ora, va tutto bene, ma perché 262?
ho provato a moltiplicare per 5 (giorni lavorativi), per 3, per 2, per 30 e pure per 31, ma niente. nessun risultato porta a un importo 'tondo'.
nemmeno la divisione per 8 o per 4 (presunte) ore di lavoro giornaliere.
allora perché far pagare 7.500 euro a settimana per soggiornare in un casale della sua tenuta invece, che so..., di 7.437?
sicuramente alla base della cifra stabilita c'è un calcolo, ma quale?
comunque sia, volevo solo informare la coppia che se desiderasse venire a zappare l'orto di teti, portandosi da casa da bere e mangiare, la chiudiamo con 30 euro al giorno, senza nemmeno bisogno di condividere canti e improbabili lezioni di coltivazione spacciate per sedute terapeutiche...
se poi volessero approfittare per imparare un po' d'italiano (che sarebbe quasi ora), a quello ci possono pensare i meconici villici, basta partecipare alle serate urlanti dell'ameno sito.
adesso smetteranno di 'lamentarsi' i 'fortunati' che per pochi euro raccolgono pomodori e umiliazioni dai caporali mafiosi.
per fare più o meno lo stesso lavoro, in toscana, c'è chi deve addirittura pagare!
ma quanto mi è scaduto il noto filantropo inglese...
prima, la 'notiziona' che gli eredi dovranno fare a meno dei suoi soldi e, adesso, la vendemmia a pagamento.
e dire che ci sarebbe tanto piaciuto continuare ad apprezzarlo solo per le doti canore, recitative e musicali.
PS poi c'è di peggio. leggo or ora di una cooperativa che assume previo esborso di quattromila euro di cui un quarto a fondo perduto...
provvisoriamente _ ironicamente _ fugacemente _ instabilmente _ cinicamente _ p a r a l l e l a m e n t e_click
.
(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
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bella o brutta che sia, mi soddisfa e tanto mi basta.
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lunedì 1 settembre 2014
domenica 19 gennaio 2014
Roxana e i pupi
traduzione
come resistere?
troppo buffa la storia della suora che a sentir la badessa "ha fatto tutto da sola" e a sentir lei è "incinta a sua insaputa", ma comunque il piccolo si chiamerà Francesco e così la barzelletta è finita.
altrettanto esilarante che, alla fine, l'incontro tra i pupi ci sia davvero stato e con summa soddisfazione per la profonda sintonia.
e così anche gli ultimi dubbi sulla credibilità del nuovo (?) leader (?) della sinistra (?) sono fugati.
ora si aspetta la consultazione con il mostro di Avetrana e Violetta di XFactor, che in quanto a popolarità se la battono con i due pupastri.
l'unica nota dolente di questa domenica acquosa, la pioggia.
mica una roba normale!
a parte il fatto che son settimane che piove, da stanotte si è scatenato un inferno, altro che rimetterci un dito!
Tra nubi tonanti, improvvisi scrosci di grandine penetrano la terra che poi li sputa da bocche improvvisate che colano, a secchiate, quel che hanno raccolto goccia a stilla.
Il vento imbianca, si inghiotte le cascate e tutto scompare.
Quando s'alza ne escono due poiane in volo come reggessero lo strascico dell'onda che sbatte sul monte prima di cambiare direzione e poi svanire.
Nel latteo elemento che racchiude i rintocchi del mezzo dì, i lampi si scorgono appena.
Come apparizioni allucinate che incupiscono nel loro rimbombo.
Quando la tempesta sembra avviata al tramonto, un'altra sorge al suo posto da direzioni diverse da quella, ma convergente e insistente. Ossessiva.
I rigagnoli si moltiplicano e si credono torrenti mentre, quelli, già derapano a tutto gas tra le sponde e poi contro gli argini fino a quando cozzano e vengono come strozzati e allora sfogano la loro piena inventando nuovi tragitti per arrivare, prima della corrente che li spinge alle spalle, al loro mare.
PS. Tutto quel che incontrano o travolgono nel frattempo è un'altra storia.
mercoledì 12 giugno 2013
così piccola e fragile
traduzione
mi sveglio e inaspettatamente le dita faticano a chiudersi e nonostante il dolore insisto, ma ben presto capisco che forse ho superato un limite invisibile e inavvertito e le mani ne hanno sofferto.
poco male, un giorno di riposo.
quella destra in effetti si riprende, la sinistra invece è peggio di ieri.
il guaio è stato localizzato.
ha a che fare con l'anulare.
provo con la solita pomata magica, ma peggiora e anche la fasciatura è inefficace a lenire il male.
ci dormo sopra una seconda notte in cui spesso vengo risvegliata da fitte insopportabili.
al mattino provo col ghiaccio.
va un po' meglio.
le altre quattro dita riprendono a funzionare, ma sono senza forze e l'anulare fa ancora molto male, dall'unghia al palmo della mano.
comincio ad assumere arnica in grande quantità e decido che se non migliora, domani vado dal dottore.
evento rarissimo, sia l'assunzione di rimedi, benché omeopatici, sia il consulto medico.
morale? l'orto risentirà di questa momentanea invalidità, ma soprattutto è necessario rivedere il mio impegno fisico nella sua cura.
gli altri problemini alle cartilagini e giunture si sono sempre risolti, ma questa volta la cosa appare più grave.
al momento ho immobilizzato la parte offesa e conto in un miglioramento a breve che almeno mi permetta di svolgere le normali attività.
è la storia della mia vita: troppo piccola (e rospa) per fare la top model e troppo fragile nel fisico rispetto a una mente con uno spiccato senso di onnipotenza.
in più ci si mettono 'gli amici' serpenti che mi fanno sapere che tutto propende verso una tetris molto simile a paulette.
il film lo vedo in giornata, ma intanto faccio sapere 'all'amico' che l'anulare è off, ma il medio funziona benissimo! (:P)
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