa scappare le prede, per lui è musica prima ancora che qualcuno la inventasse, quel suo forgiare forme e schemi sarà per lui arte, benché nessuno l'avesse ancora praticata e quell'interesse discreto e partecipe di quella prima ragazza intenerita dal suo operare cosa gli sarà potuto sembrare altro che affinità elettiva anche se le parole per descriverla erano a lui sconosciute?
Testimonianze dell'arte rupestre della Valle Camonica
primo sito italiano del patrimonio Unesco (1979).

domenica 5 gennaio 2014

"Salvatico è quel che si salva" (Leonardo da Vinci)


dell'opera multimediale curata dal regista Peter Greenaway esiste anche il video del backstage.

Del cenacolo vinciano, patrimonio unesco dal 1980, restano solo poche tracce sparse tra restauri indigeribili e l'accanimento delle disgrazie che hanno afflitto il capolavoro leonardesco.

Se nonostante l'ambientazione infelice, gli interventi distruttivi, lo scempio del tempo e degli uomini, l'ultima cena, conserva fascino e interesse lo si deve unicamente al fatto che le vere opere d'arte "riescono a trasmettere" a prescindere.
Qualcosa di impercettibile che fa sì che dell'affresco non esista una foto uguale all'altra e nessuna capace di renderne la realtà.



Ciò detto, un particolare del prima e dell'adesso che parla da solo.

giovedì 5 dicembre 2013

misteri dell'unesco

ennesimo arcano, questa volta della fede.
con tutti i monasteri, le pievi e i luoghi di culto posti in cima ai bricchi, perché solo alcuni di quelli siti in Piemonte e Lombardia sono stati fregiati del titolo di Sacri Monti nei patrimoni mondiali?
la risposta è nella motivazione dell'iscrizione datata 2003?
"La realizzazione di opere architettoniche e di opere artistiche di arte sacra in un paesaggio naturale, per scopi didascalici e religiosi, ha qui raggiunto la sua più alta espressione e ha avuto una profonda influenza sui successivi sviluppi del fenomeno nel resto d'Europa. Rappresentano l’integrazione tra l’architettura e le arti in un paesaggio di notevole bellezza con motivazioni religiose in un periodo della storia della Chiesa Cattolica".
mah! diamo un'occhiata...
Sacro monte di Ossuccio (Co)
Sacro monte di Varese (Va), con la Fuga in Egitto di Guttuso (1983)
Sacro monte di Varallo (Vc)
Sacro monte di Orta (No)
Sacro monte di Oropa (Bi)
Sacro monte della SS. Trinità di Ghiffa (Vb)
Sacro monte Calvario di Domodossola (Vb)
Sacro monte di Crea (Al)
Sacro monte di Belmonte (To)
ciò visto, direi che la sacralità dev'essere insita dei luoghi e impercettibile all'obbiettivo fotografico.
il suggerimento, che giungerebbe tardivo semmai dovesse arrivare, è che sarebbe stato meglio aver fatto un capitolo a parte per ciascuna delle diverse religioni, magari scremando dagli elenchi il meglio del meglio, invece di creare miseri pretesti per soddisfare le diverse vanità... ma questo è vero un po' per tutti i patrimoni.
resta il piacere di scoprire l'esistenza di categorie e luoghi, a me, totalmente ignoti e che molto probabilmente mai avrò occasione di visitare e percorrere dal vero.

mercoledì 4 dicembre 2013

stazione d'arrivo

Tirano, stazione di Tirano!
Fine corsa del Trenino della Ferrovia Retica (patrimonio Unesco dal 2008) e quasi interamente svizzero e, per tanto, mai in sciopero e sempre puntuale.
L'Italia rientra per il rotto della cuffia e si aggiudica anche questa nomina per via che il tragitto termina nella Valtellina come attestano le foto.

Tutto qui.
Ma solo per questa volta mi allargo un po' e oltrepasso il confine.
Tornerò? Mah!

martedì 3 dicembre 2013

patrimonio condiviso

Si può dire che il Monte San Giorgio sia il più antico sito italiano tra quelli Unesco. 
Il versante svizzero è inserito nell'elenco dal 2003, quello nazionale dal 2010, ma prima di parlare dei motivi che rendono speciale questo rilievo occorre andare indietro nel tempo, fino al Triassico.
Duecentocinquanta milioni di anni fa, la Terra, era ancora riunita in un unico grande super continente a forma di 'C', detto Pangea.
A nord le grandi masse continentali dell'Eurasia e dell'America settentrionale, a sud l'Africa e il Sudamerica ancora unite a India e Australia.
Al centro della Pangea un golfo, la Tetide, e tutt’intorno un oceano, Panthalassa.
Al centro della Tetide una serie di grosse isole tra cui spiccava il Mega Lhasa Block (l’Himalaya di oggi) e altri gruppi di terre emerse dove oggi è il Canada.
L’Italia al tempo del Triassico, si può dire inesistente.
Affioravano a mala pena le Prealpi lombarde, le Dolomiti, le Prealpi carniche, l’Appennino ligure, quello tosco-emiliano, il campano, il lucano, i monti Peloritani in Sicilia e alcune piccole aree della Calabria e della Sardegna.
Più tardi, nel Giurassico (da 200 a 145 milioni di anni fa), in una porzione della Tetide, si formerà un oceano che prenderà in nome di Oceano ligure piemontese.

L'Italia dall'Era Primaria (da 542 a 251 milioni di anni fa) al Pliocene (da 5,3 a 2,5 milioni di anni fa).

Ma torniamo al Monte San Giorgio che, al tempo del Triassico, era il fondale di una laguna dal clima tropicale, ubicata ai margini dell'oceano Tetide. 
Protetta e, parzialmente, separata dal mare aperto da una sottile barriera corallina. 
Il fondo marino stagnante e povero di ossigeno favorì la conservazione dei resti degli animali che vi abitavano, sia dentro e sia fuori dall'acqua e i diversi sedimenti oggi emersi costituiscono una testimonianza estremamente significativa e utile allo studio dell'evoluzione delle specie in relazione ai cambiamenti geoclimatici in un arco di tempo di oltre quindici milioni di anni.
Gli esemplari rinvenuti ammontano, ad oggi, a circa ventuno mila, fra cui trenta specie di rettili, ottanta di pesci e circa cento di invertebrati. 
Molti di questi reperti, oggetto di studio in Italia (prima) e in Svizzera (poi) dalla metà dell'800, sono esposti e conservati, in territorio italiano, nei musei di Besano, MerideMilano.

lunedì 2 dicembre 2013

i palazzinari del neolitico

Su un totale di 937 siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, noti ad oggi, 111 sono patrimonio Unesco, dal 2011.
Il maggior numero è in Svizzera (56), mentre in Italia se ne contano 19.



Molina di Ledro, Ledro (TR) Trentino Alto Adige
I villaggi palafitticoli sono una delle più importanti fonti archeologiche per lo studio delle prime società agrarie in Europa tra il 5000 e il 500 a.C. e le interazioni fra i gruppi umani delle regioni intorno alle Alpi in particolare.
Fiavé-Lago Carera, Fiavè (TR) Trentino Alto Adige
Le condizioni di conservazione in ambiente umido hanno permesso la sopravvivenza di materiali organici che contribuiscono in modo straordinario a comprendere i cambiamenti significativi durante il Neolitico e l'Età del Bronzo in Europa.
Palù di Livenza – Santissima, Polcenigo (PN) Friuli Venezia Giulia dove, oltre alla fase tardo neolitica, attualmente maggiormente documentata, sembra ce ne sia stata una più antica nel Paleolitico superiore (tra 12.000-10.000 a.C. circa) e nel Mesolitico finale (7.000-6.000 a.C. circa) come sembrano attestare alcuni strumenti in selce. 


Laghetto della Costa,  Arquà Petrarca (PD) Veneto, noto anche come 'laghetto delle sette fontane' e citato nelle 'Ultime lettere di Jacopo Ortis', ha caratteristiche molto particolari. Nelle vicinanze è poi possibile visitare una necropoli databile tra il II e I sec. a.C. ricca di reperti celtici.


Lugana Vecchia, Peschiera del Garda (VR) Veneto
Grazie alla notevole quantità ed importanza dei risultati scientifici, le palafitte restituiscono un’immagine precisa e dettagliata del mondo della prime comunità agricole in Europa, in particolare della vita quotidiana, delle pratiche agricole, dell’allevamento degli animali domestici e delle innovazioni tecnologiche. L’arco temporale di 4000 anni, coperto dalla serie, coincide con una delle fasi più importanti della storia recente dell’umanità: la nascita delle società moderne. 

Belvedere, Peschiera del Garda (VR) Veneto, con i suoi trentamila metri quadrati di estensione è forse, tra i siti presenti nel lago, il meglio conservato e probabilmente abitato in tutte e tre le Età del Bronzo.  


Frassino, Peschiera del Garda (VR) Veneto
Oggi, grazie alla dendrocronologia (datazione per mezzo degli anelli di accrescimento degli alberi) possiamo datare con precisione gli elementi architettonici in legno consentendo di analizzare in dettaglio l’organizzazione spaziale interna dei villaggi preistorici lungo un ampio arco cronologico. I siti palafitticoli sono le migliori fonti archeologiche di cui al momento si dispone per conoscere le culture preistoriche.

Tombola, Cerea (VR) Veneto, una delle pochissime località in cui sono stati rinvenuti reperti utili allo studio sistematico dei materiali terramaricoli.
Due le tipologie più note: la palafitta “su bonifica" realizzata in sponda all'acqua su un'impalcatura appoggiata al terreno, e quella “aerea”, eretta su impalcature sospese sopra il pelo dell’acqua. 


VI.1-Emissario, Azeglio (BL) Veneto.
I siti palafitticoli di Viverone rappresentano le migliori fonti archeologiche di cui al momento si dispone per conoscere le culture preistoriche e, non a caso, è stato proprio questo piccolo borgo biellese il luogo di studio prescelto per approfondire la conoscenza delle popolazioni che qui, centinaia di anni addietro, si insediarono. 

Lavagnone, Desenzano del Garda (BS) Lombardia, dove ha sede il Museo Giovanni Rambotti, politico e mecenate a cui si devono la ricerca e la raccolta di un gran numero di reperti palafitticoli della zona anche se la collezione più nutrita si trova al Museo di Storia di Vienna.


San Sivino, Gabbiano, Manerba del Garda (BS) Lombardia
Buona parte dei reperti sono però invisibili perchè sommersi dall'acqua ma anche dal limo.
Tuttavia sono numerosi i convegni in cui si parla di progetti per riportarli alla luce.


Lucone, Polpenazze del Garda (BS) Lombardia
In particolare, lo scorso fine maggio è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra i comuni italiani sede dei siti palafitticoli per favorire la loro tutela e salvaguardia (mentre il resto cade a pezzi, nda). 



Lagazzi del Vho, Piadena (CR) Lombardia
... e quando, come nel caso di Piadena, i progetti diventano realtà, ciò attira l'interesse di scolaresche ed escursionisti che possono approfittare per visitare le altre zone archeologiche di cui il Garda è 'ricco'.


Bande - Corte Carpani, Cavriana (MN) Lombardia
Castellaro Lagusello - Fondo Tacoli, Monzambano (MN) Lombardia

Nel mantovano si possono trovare ricostruzioni 'didattiche' delle palafitte, ma è soprattutto il Trentino che si distingue dal resto in quanto a varietà e quantità di materiali e cimeli.


Isolino Virginia-Camilla-Isola di San Biagio, Biandronno (VA) Lombardia
Luogo ameno per le ricchezze naturali che può essere apprezzato anche in bici tra laghi, isolotti, palafitte e oasi faunistiche... 

Bodio centrale o delle Monete, Bodio Lomnago (VA) Lombardia


Il Sabbione o settentrionale, Cadrezzate (VA) Lombardia
e anche in questo caso bisogna crederci sulla parola... e il pensiero va ovviamente a Venezia.
quasi mi viene da scommettere che tra un paio di secoli potrebbe assomigliare, e di molto, alla foto qui a fianco.


Mercurago, Arona (NO) Piemonte è il luogo di ritrovamento della prima palafitta italiana (1860)... ma l'area archeologica non è accessibile poiché situata nel mezzo della palude.
In compenso, pare che nella stagione invernale, ghiacci e quindi possa essere 'pattinata' (che poi è una bella soddisfazione pattinare su una palafitta...)