
Morti? Finti morti.
O veri?
Quattro gatti e un cane che leccava la mano del padrone era vera preoccupazione e incomprensione attonita nel silenzio di un minuto solo e poi un applauso a cosa?
Non pioveva anzi c'era il sole a colorare le bandiere sbiadite dei reduci del post guerra mondiale atomica e religiosa tra poveri e poveracci (povere e poveracce).
Così è.
Cosa mi porto?
I ricordi di mia zia, perchè i miei li ho persi e non li voglio indietro.
Ma sto bene, anzi avrei da dire sull'amicizia, la coerenza, la fedeltà a sè stessi/e e l'amor proprio, le stagioni e il maltempo.
Ma intanto mi alzo, tiro sù col naso, sono stanca che avrei voluto mi alzassero e mi portassero al cimitero.
Di fianco al corteo funebre per la pace marciapiedi di gente con il volto girato verso le vetrine, non si è tirato dentro neanche un passante, procedevano tutti nell'altro senso di marcia, quello di chi va via, si tira fuori.
Son constatazioni che mi abbattono il morale e procedere con l'animo incattivito in direzione ostinata e contraria per puro spirito di sopravvivenza, per amore per l'umanità che si è venduta al diavolo per quattro denari.
Ma sto bene. Lo so che in qualche modo il mondo va avanti anche i mulini a vento si sono estinti, resta solo di dar calci alle onde e prendere a schiaffi la pioggia che tanto siamo anche quello, siamo fatti anche di quello.
collegato al post Attraverso terre dove piove, strade