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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

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mercoledì 9 maggio 2012

cose che capitano

capita sempre agli altri perchè se capita difficilmente si viene qui e lo si racconta.
chi c'è racconta quello che capita agli altri e pone spesso distinguo come a dire che a me invece non capita.
però è capitato, più di cinque anni fa mi è capitato che il mondo mi crollasse addosso, però ho resistito e così non è capitato che soccombessi com'è successo a De Niro (lavoro pericoloso il tassista, lui già aveva i suoi problemi, ma in ogni caso è un mestiere che sicuramente aiuta poco a rilassarsi), comunque, bel film Taxi driver.



è anche capitato che negli anni 70 un po' si capisse che la strada che i più avevano scelto aveva gettato alcuni nel dubbio e anche nella china della disperazione e del rifiuto, come se quanto stava accadendo potesse solo portare che capitasse a un sacco di gente di pentirsi quando ormai sarebbe stato troppo tardi.

certo che anche adesso si è capito subito che sarebbe capitato a tanti quello che sta capitando.
a me e a chi passa di qui e legge non capita, ma fuori sì che capita, a qualcun altro sta capitando anche adesso di pensare che farla finita sia l'unica cosa che resta da fare.




le società civili hanno fondato la loro etica sul diritto alla vita, al lavoro e alla libertà e tanto basta.
se poi capita che qualcuno perda la testa, i principi son salvi, si è trattato di casi isolati di debolezza, disagio, contingenze, avversità.
Capita!

immagino che dire che il prossimo passo sarà l'armamento collettivo di massa (sono incerta tra i due sinonimi, nel dubbio li metto entrambi) e spararsi per qualsiasi bazzeccola serva a niente, ma lo dico lo stesso perchè capiterà, anzi sta già capitando anche se ancora si vede e se ne sa poco.


giovedì 23 febbraio 2012

Paz Pazienza (Andrea)


Andrea Pazienza, 26 maggio 1956 - 16 giugno 1988

"Mi chiamo Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza, ho ventiquattr'anni, sono alto un metro e ottantasei centimetri e peso settantacinque chili. Sono nato a San Benedetto del Tronto, mio padre è pugliese, ho un fratello e una sorella di ventidue e quindici anni.
Disegno da quando avevo diciotto mesi, so disegnare qualsiasi cosa in qualunque modo. Da undici anni vivo solo. 
Ho fatto il liceo artistico, una decina di personali e nel '74 sono divenuto socio di una galleria d'arte a Pescara: "Convergenze", centro di incontro e di formazione, laboratorio comune d'arte. Sempre nel '74 sono sul Bolaffi. 
Dal '75 vivo a Bologna. Sono stato tesserato dal '71 al '73 ai marxisti-leninisti.

Sono miope, ho un leggero strabismo, qualche molare cariato e mal curato. Fumo pochissimo. Mi rado ogni tre giorni, mi lavo spessissimo i capelli e d'inverno porto sempre i guanti.
Ho la patente da sei anni ma non ho la macchina. Quando mi serve, uso quella di mia madre, una Renault 5 verde. 
Dal '76 pubblico su alcune riviste. Disegno poco e controvoglia. Sono comproprietario del mensile "Frigidaire". 
Mio padre, anche lui svogliatissimo, è il più notevole acquerellista ch'io conosca. Io sono il più bravo disegnatore vivente. Amo gli animali ma non sopporto di accudirli.


Morirò il sei gennaio 1984".

(Andrea Pazienza da Paese Sera, 4 gennaio 1981)