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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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lunedì 7 aprile 2014

Langbärte

un esempio di messa in rete di luoghi accomunati, tecnicamente 'siti seriali' è quello dell'Italia langobardorum (patrimonio dal 2011):
ma quello che più mi stupisce è che questa citazione sia l'unica dell'elenco.
possibile che in Scandinavia, nel Meclemburgo o nelle regioni di transito nessuno sia interessato a trattare l'argomento?
eppure avranno lasciato tracce anche altrove.
e invece no.
pare proprio che il loro estro artistico si sia manifestato una volta varcate le Alpi.
potere del suolo italico.
la differenza con gli Unni è che loro se la facevano crescere (la barba), quella con i bizantini è che invece dei mosaici erano appassionati di gioielli, Franchi, Goti, Visigoti, Ostrogoti, ecc... avranno pure avuto delle peculiarità differenti. Tutti sono invece accomunati dall'espansionismo, come del resto ogni popolo sul pianeta.


Corona Ferrea conservata al museo del Duomo di Monza
che  poi neanche è detto che la corona sia longobarda, anche se ne simboleggia la fama e il pensiero va a Carlo Magno, Napoleone e a quelli che si passano di mano in mano il potere...

(...) Il forte si mesce col vinto nemico,
col novo signore rimane l’antico;
l’un popolo e l’altro sul collo vi sta.
Dividono i servi, dividon gli armenti;
si posano insieme sui campi cruenti        
d’un volgo disperso che nome non ha.


(Adelchi, A. Manzoni)

mercoledì 22 gennaio 2014

arcana dimora

Capolavoro dell'architettura medievale, Castel del Monte fu fatto costruire da Federico II di Hohenstaufen di Svevia nel 1240. E' innegabile che il suo fondatore abbia voluto erigere questo Castello attribuendogli una forma e dei contenuti simbolici fortemente connessi al ruolo imperiale, ma è anche espressione della sua poliedrica personalità di sovrano illuminato, appassionato di matematica, poesia, filosofia, astronomia, capace di anticipare le concezioni rinascimentali. Perfetta sintesi fra scienza, matematica e arte, il castello è stato definito "pietrificazione di un'ideologia del potere”, manifesto della regalità tradotto in un materiale che resiste nel tempo, definito Stupor Mundi.
Iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale Unesco: 1996


Ora, della motivazione data da unesco, la parte evidenziata in rosso è sicuramente vera. 
il resto è fortemente contestabile, senza però nulla togliere a Federico II di Svevia, nè sminuire i suoi poliedrici interessi e frequentazioni.
Da Leonardo a Fibonacci, da Jacopo da Lentini a Pier delle Vigne.



Fondatore dell'Università di Napoli, autore di un trattato sull'addestramento dei rapaci e la caccia, impiantò uno zoo a Palermo e contribuì in modo determinante alla nascita della Scuola Siciliana che segna l'inizio della letteratura italiana.
Crociato, nonostante la scomunica, cantato da Dante nel girone degli eretici ed epicurei, fece erigere numerosi palazzi e costruzioni, ma forse, Castel del Monte lo trovò già confezionato (ma c'è anche chi è sicuro che invece non vi abbia mai messo piede) e si limitò a insediarvici, sicuramente stregato dal mistero che da sempre avvolge il monumento e accomunato lui stesso al mondo o ai mondi esoterici e misteriosi di quel periodo.
Questi aspetti, uniti all'indiscusso amore per le Puglie da parte del sovrano di Sicilia, Germania e Gerusalemme, imperatore del Sacro Romano Impero, ecc, ecc, si oppongono alle fonti che smentiscono la tesi che gli attribuisce la costruzione della fortezza di cui resta oscura la funzione, ma indubbio il fascino e l'armonia.

Resta, a mio avviso e prescindendo dal fatto che la leggenda sia del tutto vera o solo in parte, che in soli cinquantasei anni e in un epoca in cui i collegamenti e le informazioni viaggiavano alla velocità del piè veloce di un cavallo, ci siano stati uomini che sono entrati in contatto tra loro e condiviso esperienze di diverso genere e su svariati argomenti, nonostante le loro principali occupazioni.
Che hanno spaziato per terra, mari, oltre il noto e conosciuto e anche di più.
Hanno saputo vedere, immaginare e creare visioni a cui hanno dato forme tangibili, sono stati presenti e combattenti e al tempo stesso eterei e ispirati.
Personalità che nel bene e nel male hanno lasciato dietro di sè una tale quantità di orme, date, imprese che oggi è molto difficile trovare negli 'eroi' moderni, ammesso che ne esistano.

sabato 4 gennaio 2014

Jarubbèdde e trullari

Un sito che sembra fatto apposta per festeggiare l'inverno tra l'abbagliare della calce sui muri e il soffice candore dei coni ammantati, dove, tra la neve traspaiono i simboli che contrassegnano alcuni tetti.
come per i pinnacoli il loro significato è oscuro, probabilmente legato a superstizioni o al ceto della famiglia.
  i trulli più antichi risalgono al XVI secolo, unicamente perché l'uso era di costruirne uno nuovo quando il vecchio cadeva a pezzi.
oggi, i pochi maestri trullari rimasti, si prestano all'insegnamento della tecnica e l'attività si sta riprendendo offrendo lavoro ai giovani disoccupati della Murgia e non solo.
Alberobello è patrimonio Unesco dal 1996.

domenica 24 aprile 2011

tarantolata_mente

parlo turco forse?

quando dico che leggo tra le righe, capisco il tono ma non la musica, che credo solo in quel che sento oppure che tutto è relativo?

le cose un po' ci sono è un po' no, le devo legare? e con cosa? ma perché?

rifletto? e cosa? sono uno specchio?

aspetto? e chi? per farci cosa?

una goccia cade, per caso, nel mare e va. lo sa su che spiaggia arriva? e se evapora prima?

la penso come la penso e tu come la pensi?

come me? non credo!

e io la penso come te? e che ne so?

e se siamo vicini è per fare cosa?

ma vicini come?

come accostati sul tram?

allora distanti come i poli della terra!

giochiamo ancora?

dimmi di sì o vattene via.

poi torna quando vuoi ma non dire cose sensate che hai preparato per rabbonirmi.

mi annoiano, mi irritano, mi stancano.




"Nel momento del morso la tarantola inietta un fluido quasi impercettibile, il veleno, che uccide subito il paziente col suo contagio, ove non siano pronte musica e danza..."; questa frase del medico Giorgio Baclivi (1668-1707) tratto da un suo trattato sull'argomento dà un quadro puntuale del mito della tarantola. Nella Puglia del Seicento era, infatti, opinione diffusa che l'unica terapia per guarire dal morso della tarantola fosse una danza ripetitiva e progressivamente accelerata, che induceva a contorsioni e movimenti utili a liberare il corpo della vittima dal veleno.