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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

Visualizzazione post con etichetta amati defunti. Mostra tutti i post
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mercoledì 2 febbraio 2022

r.i.p.

con un po' di fatica scorro un vecchio post che celebrava l'ottantesimo, quando già era nel buio pur restando nel cuore di tantissimi una stella brillante e al tempo stesso 'oscura' e profonda...

una dipartita attesa e da un certo punto di vista una liberazione per chi ha vissuto oltre un ventennio una dimensione inarrivabile ai più.

diverso discorso per David Sassoli che, mai avrei pensato, mi ha lasciato basita e a lungo dispiaciuta, anche perché avrebbe, lui sì, potuto dare il cambio alla presidenza del paese.

un carattere mite e una vasta esperienza ad alto livello che ben avrebbe si sarebbe potuta districare, se la sorte non avesse deciso diversamente.

poi c'è Lorenzo Parelli, un ragazzo comune, che come tanti aveva su tutte l'ambizione di vivere la sua vita e invece è con gli altri che, sempre più numerosi, escono per andare al lavoro e non tornano più.

lutti lì a pesarmi sul cuore per giorni che a uscirne ci metto sempre più tempo e già ne arriva un altro.

venerdì 10 dicembre 2021

Run away, turn away...

non bastava il trittico di questi giorni: prima Silvestro, poi mia zia sul filo dei cent'anni, ieri l'immensa Lina Wertmüller, oggi Steve Bronski.

(urgono rimpiazzi... sono più quelli che vanno di quelli che arrivano)

venerdì 13 agosto 2021

'Così ho visto morire Kabul'

è il titolo dato alle dichiarazioni di Gino Strada a La Stampa di oggi sulla situazione dell'afghanistan che purtroppo riparte come se venti anni fa fosse ieri.

era stanco (giustamente, aggiungo io), appariva sfinito anche dalle battaglie che si sentiva costretto a combattere ogni volta come fosse la prima.

se n'è andato, suppongo senza rimpianti perché ha speso la sua vita per fare tutto l'impossibile di cui solo lui è stato capace e di cui tanti (molti più di quelli che approfitteranno vigliaccamente della sua morte per spargere veleni) gli saranno grati.



martedì 18 maggio 2021

venerdì 12 febbraio 2021

giovedì 31 dicembre 2020

l'ultima fiaccolata

per Agitu Gudeta che il primo dell'anno avrebbe festeggiato con le sue capre felici il compleanno, ieri sera hanno sfilato i tanti che l'avevano conosciuta.

non è morta per le persecuzioni patite nel paese natio, le traversie o per la discriminazione di quelli che si sono sentiti minacciati dalla sua intraprendenza, ma per il gesto di un pastore impazzito forse per invidia, forse per amore, incapace di comprendere e apprezzare oppure cambiare la sua vita.

Agitu mi piaceva, ero sempre contenta quando la intervistavano... ci arrivai preparando il post sulle donne pastore, forse sfuggirà all'elenco di wikipedia (ad ora conteggia duemiladuecentoquarantasei defunti 'famosi) perché 'senza scheda' e sicuramente ci sarà fino all'ultimo secondo di questo 2020 qualcuno che ci lascerà, ma l'ultima  fiaccolata è la sua.

da domani nuovo elenco... tremo per una decina di potenziali amati defunti... ma ogni anno mi accorgo che sono tanti di più coloro che ho sentito vicino anche senza averli conosciuti personalmente o solo grazie a quello che sono stati/e, nel bene perché nel male ammetto che invece mi rallegro quando 'dipartono'.


  

martedì 22 dicembre 2020

de profundis

più del natale stiamo tutti aspettando la fine dell'anno orribilis per eccellenza riponendo unanimemente fiducia e speranza nel 2022 più ancora che nel prossimo che già si annuncia altrettanto penoso e disperante per tanti motivi e sotto svariati aspetti.

sono andata a rivedere i numeri dei decessi del precedente bisestile che, come questo, falciò tantissimi personaggi famosi e illustri.

allora furono milleottocentoquarantatadue, mentre, ad oggi, il 2020 ne ha visti involare duemilacentosettantanove a cui si aggiungono i tanti dipartiti causa covid che famosi lo sono stati solo per i famigliari e amici, ma che hanno comunque segnato l'umore e arrecato dispiacere nell'animo di chi resta a districarsi in questi tempi così difficili e dolorosi.

l'anno in corso ha ancora qualche giorno per fare altri danni, il 2021 il compito di ripararli, almeno si spera.

nel 2016 il personaggio più illustre che ci abbandonò, creando il massimo cordoglio collettivo, fu, a mio parere, David Bowie, nel 2020 ancora non si può dire, ma propendo per Diego Maradona che da noi ha da contendere il primato con Paolo Rossi.

il 7 dicembre ci ha lasciati l'ultima (o penultima) grande donna del novecento, Lidia Menapace.

lucida e combattiva fino all'ultimo come l'ha interpretata Mauro Biani che ci ricorda un altro impegno che tutti dobbiamo prendere per liberare subito Patrick Zaki e tutti quanti siano detenuti per pretesti politici dai regimi totalitari (e non) e rendere giustizia a quanti ne sono rimasti vittima, Giulio Regeni in testa.

da questo 2020 mi aspetto ancora disgrazie e ho così fretta di chiuderlo che vorrei addormentarmi stasera e svegliarmi domani che è già il primo gennaio 2022 come fosse il giorno dei morti, con le persone che pensano a chi è andato più che a festeggiare per poi lavorare con impegno a tutti i migliori progetti utili a giustificare la presenza umana sul pianeta invece che a distruggerlo.

la solita utopia e buoni propositi, ma ci spero ancora...


domenica 20 settembre 2020

compagna rossanda

è l'aggettivo più usato a definirla ma il meno adatto a descrivere Rossana Rossanda che oggi ha smesso di partecipare, così come ha voluto fare fino al mese scorso, alla vita sociale e politica attuale invece di limitarsi ad assistere come le sarebbe spettato di diritto per la veneranda età e per tutte le lotte sostenute, le parole e l'impegno spesi e profusi senza poterne vedere né apprezzare i risultati.

mente lucida e autocritica di una sinistra degna di questo nome che invece di seguirla e comprenderla scelse di ripudiarla appena prima di perdere per sempre se stessa.

fedele e coerente agli ideali, perseverante nella linea di una rettitudine desueta e impraticata da chi oggi (forse), si dice toccato dalla sua morte e ipocritamente la compiange elevandola su altari su cui sicuramente a lei sarebbe stato indifferente salire.

personalità troppo complessa da comprendere e apprezzare a meno di essere stati, come lei, ragazze e ragazzi (comunisti) del secolo scorso...

giovedì 10 settembre 2020

indifendibili

 


tante, troppe vicende dolorose e violente hanno contraddistinto e stanno caratterizzando un clima da tempo avvelenato e ammorbato dalle complessità del momento.

consola che ancora ci sia e abbia voglia di uscire a manifestare una molto più rilevante folla di persone che pacificamente prende le distanze, ma gli indifendibili cominciano a essere tanti.

dai poliziotti che imperversano insensatamente soprattutto oltre oceano, ma non solo, ai genitori che massacrano i figli o li buttano appena nati nell'aiuola sotto casa.

bene a fatto il presidente della regione lazio a dichiarare fin da subito che le istituzioni si faranno carico delle spese legali della famiglia di Willy, il ragazzo dall'irresistibile sorriso morto schiacciato dai colpi di un branco di furie ignoranti e vigliacche allevate e cresciute probabilmente nel deserto di sentimenti e opportunità delle periferie urbane abbandonate e 'funzionali' a sistemi politicamente estremi e al malaffare.

riposino in pace tutti gli angeli caduti vittime dell'impazzimento generale e soprattutto ci si impegni di più per prevenire disgrazie annunciate e denunciate invece di sottovalutarle e ignorarle come è accaduto al piccolo Evan.


mercoledì 2 settembre 2020

Passepartout

trasversale in un po' in tutti i sensi, Philippe Daverio, sapeva accompagnare e interessare i suoi spettatori con una narrazione mai banale, priva di toni saccenti e zeppa di spunti e riferimenti spazio temporali capaci di descrivere l'immortalità delle opere veramente capaci di restare sempre attuali perché infinite.
un ricercatore di linguaggi descrittivi della sua materia che sapeva mettere a disposizione di tutti, un incantatore avulso dalle etichette dei modernismi e delle fazioni politiche che avrebbero voluto impossessarsene.
cosmopolita e visionario con una impronta pratica di sano realismo critico che lo ha sicuramente ostacolato, senza mai spegnerne il sorriso beffardo e ironico.
da poco uscito l'ultimo libro testamento della sua filosofia e immane cultura.

lunedì 6 luglio 2020

con parole sue...

«Io, Ennio Morricone, sono morto lo annuncio così a tutti gli amici che mi sono stati sempre vicini e anche a quelli un po’ lontani, che saluto con grande affetto. Impossibile nominarli tutti. Ma un ricordo particolare è per Peppuccio e Roberta, amici fraterni molto fraterni in questi ultimi anni della mia vita. C’è solo una ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare nessuno. Voglio ricordare con amore le mie sorelle e i loro cari e far sapere loro quanto gli ho voluto bene. Un saluto intenso e profondo ai miei figli, mia nuora, i miei nipoti. Spero che comprendano quanto li ho amati. Per ultima Maria, ma non ultima. A lei rinnovo l’amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare. A lei va il mio più doloroso addio».

l'ho saputo in serata e mi sono tanto commossa per la grazia e la delicatezza con cui ha salutato il pubblico che lo ha sempre applaudito con ammirazione e orgoglio. mi consola pensarlo con l'amico ritrovato, l'altrettanto grande Sergio Leone con cui, se esiste un aldilà, sono certa realizzerà ancora tanti capolavori per quando e chi li raggiungerà.


domenica 21 luglio 2019

erano famosi

dal 15 giugno, ma soprattutto in questi giorni, pezzo per pezzo si sta disfacendo il gotha di riferimento culturale della mia generazione.
tanti novantenni (zeffirelli, valentina cortese, mordillo, ugo gregoretti, joão gilberto, camilleri, de crescenzo, francesco saverio borrelli, agnes heller, cèsar pelli, ilaria occhini, marisa merz e chissà che ne seguano altri...) che, giustamente, se ne sono andati e tra loro alcuni, più di altri, ci hanno lasciato e allo stesso tempo portato via qualcosa che ho l'impressione vivrà ancora solo nell'illusione di chi li ha conosciuti e apprezzati.
probabilmente, anzi sicuramente, ci sono eredi altrettanto nobili, ma mi chiedo se rappresentino gli stessi valori o se invece (il più tardi possibile) l'emozione collettiva per un lutto sarà spesa per uno dei personaggi tra quelli in voga adesso e cioè ciarlatani, ladri ignoranti irrispettosi e prepotenti.



i giovanissimi guardano già altrove, apprendono modelli e stili che 'aborro' e che considero indegni di questo nome in quanto effimeri portatori di inutili e vuoti messaggi in trap 'Anche se non so come si fa (skrrt) Uuh, un pezzo trap (skrrt) Mi sono svegliato ho scritto un pezzo trap' (testo) un genere che amerei giusto nel caso in cui lo vedessi morto.

giovedì 18 luglio 2019

il filosofo pop



un uomo eclettico, divertente e sapiente allo stesso tempo.
qualità rare che ha coltivato e applicato senza mai imporsi o gloriarsi, tanto da apparire più come un simpatico improvvisatore di narrazioni dotte mescolate di vita e accenti partenopei invece di un divulgatore capace di far comprendere con semplicità il pensiero dei filosofi illustri che lo hanno preceduto e tanto altro...

mercoledì 17 luglio 2019

giovedì 23 maggio 2019

in_capaci


come dare torto al presidente dell'antimafia di palermo e a coloro che hanno deciso di disertare l'evento commemorativo ufficiale preferendo ricordare, come fanno ogni giorno, gli uomini che sono caduti lottando contro l'inestirpabile mafia.
Giovanni Falcone credeva che come ogni fenomeno anche quello prima o poi sarebbe finito, io ne dubito.
anzi, la mafia, si rigenera e si rimodella in base alla società in cui si trova a interagire trovando sempre spalleggiatori e complici nelle alte sfere e nei governi di qualsivoglia colore.
pensare di sconfiggerla è come pensare di cancellare la rabbia o qualsiasi altro sentimento umano.
l'unico comportamento utile è contrastarla con ogni mezzo così da toglierle l'aria e tallonarla come fosse un latitante in fuga.
invece resta solo l'intenzione fatta di buone parole e slogan da esibire in occasione delle ricorrenze e se capita durante una campagna elettorale la passerella si allunga quanto il naso degli oratori.
il 18 maggio avrebbe compiuto ottant'anni, Francesca Morvillo sarebbe una elegante ultrasettantenne e gli uomini di quella scorta veleggerebbero intorno ai cinquant'anni, ben lontani dalla pensione, ancora in servizio con i tanti che, pancia a terra e con una dotazione di mezzi e strumenti investigativi appositamente sottodimensionati e carenti rischiano di finire nel mirino di un fuoco 'amico' degli amici dei cugini dei compari incestuosamente imparentati, collusi e intoccabili almeno fino al cambio della guardia dei vertici o perché si deve ogni tanto dare una ripulita per far spazio alle nuove leve.

lunedì 18 marzo 2019

ultima ora



il concerto di un anno fa (81 anni)... non solo chitarrista, ha il fiato anche per strombettare when the saints go marching in, ma tutti se lo ricordano per la mitica miserlou... se esistesse l'aldilà sarebbe bello farci un giretto per spiare (anche pagando il biglietto) cosa combina insieme ai tanti colleghi musicisti e magari passare nel girone dell'arte, della filosofia, del libero pensiero, in tutti i mondi che, pezzetto per pezzetto, stanno staccandosi e se ne vanno da qui.

giovedì 20 settembre 2018

inge

mi piace pensarli così, nonostante la vita vissuta insieme sia in fondo durata solo dodici anni sui tanti che lei ha trascorso senza giangiacomo ma come se ci fosse perché di fatto gli è rimasta fedele negli ideali e nell'attività ad essi collegati.
per tanti Inge è una perfetta sconosciuta, al più, ex moglie di un attentatore maldestro, per me l'addio a un pezzo di un mondo che è andato in pezzi in cui mi trovavo molto meglio di quanto (poco) riesca ad abitare quello di oggi.


venerdì 4 maggio 2018

jerusalem

fonte <click>

parte il giro d'italia, la prima grande corsa a prendere il via fuori dai confini europei e lo fa da israele rendendo omaggio a un Grandissimo.
alla fine ho deciso, tra lui e il rivale coppi, lo preferisco.
rude, schivo, schietto, umile, ironico e generoso.
sarà il sole, sarà il vento ma oggi mi sento addirittura un po' orgogliosa per l'appartenenza a una etnia che tra innumerevoli difetti è capace di incarnare il peggio del peggio del genere umano ma anche di slanci di rara umanità.
penso alla storia del bambino incurabile a cui è stata agevolata in ogni modo la possibilità di un tentativo di salvezza, agli sbarchi che contro tutto e contro tutti trovano comunque mani pronte ad accogliere tra i flutti, ai tanti che tra infinite difficoltà e controcorrente lavorano per un ideale positivo.
capita spesso che solo una volta morti si ricevano encomi per quanto fatto in vita, a Gino ci sono voluti ulteriori diciotto anni ed è poco perché quel che ha fatto sembra ancora poca cosa.
un po' per via che mai se ne è vantato, un po' perché era un ciclista.
e invece è proprio questo che rende ancor più epica la sua impresa.
un personaggio che avrebbe potuto accontentarsi della propria carriera con in più l'alibi che la categoria allora, più di adesso, certo non brillava in quanto a cultura e ideali politici e invece, nel silenzio, nell'anonimato e nella segretezza ha compiuto un gesto di una nobiltà assoluta.
che poi chiamarlo gesto è riduttivo.
ha macinato centinaia di chilometri in ogni stagione in bicicletta su strade polverose e impervie senza scorta, né supporter, col cuore in gola, ne sono certa, a ogni pedalata per la fatica e per la paura di non riuscire ad arrivare in tempo, di una imboscata, di una pattuglia, di un arresto che poi c'è stato ma è andata bene perché i documenti erano ben nascosti nella canna della bici.
un grande di altri tempi che ha vinto tanto e qualcosa in più che ha preferito tenersi per sè invece di gloriarsene, insomma uno strano uomo che sembra schernischi dall'oltre tomba quando gli rendono tardivamente merito...