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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

venerdì 31 luglio 2015

geometrica_mente

tralasciando santi poeti e marinai l'acume umano, a differenza del suo opposto, è ben meno rappresentato nella media degli incontri e conoscenze a prescindere dalla somma ottenuta entro il confine che demarca il senno dalla sua perdita o genetica mancanza.
poi, mi son fatta l'idea che l'acume sia innato e l'ottusità possa essere acquisita.
a chi nasce acuto può capitare di morire ottuso, mentre è più improbabile il contrario.
è che l'angolo 'stretto' si può smussare per svariati motivi: dal cozzare contro una superficie piatta all'usura per inascoltato riscontro e riconoscimento, da aspetti caratteriali legati alla disillusione al degrado delle facoltà mentali.
senza volermi attribuire alcun merito, fino ad ora mi son vista affibbiare la nomea di persona particolarmente acuta.
credo bene rassicurare tutto ciò che è sito oltre i confini della cute che è da qualche tempo che ho perso sagacia e, soprattutto, prontezza d'intuito e capacità di ingegno avvicinandomi man mano sempre più alla forma dell'angolo piatto.

al più arriva, come una sorta di retrogusto simile a quello di un vino d'annata, su un binario morto e in assoluto ritardo, un barlume di reazione astrusa che ai più ottusi pare comunque un segnale di finezza e vivacità di ingegno e ai più scaltri un'ombra remota e spenta di antiche attitudini diventate prodromi di un'incipiente demenza.

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